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venerdì 25 agosto 2023

Un Personaggio

Paolo Mieli: giornalista, saggista, conduttore televisivo e opinionista italiano, che si occupa principalmente di politica e storia. È stato direttore de La Stampa dal 1990 al 1992 e del Corriere della Sera dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009. Dal 2009 al 2016 è stato presidente di RCS Libri. 

Nascita: 25 febbraio 1949 (età 74 anni), Milano



I fatti storici



«Le ferite del passato non si cicatrizzano mai. 

Niente può considerarsi definitivo 

per quel che attiene alla ”guarigione”, 

più o meno apparente, dalle lesioni 

prodottesi anni, decenni, secoli, 

addirittura millenni fa»

giovedì 24 agosto 2023

Contessa Entellina. Giornata Culturale del 27 agosto

 Manifesto-invito rivolto ai fedeli delle parrocchie locali di Contessa Entellina e alla cittadinanza tutta che evidenzia le iniziative con rispettivi orari previste nella giornata rievocativa di domenica prossima delle figure di tre parroci che hanno in tempi differenti espletato la loro missione rispettivamente nella parrocchia di tradizione bizantina ed in quella di tradizione romana.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione “Nicolò Chetta” col concorso dell’Amministrazione Comunale, delle Parrocchie e del Centro Culturale Parrocchiale.

Una parola, tante ripercussioni

 L’onestà’, è un termine che viene frequentemente usato dai politici, specialmente se populisti, nel corso delle campagne elettorali per contrapporlo alla “corruzione” addebitata sempre a qualcuno di diverso schieramento. 

 Tempo fa un vero politico e grande professionista ebbe a dire che l’onestà non costituisce un valore in più da esibire al proprio elettorato, essa non è infatti una benemerenza da esibire bensì un d-o-v-e-r-e  e in  quanto tale deve fare parte della normalità.

 È onesta’ non tacere e rifiutare le connivenze. L’onestà coincide infatti con l’onore di cui condivide la radice linguistica.

 Copiare un compito in classe, veniva insegnato anni fa a scuola, non è una furbata è un comportamento disonorevole.

Economia e politica

 Nei rapporti fra stati il "risentimento" occupa un grande ruolo, al pari dei rapporti fra gli umani

  

Qualcuno, in via del tutto approssimativo, sostiene che l'economia evidenzia il modo (le regole) che fanno andare avanti un paese, mentre la politica raccoglie il sentire della gente e contestualmente procede all'accreditamento nelle coscienze delle regole comunitarie da rispettare per far procedere al meglio la vita comunitaria.

Oggi nelle vicende politiche e soprattutto economiche del mondo l'Occidente indubbiamente svolge un ruolo da protagonista quasi incontrastato, grazie alla potenzialità economica di cui puo' disporre. Ma questo protagonismo dell'Occidente sta, quasi come reazione del resto del mondo, producendo una sorta di contrappeso.

  La gran parte dei paesi del pianeta non si riconosce nel modello di vita (e nelle istituzioni) dell'Occidente: nel liberalismo economico e nella democrazia istituzionale. I media riportano in questi giorni che l'insieme dei paesi non occidentali stanno quasi in massa aderendo ad un "club" denominato BRICS che finora accomuna Cina, Russia, India, Brasile, Sudafrica ....e molti altri paesi.

  Il collante tra tutti questi paesi, differenti fra loro sia nelle istituzioni politiche che nei sistemi economici, e' il forte "risentimento" verso l'Occidente.

(Segue)

Un Personaggio

Eraclito di Efeso è stato un filosofo greco antico, uno dei maggiori pensatori presocratici. Eraclito è considerato il Pensatore oscuro per eccellenza ed egli stesso nutriva sfiducia nella possibilità che il suo scritto potesse essere compreso dalla maggior parte degli uomini. 

