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sabato 24 settembre 2011

Sicilia. Criteri e modalità di erogazione del bonus per la nascita di un figlio

La Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 19 agosto 2011 tiporta il decreto del 5 agosto 2011 concernente i criteri e modalità di erogazione del bonus per la nascita di un figlio. Il decreto è stato emesso in applicazione dell'art. 6, comma 5, della legge regionale 31 luglio 2003, n. 10.
L’importo del bonus di 1.000 euro sarà assegnato agli aventi diritto nei limiti dello stanziamento di bilancio regionale pari a € 1.800.000,00.
Il bonus rappresenta un sostegno alla procreazione per le famiglie meno abbienti.
I periodi di pagamento saranno tre; si legge infatti: “si procederà all’erogazione con tre piani di riparto riguardanti i nati nei seguenti periodi: 1 gennaio - 30 aprile 2011; 1 maggio – 31 agosto 2011; 1 settembre - 31 dicembre 2011.
Le tre graduatorie scaturiranno: dalle verifiche del parametro reddituale, ossia avranno priorità i nuclei familiari con minor reddito Isee riferito all'anno 2010; dal numero dei componenti il nucleo familiare e a parità del precedente requisito, i nuclei con maggior numero di componenti avranno priorità; a parità dei suddetti requisiti sarà preso come parametro la data di nascita dei soggetti beneficiari, ossia l’ordine cronologico delle nascite.
Si tenga presente che a seguito delle verifiche dell’Agenzia delle Entrate ottomila famiglie (dicesi 8.000) saranno chiamate dal ministero dell'Economia a restituire il bonus bebè da mille euro ottenuto in seguito alla Finanziaria 2006, ed infatti sono in corso di recapito ai soggetti interessati le lettere dell'amministrazione che contestano l'incasso dell'assegno per aver autocertificato in maniera sbagliata il proprio reddito,
Ad ogni modo per presentare la domanda  per la concessione del bonus occorre:
-essere in possesso della cittadinanza italiana o comunitaria ovvero, in caso di soggetto extracomunitario, titolarità di permesso di soggiorno;
-avere la residenza nel territorio della Regione siciliana al momento del parto o dell’adozione (i soggetti in possesso di permesso di soggiorno devono essere residenti nel territorio della Regione siciliana da almeno 12 mesi al momento del parto);
-che la nascita del bambino sia avvenuta nel territorio della Regione siciliana;
-che l’indicatore Isee del nucleo familiare del richiedente non superiore ad € 5.000,00.

venerdì 23 settembre 2011

La Giunta Lombardo si gode la vita come se la Sicilia fosse il Dubai

Sicilia
Fonte: Quotidiano di Sicilia
Le 144 auto a disposizione di politici e amministratori regionali bruciano più del doppio di chilometri delle 86 della Regione Lombardia.
Nella spesa per le auto bisogna aggiungere anche quella per i rimborsi dovuti all’utilizzo di auto private e taxi, nonchè noleggi di breve durata.
Da noi i sensibili assessori della Giunta Lombardo continuano nella loro vita dorata
Il ministro Brunetta ha attivato il monitoraggio sulle auto blu della pubblica amministrazione col preciso intento di spingere alla riduzione della spesa in questo settore. A livello nazionale si è pervenuti ad un decreto del presidente del Consiglio, registrato dalla Corte dei Conti lo scorso 1 settembre, che ha imposto un grosso freno al numero di auto a disposizione delle autorità ad uso esclusivo.A questo punto “stona” moltissimo leggere che all’Ars (Assemblea Regionale Siciliana) ci sono ben 14 auto blu blu, in pratica quelle con autista a uso esclusivo delle più alte cariche, mentre in Consiglio Lombardia ne hanno appena due.Stona ancora di più apprendere che alla Regione Sicilia ci sono 164 dipendenti addetti a scarrozzare i membri della Giunta e i dirigenti per quasi tre milioni di chilometri nel 2010 per una spesa di quasi 9 milioni di euro.

Regione Sicilia. Un esperto ci ha spiegato che non c’è più trippa per gatti, che non ci sono più risorse

I dipendenti della Regione Sicilia guadagnano il 49% in più rispetto ai colleghi ministeriali e il 44,5% in più rispetto ai dipendenti delle altre Regioni e degli Enti locali.
Nei giorni scorsi, nessuno ci crederebbe fuori dai confini italiani, hanno avanzato mediante le loro rappresentanze sindacali richieste di aumenti retributivi.
Il fatto è grave non tanto per la richiesta in sè, bensì per il fatto che è da presumere che costoro non leggono i giornali e non si tengono informati. Un apparato burocratico che non è a conoscenza del baratro in cui versa il paese (l’Italia) e della necessità per la regione (Sicilia) di dover effettuare tagli alle proprie spese per circa 3 miliardi di euro è un apparato scadente e incompetente. Diciamo questo non per cattiveria verso questa categoria di lavoratori ma perchè non ci capacitiamo ad immaginare che costoro non abbiano sentito parlare dei "tagli" che si devono fare alla spesa pubblica, a cominciare da quella che  si èappano i politicanti.
Costoro, i dipendenti della Regione, che hanno chiesto gli aumenti, non sanno che in Grecia i dipendenti pubblici vengono licenziati e quelli che restato continuano a lavorare con retribuzioni tagliate, ridotte da alte percentuali a due cifre ?
I dipendenti della Regione Sicilia devono ritenersi fortunati almeno fino a quando l’Armao di turno non procederà ad allineare i loro stipendi a quelli degli altri italiani.
Qualcuno, in questi giorni, ci ha spiegato che non c’è più trippa per gatti, che non ci sono più risorse.
Alla gente si chiedono sacrifici pesanti, ed altri arriveranno entro fine anno. Non è possibile che in questa situazione di grave difficoltà vi siano ventimila persone che guadagnano molto di più di quanto dovrebbero e migliaia di altre persone inserite mediante raccomandazione nelle partecipate regionali e locali che, anch’esse, guadagnano molto più della media.
Il risultato di questo marasma retributivo è che la Regione si trova con le casse vuote. Vi è un altro risvolto a quanto finora detto e cioè che senza risorse finanziarie la Regione non può cofinanziare i progetti approvati dall’Unione europea, con l’ulteriore danno di non creare nuovi posti di lavoro, prodotto interno lordo e ricchezza che possa essere dopo tassata.
Una situazione insostenibile !
Il vero problema, la cosa più grave che possa capitare a questa terra è che i responsabili delle istituzioni, cioè i deputati regionali, il governo diretto dal signor Raffaele Lombardo e la folta (2.200 unità) dirigenza non colgano la gravità; infatti hanno continuato a fare le proprie ferie distraendosi dall’incendio che sta avvolgendo la barca su cui stiamo tutti i siciliani.
L’assessore Armao dice che taglierà 2,7 miliardi in tre anni. Sbaglia i conti, a sentire alcuni analisti: servirebbero, a giudizio di costoro, 3,6 miliardi già fin dal 2012.
La stretta del Governo centrale, anche con la prevedibile uscita di Tremonti, non è finita. I tagli ulteriori che farà chi dovesse subentrare a Tremonti costringerà tutti a diventare virtuosi, nostro malgrado, e a organizzare servizi efficienti, che costino poco in relazione a quello che danno.
La questione è tutta qui. Occorre che i dirigenti diventino virtuosi, lavorino per obiettivi con la consapevolezza che se non li dovessero raggiungere dovranno lasciare il posto a chi sa fare più e meglio.

giovedì 22 settembre 2011

La nostra cultura, la nostra visione del mondo, da 2.500 anni è sempre stata occidentale. Fino a quando ... ancora ?

