I fatti storici
«Le ferite del passato non si cicatrizzano mai.
Niente può considerarsi definitivo
per quel che attiene alla ”guarigione”,
più o meno apparente, dalle lesioni
prodottesi anni, decenni, secoli,
addirittura millenni fa»
I fatti storici
«Le ferite del passato non si cicatrizzano mai.
Niente può considerarsi definitivo
per quel che attiene alla ”guarigione”,
più o meno apparente, dalle lesioni
prodottesi anni, decenni, secoli,
addirittura millenni fa»
Tempo fa un vero politico e grande professionista ebbe a dire che l’onestà non costituisce un valore in più da esibire al proprio elettorato, essa non è infatti una benemerenza da esibire bensì un d-o-v-e-r-e e in quanto tale deve fare parte della normalità.
È onesta’ non tacere e rifiutare le connivenze. L’onestà coincide infatti con l’onore di cui condivide la radice linguistica.
Copiare un compito in classe, veniva insegnato anni fa a scuola, non è una furbata è un comportamento disonorevole.
Nei rapporti fra stati il "risentimento" occupa un grande ruolo, al pari dei rapporti fra gli umani
Qualcuno, in via del tutto approssimativo, sostiene che l'economia evidenzia il modo (le regole) che fanno andare avanti un paese, mentre la politica raccoglie il sentire della gente e contestualmente procede all'accreditamento nelle coscienze delle regole comunitarie da rispettare per far procedere al meglio la vita comunitaria.
La gran parte dei paesi del pianeta non si riconosce nel modello di vita (e nelle istituzioni) dell'Occidente: nel liberalismo economico e nella democrazia istituzionale. I media riportano in questi giorni che l'insieme dei paesi non occidentali stanno quasi in massa aderendo ad un "club" denominato BRICS che finora accomuna Cina, Russia, India, Brasile, Sudafrica ....e molti altri paesi.
Il collante tra tutti questi paesi, differenti fra loro sia nelle istituzioni politiche che nei sistemi economici, e' il forte "risentimento" verso l'Occidente.
(Segue)
Il concetto di Logos (di Tao
e di Dharma)
Ciò che contrasta concorre
e da elementi che discordano
si ha la più bella armonia.
Leggere e riflettere
sul pre-terremoto a Contessa Entellina
La stanza è quasi interamente riempita dall’enorme letto, assai più grande di un comune letto matrimoniale: nel letto deve dormire tutta la famiglia, il padre, la madre, e tutti i figliuoli. I bimbi più piccini, finché prendono il latte, cioè fino ai tre o quattro anni, sono invece tenuti in piccole culle o cestelli di vimini, appesi al soffitto con delle corde, e penzolanti poco più in alto del letto... Sotto il letto stanno gli animali: lo spazio è così diviso in tre strati: per terra le bestie, sul letto gli uomini, e nell’aria i lattanti.
Io mi curvavo sul letto, quando dovevo ascoltare un malato, o fare una iniezione a una donna che batteva i denti per la febbre e fumava per la malaria; col capo toccavo le culle appese, e tra le gambe mi passavano improvvisi i maiali o le galline spaventate...».
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Rileggendo il brano dal libro di Carlo Levi tornano in mente le tante case (generalmente mono vano) di Contessa Entellina del periodo pre-terremoto entro cui vivevano tante famiglie, la maggioranza della popolazione, tutti coloro che ancora non avevano assunto definitivamente la decisione di emigrare.
A Contessa E., nel Belice, in realtà le premesse di devastazione ambientale e sociale erano avvenute secoli prima del gennaio ‘68. Il terremoto ebbe, fra altro, l’effetto di sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale ed estera su un’area del Paese dove già, prima del 14 gennaio ‘68, Danilo Dolci (e non solo lui) aveva, con le sue continue denunce, posato gli occhi. Restando sistematicamente inascoltato!
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Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) è stato un sociologo, poeta, educatore e attivista della nonviolenza italiano. Fu soprannominato Gandhi della Sicilia o Gandhi italiano (quest'ultimo soprannome condiviso con altre personalità, come Aldo Capitini e Franco Corbelli).