Luogo di nascita: Efeso, Turchia
Luogo di morte: Efeso, Turchia





Il concetto di Logos (di Tao

e di Dharma)



Ciò che contrasta concorre

e da elementi che discordano

si ha la più bella armonia.

mercoledì 23 agosto 2023

Letture e realtà. ( 1 )

 Leggere e riflettere

sul pre-terremoto a Contessa Entellina

Carlo Levi e Danilo Dolci

Sul pensiero di entrambi
 gli intellettuali-ricercatori,
a cui aggiungiamo quello
del sociologo olandese 
Anton Bloch, cittadino onorario
di Contessa Entellina,
e’ bene che in 
tutta l’area belicina
non venga mai meno la
memoria.


Carlo Levi, in Cristo si è fermato a Eboli ebbe modo di scrivere: «Le case dei contadini sono tutte uguali, fatte di una sola stanza che serve da cucina, da camera da letto e quasi sempre anche da stalla per le bestie piccole, quando non c’è per quest’uso, vicino alla casa, un casotto che si chiama in dialetto, con parola greca, il catoio. Da una parte c’è il camino, su cui si fa da mangiare con pochi stecchi portati ogni giorno dai campi: i muri e il soffitto sono scuri pel fumo. La luce viene dalla porta. 

 La stanza è quasi interamente riempita dall’enorme letto, assai più grande di un comune letto matrimoniale: nel letto deve dormire tutta la famiglia, il padre, la madre, e tutti i figliuoli. I bimbi più piccini, finché prendono il latte, cioè fino ai tre o quattro anni, sono invece tenuti in piccole culle o cestelli di vimini, appesi al soffitto con delle corde, e penzolanti poco più in alto del letto... Sotto il letto stanno gli animali: lo spazio è così diviso in tre strati: per terra le bestie, sul letto gli uomini, e nell’aria i lattanti. 

 Io mi curvavo sul letto, quando dovevo ascoltare un malato, o fare una iniezione a una donna che batteva i denti per la febbre e fumava per la malaria; col capo toccavo le culle appese, e tra le gambe mi passavano improvvisi i maiali o le galline spaventate...».

=   =  =

 Rileggendo il brano dal libro di Carlo Levi  tornano in mente le tante case (generalmente mono vano) di Contessa Entellina del periodo pre-terremoto entro cui vivevano tante famiglie, la maggioranza della popolazione, tutti coloro che ancora non avevano assunto definitivamente la decisione di emigrare.

 A Contessa E., nel Belice, in realtà le premesse di devastazione ambientale e sociale erano avvenute secoli prima del gennaio ‘68. Il terremoto ebbe, fra altro, l’effetto di sensibilizzare l’opinione pubblica nazionale ed estera su un’area del Paese dove già, prima del 14 gennaio ‘68, Danilo Dolci (e non solo lui) aveva, con le sue continue denunce, posato gli occhi. Restando sistematicamente inascoltato!


= = =

Danilo Dolci (Sesana, 28 giugno 1924 – Trappeto, 30 dicembre 1997) è stato un sociologo, poeta, educatore e attivista della nonviolenza italiano. Fu soprannominato Gandhi della Sicilia o Gandhi italiano (quest'ultimo soprannome condiviso con altre personalità, come Aldo Capitini e Franco Corbelli).

Su questa figura -sul Blog- riteniamo per qualche tempo di dover ricordare l’impegno di studioso e di operatore sociale.



Storia e contemporaneità’. Il blog ha maturato quattordici anni di presenze quotidiane

 Il nostro è un piccolo blog sorto in circostanze insperate e non preordinate meno di un quindicennio fa che non ha proceduto nell’impostare le pagine su schemi fissi ne’ su tematiche fisse. Si muove prevalentemente su aspetti ed eventi storici e contemporaneamente non omette di affrontare l’attualità, la vita ordinaria di ogni giorno, i grandi problemi sociali e politici e le difficoltà’ individuali di ciascuno di muoversi nella società burocratizzata e spesso indifferente alle esigenze del singolo. 

 Non sempre il blog ha trovato simpatie, ma è sempre rimasto aperto a chi avesse voluto servirsene per riportare differenti o contrapposti punti di vista.

