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mercoledì 11 maggio 2016

Regione Sicilia. Mentre Faraone e Crocetta litigano su chi guadagna di più, ... i precari (da venti anni) rischiano ...

GIORNALE DI SICILIA








Giacinto Pipitone 
PALERMO ··· 
«Se c'è da andare in strada e far saltare in aria le macchine, noi siamo pronti. Vi chiediamo di stare con noi»: in una Sala Gialla insolitamente colma all'ora di pranzo, i leader del principale sindacato autonomo dei precari (Mgl) hanno annunciato il via a una stagione di lotta dura per le stabilizzazioni e hanno chiesto ai sindaci di fare squadra per andare in pressing sui governi regionale e nazionale. 
È il termometro di una vertenza che si fa ogni giorno più difficile da gestire. In apertura dell'incontro, davanti a un centinaio di sindaci, l'assessore regionale agli Enti Locali, Luisa Lantieri, ha ammesso che «la situazione dei precari è difficile. Anche perché il governo è in difficoltà economiche. Le risorse a disposizione sono irrisorie». 

Un passo indietro. 
Il confronto all'Ars fra sindaci, sindacati e governo si è reso necessario perché l'assessorato ha fatto i calcoli e ha scoperto che «bisogna fermare le stabilizzazioni annunciate e sono a rischio perfino le semplici proroghe dei contratti». Il motivo è che i posti realmente disponibili per le assunzioni a tempo indeterminato sono circa 1.500 mentre i precari oggi sono molti di più: circa 15 mila secondo il governo, almeno 18 mila per i sindacati. 
I posti sono pochi perché le norme attuali impongono paletti rigidissimi: non possono stabilizzare i Comuni in dissesto, quelli che hanno violato il patto di stabilità, quelli che non hanno pensionamenti da programmare o sono senza piante organiche, e in generale le amministrazioni che non hanno risorse da investire alla voce personale. 
Il problema è acuito dal fatto che anche le semplici proroghe diventano impossibili perché la legge vieta di rinnovare contratti a termine che non siano agganciati a piani di stabilizzazione triennali. Dunque se il governo ferma la macchina, i precari perderebbero perfino il posto a termine. E il rischio è altissimo. 
La Lantieri ha fatto il quadro delle risorse disponibili adesso, molto inferiori al previsto per via del fatto che in attesa dei 500 milioni di aiuti statali i budget previsti nel bilancio sono per lo più congelati: «Dei 340 milioni stanziati per l'ordinaria amministrazione dei Comuni, 180 sono congelati ma in cassa ne abbiamo disponibili appena 105». 
Ancora peggiore la situazione dei fondi esclusivamente destinati ai precari: il bilancio ha stanziato 187 milioni. Tolti quelli congelati ne resterebbero disponibili 87 ma gran parte di questo budget è già stata spesa. E dunque fino a quando Roma non sbloccherà gli aiuti restano disponibili appena 6 milioni». 
Ecco perché in alcuni Comuni gli stipendi ai precari non vengono pagati già da sei mesi. E ieri è emersa un'altra emergenza: i Comuni in dissesto e in predissesto (una quarantina) saranno costretti a non rinnovare i contratti ai precari già da giugno. Il motivo è dato da un complicato intreccio di norme. 
L'ultima Finanziaria nazionale - ha spiegato il governo ieri - ha imposto che per i precari dei Comuni in dissesto ( 13) la spesa fosse interamente garantita dalla Regione. Che però non ha i soldi. 
A inizio d'anno l'assessorato ha stanziato risorse che hanno permesso a questi sindaci di prorogare i contratti fino a maggio. E adesso, visto che non arriveranno altre risorse, dovrebbe scattare il licenziamento. In cassa per i precari di questi Comuni ci sono appena 1,2 milioni. Tuttavia c'è da fronteggiare un'altra emergenza; per i Comuni in predissesto non è prevista la totale copertura a carico della Regione e si sta verificando una curiosa accelerazione dei sindaci a dichiarare il dissesto. 
Secondo la Regione, è una mossa per sgravarsi del peso dei precari. Solo che a quel punto il banco salterebbe. 
La Lantieri ha annunciato che il governo cercherà di trovare risorse, spiccioli, per permettere almeno altri due mesi di proroga in questi Comuni. Sperando che nel frattempo Roma sblocchi altri fondi. 
Per tutti gli altri precari dei Comuni la speranza è invece che Roma vari deroghe agli attuali paletti per le stabilizzazioni e le proroghe. 