Nelle settimane scorse il mondo ha appreso che la Cina è il più grosso finanziatore dell'immenso debito pubblico degli Stati Uniti d'America (1.000 miliardi di dollari; ripetiamo 1.000 miliardi di dollari).
Molto più modestamente noi italiani, attraverso le discrete iniziative del Ministero del Tesoro, stiamo tentando di convincere la Cina a comprare un pò dei nostri discreditati B.P.T.
Un paese che finanzia l'Occidente, quindi.
Un paese che finanziando, inevitabilmente, condiziona.

La Cina !
Un libro appena uscito (“Eclipse”, di Arvind Subramanian, professore in uno dei più prestigiosi istituti americani di economia internazionale) spiega che nel 2030 (fra una ventina di anni) il prodotto nazionale lordo (il pil) cinese sarà il primo del mondo (23 per cento di quello mondiale, contro il 12 per cento degli Stati Uniti) e che la Cina avrà un indice di “dominio economico” del 18 per cento (contro il 10,1 degli Stati Uniti).
L’Europa ci sarà? O sarà composta da piccoli, irrilevanti Paesi a rimorchio dei grandi? 
E' probabile che l'Europa esisterà come entità geografica ma non politica e si ostenterà sulla scena mondiale come quei nobili decaduti per il cieco egoismo, per il provinciale populismo alla berlusca, per la mancanza di “vision” dei suoi dirigenti politici.

Da lunedì avviamento dei lavoratori forestali

Presso gli uffici del lavoro lunedì prossimo inizierà l'avviamento dei lavoratori forestali.
L'azienda forestale curerà le richieste nei limiti delle risorse finanziarie di cui dispone e che -si legge in un comunicato della Flai-Cgil- a malapena permetteranno a ciascun operaio di raggiungere il numero di giornate lavorate nell'anno presiste dalla legge 14/2006: 78 gg, 101gg e 151gg.
In pratica la Regione sta disattendendo gli impegni assunti con le Organizzazioni sindacali.
Il governo progressista (si fa per ridere) presieduto da Lombardo, sostenuto dallo sbandato P.d. isolano, forse vuole iniziare i tagli alla spesa pubblica a cominciare da chi meno riceve, salvaguardando ovviamente l'immenso parassitismo che alligna nella Regione Sicilia.

Tutto il mondo ride del nostro Berlusconi - Solamente la gerarchia cattolica .... ...... .....

La prima repubblica per quanto riguarda i principi cattolici è risaputo su come funzionava. La Chiesa aveva delegato una parte della sua dottrina al partito della Democrazia Cristiana e non osava intromettersi in forma diretta, apparente, nella conduzione dello Stato. La Democrazia Cristiana fra contradizioni e sforzi di composizione interna restò, nella sostanza, un partito laico, nel senso che tranne che nei primi anni del dopoguerra non fece del fondamentalismo una bandiera; si battè in maniera più o meno convinta contro il referendum del divorzio e quello sull’aborto regolamentati con legge dello Stato, ma ne accettò i risultati.
In un certo senso quel partito svolse il ruolo di “filtro” fra le vocazioni clericali e quelle di uno stato laico attento alle esigenze pluralistiche delle società moderne, che devono tenere conto di tutti i filoni culturali e religiosi presenti nella società.
In questi ultimi venti anni di seconda repubblica le cose sono andate diversamente. La Chiesa in teoria non ha avuto un suo partito referente e spesso ha affermato direttamente con forza i principi fondamentali della religione. Qualche saggista ha definito il periodo di guida della chiesa italiana da parte del cardinale Ruini come quello in cui si tentò di rimettere in discussione l’evoluzione avvenuta nella società nei quarantenni precedenti.
Questioni come il divorzio, l'aborto, l'eutanasia, le coppie di fatto e la procreazione assistita sono state considerate “aperte”. Le pretese dogmatiche della Chiesa cattolica hanno però mostrato grosse contraddizioni nascoste nei cosiddetti 'valori assolutì che essa teoricamente difende. In pratica è nato durante la presente seconda repubblica un 'nuovo partito di  Diò. Un partito, guidato dal Cardinale Ruini e dal Cardinale Bagnasco, e sostenuto da un gruppo ben ramificato di giornalisti, politici e intellettuali. Uomini di primo piano, tra i quali spiccano i Teocon e i Teodem, ostili alla moderna civiltà illuministica, scientifica e razionale, uomini spesso definiti “atei devoti” nel senso che pur non essendo credenti si sono messi al servizio della chiesa. Fra questi uomini spiccano l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, che scrisse un libro sulla situazione spirituale dell’Europa congiuntamente all’attuale pontefice tedesco. Fra questi “atei devoti” spicca inoltre, non solo per la sua mole, il direttore de “Il Foglio” Giuliano Ferrara.
Nel contesto che abbiamo tentato di tracciare in questi anni c’è stata quindi una controffensiva clericale contro la modernità per il reingresso della religione nella politica. Tutto questo ha implicato, col supporto degli "atei devoti" un accordo con gli inquilini dei palazzi del potere, col berlusconismo in buona sostanza. L’accordo ha visto le maggioranze parlamentari legiferare contro eutanasia (anche per chi credente non è), regolamentazione delle coppie di fatto (anche per chi credente non è), procreazione assistita (anche per chi credente non è).
La Chiesa di Bagnasco è andata a braccetto con il governo di Berlusconi ma non ha speso alcuna energia per il governo retto dal “cattolico” Romano Prodi. Questa chiesa ha addirittura tentato di mettere l’aureola all’uomo delle escort di palazzo Grazioli. Gli incontri fra Bagnasco e Berlusconi avvenivano in terrazza su piazza di Spagna, a cena nella casa di Bruno Vespa.
Mons. Fisichella era incaricato di spiegare ai giornalista, a mò di addetto stampa, che le scivolate etiche di Berlusconi erano “piccole cose” cosicchè gli si poteva somministrarsi la “comunione” e comunque se gli scappava qualche “bestemia” registrata dalle televisioni erano da ritenere solamente delle …battute.
Oggi, nel settembre 2011, Berlusconi è al punto che non può partecipare all’Assemblea dell’Onu dove si discute dell’assetto del dopoguerra libico, della Siria, della Palestina e di altre questioni importanti per lo stesso tenore di vita degli italiani (chi piglierà il grosso del petrolio libico ? la Francia, ovviamente) perché nessuno dei capi di stato presenti ha voglia di stringergli la mano.
La Chiesa di battaglia di Ruini e Bagnasco, la chiesa dei principi “assoluti”, negli ultimi due mesi dove si è trasferita ? Tutti i telegiornali del mondo aprono ogni giorno col nostro ridicolo premier che ha trasformato tutte le istituzioni in “bordelli”, bordelli del sesso e bordelli della corruzione. La chiesa, la chiesa della rigidità di Ruini e Bagnasco dove vive ? Il dotto Fisichella ha perso la lingua  ?
La Chiesa -se permettete- la chiesa di cui pur dichiarandoci da sempre laici (nel senso civile del termine) è anche nostra, dove sta ? Nessuna pronuncia arriva dai sacri palazzi sul degrado che il Berlusconi sta diffondendo in tutti i gangli del nostro paese.
Quanti attacchi furono mossi da quei palazzi invece contro il povero Romano Prodi, cattolico da sempre, per il semplice motivo che stava tentando di regolamentare il regime di convivenza delle coppie di fatto; delle coppi di fatto che non si riconoscevano, si intende, nella morale cristiana.
Per i sacri palazzi, dobbiamo concludere, è preferibile la “doppia morale”: “apri tutti i bordelli che vuoi e cerca di non farti scoprire” – “conduci una vita in convivenza ma non esigere che esistano delle regole dello stato”.
Da cristiani-laici quali ci dichiariamo preferiamo la Chiesa che testimoni il Vangelo piuttosto che quella dell’opportunità e dell’ingerenza nelle cose di cesare, con l’aggravante di avvalersi per opportunismo di uomini “malati” a cui nessun gerarca trova pubblicamente il coraggio di dirglielo, come ha fatto invece la moglie.
No, la "doppia morale" non ci convince !