 Quattordici anni di narrazione e riflessione di vita e vicende di uomini, comunità ed anche di desideri per un mondo migliore. Contemporaneamente, anche, quattordici anni entro cui e’ stato possibile riportare punti di vista e di valutazione non sempre condivisi e condivisibili  da tutti i lettori. In democrazia ciò non è, non dovrebbe essere deprecabile, dal momento che a nessuno è mai stato negato di esporre punti di vista differenti e/o contrapposti.

Un personaggio

Thomas Hobbes: è stato un filosofo britannico, antesignano del Giuspositivismo e autore nel 1651 dell'opera di filosofia politica Leviatano. Oltre che di teoria politica si interessò e scrisse anche di storia, geometria, etica ed economia. 

Nascita: 5 aprile 1588, Malmesbury, Regno Unito
Morte: 4 dicembre 1679, National Trust - Hardwick Hall, Regno Unito




Il Leviatano


Durante il tempo in cui gli uomini

vivono senza un potere comune che

li tenga tutti in soggezione, essi si

trovano in quella condizione che è 

chiamata guerra  e tale guerra è quella

di ogni uomo contro ogni altro

uomo.

martedì 22 agosto 2023

Politica e corruzione. L’essere cittadini dovrebbe spingere tutti ad attenzionare, come proprie, le cose "pubbliche"

C L I E N T E L I S M O

C R I M I N A L I T A'

T A N G E N T I

La congiura catilinaria
 viene vista dallo
storico Sallustio come
uno degli argomenti più
 significativi della decadenza
morale e sociale della
classe dirigente romana
 (specie dei senatori)
durante il I secolo a.C.,

*  *  *

Garzón Valdés, filosofo argentino,  
ha definito 
cosi il fenomeno: 
« La corruzione consiste

nella  violazione  di un obbligo
da parte 
di un decisore con
 l’obbiettivo di ottenere

 un beneficio personale
extraposizionale 
per chi
corrompe … in cambio del

conseguimento di benefici
per il corruttore…»


Fra i paesi più corrotti al mondo l’Italia pare non faccia brutta figura. L’Indice di percezione  della Corruzione elaborato da Trasparency International, indice di riferimento di un quinquennio fa, pone la Danimarca come Paese meno corrotto al mondo, seguito da Finlandia, Svezia, Nuova Zelanda e Norvegia, mentre in coda -in ordine decrescente- stanno Afghanistan, Corea del Nord e Somalia.

L’Italia, pur migliorando, resta sempre fra i paesi che in Europa ha dietro solamente Bulgaria, Romania, Grecia.

La corruzione è antica quanto la Storia dell’umanità. È cresciuta e si è sviluppata sempre all’ombra del potere. Solamente in tempi relativamente recenti in Italia si sono allestite valide istituzioni per combattere il grave problema; problema che globalmente secondo il Fondo Monetario Internazionale, costa circa il 2% del Pil dell’intero pianeta.


Sicilia e lavoro che manca. Si parlerà a Campobello di Licata

In Sicilia non manca il da fare

però manca il LAVORO

 Voler restare nella terra in cui si nasce dovrebbe essere un diritto. A Campobello di Licata è stato steso un “manifesto” Questa è la mia terra e io la difendo che verrà’ illustrato il 23 e 24 agosto nel corso del festival che porta il titolo La mia terra la difendo. Gli animatori dell’iniziativa hanno fatto proprio il pensiero di un loro concittadino, Giuseppe Gatti’, morto sul posto di lavoro, che recita “Perché’ devo andare via dal Sud, quando la povertà l’hanno portata altri, la mafia è il malaffare?  Nei due giorni di incontri e dibattiti, la  rassegna dedicherà il mercoledì 23 ai tavoli di discussione tra giovani, istituzioni, associazioni e aziende che operano al Sud, con circa 250 persone, sui temi del festival, cioè i diritti, l’istruzione e il lavoro. Da lì nasceranno le proposte. 