Su questa figura -sul Blog- riteniamo per qualche tempo di dover ricordare l’impegno di studioso e di operatore sociale.
Il nostro è un piccolo blog sorto in circostanze insperate e non preordinate meno di un quindicennio fa che non ha proceduto nell’impostare le pagine su schemi fissi ne’ su tematiche fisse. Si muove prevalentemente su aspetti ed eventi storici e contemporaneamente non omette di affrontare l’attualità, la vita ordinaria di ogni giorno, i grandi problemi sociali e politici e le difficoltà’ individuali di ciascuno di muoversi nella società burocratizzata e spesso indifferente alle esigenze del singolo.
Non sempre il blog ha trovato simpatie, ma è sempre rimasto aperto a chi avesse voluto servirsene per riportare differenti o contrapposti punti di vista.
Quattordici anni di narrazione e riflessione di vita e vicende di uomini, comunità ed anche di desideri per un mondo migliore. Contemporaneamente, anche, quattordici anni entro cui e’ stato possibile riportare punti di vista e di valutazione non sempre condivisi e condivisibili da tutti i lettori. In democrazia ciò non è, non dovrebbe essere deprecabile, dal momento che a nessuno è mai stato negato di esporre punti di vista differenti e/o contrapposti.
Il Leviatano
Durante il tempo in cui gli uomini
vivono senza un potere comune che
li tenga tutti in soggezione, essi si
trovano in quella condizione che è
chiamata guerra e tale guerra è quella
di ogni uomo contro ogni altro
uomo.
C L I E N T E L I S M O
C R I M I N A L I T A'
T A N G E N T I
L’Italia, pur migliorando, resta sempre fra i paesi che in Europa ha dietro solamente Bulgaria, Romania, Grecia.
La corruzione è antica quanto la Storia dell’umanità. È cresciuta e si è sviluppata sempre all’ombra del potere. Solamente in tempi relativamente recenti in Italia si sono allestite valide istituzioni per combattere il grave problema; problema che globalmente secondo il Fondo Monetario Internazionale, costa circa il 2% del Pil dell’intero pianeta.
In Sicilia non manca il da fare
però manca il LAVORO
Voler restare nella terra in cui si nasce dovrebbe essere un diritto. A Campobello di Licata è stato steso un “manifesto” Questa è la mia terra e io la difendo che verrà’ illustrato il 23 e 24 agosto nel corso del festival che porta il titolo La mia terra la difendo. Gli animatori dell’iniziativa hanno fatto proprio il pensiero di un loro concittadino, Giuseppe Gatti’, morto sul posto di lavoro, che recita “Perché’ devo andare via dal Sud, quando la povertà l’hanno portata altri, la mafia è il malaffare? Nei due giorni di incontri e dibattiti, la rassegna dedicherà il mercoledì 23 ai tavoli di discussione tra giovani, istituzioni, associazioni e aziende che operano al Sud, con circa 250 persone, sui temi del festival, cioè i diritti, l’istruzione e il lavoro. Da lì nasceranno le proposte.
Verrà’ allestito un manifesto e nascerà un centro studi, mirati al diritto al lavoro e allo studio al Sud.
«Il manifesto per il diritto a restare — dice Gaetano Gatì, cugino di Giuseppe e animatore della discussione — sarà il risultato dei tavoli tematici: una sintesi finale in cui inserire una sorta di decalogo creato dal basso, con gli elementi indicati dai partecipanti come essenziali per definire il diritto a restare. Sarà una discussione libera, ma rivolto a elementi come il diritto a un lavoro dignitoso, o a un’istruzione d’eccellenza sul territorio o alla possibilità di creare poli tecnologici». La giornata, dalle ore 18 alle 23, si articolerà nella presentazione di casi ed esempi concreti per terminare con la discussione.
Il manifesto per il diritto a restare sarà inviato a tutti i sindaci della Sicilia: «Il problema è poter realizzare le “condizioni per”. Per restare, per potersi realizzare. Ora i giovani sono costretti ad andarsene, non hanno scelta».
