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giovedì 22 gennaio 2026

L’uomo, il pensiero, la riflessione, la decisione, la politica

 

12Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro avversari, i loro critici, i loro oppositori.



*  *  *

La politica della felicità terrena

Manca poco più di un anno 

al rinnovo del Parlamento nazionale. 

 1) =. =. = Sono giorni in cui su tutti i tg si pone attenzione su ciò che ha realizzato la Spagna del socialista Pedro Sánchez negli ultimi tempi: a) crescita al ritmo del 3 per cento l’anno, b) aumento del salario minimo del 50 per cento, c) una seria politica industriale, d) utilizzazione ottimale di quel che resta dei fondi del Pnrr, e) efficace intervento sul prezzo dell’energia f) persino gli annunci di quest’ultima settimana, cioè l’aumento (due miliardi) delle spese militari e la disponibilità all’invio di truppe in Ucraina, beninteso dopo il cessate il fuoco, che sono prova di una presenza attiva nel concerto europeo. 

2)  = =  = Il punto su cui vogliamo però soffermarci è un altro. Schlein (segretaria Pd) rimprovera a Meloni di non aver ottenuto i risultati di Sánchez. Ma Sánchez è un leader socialista a capo di un governo socialista conquistato con una vittoria elettorale. Elezioni vinte da Sánchez alla guida di un raggruppamento non meno eterogeneo di quanto lo e’ la sinistra italiana. 

 3)  =. =. = In questo contesto e’ spontanea un’osservazione che è  facile cogliere dai media di questi giorni: sarebbe il caso che Schlein (con tutti i dirigenti del suo partito e della sua coalizione) si ponesse il problema di come prevalere nelle prossime elezioni politiche. E con ciò i coalizzati della sinistra italiana provassero a portare il loro leader sulla poltrona che a Madrid è già occupata, appunto, dal socialista Sánchez. Detto in altri termini si cominci a capire quanto è affidabile il M5S. Ricordiamoci che in passato si è coalizzato niente meno che con la Lega.


Proiettarci verso l’alto

 Filosofia

Per Platone, l'anima è una sostanza
 immateriale, immortale e preesistente 
al corpo, che ha origine nel mondo 
delle Idee e vi ritorna dopo la morte, 
ma che durante la vita terrena è
 "prigioniera" e deve cercare la 
conoscenza per purificarsi e liberarsi

spesso descritta attraverso la 
celebre metafora del mito del 
carro alato, divisa in tre parti
 (razionale, 
irascibile, concupiscibile) 
che lottano tra loro per raggiungere 
la verità.






Dalla Terra al Cielo

 Una frase di Platone mi è capitata mentre sfogliavo un libro. Più o meno recita in questi termini: “Noi uomini non siamo come le piante della terra, perché la nostra patria è il cielo, dove fu la prima origine dell’anima e dove Iddio, tenendo sospesa la nostra testa, ossia la nostra radice, tiene sospeso l’intero nostro corpo che perciò è eretto”. 

Questa frase risale al IV secolo a.C. e inevitabilmente provoca uno sconvolgimento nella visione e interpretazione della vita che l’uomo di quei tempi si era fatta. Da quella frase, ci assicurano le grandi figure intellettuali del mondo occidentale, l’uomo che gravitava su più  sponde del Mediterraneo, seppure continuo’ a dedicarsi per sopravvivere alla terra, continuo’ a farlo nella consapevolezza che la sua testa si proietta verso l’alto, verso il cielo, da dove si sarebbe originata la sua “anima”, la sua radice.

 E pare che da quella iniziale intuizione di Platone siano discese vaste conseguenze sul piano della civiltà umana.

(Segue)


Politica, economia, sociologia e diritto

 L’economia / sociologia nella vita quotidiana

Un'abitazione non è solo una
costruzione, dal momento in cui viene
abitata essa si riempie di significati
ed esprime se stessa attraverso
simboli e valori. La casa esprime
un concetto spaziale di
appartenenza, che non si
limita all'edificio.
Esempio: in molti villagi africani,
 le abitazioni sono raggruppate
attorno a un cortile recintato che
ad un occidentale può sembrare uno
spazio aperto con finalità d'uso, ma
in realtà è casa a tutti gli effetti.
Allo stesso modo lo spazio davanti
alla roulotte di un rom, anzi lo
spazio esterno è più casa di quello
interno.