Finora il dialogo con il governo nazionale non ha dato i risultati attesi, lo ha ammesso la stessa Lantieri. Ma per Luca Crimi della Uil «è inaccettabile l'idea che non ci sia soluzione e il futuro dei precari sia a rischio. Non si giochi a scaricabarile». 
E per sollecitare soluzioni ieri il sindacato autonomo più rappresentativo il Movimento Giovani Lavoratori rappresentato da Massimo Bontempo, Giuseppe Cardenia e Giuseppe Sergio Leggio - ha annunciato l'inasprimento della protesta. 
Trovando, almeno sulla carta, il sostegno dei sindaci, accorsi in massa alla riunione svoltasi all'Ars proprio su richiesta dei sindacati.

Rappresentanti del popolo.Hanno ridotto il paese allo sfascio, parlano delle remunerazioni, non si vergognano dell'inettitudine

GIORNALE DI SICILIA

PALERMO 
•••II referendum sulla riforma costituzionale riaccende lo scontro sui costi della politica. Protagonisti di un duro botta e risposta a distanza sono il sottosegretario Davide Faraone e il presidente della Regione, Rosario Crocetta. 
Faraone, annunciando la visita del ministro Maria Elena Boschi sabato a Palermo, ha ricordato che la riforma consentirà di ottenere dei risparmi anche in Sicilia. «Perla prima volta- ha detto Faraone - finalmente avremo un presidente della Regione che non guadagnerà più di Renzi, Putin, Rajoy. 
Con la vittoria del sì il risparmio sarà di 79 mila euro all'anno. Così come risparmi notevoli anche sul fronte degli stipendi dei deputati Ars e alle spese di funzionamento dei gruppi all'Ars». 
Crocetta ha contrattaccato: «Nella precedente legislatura, Faraone da deputato regionale godeva a pieno dei privilegi e guadagnava più di Obama: non mi risulta che all'epoca abbia rinunciato a quei soldi. 
In questa legislatura i deputati dell'Ars guadagnano il 40% in meno di quanto percepiva lui, questo perché l'Ars ha recepito il decreto Monti sulla spending review. 
Io sono il deputato che costa meno avendo rinunciato, e sono l'unico, all'indennità per i portaborse, pari a 3.200 euro». 
Dichiarazione che non piace a Giancarlo Cancelleri, deputato del Movimento Cinque Stelle: «Rinuncia a questi fondi perché tanto da presidente attinge da altri capitoli per portaborse e uffici di gabinetto. Io credo che al lordo un deputato possa scendere da 11 mila a 7 mila euro lordi compresi i rimborsi. Io in tre anni ho restituito oltre 170 mila euro». 
E se per Marco Falcone di Forza Italia «Crocetta e Faraone dovrebbero confrontarsi sulle vere emergenze», Giuseppe Bruno, presidente del Pd siciliano, chiarisce: «Faraone ha parlato dell'allineamento degli stipendi e Crocetta ci legge un attacco personale, è ossessionato da lui. Crocetta è stato eletto con l'aiutino di Montante, Lombardo e Miccichè, la prossima volta si voterà per cambiare davvero». 
Ma andiamo alle cifre ufficiali. Secondo quanto pubblicato sul sito della Presidenza del governo nazionale, il premier Matteo Renzi percepisce per la carica ricoperta 9.566,39 euro al mese lordi. 
In Sicilia, dopo il lungo lavoro coordinato dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone, che ha recepito i tagli del governo Monti, lo stipendio di un deputato all 'Ars è sceso a 6.600 euro lordi più 4.500 euro di rimborsi non tassati. Un totale di 11.100 euro che è il tetto massimo stabilito dal decreto Monti e che in linea di massima è uguale in tutte le altre regioni. Poi ci sono alcuni extra. 
In Sicilia per i presidenti delle commissioni, dell'Ars e della Regione è previsto un gettone lordo di 2.700 euro che comunque prima valeva quasi il doppio. Dunque il presidente della Regione, in quanto deputato, ha diritto a 6.600 lordi, 4.500 euro di rimborsi e 2.700 euro come indennità di carica. Previsti anche 3.180 per pagare portaborse, somma che Crocetta dice di restituire interamente. Per quanto riguarda il vicepresidente dell'Ars l'indennità aggiuntiva è di 1.800, per il deputato questore è di 1.622, per deputati segretari, presidenti di commissione e gruppi parlamentari 1.159, per il vicepresidente commissione 289 euro e infine per il segretario commissione 144 euro. 
Con la riforma costituzionale, un deputato andrebbe a guadagnare quanto il sindaco della città capoluogo, in questo caso Palermo, dove l'indennità di carica lorda per il primo cittadino è di 121.198 euro l'anno, cioè circa 10 mila euro lordi al mese. 
Per quanto riguarda i deputati nazionali lo stipendio è di 10.435 lordi che vengono praticamente dimezzati da trattenute e contributi. A queste somme si aggiungono 3.503,11 euro di diaria, 3.690 euro come rimborso spese, viaggi gratis in Italia e rimborso per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra 
l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio da mille euro al mese. Infine 3 mila euro l'anno sono erogati per le spese telefoniche.
Per i senatori l'importo lordo dell'indennità è pari a 10.385,31 euro e anche in questo caso al netto la somma si dimezza. È prevista una diaria da 3.500 euro e un rimborso forfettario mensile di 1.650 euro. Infine altri 2.090 euro vanno ai senatori a titolo di rimborso spese di esercizio e sono erogati dietro rendicontazione mentre altri 2.090 euro sono erogati mensilmente forfetariamente.