Dopo la prima giornata dedicata al «costruire», giovedì 24, dalle ore 19, il festival continuerà con la giornata del «celebrare», una festa di piazza con testimonianze alternate a esibizioni musicali. Apriranno gli interventi Ismaele La Vardera, vicepresidente della commissione antimafia, Antonio Pitruzzella, sindaco di Campobello di Licata e Giacomo Gatì, padre di Giuseppe; a seguire l’incontro Malafimmina è chidda ca parra, con l’associazione Mala Fimmina, l’intervento della cantante catanese (trasferita a Torino) Anna Castiglia, i racconti del giornalista Gaetano Savatteri e dell’imprenditore culturale Tiziano Di Cara, e la musica di Tony Canto, Eugenio Cesaro e Lello Analfino.
Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet è stato un filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese.
Figure che nel loro tempo hanno segnato la vicenda locale
Su iniziativa dell’Associazione Culturale “Nicolò Chetta”, di cui è da sempre animatore il dott. Calogero Raviotta, saranno ricordati tre parroci della Chiesa locale che hanno segnato le vicende paesane, non solo nell’ottica ecclesiastica, prettamente loro, ma anche in quella complessivamente civile e comunitaria:
1) Papas Lino LoJacono, parroco della Chiesa Madre negli anni trenta e in parte quaranta del Novecento e successivamente sino alla metà’ degli anni cinquanta parroco della Chiesa parrocchiale della Martorana, a Palermo, meta di frequentazione della gente arbereshe di Sicilia.
2) Padre Antonino Lala, parroco della Chiesa della Madonna della Favara dagli anni quaranta fino a parte degli anni sessanta del Novecento,
3) Papas Janni Di Maggio, parroco della Chiesa Madre di Contessa, nel periodo successivo a quello di Papas Lino LoJacono e sino al periodo di poco antecedente il sisma ‘68.
Nella ricorrenza sarà pure scoperto un busto marmoreo dedicato a Papas Janni Di Maggio, omaggiato alla comunità contessiota dal dott. Antonio Ragusa, da anni professionista medico operante in Piemonte.

Si tratta di figure, quelle celebrate, che hanno svolto con spirito di servizio all'interno della comunità con modestia e discrezione attività culturale e religiosa intesa a conservare nel trascorrere dei decenni il patrimonio di valori tanto più apprezzabile quanto mai sufficientemente considerati in questi tempi di esasperato protagonismo individualista.

Si legge di tuguri ove in un’unica camera affumicata e priva di aria e di luce vivevano insieme uomini, capre, maiali e pollame. Le catapecchie nei centri agricoli si contavano forse a centinaia di migliaia».
Vengono recuperati persino video di quella drammatica denuncia dell’«Inchiesta agraria sulle condizioni della classe agricola» condotta da una Giunta parlamentare presieduta da Stefano Jacini dal 1877 al 1885: Una donna con una cuffia in testa riempie un secchio di acqua da un barile: dietro di lei, nella stessa stanza, ci sono un asino, un maiale, tre galline, un coniglio...Va detto che i filmati risalgono ai primi del Novecento e addirittura altri filmati sono del 1953, eppure non rivelano differenze dall’inizio del Novecento o dai decenni precedenti.
Ancora negli anni cinquanta del ‘900 l’Italia era spaccata in tre: una povertà relativamente contenuta al Nord (3,1% in Friuli-Venezia Giulia, 2,3 in Veneto, 1,4 in Lombardia, 0,3 in Piemonte...), una pesante nel Centro (7,1% in Umbria, 10 nel Lazio...) e una spaventosa nel Sud: 22,7% di miseria in Sardegna, 22,8 in Campania, 23 nell’Abruzzo e in Molise, 23,9 in Puglia, 25,2 in Sicilia, 33,2 in Basilicata fino a uno stratosferico 37,7 in Calabria.
In un secolo dall’Unita’, al di là della propaganda savoiarda e mussoliniana, per colmare i secolari ritardi, quasi nulla era stato fatto per unificare -nell’ottica socio-economica il Paese.