Sicilia dell'apparenza. Da noi non è importante far funzionare ciò di cui disponiamo, ma indire appalti per opere che non funzioneranno

mappatura degli impianti di trattamento rifiuti organici
L’impianto per il trattamento dei rifiuti organici che sorge ad un metro dal ciglio della strada provinciale Contessa Entellina-Campofiorito in località Patellaro (ex stazione ferroviaria) non decolla e probabilmente col passare dei mesi seguirà la traiettoria dell’ex centro raccolta latte di Piano Cavaliere o dell’ex macello di c.da Puiata Brignano, però il governatore Lombardo qualche giorno fa ha firmato, nella qualità di Commissario delegato, il Programma per l’incremento del sistema impiantistico destinato alla frazione organica provenente dalla raccolta differenziata dei rifiuti. Sono previsti 19 impianti per 96,7 milioni di euro.
Gli step previsti per la raccolta differenziata, sia nel Piano rifiuti che nella legge n.9/2010 (la nuova norma di sistema della gestione dei rifiuti della Sicilia), sono rigidi e pretenziosi. Fissano quote che oggi in Sicilia sembrano improponibili, come il 65% entro un cinquennio; una cifra lontana visto che l’attuale stato della differenziata è ancorato ad un valore inferiore al 10% e a Contessa Entellina a quota prossima allo "0".
I nuovi impianti saranno dislocati in tutta la Sicilia e ben 14 verranno realizzati entro il 2012, mentre per i restanti 5 si prevede il funzionamento entro la fine del 2013.
La mappatura degli impianti da realizzare è questa: 2 in provincia di Agrigento, 2 in provincia di Caltanissetta, 3 in provincia di Palermo, 2 in provincia di Enna, 2 in provincia di Ragusa, 3 in provincia di Catania, 2 in provincia di Siracusa, 2 in provincia di Messina e 1 in provincia di Trapani.
Si vorrebbei agire sull’incremento della raccolta differenziata, che potrebbe avere ulteriore stimolo superando la carenza degli impianti di trattamento, si dice. Non viene chiarito ai contribuenti che pagano per le istituzioni inefficienti per quale ragione, attualmente, l’impianto dell’ex stazione ferroviaria di Contessa Entellina (territorio di Bisacquino) non funziona.

mercoledì 21 settembre 2011

In Italia la situazione greca insegna ben poco: noi ci occupiamo di escort

La Grecia (2)
La Grecia si appresta a varare l'ennesima "manovra lacrime e sangue" richiesta dall'Unione Europera per ottenere l'ulteriore rata di 8 miliardi promessi se diventano legge i seguenti tagli delle spesa pubblica:
-l'abbassamento del tetto minimo dell'imponibile (da 8.000 a 4.000 euro),
-l'equiparazione del prezzo del gasolio da riscaldamento con quello per i veicoli,
-la ennesima riduzione degli stipendi e delle pensioni,
-i licenziamenti di almeno 150.000 unità lavorative nel settore pubblico,
-l'abolizione completa dei sussidi e degli incentivi.
Il governo ha spiegato al Parlamento che l'attuale situazione è molto più grave della guerra civile che ha lacerato il paese nell'immediato secondo dopo-guerra.

Nuovo assetto previdenziale dopo l'ultima "manovra" governativa

Patronato INCA - Cgil

Sede Centrale
Area delle Politiche dei diritti e del benessere
00198 Roma - Via Giovanni Paisiello 43

Telefono 06-855631 - Fax 06-85563268
Internet : http: //www.inca.it
E-mail : politiche-previdenziali@inca.it
Roma lì 20.09.2011



Oggetto: Decreto-legge n. 138 del 13 agosto 2011 convertito con modificazioni in legge n. 148 del 14 settembre 2011 “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”, pubblicata sulla G.U. del 16/9/2011 n. 216 - interventi in materia previdenziale.
Art. 1 comma 1 - Accorpamento degli enti di previdenza pubblica
Art. 1 comma 14 - Enti commissariati, possibilità di collocamento a riposo d’ufficio anche per il personale che non ha raggiunto l'anzianità massima contributiva di 40 anni
Art. 1 comma 16 - Prolungamento fino al 2014 della facoltà delle pubbliche amministrazioni di collocare a riposo il personale che ha raggiunto la massima anzianità contributiva di 40 anni
Art. 1 comma 17 - Trattenimento in servizio del pubblico dipendente
Art. 1 comma 20 - Anticipo dell'incremento dell'età pensionabile delle lavoratrici del settore privato
Art. 1 comma 21 - Nuova decorrenza per le pensioni della scuola
Art. 1 comma 22 - Ritardata erogazione del trattamento di fine servizio
Art. 2 comma 35 bis - Modifiche delle norme sul contributo unificato (saranno oggetto di una circolare specifica)