Verrà’ allestito  un manifesto e nascerà un centro studi, mirati al diritto al lavoro e allo studio al Sud. 

«Il manifesto per il diritto a restare — dice Gaetano Gatì, cugino di Giuseppe e animatore della discussione — sarà il risultato dei tavoli tematici: una sintesi finale in cui inserire una sorta di decalogo creato dal basso, con gli elementi indicati dai partecipanti come essenziali per definire il diritto a restare. Sarà una discussione libera, ma rivolto a elementi come il diritto a un lavoro dignitoso, o a un’istruzione d’eccellenza sul territorio o alla possibilità di creare poli tecnologici». La giornata, dalle ore 18 alle 23, si articolerà nella presentazione di casi ed esempi concreti per terminare con la discussione. 

Il manifesto per il diritto a restare sarà inviato a tutti i sindaci della Sicilia: «Il problema è poter realizzare le “condizioni per”. Per restare, per potersi realizzare. Ora i giovani sono costretti ad andarsene, non hanno scelta». 

Dopo la prima giornata dedicata al «costruire»,  giovedì 24, dalle ore 19, il festival continuerà con la giornata del «celebrare», una festa di piazza con testimonianze alternate a esibizioni musicali. Apriranno gli interventi Ismaele La Vardera, vicepresidente della commissione antimafia, Antonio Pitruzzella, sindaco di Campobello di Licata e Giacomo Gatì, padre di Giuseppe; a seguire l’incontro Malafimmina è chidda ca parra, con l’associazione Mala Fimmina, l’intervento della cantante catanese (trasferita a Torino) Anna Castiglia, i racconti del giornalista Gaetano Savatteri e dell’imprenditore culturale Tiziano Di Cara, e la musica di Tony Canto, Eugenio Cesaro e Lello Analfino.

Un Personaggio

Voltaire, pseudonimo di François-Marie Arouet è stato un filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese. 

Nascita: 21 novembre 1694, Parigi, Francia
Morte: 30 maggio 1778, Parigi, Francia




La Storia individuale
narrata dagli altri




Siamo persuasi che la

Storia di un principe  non

e' tutto quello che lui ha

fatto meritevole di essere

trasmesso alla

posterita'.

lunedì 21 agosto 2023

Contessa Entellina. Figure ecclesiali prestigiose

Figure che nel loro tempo hanno segnato la vicenda locale

Nella giornata di domenica  27 agosto, nel primo pomeriggio, nell’Aula Consiliare del Comune saranno rievocate tre figure religiose che, sotto più aspetti, hanno influito nella vicenda e sul procedere storico-culturale-umano della comunità locale di Contessa Entellina. 

 Su iniziativa dell’Associazione Culturale “Nicolò Chetta”, di cui è da sempre animatore il dott. Calogero Raviotta, saranno ricordati tre parroci della Chiesa locale che hanno segnato le vicende paesane, non solo nell’ottica ecclesiastica, prettamente loro, ma anche in quella complessivamente civile e comunitaria:

1) Papas Lino LoJacono, parroco della Chiesa Madre negli anni trenta e in parte quaranta del Novecento e successivamente sino alla metà’ degli anni cinquanta parroco della Chiesa parrocchiale della Martorana, a Palermo, meta di frequentazione della gente arbereshe di Sicilia.

2) Padre Antonino Lala, parroco della Chiesa della Madonna della Favara dagli anni quaranta fino a parte  degli anni sessanta del Novecento,

3) Papas Janni Di Maggio, parroco della Chiesa Madre di Contessa, nel periodo successivo a quello di Papas Lino LoJacono e sino al periodo di poco antecedente il sisma ‘68.

 Nella ricorrenza sarà pure scoperto un busto marmoreo dedicato a Papas Janni Di Maggio, omaggiato alla comunità contessiota dal dott. Antonio Ragusa, da anni professionista medico operante in Piemonte.