A dire il vero alcuni filmati degli anni 70/80 su Contessa post terremoto ‘68, in possesso di privati concittadini, che ci piacerebbe potessero passare ad una istituzione pubblica, confermano che nulla lo Stato nazionale fino ad allora aveva fatto per risanare il quadro umano-sanitario dei centri abitati ricadenti nell’area del Belice.
d’attrazione che sortisce da più fattori
Per trasmettere la propria personalità, che non è altro che una forza d’attrazione, bisogna disporre di più fattori:
==bisogna aver definito chi si è, cosa si vuole, cosa veramente sta a cuore. Possedere personalità significa saper essere se stesso senza voler assomigliare a qualcun altro.
==chi non ha fiducia in se’, inevitabilmente trasmette agli altri la sua condizione. E’ la fiducia che riesce a nascondere le proprie carenze.
==per esercitare una sottile attrazione sugli altri bisogna sempre essere “armoniosi”. Questo intento riesce ad amalgamare persino “contesti e ambienti estranei”.
==Possedere “volontà’, ossia la “convinzione” di trovarsi nel giusto evitando però’ di perseguire schemi fissi o stereotipati.
==Bisogna possedere e coltivare un mondo culturale interiore e pure consapevolezza di ciò’ che si è passato. Da questo passaggio consegue che nessun ventenne riuscirà’ ancora a mostrare “personalità’ “.
==Saper sorridere dei propri difetti.
Interrogarsi per scavare.
Oliver Clement
Scrittore, poeta e teologo ortodosso di nazionalità francese. (1921-2009)
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Lo Spirito è inafferrabile, non ha né nome né volto, non si sa di "dove viene né dove va" ma "ne senti la voce" (Gv. 3,8): senza il vento, l'albero o il mare non innalzerebero il loro canto. Lo Spirito tende a confondersi con l'interiorita' più intima, più personale dell'uomo, come con il mistero di Dio, poiché "Dio è Spirito" (Gv. 4,24). Orbene, dicevano i Padri, se Dio si è incarnato, e' perché l'uomo possa ricevere lo Spirito. Il fine dell'Incarnazione, della croce, della resurrezione e dell'esaltazione di Gesù e' la Pentecoste; in Cristo, la chiesa è "chiesa dello Spirito Santo".
L’Italia e gli italiani
L’Italia sarà’ come dicono “la culla dell’arte”.
Ma in questa culla sgambettano i più biechi
assassini del paesaggio.
Sempre per quella smania di stare tutti
attruppati, il cemento travolge l’erba
e sommerge le più belle Valli, e i
più pittoreschi paesaggi.
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| è una sequenza di istruzioni che, seguite nel giusto ordine, partendo da specifici input consente di ottenere un determinato risultato. |
Nascita: 7 settembre 1956 (età 66 anni), Ivrea
Sul sistema pensionistico
italiano
Stiamo rubando il futuro
ai nostri figli e ai nostri nipoti.
Un poco alla volta.
Questo sta accadendo,
ma ci viene nascosto.
Non ci vogliono dire che i
nostri figli e nipoti non sapranno
che cos'è una pensione, perché
quando toccherà a loro avremo già
mangiato tutto noi.
Non ci vogliono dire che presto la
baracca non reggerà più, schiacciata
dal peso enorme dei privilegi distribuiti
a pioggia per decenni. Nessuno escluso.
Senza alcun riguardo per la matematica,
la demografia, le regole del patto generazionale
e la decenza.
Il Pd chiede a gran voce il taglio alla luce di quanto i partiti del Centro-Destra sostenevano in campagna elettorale. E comunque non si ferma l’aumento del prezzo della benzina: cresce ormai da 16 giorni consecutivi, giorno dopo giorno.
Al self in autostrada la benzina costa 2,019 euro al litro. Pd e M5S ne chiedono il taglio, appunto alla luce delle promesse fatte in campagna elettorale dalla stessa premier Meloni. « Dov’è il taglio delle accise promesso quando erano all’opposizione?» si chiedono in tanti elettori. Ed in mancanza di controlli, continuano gli abusi e i controlli annunciati con grande enfasi, che adesso si dimostrano privi di qualsiasi efficacia.