Contessa Entellina. Ancora un palo della rete di illuminazione pubblica che crolla

Incrocio Via Croja-Via Albania 
(Foto di Piero D Miceli)
Il segnale è chiaro e non ammette dubbi: la rete di illuminazione pubblica di Contessa Entellina non offre garanzia alcuna di sicurezza ed incolumità nè ai cittadini nè ai beni (p.e.: automobili posteggiate). 

Ancora un palo dell'illuminazione pubblica, a distanza di alcune settimane da quanto accaduto in via Pietro Nenni, nella notte si è accasciato e ramazzato a terra.  Per fortuna nell'ora della notte in cui il fatto è avvenuto e in quell'area che a Contessa Entellina viene usata come posteggio di automobili per chi si reca in piazza Umberto, negli uffici municipali e/o in quelli postali,  non si trovava nessun autoveicolo e -soprattutto- nessuna persona.

La frequenza di fatti analoghi non lascia dubbi: qualsiasi struttura di servizio pubblico (si tratti dell'acquedotto, della rete di illuminazione etc.) necessita di manutenzione. 
Non è immaginabile che i "pali" che stanno conficcati a terra dopo venti e/o trent'anni, privi delle previste prestazioni, non arrugginiscano e poi non crollino.

Finora nulla di grave è accaduto.
Chi ha l'onere di occuparsene però non attenda ancora. 

Santa Maria del Bosco. Approfittare di una opportunità

Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Faccio un appello da cittadino di Contessa Entellina ma soprattutto da cittadino di un territorio che coinvolge Contessa, Bisacquino, Giuliana, Sambuca di Sicilia, Chiusa Sclafani, ecc: 
Ieri 9 Maggio 2016 sul sito del governo si legge: 
Per recuperare i luoghi culturali dimenticati il Governo mette a disposizione 150 milioni di euro. Fino al 31 maggio tutti i cittadini potranno segnalare all'indirizzo di posta elettronica bellezza@governo.it un luogo pubblico da recuperare, ristrutturare o reinventare per il bene della collettività o un progetto culturale da finanziare. 
Una commissione ad hoc stabilirà a quali progetti assegnare le risorse. 
Il relativo decreto di stanziamento sarà emanato il 10 agosto 2016. 
Il Comune di Contessa Entellina è in possesso di un progetto di ristrutturazione e reinvenzione di un luogo che può essere definito la punta di diamante del nostro territorio e cioè l'ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL BOSCO. 
Il mio appello è inviare una mail a bellezza@governo.it indicando come luogo da recuperare: ABBAZIA DI SANTA MARIA DEL BOSCO, sp 35 Contessa Entellina(PA). 
Non lasciamoci sfuggire questa occasione. 
Condividiamo questo post. Facciamolo sapere a tutti. Più siamo a inviare la mail e più possibilità abbiamo per un finanziamento. 
Il Comune di Contessa sta già provvedendo a inviare la mail con la relativa documentazione progettuale. 
L'appello va anche agli amministratori dei paesi limitrofi che dovranno sensibilizzare i propri cittadini.
Chisesi Andrea
(Assessore)