Il decreto-legge n. 138 del 13 agosto 2011 , convertito con modificazioni in legge n. 148 del 14 settembre u.s., pubblicato sulla G.U. n. 216 del 16/9/2011, ed entrato in vigore il 17/09/2011, é intervenuto di nuovo sul sistema previdenziale già oggetto di modifica nel mese di luglio scorso con la legge n.111, esaminata nella circolare Inca n. .. del 22/07/2011. Ribadendo il giudizio negativo sulle manovre governative già espresso dalla Cgil e dall'Inca in più occasioni, riteniamo utile fornire una prima illustrazione delle nuove disposizioni previdenziali, già in vigore, riservandoci sin d'ora di ritornare sulle disposizioni con analisi ed indicazioni operative più dettagliate, anche alla luce delle circolari che verranno emanate dagli enti previdenziali. Richiamiamo di seguito gli articoli della legge n. 148 relativi ad interventi in campo previdenziale:

Art. 1 comma 1 - Accorpamento degli enti di previdenza pubblica
Entro il 30 novembre 2011 il Ministro delle finanze, d'intesa con i Ministri interessati, dovrà presentare un programma di razionalizzazione della spesa pubblica nel cui ambito si collocherà anche “l'accorpamento degli enti di previdenza pubblica” (il cosiddetto super-Inps). Entro 20 giorni dall'entrata in vigore della legge n.148 il Ministro dell'economia e delle finanze definirà le modalità per la predisposizione del programma e per la sua attuazione.

Art. 1 comma 14 - Enti commissariati, possibilità di collocamento a riposo d’ufficio anche per il personale che non ha raggiunto l'anzianità massima contributiva di 40 anni
Nel caso in cui il bilancio di un ente sottoposto alla vigilanza dello stato non sia deliberato nei termini stabiliti o presenti un disavanzo di competenza per due esercizi consecutivi, verrà nominato un Commissario che dovrà ristabilire l'equilibrio finanziario dell'ente e che potrà esonerare dal servizio, risolvendo unilateralmente il rapporto di lavoro, anche il personale che non ha raggiunto l'anzianità massima contributiva di 40 anni, con il preavviso di 6 mesi e tenuto conto della decorrenza del trattamento pensionistico.

Art. 1 comma 16 – Prolungamento fino al 2014 della facoltà delle pubbliche amministrazioni di collocare a riposo d'ufficio il personale che ha raggiunto la massima anzianità contributiva di 40 anni
La facoltà delle Amministrazioni di collocare a riposo d'ufficio il personale che ha raggiunto l'anzianità massima contributiva di 40 anni, con il preavviso di 6 mesi e tenuto conto della decorrenza del trattamento pensionistico, inzialmente accordata per gli anni 2009 – 2010 - 2011 ( comma 11 dell'art. 72 del decreto legge n.112 del 2008, convertito in legge ) potrà essere esercitata anche agli anni 2012, 2013 e 2014.

Art. 1 comma 17 – Trattenimento in servizio del pubblico dipendente
Viene modificata la normativa in vigore: finora la prosecuzione del rapporto di lavoro dei dipendenti civili dello stato e degli enti pubblici non economici per un biennio, oltre i limiti di età per il collocamento a riposo per essi previsti, era correlata alla domanda del lavoratore interessato ed alla disponibilità dell'amministrazione; il comma 17, modificando il comma 1 dell'art. 16 del decreto legislativo 30/12/1992 n. 503, riconduce all'esclusiva volontà della pubblica amministrazione la possibilità di permanere in servizio. Le modifiche apportate rafforzano ulteriormente la potestà discrezionale dell'amministrazione di accogliere o meno le domande di trattenimento in servizio.

Art. 1 comma 20 – Incremento dell'età pensionabile delle lavoratrici del settore privato
L' incremento dell'età pensionabile delle lavoratrici del settore privato da 60 a 65 anni viene anticipato ed opererà a partire dal 2014 per concludersi nel 2026; in precedenza, la legge n. 111 aveva previsto che l'incremento sarebbe partito dal 2020 e si sarebbe concluso nel 2032. Le modalità che verranno utilizzate sono quelle già fissate nella legge n. 111: l'età pensionabile crescerà di 1 mese nel 2014, ulteriori 2 mesi dal 1 gennaio 2015, 3 mesi dal 1 gennaio 2016, 4 mesi dal 1 gennaio 2017, 5 mesi dal 1 gennaio 2018, 6 mesi dal 1 gennaio 2019 e per ogni anno fino al 2025, 3 mesi dal 1 gennaio 2026.
Al citato incremento si sommerà l'adeguamento dell'età pensionabile correlato all'aumento della speranza di vita, previsto per tutti i lavoratori, e che inizialmente avrebbe dovuto decorrere dal 2015 (art. 12 commi da 12 bis a 12 quinques della legge 122/2010), ma successivamente anticipato al 2013 dall'art. 18 comma 4 della legge legge n.111. Il primo aumento a questo titolo, nel 2013, sarà di 3 mesi; i successivi aumenti, come stimati nella relazione tecnica alla legge n. 111/2011, dovrebbero essere di ulteriori 4 mesi per ogni triennio, a decorrere dal 2016.

(omissis)

Raggiunta, dunque, l'età indicata nelle Tabelle ed il requisito contributivo richiesto, per la decorrenza effettiva del trattamento pensionistico occorrerà attendere ancora 12 mesi se lavoratori dipendenti o 18 mesi se lavoratori autonomi, parasubordinati o con trattamenti pensionistici in totalizzazione.
A titolo esemplificativo: una lavoratrice dipendente iscritta all'Inps, con almeno 20 anni di contribuzione, che raggiunga i requisiti di età nel 2016 andrà in pensione nel 2017, all'età effettiva di 62 anni e 1 mese; la lavoratrice iscritta all'Inpdap, in possesso dei requisiti contributivi richiesti, che matura l'età per il pensionamento nel 2016, andrà in pensione l'anno seguente, con 66 anni e 7 mesi di età. Secondo la legislazione vigente, dunque, nel 2026 si arriverà alla parificazione dell'età richiesta per il pensionamento di vecchiaia di uomini e donne sia dipendenti pubblici che privati. Per quanto sopra esposto, chi raggiungerà i requisiti nel 2026 andrà in pensione nel 2027, all'età effettiva di 67 anni e 7 mesi.
E' utile sottolineare, anche nella consulenza, che il legislatore ha allungato il periodo di attesa della pensione senza prevedere le opportune modifiche nel calcolo della stessa. Infatti, nel sistema retributivo gli anni lavorati oltre il 40esimo non daranno luogo a nessun miglioramento dell'importo della pensione; nel sistema contributivo non è previsto l'utilizzo di coefficienti appropriati per chi va in pensione dopo i 65 anni; ciò significa che chi ha già maturato 40 anni di contributi nel sistema retributivo o è arrivato a 65 anni nel sistema contributivo lavorerà 12 o 18 mesi in più senza averne un adeguato beneficio.