Alle 11,o0, sempre di domenica p.v. nella Chiesa Madre sarà’ celebrata la Liturgia dedicata ai tre personaggi e nel pomeriggio, nell’Aula Consiliare del Comune, saranno svolti i discorsi commemorativi ai tre che saranno svolti rispettivamente dal prof. Antonio Castello riguardo a Papas Lino LoJacono, dal dott. Giuseppe Musacchia riguardo a padre Antonino Lala e dal dott. Antonio Ragusa riguardo a Papas Janni Di Maggio.

 Si tratta di figure, quelle  celebrate, che hanno svolto con spirito di servizio all'interno della comunità con modestia e discrezione attività culturale e religiosa intesa a conservare nel trascorrere dei decenni il patrimonio di valori tanto più apprezzabile quanto mai sufficientemente considerati in questi tempi di esasperato protagonismo individualista.

Sarà una buona occasione per tornare ad apprezzare alcune delle figure esemplari - e segnatamente alcuni dei parroci che si sono susseguiti alla guida delle parrocchie, stimolando con la parola e con l'esempio la crescita spirituale ed intellettuale del popolo - che hanno generosamente dedicato le loro capacità e le loro risorse alla cura delle persone e dei beni (edifici di culto, arredi, paramenti ed oggetti sacri, opere d'arte) loro affidati, salvaguardando spesso senza clamore ma con indiscutibile efficacia il patrimonio (morale e materiale ...) della Comunità locale.






Sfogliando giornali e rievocando i decenni novecenteschi


Dall'Unità fino agli
anni settanta del
 Novecento
il tenore di vita nelle
 campagne siciliane
era assai basso:
quasi sconosciuti
erano lo zucchero e la
carne, persino il pane
scarseggiava, mentre
imperversavano malattie
come la malaria.

I braccianti per
godere dell'assistenza
medica dovevano
essere iscritti
nell'elenco dei
poveri.

Si deve ai primi
governi di
centro-sinistra 
con V.Premier
Pietro Nenni
la svolta di
umanizzazione
del vivere nel
mondo rurale
meridionale.





Memorie di vita contadina

I giornali di questi giorni agostani per riempire le pagine, nonostante i tanti giornalisti in ferie, si stanno dando da fare nel recuperare pagine del post Unita’ d'Italia che trattavano delle condizioni socio-umane di allora nel Meridione. E le fanno rivivere portandole alla riflessione pubblica.

Si legge di tuguri ove in un’unica camera affumicata e priva di aria e di luce vivevano insieme uomini, capre, maiali e pollame. Le catapecchie nei centri agricoli si contavano forse a centinaia di migliaia». 

Vengono recuperati persino video di quella drammatica denuncia dell’«Inchiesta agraria sulle condizioni della classe agricola» condotta da una Giunta parlamentare presieduta da Stefano Jacini dal 1877 al 1885: Una donna con una cuffia in testa riempie un secchio di acqua da un barile: dietro di lei, nella stessa stanza, ci sono un asino, un maiale, tre galline, un coniglio...Va detto che i filmati risalgono ai primi del Novecento e addirittura altri filmati sono del 1953, eppure non rivelano differenze dall’inizio del Novecento o dai decenni precedenti.

Ancora negli anni cinquanta del ‘900 l’Italia era spaccata in tre: una povertà relativamente contenuta al Nord (3,1% in Friuli-Venezia Giulia, 2,3 in Veneto, 1,4 in Lombardia, 0,3 in Piemonte...), una pesante nel Centro (7,1% in Umbria, 10 nel Lazio...) e una spaventosa nel Sud: 22,7% di miseria in Sardegna, 22,8 in Campania, 23 nell’Abruzzo e in Molise, 23,9 in Puglia, 25,2 in Sicilia, 33,2 in Basilicata fino a uno stratosferico 37,7 in Calabria. 

 In un secolo dall’Unita’, al di là della propaganda savoiarda e mussoliniana, per colmare i secolari ritardi, quasi nulla era stato fatto per unificare -nell’ottica socio-economica il Paese.