Marsala. Si svolgeranno oggi -nel pomerggio- i funerali di Giacomo Rallo

Accadde l'11 maggio 1860: 
A Marsala sbarcano le mille camice rosse di Giuseppe Garibaldi. 
Erano partiti da Quarto il 6 Maggio

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GIACOMO RALLO
Nel messaggio che l'Amministrazione Comunale di Marsala ha inviato alla famiglia Rallo, che nella giornata di ieri ha perso -improvvisamente- la prestigiosa personalità di Giacomo Rallo, imprenditore enologico dalla grande esperienza internazionale, fra l'altro, si legge:
"Un imprenditore che ha contribuito a portare in alto, in Italia e all'estero, l'immagine di Marsala intrisa di storia e cultura del vino".

Riteniamo che anche l'Amministrazione Comunale di Contessa si ricordi, nel partecipare al cordoglio, che quel grande imprenditore ha   posto il cuore della sua iniziativa nelle vigne di Contessa Entellina, nel cuore della Sicilia occidentale.
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Giacomo Rallo era nato nel 1937, era laureato in legge, e decise d continuare ad occuparsi di vino come aveva iniziato a fare la sua famiglia nel 1851.
Con la moglie Gabriella, con i figli ha avviato negli anni ottanta un progetto imprenditoriale, quello di Donnafugata, oggi conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. 
L'avventura inizia dalle storiche cantine della famiglia Rallo a Marsala e nelle vigne di Contessa Entellina, quelle che tutti vediamo estendersi attraversando la veloce Palermo-Sciacca e dove prestano lavoro ciclicamente alcuni contessioti.

Il Donnafugata (ne parlano oggi tutti i giornali) nasce quando i consumi di Marsala, punto di forza dell’azienda familiare che produceva vino dal 1851, stavano declinando. 
Giacomo Rallo alla ricerca di un’alternativa apprende, in California, come produrre vini di qualità in climi caldi ricorrendo alla tecnologia del freddo: refrigerare uve e mosti, controllarne la temperatura durante il ciclo produttivo e durante l’affinamento in barrique o in bottiglia. 
Il successo premiò il suo intuito imprenditoriale. Da quel successo Giacomo ha provato -da uomo di cultura- a rilanciare anche l'intero territorio circostante l'azienda. Si è proposto -valorizzando la zona di dare identità ai suoi vini-.
Con promozioni varie, borse di studi e collaborazioni e convenzioni con la Scuola Normale di Pisa (Laboratorio di Scenze dell'Antichità) ha  puntato a valorizzare gli studi e gli scavi di Entella.
Nel 2006 ha ottenuto il riconoscimento istituzionale per la sua ingegnosità: il titolo di Cavaliere del lavoro dal Presidente della Repubblica.

martedì 10 maggio 2016

Dalla Chiesa Universale all'Eparchia: riflessioni di un laico -n. 2-



Non abbiamo bisogno di chissà quali 
grandi cose o chissà quali grandi uomini. 
Abbiamo solo bisogno di più gente onesta.
Benedetto Croce

Abbiamo accennato la volta scorsa al secolarismo e a come il "sacro", specialmente in Europa, si sia di gran lunga dissociato dalla vita quotidiana di milioni di occidentali che pur dichiarandosi cristiani danno a questo termine interpretazioni personali o interpretazioni secondo la misura della propria convenienza.

Da questo punto in poi proveremo a descrivere il mondo dei credenti - o dei diversi modi di ritenersi credenti-  del terzo millennio, senza trascurare la Storia che comunque sovrasta il passato di ciascuna confessione.

I cristiani nel terzo millennio
I cristiani dei cinque continenti sono o dovrebbero essere circa due miliardi. 
Prendendo in considerazione le tre grandi famiglie dei cattolici, protestanti ed ortodossi emergono fra essi e all'interno di essi gradi diversi di fede in Dio e Gesu' Cristo, livelli differenti di dottrina, di obbedienza e pure di morale.