Art. 1 comma 21: Nuova decorrenza per le pensioni della scuola
Dal 1 gennaio 2012 anche per i lavoratori e le lavoratrici della scuola e dell'alta formazione artistica e musicale, Afam, il pensionamento è stato ritardato di 1 anno; una volta maturati i requisiti richiesti, infatti, la loro pensione decorrerà dal 1° settembre o dal 1° novembre dell'anno seguente. Tenuto conto della particolarità del settore, la decorrenza della pensione è fissata per tutti all'inizio dell'anno scolastico o accademico. Ciò determinerà un tempo d'attesa variabile da un minimo di 8 mesi, per chi matura i requisiti a dicembre, a circa 20 mesi per chi matura i requisiti a gennaio (si veda Tabella 3).
I lavoratori e le lavoratrici per i quali si è già aperta, in passato, la “finestra di uscita” per il pensionamento potranno andare in pensione in qualsiasi momento, fermo restando che per la scuola la decorrenza è comunque fissata a settembre o novembre.

(omissis)
Trascorso il periodo citato (6 o 24 mesi) l'ente di appartenenza provvederà all’erogazione del trattamento nel corso dei successivi 3 mesi, oltre i quali sono dovuti gli interessi. E' utile ricordare che il differimento nell'erogazione non si applica per le cessazioni dovute a inabilità derivante o non derivante da causa di servizio né in caso di decesso del dipendente; in questi casi l'indennità andrà corrisposta entro 3 mesi e 15 giorni, oltre i quali sono dovuti gli interessi. La normativa precedente (art. 3 del decreto legge 28/3/1997 n. 79 convertito in legge 28/5/1997 n. 140, modificato dal decreto legge n. 138/2011) continuerà ad applicarsi ai lavoratori che hanno maturato il requisito per il pensionamento prima della data di entrata in vigore del decreto-legge n. 138 e per il personale della scuola che matura i requisiti per il pensionamento entro il 31 dicembre 2011.
Rimane ferma la rateazione dei TFS di importo superiore a 90.000 euro prevista dall’art. 12, comma 7, della legge n. 122/2011; nel caso in cui la prima liquidazione avviene dopo i 24 mesi ed il trattamento sia superiore ai 150.000 euro, il pagamento sarà completato trascorsi 51 mesi dalla cessazione dal servizio.

Art. 2 comma 35 bis - Modifiche delle norme sul contributo unificato
Tali modifiche saranno oggetto di una circolare specifica.

"Così fan tutti !" - Perchè Di Pietro non è migliore di Bossi o di Berlusconi o di Mastella o di Craxi - La politica senza etica è scorrettezza continua ai danni dei molti

E' facile oggi poter dire: "Chi di spada ferisce di spada perisce". Oppure: "Chi la fa l'aspetti". O ancora: "Il bue che dice cornuto all'asino".
L'ex pm Antonio Di Pietro 
-ci martella dalla mattina alla sera sulla "trasparenza", 
-grida contro chiunque "no ai nepotismi", 
-urla contro gli uomini della "cricca" e contro chi non è della sua parte contro i "familismi", 
-guida gli indignados irritantissimi nei confronti del Trota e di papà Bossi che lo ha imposto al suo partito
ma è diventato  adesso  il mandante politico di suo figlio Cristiano.
Favoritismi di bassa Lega, s'è sempre detto a proposito del comportamento di Bossi con il Trota.
Favoritismi italo-svaloriali, vanno definiti ora i modi patriarcali con i quali Di Pietro ha infilato Cristiano nella lista del suo partito personale per le elezioni in Molise.
Il Cristiano di cui si tratta è lo stesso che fu telefonicamente intercettato con Mario Mautone (dirigente dipietresco al dicastero delle infrastrutture quando papà Tonino ne era ministro) mentre raccomandava alcuni architetti ed alcune imprese amiche.
Se il Trota è il Trota, Cristiano è la Carpa o il Coregone.
La morale è semplice: la presunta "diversità" etico-politica dell'inventore dell'Italia dei Valori annega banalmente nel così fan tutti.

Il nostro è un comune di filantropia .... e fa meglio della Caritas - Ciò che non si capisce va intuito

Il Comune di Contessa Entellina il 30.08.2011 ha deliberato in sede di Giunta Municipale la "distribuzione mensile di generi alimentari di prima necessità".
Il nostro è un sindaco berlusconiano dell'ultima ora, nel senso che fu eletto con i voti del p.d., ma dopo un paio di mesi dall'elezione -sulla via di Damasco- è rimasto folgorato da ciò che accadeva nel mondo berlusconiano e, si sa come vanno queste cose, si è inginocchiato davanti ad un fulgido Miccichè.
Avere letto la deliberazione di cui dicevamo ci ha allarmati; se un berlusconiano a tutto tondo ha deciso questa estrema soluzione per affrontare la crisi in atto nel paese è segno che siamo messi davvero male.
Ci è passata per la testa: che forse questi estremi rimedi sono contenuti e previsti nella "manovra" dell'idolo del nostro sindaco, il grande Berlusca ?
Abbiamo letto e riletto la "manovra" di luglio e quella di agosto e non c'era traccia !
Abbiamo letto (dopo che un amico ci ha fatto da traduttore, le cento manovre varate da Papandreu in Grecia (avendo pensato che il nostro Sergio europeista alla greca avesse imboccato vie balcaniche), ma nemmeno ad Atene la situazione ha ancora suggerito simili iniziative.

La deliberazione (n. 64 del 30 agosto) nelle premesse  prevede la stipula di una Convenzione  con  l'Associazione Amici del Banco Alimentare .... per la fornitura di generi alimentari da distribuire alle famiglie bisognose o, in alternativa, la convenzione con Enti esterni che perseguano le medesime finalità.
Il passaggio non ci è chiaro: ...Enti esterni che perseguivano le medesime finalità ...delle famiglie bisognose ?

Abbiamo letto questa difficile "deliberazione" più volte ...anche perchè usa i verbi all'imperfetto. Dà infatti la sensazione che gli Amministratori non abbiano deciso qualcosa per l'avvenire ... ma è come se parlassero di cose vecchie. Come se dovessero spiegare a qualcuno che ...adesso ...vuole sapere.
La "difficile" delibera ad un certo punto esclude che l'iniziativa nasca dalla "manovra" di Tremonti perchè asserisce che il Comune non ha un soldo per andare incontro ai bisogni.
Poi spunta che l'Associazione ha preso coscienza che la Caritas locale è priva -in determinati momenti- di referenti e pertanto ... l'Associazione "a titolo gratuito" esige che ci sia "disponibilità di personale volontario" .....
Non è detto come reperire il personale volontario e dove reperirlo e a chi rivolgersi.