 A dire  il vero alcuni filmati degli anni 70/80 su Contessa post terremoto ‘68, in possesso di privati concittadini, che ci piacerebbe potessero passare ad una istituzione pubblica, confermano che nulla lo Stato nazionale fino ad allora aveva fatto per risanare il quadro umano-sanitario dei centri abitati ricadenti nell’area del Belice.

Un Personaggio

Leonardo da Vinci: è stato uno scienziato, inventore e artista italiano. Uomo d'ingegno e talento universale del Rinascimento, considerato uno dei più grandi geni dell'umanità, incarnò in pieno lo spirito della sua epoca, portandolo alle maggiori forme di espressione nei più disparati campi dell'arte e della conoscenza.

Nascita: 15 aprile 1452, Anchiano.
Morte: 2 maggio 1519, Maniero di Clos-Lucé, Amboise, Francia.






Prime riflessioni di
Scienza moderna



Data la causa,

la natura opera l’effetto

nel più breve modo che

operar si può.

domenica 20 agosto 2023

Una “parola”, tante ripercussioni


In psicologia, la personalità
 è definita come l'insieme
di tratti e caratteristiche
 distintive che determinano
 il modo in cui un individuo
pensa, sente e si
comporta in modo coerente
 e relativamente stabile nel
 corso del tempo e in
diverse situazioni.




 La personalità, e'’ una sorta di sottile forza

d’attrazione che sortisce da più fattori

Per trasmettere la propria personalità, che non è altro che una forza d’attrazione, bisogna disporre di più fattori:

==bisogna aver definito chi si è, cosa si vuole, cosa veramente sta a cuore. Possedere personalità significa saper essere se stesso  senza voler assomigliare a qualcun altro.

==chi non ha fiducia in se’, inevitabilmente trasmette agli altri la sua condizione. E’ la fiducia che riesce a nascondere le proprie carenze.

==per esercitare una sottile attrazione sugli altri bisogna sempre essere “armoniosi”. Questo intento riesce ad amalgamare persino “contesti e ambienti estranei”.

==Possedere “volontà’, ossia la “convinzione” di trovarsi nel giusto evitando però’ di perseguire schemi fissi o stereotipati.

==Bisogna possedere e coltivare un mondo culturale  interiore e pure consapevolezza di ciò’ che si è passato. Da questo passaggio consegue che nessun ventenne riuscirà’ ancora a mostrare “personalità’ “.

==Saper sorridere dei propri difetti.

È domenica


Dubitare.

Interrogarsi per scavare.

Porre domande.
Cercare risposte.


Oliver Clement 

Scrittore, poeta e teologo ortodosso di nazionalità francese. (1921-2009)

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Lo Spirito è inafferrabile, non ha né nome né volto, non si sa di "dove viene né dove va" ma "ne senti la voce" (Gv. 3,8): senza il vento, l'albero o il mare  non innalzerebero il loro canto. Lo Spirito tende a confondersi con l'interiorita' più intima, più personale dell'uomo, come con il mistero di Dio, poiché  "Dio è Spirito" (Gv. 4,24). Orbene, dicevano i Padri, se Dio si è incarnato, e' perché l'uomo possa ricevere lo Spirito. Il fine dell'Incarnazione, della croce, della resurrezione e dell'esaltazione di Gesù e' la Pentecoste; in Cristo, la chiesa è "chiesa dello Spirito Santo".

Un Personaggio

Indro Montanelli: è stato un giornalista, saggista e scrittore italiano, uomo-simbolo del Corriere della Sera, il principale quotidiano d'Italia, per il quale lavorò dal 1938 al 1973 e dal 1995 alla morte. Personaggio dichiaratamente conservatore.

Nascita: 22 aprile 1909, Fucecchio
Morte: 22 luglio 2001, Casa di Cura La Madonnina, Milano



L’Italia e gli italiani


L’Italia sarà’ come dicono “la culla dell’arte”.

Ma in questa culla sgambettano i più biechi

assassini del paesaggio.