I credenti di ciascuna confessione cristiana -osservati dagli altri- incuriosiscono, affascinano ed infastidiscono, sono ascoltati  e sono pure detestati.
Secondo alcuni osservatori i cristiani sono in declino, incapaci di reggere alle nuove religioni che pongono al centro del vivere sociale
--l'individualismo
--il consumismo
--il divertimento
--la tecnica e la comunicazione mondializzate
--lo scetticismo
--il relativismo
--la liberta' illimitata.

Pare di capire infatti, osservando da una immaginaria finestra sul mondo, che si viva meglio senza "creatore", senza dogmi, senza morale imposta e che si debba ogni merito al cammino piu' o meno sicuro garantito dal progresso.

E' certo tuttavia, a prescindere dalle convinzioni dei non credenti, che il mondo cristiano  stia vivendo una situazione di stallo e di insicurezza rispetto all'ascesa dell'Islam e di certe correnti evangeliche aggressive ed espansive operanti soprattutto in Sud America ed in Africa.
E' certo -nel contempo- che il Cattolicesimo istituzionale di Papa Francesco come pure le Chiese ortodosse dell'est Europa ( uscite, queste, da decenni di persecuzioni dell'ateismo comunista) godano di ampio rispetto e di riverenza perche' in condizione di mobilitare e coinvolgere vaste fasce di popolazione.
La stampa del mondo, quella che si ammanta di illuminismo e cultura del secolo, nei confronti delle istituzioni cristiane e dei credenti  ostenta rispetto ed ammirazione per il loro contributo alla Storia del meglio e pure del peggio dell'umanita' e per la loro capacita' di apparire ora moribondi ed ora rinascenti.

I politici dell'Occidente cercano e spesso ottengono il sostegno di molte "chiese" nell'influenzare la morale, le idee e persino le scienze. 
Spesso pero' morale dominante, idee e scienze soverchiano il ruolo delle chiese.

Il mondo cattolico in un passato non lontano e' riuscito comunque a destabilizzare il blocco comunista, facendo leva sulla Polonia di papa Giovanni Paolo II,  come decenni di politica e diplomazia occidentale non erano riusciti nell'intento.
Lo stesso mondo cattolico in Sud America ed in Africa ha molto contribuito, fra compromissioni e condizionamenti ambigui vari, a far saltare parecchie dittature militari e feroci ( che per decenni avevano però goduto di parecchie benedizioni clericali).

In Europa cattolici e cristiani delle varie provenienze sono oggi impegnati su fronti che, secondo la loro etica, condizionano il futuro dell' umanita':

--banalizzazione dell'aborto e dell'autanasia
--permissivismo morale
--disgregazione della famiglia
--chiusura rispetto agli immigrati.

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Dopo il quadro su sfondo politico-sociale delle problematiche del mondo, proveremo -in seguito- a leggere via via come queste grandi questioni si riducano in periferia nelle piccinerie, quelle a noi vicine.

Produttori Agricoli. Quanto è facile .... coltivare i campi

Già poche settimane fà ci siamo soffermati sull'aspetto amministrativo dello svolgimento dell'attività agricola .
Tornare su questo tema per il nostro Blog che respira l'aria della parte centrale della Sicilia, dove oltre all'agricoltura primitiva, o quasi, non esiste altro modo di produrre risorse, è piuttosto ovvio.

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In agricoltura (in materia di iva) esiste
-un regime speciale
-un regime di esonero da qualsiasi adempimento (se il giro di affari -volume di affari- è inferiore a €. 7.000,oo).

Il regime speciale, in un certo senso, è per i produttori agricoli il regime normale (normale in quanto si applica a tutti indistintamente, escluso per chi esprime l'opzione per il regime Iva normale.
Regime Iva speciale
Il regime speciale consiste in una detrazione dell’Iva differente dal regime normale applicato alla generalità degli imprenditori.
La detrazione dell'Iva non avviene in maniera analitica sulla base dell'Iva pagata ai fornitori ma definita forfettariamente con l’applicazione di percentuali di compensazione sull’ammontare delle cessioni di prodotti agricoli, che periodicamente variano (N.B.  Decreto interministeriale 26.01.2016, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 17.02.2016).
I produttori agricoli hanno comunque possibilità (ove risulti per essi più favorevole) di optare per il regime ordinario.