Non avendo capito cosa volesse dire e dove volesse parare questa deliberazione votata da Sergio Parrino, Antonio Messina, Giovanna Schirò e Stefano Guzzardi abbiamo chiesto aiuto ad amici che seguono le vicenda del  Palazzo Municipale perchè ci dessero lumi.
Abbiamo appreso che:
1) da parecchi mesi in una stanza del Municipio esiste un deposito di generi alimentari che dei volenterosi dipendenti, meglio, volonterose dipendenti, di sera, nel buio della notte, distribuiscono -a loro esclusiva scelta è da presumere (mancando qualsiasi atto di indirizzo pubblico, qualsiasi regolamento)- a persone bisognose; che lo fanno di notte perchè di giorno sono in servizio per il Comune e di notte fanno le "volontarie"  ...
2) che esiste una data indicativa di questo "mai autorizzata" iniziativa che implica  l'utilizzo di locali e consumi elettrici comunali, da quando il Vice Presidente del Consiglio ha chiesto una stanza per svolgere il suo ruolo ed i consiglieri di opposizione gli proposero -pubblicamente, nei lavori d'Aula- di utilizzare quella stanza che sporge sulla via Scanderberg;
3) che i generi alimentari sono stati assegnati -per essere distribuiti "ai poveri"- anche a persone di Palazzo Adriano, Comune con cui  non risulta sia stata stipulata alcuna "Convenzione" (sempre che tutta questa catena di cose turche rienti nell'ordinamenmmto); anzi pare che il sindaco di Palazzo Adriano abbia ufficialmente dichiarato di non sapere nulla in materia di generi alimentari da distribuire "ai poveri".
4) pare anche che qualcuno a Palazzo Adriano, dopo aver appreso  che quel Comune veniva beneficiato di generi alimentari all'insaputa delle istituzioni responsabili del luogo, abbia riempito quella monumentale piazza di volantini poco lusinghieri sull'intera vicenda, vicenda che ad oggi non risulta chiara nemmeno a noi di Contessa Entellina.

martedì 20 settembre 2011

Valorizzare la storia del territorio, amare la cultura

di Nicola Graffahnini
L’Antiquarium della Scuola Normale di Pisa.

Durante le mie vacanze estive in paese, ho visitato anche l’Antiquarium ubicato nella Via I° Maggio, nei locali terrani della ex palestra del complesso scolastico della scuola media.
La curiosità che mi ha spinto alla visita quest’anno è duplice:
1. perché ho ritrovato un articolo sul nostro Museo pubblicato su una importante Rivista di Archeologia a cui ero abbonato nel 1996 ( Archeologia viva );
2. perché ho provato a rileggere con molto interesse il libro del Prof. Nenci: “ Alla ricerca di Entella del 1992“ in cui riassume ben dieci anni di scavi nel territorio;
Debbo confessare con dispiacere che non mi è piaciuto lo stato di conservazione dei locali, si tratta di locali sottostanti la biblioteca comunale.
In alcuni punti perimetrali ho riscontrato segni di umidità e di una manutenzione praticamente assente e questo mi dispiace moltissimo come cittadino di Contessa e come appassionato di storia locale.
Un Museo non è un luogo qualsiasi, è di contro un luogo da tenere ben conservato da ogni punto di vista, perché ospita i tesori, le testimonianze piccole o grandi delle civiltà che si sono succedute nei secoli in un dato territorio ed è inutile che oggi io elenchi non solo l’importanza della civiltà elima e le novità storiche legate alla scoperta delle tavole entelline, che costrinsero gli storici ad iniziare nuove ricerche per stabilire l’ubicazione e la storia delle diverse città indicate nelle tavole e fino ad allora ignorate.
A Entella per una serie di avvenimenti e di coincidenze fortunose e grazie all’impulso dei principali Dipartimenti di Storia, le campagne di scavi furono condotte dal massimo Istituto Nazionale di Archeologia della Normale di Pisa.
Per questo voglio ribadire che l’Antiquarium non appartiene solo alla nostra piccola comunità ma a quella più vasta della Nazione e del mondo della cultura storica.
Alcuni cenni di storia degli scavi
Mi ricordo come se fosse ieri la conferenza del Prof. Nenci che annunciava l’avvio della campagna di scavi sulla Rocca di Entella, la cui sintesi data la rilevanza venne ospitata in prima pagina dal Giornale di Sicilia.
Riportavo in una corrispondenza la notizia del trafugamento delle tavole di Entella battuti all’asta antiquaria di Londra, questa storia seppure in tempi diversi, richiama alla memoria la storia più recente del trafugamento della statua della dea Demetra, coordinato da raffinati antiquari che seppero gestire i tempi e i modi di piazzare il reperto, stessa storia della famosa piale d’oro di Caltavuturo.
Ebbene quelle Amministrazioni comunali non smisero un attimo per sollecitare, denunciare, protestare finchè non ottennero la restituzione del maltolto con l’aiuto decisivo del Ministro dei beni Culturali On. Rutelli.
A noi di Contessa andò diversamente come ben ricordiamo, per una serie di coincidenze fortunose, a seguito della notizia diffusa da Londra dall’addetto culturale della nostra Ambasciata che all’asta riuscì in extremis ad assicurarsi una delle cinque tavole, notizia circolata improvvisamente nell’ambiente dei beni culturali che fece sobbalzare i massimi dirigenti ed esperti del Ministero dei Beni Culturali, della nostra Sovrintendenza Archeologica per la Sicilia Occodentale e dei Dipartimenti di Storia più rinomati d’Italia e del mondo (nel frattempo i decreti entellini, regolarmente acquistati, proseguirono per una Università degli USA) .
Per questo si pervenne alla decisione tempestiva di affidare l’avvio della campagna di scavi all’Istituto di Topografia Archeologia diretto dal prof G. Nenci che già si trovava a Prizzi per una campagna di scavi sul Monte Ippana.
Dobbiamo dire per amore di verità che il Sindaco del tempo, il giovane Beppe Musacchia, si attivò seguendo le vicende amministrative e l’accoglienza in loco della Missione della Normale e l’Assessorato Regionale della P.I. deliberò una convenzione con la Normale di Pisa avviando nel contempo le pratiche per l’acquisizione al demanio regionale della Rocca di Entella.
A questo punto interviene la passione intellettuale particolare del Prof. G. Nenci che non si risparmia per divulgare le conoscenze sulla città di Entella, man mano che vengono alla luce una serie di reperti che confermano l’importanza della città a discapito della tendenza dominante in quel tempo, nell’ambito della Sovrintendenza Archeologica che metteva in dubbio alla nascente Pro-Loco Entella che richiedeva nel 1969 l’avvio di una campagna di scavi, lo stesso sito della città posto sulla Rocca di Entella, trasferendolo da tutt’altra parte, verso un’altura di Poggioreale.
In quel tempo ricordo per esperienza diretta che protestammo anche in tutti i modi con l’Arma dei carabinieri che per razionalizzare le caserme rurali, chiudeva la Stazione dei carabinieri a cavallo di contrada Castagnola che tra i suoi compiti istituzionali svolgeva anche servizi di sicurezza per le masserie colpite da frequenti abigeati e la vigilanza periodica intorno al sito della Rocca di Entella, fatto oggetto di scavi clandestini ben condotti e a questo punto possiamo dire, ben diretti da esperti dell’importante area archeologica di Selinunte.
Spero di non averla fatta lunga ricordando alcuni punti chiave nella storia degli scavi di Entella, l’ho fatto per inquadrare ancora una volta il motivo di queste righe che nascono, come dicevo in apertura, dall’impressione di abbandono che ho ricevuto durante la visita annuale al Museo, che spero non sia il simbolo di una sottovalutazione della storia del territorio che può nascere soltanto dall’assenza di conoscenza.
L’abbandono è la prima parola che affiora alla mia mente se ricordo ancora la questione, una volta mi faceva arrabbiare la sciatteria delle erbacce che crescevano lungo i marciapiedi, quasi fossero bei fiori da allevare per abbellire l’ingresso .. quest’anno per fortuna le erbacce sono state tolte poco prima della Festa, ma l’abbandono che vi ho trovato riguarda ogni angolo perimetrale del Museo, attaccato dall’umidità, perfino un pannello di una sezione accanto all’ingresso risulta staccato perché un visitatore vi è letteralmente affondato.
Faccio notare che un Museo non ospita carte o cartoni, pratiche, ecc. ma reperti ritenuti nel mondo culturale di valore storico e tanto per dare un’idea … , il decreto entellino acquistato a Londra è ospitato al centro della Sala Selinuntina del Museo Archeologico di Palermo.
NGraffagnini