Sempre per quella smania di stare tutti

attruppati, il cemento travolge l’erba

e sommerge le più belle Valli, e i

più pittoreschi paesaggi.


sabato 19 agosto 2023

Una "parola", tante ripercussioni

L’algoritmo di cui i media ci

fanno immaginare impeccabilità

sovraumana, non è altro che una 
sorta di ricetta somministrata al pc 
dall’uomo.

è una sequenza di
 istruzioni che,
seguite nel giusto
ordine, partendo
 da specifici input
consente di ottenere
un determinato
risultato
.

L’algoritmo non e’ altro che un procedimento di calcolo o se si vuole un insieme di regole per la risoluzione di un calcolo numerico. Nient’altro quindi che procedimento matematico, riportato sui Pc.

I Pc di per se non sono affatto intelligenti, ne’ dispongono di capacità critica, l’algoritmo di cui tanto i media enfatizzano l’efficacia non è’ altro che il frutto dell’istruzioni semplice, chiara e univoca che gli impongono gli uomini.

Pure i teoremi che studiamo a scuola non sono altro che algoritmi, cioè: successione di istruzioni per risolvere un problema. Lo stesso programma che ci consente di scrivere sul pc si attiene ad una serie di algoritmi sull’uso delle lettere e sul fatto che alcune messe insieme formano delle parole.

 In breve, se il Pd ha ricevuto l’indicazione di scrivere in inglese segnerà Londra come errore e London come scrittura corretta. 


 L’enciclopedia Treccani ci fa sapere che una ricetta di cucina è a suo modo un algoritmo: «i dati iniziali sono gli ingredienti e le istruzioni sono quelle che indicano come combinarli fra di loro, il risultato finale è il piatto che si intende preparare». Sulle ricette si trova spesso l’indicazione di aggiungere un po’ di sale, oppure l’espressione quanto basta. Chi cucina sa dosare la quantità. Il computer invece non capirà mai cosa implichi “un po’ di sale, quanto basta! “.

I p.c. non  sono affatto intelligenti se le regole non le forniscono, o meglio gliele impongono gli uomini.

Un Personaggio

Sergio Rizzo: è un giornalista, saggista e politico.

Nascita: 7 settembre 1956 (età 66 anni), Ivrea





Sul sistema pensionistico

italiano



Stiamo rubando il futuro

ai nostri figli e ai nostri nipoti.

Un poco alla volta.

Questo sta accadendo, 

ma ci viene nascosto.

Non ci vogliono dire che i

nostri figli e nipoti non sapranno

che cos'è una pensione, perché 

quando toccherà a loro avremo già 

mangiato tutto noi.

Non ci vogliono dire che presto la

baracca non reggerà più, schiacciata 

dal peso enorme dei privilegi distribuiti 

 a pioggia per decenni. Nessuno escluso.

Senza alcun riguardo per la matematica, 

la demografia, le regole del patto generazionale

e la decenza.

venerdì 18 agosto 2023

Economia e Politica. L'inflazione si mangia stipendi e pensioni

Con la benzina alle stelle, al self in autostrada costa 2,019 euro al litro; sono ancora le accise sui carburanti al centro del dibattito politico e nei bar del Paese e nei paesi di periferia. Ma il governo della Meloni sembra voler volgere lo sguardo all’altro lato: sta puntando chiaramente e indubitabilmente alla svalutazione dell’euro e quindi delle buste paghe degli italiani.

 Il Pd chiede a gran voce il taglio alla luce di quanto i partiti del Centro-Destra sostenevano in campagna elettorale. E comunque non si ferma l’aumento del prezzo della benzina: cresce ormai da 16 giorni consecutivi, giorno dopo giorno.

 Al self in autostrada la benzina costa 2,019 euro al litro. Pd e M5S ne chiedono il taglio, appunto alla luce delle promesse fatte in campagna elettorale dalla stessa premier Meloni. « Dov’è il taglio delle accise promesso quando erano all’opposizione?» si chiedono in tanti elettori. Ed in mancanza di controlli, continuano gli abusi e i controlli annunciati con grande enfasi, che adesso si dimostrano privi di qualsiasi efficacia.