- Presupposto oggettivo: il regime è applicabile esclusivamente alle cessioni di prodotti agricoli ed ittici compresi nella tabella A, parte I allegata al Dpr 633/72; 
Il regime speciale si applica anche:
alla manipolazione, conservazione, trasformazione e commercializzazione diretta dei propri prodotti e  dei prodotti acquisiti da terzi, a condizione che sia rispettato il principio della prevalenza, e cioè che l’ammontare di questi ultimi prodotti non sia superiore a quelli provenienti dal proprio fondo. 

- Presupposto soggettivo: sono ammessi a tale regime i produttori agricoli in senso stretto, cioè i soggetti che esercitano le attività agricole previste dall'art. 2135 c.c.  e quelli che esercitano attività di pesca in acque dolci, di piscicoltura, di mitilicoltura, di ostricoltura e di coltura di altri molluschi e crostacei, nonché di allevamento di rane a prescindere dal volume d’affari realizzato nell’anno solare precedente; 

Il regime prevede che l'Iva assolta sugli acquisti e sulle importazioni venga detratta non in modo analitico (cioè con riferimento all'imposta effettivamente addebitata dai fornitori o corrisposta in dogana) ma in modo forfetario, nella misura pari all'importo risultante dall'applicazione, all'ammontare imponibile delle cessioni di prodotti agricoli effettuate, di percentuali di compensazione stabilite, per gruppi di prodotti, con decreto ministeriale.


Come si calcola l'Iva

(regime speciale)

Esempio di un vivaio che cede piante per 10.000,00 euro + Iva

--Aliquota Iva da applicare sull'imponibile - 10% -
Iva dovuta euro 1.000,00

--
Iva  detraibile applicando la percentuale di compensazione del 4% - euro 400,00

--Iva da versare all'erario euro 600,00

Storia. In qualsiasi parte della Terra, gli uomini pensano ed immaginano allo stesso modo

Siria:
Una foto nei pressi di Palmira















Sicilia:
Castello Calatamauro

domenica 8 maggio 2016

Mezzojuso. Eco della Brigna n. 110-111, rivista edita a cura di Don Enzo Cosentino


















Canone Rai. In quale circostanza deve essere presentata la "autocertificazione"

L’autocertificazione deve essere presentata se diversi componenti della stessa famiglia anagrafica sono titolari di più utenze elettriche.
Per meglio comprendere:
il Canone si paga solo una volta per ogni famiglia anagrafica, per cui bisogna comunicare su quale fattura elettrica addebitare il costo.

Hanno detto ... ...

GIUSTO CATANIA, vicesindaco di Palermo
Il mondo è migliore di chi lo racconta.
Londra: eletto un sindaco di sinistra, musulmano, immigrato, pachistano, europeista, tifoso del Liverpool. 

FEDERICO FUBINI, giornalista del Corriere della Sera
Crescono i populisti xenofobi in Europa. Ma la sua capitale morale, Londra, ha eletto un sindaco musulmano con i voti della comunità ebraica


ANTONIO BASSOLINO, già sindaco di Napoli
«Nelle liste Pd a Napoli sono stati candidati quelli che davano soldi fuori ai seggi: una vergogna», 

GIOVANNI VALENTINI, giornalista
--Nogarin, sindaco Livorno (M5S), indagato per concorso in bancarotta fraudolenta: "Ho agito per il bene della città". Come Uggetti e De Luca (Pd).
--Non c'è un partito che possa fondarsi sull'onestà: abbiamo già visto la Lega (Bossi) e l'Idv. 
Tutti i politici devono essere onesti!

sabato 7 maggio 2016

Il principio di eguaglianza dei cittadini. A settant'anni dal varo dell Costituzione possediamo la "Casta" degli ex parlamentari


Gli ex parlamentari italiani (di prima e seconda repubblica) sono circa 2600. Tutti costoro riscuotono vitalizi pari -complessivamente- a 193 milioni di euro. 
Costoro riscuotono prescindendo da (eventuali) contributi versati. Esiste infatti uno squilibrio fra i contributi ed i vitalizi che oggi viaggia attorno ai 150 milioni di euro di deficit l’anno.
In pratica in Italia esiste una categoria di cittadini (la CASTA) che ignora i principi basilari della Costituzione, fra cui, il principio democratico, cristiano, socialista ed umano dell'EGUAGLIANZA.  