(Allego al presente scritto l’articolo di Archeologia Viva che può esser ripreso unitamente a tanti altri scritti di G. Nenci per pubblicare degli utili depliant da offrire ai visitatori . Ritornerò sull’argomento con alcuni spunti desunti dalla lettura del primo volume di Nenci, “Alla Ricerca di Entella”, a proposito del racconto della visita ad Entella di due archeologi stranieri incuriositi da un Papas di Contessa incontrato alla Chiesa della Martorana di Palermo )
Invito al Museo di Entella
( tratto integralmente da Archeologia Viva - Anno XV N. 57 – 1996 )


Si è da poco inaugurato a Contessa Entellina (Pa) l’Antiquarium di Entella, il centro elimo nel quale il Laboratorio di Topografia storico-archeologica della Scuola Normale di Pisa diretto da Giuseppe Nenci conduce indagini dal 1984.
Si è svolta contestualmente la presentazione del Volume Entella I, la seconda fatica editoriale entellina della Normale, dopo Alla ricerca di Entella del 1992.
Dalla definizione del percorso espositivo all’allestimento finale, l’Antiquarium si deve direttamente all’equipe di archeologi impegnati sul campo, coordinata per questo lavoro da chi scrive.
Dopo una lettura dei lineamenti storico-geografici dell’area elima (gli Elimi erano un’antica popolazione della Sicilia abitante l’estremità occidentale dell’Isola; le loro città furono Erice, Segesta ed Entella – n.d.r. ) si toccano con mano (ma solo virtuale!) i decreti incisi sulle tavolette bronzee (fine IV sec. a.C. ) che del sito sono ancora massima espressione archeologica, purtroppo oscurata da vicende di alienazione clandestina.
Si “entra” poi nella città, apprezzandone dapprima la conformazione geologica, l’impianto urbanistico e il sistema difensivo, per iniziare subito dopami cammino tra i materiali.
Le ceramiche illustrano produzioni locali e importazioni dalla Preistoria al V sec. a.C. : tra quelle indigene si distingue, concessa dal Museo archeologico di Palermo, un’anfora con motivi geometrici e antropomorfi.
Nella sala del granaio ellenistico spicca il materiale del deposito votivo di fondazione di quell’edificio pubblico: statuette di Demetra col porcellino o la fiaccola e vasi per le offerte votive richiamano la religiosità del momento iniziale del complesso ( IV sec. a.C. ).
Una passerella domina una copertura “ a cappuccina” e un calco dei resti scheletrici e del corredo di una tomba ellenistica, introducendo nel settore della necropoli.
Ricca la selezione dei corredi di piena età ellenistica ( IV-III sec. a.C. ) inseriti in un quadro più ampio tra materiali di VI e V sec. a.C. e offerte votive in onore dei defunti di età tardo repubblicana ( II-I sec. a.C. ).
Solo un anello e un orecchino attestano invece in termini materiali –date le rigide prescrizioni islamiche di seppellimento senza corredo – la fase più tarda della necropoli ( XII-XIII d.C.) la cui illustrazione è tutta affidata ai pannelli.
La fase medievale della Rocca è illustrata da materiali esposti in una successione scandita in termini funzionali, dai contenitori da cucina e dispensa alle ceramiche da mensa che si distribuiscono tra XI e XIII sec., a una selezione di oggetti in metallo (una stella di bronzo con iscrizione araba, strumenti decorativi o da lavoro in bronzo e in ferro ) e a campionature di scarti di fornace.
Il percorso si conclude in un ultimo salone dove campeggiano due dei grandi contenitori per granaglie rinvenuti nel granaio ellenistico insieme a molte anfore selezionate per tipi.
I materiali epigrafici di piccole dimensioni (bolli su coppi e tegole, un’invocazione funebre di un marito alla consorte Takima, un peso da telaio con un grido di protesta di tessitrici schiave) sono esposti accanto a due cippi funerari di VI e V sec. a.C. .
Infine vengono le testimonianze numismatiche della zecca di Entella e di altre zecche attestate a Entella.
Un invito finale è rivolto al visitatore che esce dall’Antiquarium: un pannello riassume la storia del sito posteriore all’abbandono medievale guidando verso Contessa Entellina e i suoi dintorni, sempre più valorizzati negli itinerari turistici della Valle del Belice.
M. Cecilia Parra


Ma il sole dell'avvenire -sul paese che non esiste più- dovrà pur tornare: Non è vero che il passato debba diventare un mito se noi lavoriamo bene per i nostri figli

Accogliamo il suggerimento pervenutoci
Ci viene detto: "il presente è pesante, facciamo una carrellata indietro...ma non troppo lontano"

Il Clero procedeva in avanti

Santa Maria del Bosco era meno rudere
In chiesa si stava bene

Nuove leve crescevano

La piazza era frequentata 

La banda indossava la divisa

Si discuteva

Gli anziani erano ammirati

Nulla era considerato di parte

Partecipare alla vita pubblica non era un peso

Il patrimonio culturale era un bene da valorizzare
Rievocare un politico non era problematico


Su Santa Maria del Bosco si trovava un Di Martino
disposto a presentare un disegno di legge per
il recupero

Vicende di Sicilia: Il P.D. isolano non vede dagli occhi, è quasi tutto per Raffaele Lombardo

ripreso dal sito "Il Fatto-Quotidiano"
Caos nel Pd siciliano: durante il vertice regionale Crisafulli aggredisce Arnone


Il senatore si avventa contro il consigliere agrigentino, reo di aver ricordato i suoi rapporti con il mafioso Bevilacqua Giuseppe Arnone, avvocato e consigliere comunale di Agrigento
“O me ne vado io o se ne va lui”, ha tuonato ieri, in piena direzione regionale del Pd e alla presenza del dirigente nazionale Maurizio Migliavacca (braccio destro di Pierluigi Bersani), Vladimiro Crisafulli, senatore ennese del Pd e componente della direzione, dopo aver tentato di avventarsi contro Peppe Arnone, avvocato e consigliere comunale di Agrigento, che da anni denuncia il malaffare e le collusioni mafiose del centrosinistra siciliano. La colpa di Arnone? Avere ricordato alla platea i rapporti di Crisafulli col mafioso di Enna, Raffaele Bevilacqua, ampiamente documentati da un’intercettazione ambientale.
Il clima in direzione era già teso fin dall’inizio. Si deve discutere dell’appoggio al governo regionale presieduto da Raffaele Lombardo. Prende la parola Enzo Bianco, esponente liberal del Pd, ex ministro dell’Interno ed ex sindaco di Catania. Bianco sta per leggere il rapporto del Ros che fa riferimento ai rapporti del governatore siciliano (di recente rinviato a giudizio dalla Procura etnea per voto di scambio) con esponenti di Cosa Nostra.
Lo interrompe Arnone che gli obietta a brutto muso: “Invece di leggerci il rapporti dei Ros, leggici le intercettazioni che riguardano il tuo amico Crisafulli e gli appalti del mafioso Bevilacqua”. Bianco rimane in silenzio, mentre tutto intorno scoppia il finimondo. Crisafulli si alza e tenta di aggredire Arnone. Poi lancia il suo diktat e chiede che l’avvocato agrigentino sia allontanato dalla sala.
In un partito normale non ci sarebbe dibattito su una cosa del genere. Ma il Pd siciliano non è un partito normale. “Qui si devono allontanare quelli che come Crisafulli hanno disonorato i valori di Pio La Torre, non quelli come me”, risponde Arnone e rimane fermo al suo posto. Mentre Crisafulli abbandona i lavori. Ma il corpulento senatore è un uomo che pesa e non solo fisicamente. Per farlo rientrare, dalla direzione tirano fuori dal cilindro l’escamotage di allontanare dalla sala quelli che non fanno parte della direzione regionale. Tra questi lo stesso Arnone.
La decisione salomonica viene comunicata dal segretario regionale Giuseppe Lupo: “La sala è troppo piena”. Oltre ai cento componenti della direzione, ci sono un centinaio di militanti. Troppi per una riunione democratica. Arnone esce e viene insultato pesantemente da un supporter di Crisafulli che prova a completare l’opera del suo sponsor rimasta a metà. Viene trattenuto a stento dagli altri militanti presenti. “Credo che Pio La Torre e Piersanti Mattarella si rivoltino nelle tombe ad assistere a scene come queste” – commenta Arnone – “Credo sia venuto il momento che la direzione nazionale venga a mettere il naso sui sistemi illegali che si praticano ad Agrigento e ad Enna. È del tutto normale che i supporters di Crisafulli ritengano di di potere praticare l’intimidazione e l’aggressione come normale prassi di scontro politico”.
Ma è proprio normale? “Non ho visto nulla”, dice al Fatto Quotidiano Maurizio Migliavacca, “io ero al tavolo della presidenza ed ero lontano. Dovrebbe chiederlo a qualcuno che era lì”. Arnone però solleva un problema politico ed etico. Può rimanere dentro il partito un uomo come Crisafulli? “Crisafulli è stato eletto in direzione dai siciliani, Arnone non mi occupo”, risponde il leader nazionale. Nessun imbarazzo per i rapporti di un parlamentare del suo partito con un mafioso? “La saluto, buonasera”.

I politicanti dicono una cosa e lavorano ad altra

Al di là della scenografia cui ci abituano i nostri politicanti da quattro soldi:
-Alfano: Berlusconi resta al suo posto; sarà il candidato pdl nel 2013;
-Bersani: si dimetta immediatamente, vada via !
c’è una realtà meno gridata, meno esibita nei  tg ed in parte sui quotidiani.
I politicanti di destra e di centro (manca in Italia, come si sa, una Sinistra) stanno lavorando su una ipotesi - un governo di transizione a guida Pdl che, con l'astensione del Pd, porti il Paese al voto fra un anno offrendo una onorevole via d'uscita a Berlusconi – che attualmente però non vede convinto il partito di Bossi. Perché un tale governo decreterebbe ipso facto la fine politica del vecchio leone padano.
Eppure, si sta lavorando ad imbarcare Casini, i finiani meno estremisti (forse lo stesso Fini), Formigoni, Storace, autonomisti, responsabili, rotondisti, ex- forzaitalioti delusi (alla Pisanu, per capirci), che però senza la Lega sarebbe un governo di minoranza: una specie di monocolore dc che solo un tipo alla Fanfani saprebbe pilotare fidando sull'astensione di tutti gli altri, (era ciò che capitava nella prima repubblica con i governi balneari).
Il nome dell'eventuale primo ministro che corre sulla bocca di tutti è quello di Alfano, il designato alla successione da Berlusconi medesimo.
Alfano, allevato alla scuola dei grandi trattativisti siciliani, la scuola di Agrigento, è innanzitutto l'unico erede di cui Berlusconi possa fidarsi ciecamente. Inoltre, ha buoni rapporti con Casini. Gode della simpatia dei finiani: almeno dei moderati. Flirta con Fini e non trova in Bersani un avversario prevenuto, anzi. Sarebbe l'uomo giusto al momento e al posto giusto ritengono tutti i capi dei politicanti del Parlamento dei “nominati”. Difatti, continua a ripetere che Berlusconi non mollerà.
Per riuscire nell'intento, però, Alfano ha assoluto bisogno di un'altra Lega. Una Lega più istituzionale e meno sbracata, una Lega in cravatta e non in canottiera, una Lega meno d'ampolla e più di sacrestia. Una Lega nelle mani di Maroni.
Tutti costoro (i politicanti)  si stanno impegnando a garantire la “via di uscita dignitosa” a colui che ha contribuito a portare il paese verso il baratro, con la perdità di credibilità che ha infuso su ogni cosa che sa di italianità.
Sono politicanti di quattro-soldi costoro, anche perchè lavorano a questa ipotesi immaginando che la Magistratura non intenda capire quanto sia stata disastrata la Fincantieri, quanto siano stati scorretti gli appalti, in che misura sono stati pressati i pubblici funzionari di cui si parla nei colloqui Berlusconi-Tarantini.
A meno che il vasto arco di parlamentari “nominati” non pensi ad una ennesima legge ad personam (l’ultima) con cui amnistiare il “malato che ci ha governato”, e vogliano fare ciò pur di liberarci.