Boeri, che recentemente è stato ascoltato alla Camera dalla Commissione Affari costituzionali,  è convinto che la soluzione a questo «scandalo» sia una sola: occorre ricalcolare col metodo contributivo l’intera carriera dei parlamentari, «per allineare i trattamenti della politica a quelli applicati a tutti gli altri lavoratori italiani». 

La spesa complessiva si ridurrebbe a 118 milioni di euro l’anno, con un risparmio di 76 milioni (760 nei prossimi 10 anni). In concreto l’importo di questi assegni, che oggi è quasi doppio rispetto ai contributi versati, passerebbe da una media di 56.830 euro lordi all’anno a 33.568, mentre il trattamento minimo da 26.379 crollerebbe a 2.487 euro.


Supponendo poi di ampliare la platea anche agli ex consiglieri regionali l’Inps prevede che il risparmio solo per il 2016 arrivi a 148 milioni (1,457 miliardi sui primi 10 anni presi in considerazione). 

Hanno detto... ...

NICOLA ZINGARETTI, presidente regione Lazio 
Evvai! Sadiq Khan è il nuovo sindaco di Londra. Alla faccia di chi pensa che i problemi si risolvono con l'odio

FEDERICO MELLO, giornalista de Il Fatto Quotidiano

Il sindaco diuna grande capitale occidentale è ora di religione musulmana. 
Grande orgoglio quando l'Europa si conferma una società aperta.

TOMASO MONTANARI, storico dell'arte
«Lo sviluppo della cultura che la Repubblica è chiamata a promuovere, secondo l’articolo 9 della Costituzione, non può essere inteso come mero sfruttamento economico del patrimonio. Invece, pare questa la logica del governo Renzi che sacrifica la tutela del paesaggio e del patrimonio, subordinandola alla filosofia dei beni culturali come pozzi petroliferi».

RICARDO FRANCO LEVI,  politico e giornalista
Platone sosteneva che in una società bene ordinata nessuno dovesse guadagnare più di cinque volte il salario dei lavoratori più umili. Resta da chiarire se il grande filosofo, che personalmente ne possedeva cinque, includesse nel conto anche gli schiavi di cui Atene era ricca. Quel che è certo è che la sua tesi è risuonata nei secoli, pur variando nel rapporto considerato come ottimo, portato nel secolo scorso a 10 a 1 dallo scrittore George Orwell e a 20 a 1 dal banchiere John Pierpoint Morgan. Cifre che sono state tutte travolte negli ultimi anni dall’esplosione dei compensi votati a favore dei grandi capi, arrivati a valere molte centinaia di volte i salari medi dei loro dipendenti.
Le valgono, se le meritano queste montagne di soldi i supermanager? Di certo non tutti. Dei 70 milioni di sterline, per la più gran parte costituiti da premi legati ai risultati di bilancio, complessivamente incassati lo scorso anno da Martin Sorrell, fondatore e grande capo di WPP, il maggior gruppo mondiale della pubblicità, si può dire che riflettano i successi conseguiti sotto la sua guida.
La stessa cosa si può ripetere per i 50 milioni e più di euro riconosciuti lo scorso anno a Sergio Marchionne, indiscusso protagonista, dall’acquisto della Chrysler in avanti, delle fortune della Fiat e di gran lunga il più pagato dei manager italiani. Ben altra e scandalosa cosa è la buonuscita di 4 milioni di euro che ha accompagnato alla porta della devastata Popolare di Vicenza l’ex amministratore delegato Samuele Sorato. E il suo non è sicuramente un caso isolato.
Ma si ammetta pure che nel mondo delle imprese cifre a sette zeri siano il riflesso dell’eccezionale valore di grandi dirigenti in modo non dissimile da quanto succede nello sport per i massimi campioni o nel cinema per le grandi star. Basta per dire che sia giusto, che sia opportuno pagare somme così grandi, pari a multipli enormi di quelli incassati dalla media dei lavoratori? Basta in una lunga stagione segnata dalla crisi?