 L’abitazione non risponde solo
a esigenze di tipo pratico, ma
rappresenta uno spazio carico
di significato. La casa separa la
cultura dalla natura.







In un nucleo familiare insediato in questa parte del mondo, all’interno del contesto europeo-occidentale, nel terzo millennio, quali possono essere, o meglio quali sono, i bisogni individuali e familiari ? Sotto il profilo socio-economico, che da qualche tempo abbiamo voluto dare al blog, ci proponiamo di affrontare (sempre per periodi mai eccessivamente lunghi) stili di vita, bisogni individuali e familiari, capacità lavorative, perseguimento dell’indipendenza finanziaria, e altre scelte importanti per un nucleo familiare come acquistare una casa, un terreno, oppure come -in qualche modo- provare ad assicurarsi una vecchiaia relativamente serena. Questi ed altri obiettivi richiedono chiarezza di idee anzitutto e poi determinazione nel decidere.

  Per perseguire gli intenti, al di là della volontà di “decidere”, servono inoltre informazioni e conoscenza discreta della legislazione.

  Il proposito di questa pagina in prosieguo e’, in buona sostanza, di contribuire a far conoscere l’assetto economico-patrimoniale-giuridico in ambito familiare vigente nel nostro Paese. Inizieremo dalla casa, e’ un buon punto di osservazione.

La casa, il vivere comunitario

 Abitare e habitus, ci viene chiarito dall’amico ingegnere, entrambi i termini ci connettono all’ambiente a cui leghiamo la nostra esistenza, la casa. L’abitare e la casa rappresentano l’esperienza concreta e banale di ciascuno; essa è legata a funzioni precise: a) ci dormiamo, b) ci mangiamo, c) vi trascorriamo la maggior parte del nostro tempo, d) frequentemente ci lavoriamo. Nella casa stanno tanti dei nostri affetti (e frequentemente pure dei dispiaceri). In casa svolgiamo la gran parte degli atti ripetitivi che il modello di società in cui siamo inseriti ci propone.

 Come preannunciato sopra, su questa pagina riporteremo aspetti del vivere che il modello di società in cui siamo inseriti propone, e talvolta impone, quasi come modello standard. Intendiamo cogliere cosa sta dietro ogni cosa (e dietro ogni evento) che ci circonda e/o che usiamo al fine di rendere saporoso il vivere. Così era solito dire, per invogliare, un professore di scienza economica. In effetti chi non si pone domande sul contesto sociale ed economico in cui e’ inserito conduce una vita arida e verosimilmente non e’ efficiente nel mestiere di vivere. Le domande invece vanno sempre poste.

 La casa, non è solo il luogo dove trascorriamo parte della nostra vita quotidiana, essa è pure espressione dei gusti, delle attitudini e delle scelte di chi ci vive. E’ come il guscio dei molluschi che si costruiscono l’abitazione attorno al corpo. In qualsiasi dimora ciascuno di noi lascia sempre e comunque una sua impronta, che col tempo ci cresce attorno e manifesta l’ambiente in cui viviamo e che, volente o no, ci somiglia intimamente.

 = = =

Nota: Confermiamo che il blog e il suo promotore intendono seguire un taglio socio-economico e che far ciò, prioritariamente, bisogna conoscere sia l’uomo che il contesto sociale in cui esso vive.

mercoledì 21 gennaio 2026

Perché le diseguaglianze sociali?

Una caratterizzante
distinzione del
nostro mondo sono le
differenze sociali ed 
economiche tra i vari
Paesi, e in alcuni casi
all’interno di essi,
che inevitabilmente
determinano in gran 
parte il destino dei 
loro abitanti.




Nino, un amico che in giovane età è andato via a causa di una brutta malattia, ricordo che in più occasioni ebbe a porre fra amici (..compagni), una domanda: Perché esistono nazioni ricche e nazioni povere? Perché esistono famiglie ricche e famiglie povere?

 Si tratta di domande che da sempre assillano l’umanità, gli economisti e una parte del mondo politico. 

  Certo, nel corso del XX secolo sono sorte istituzioni e in molti stati sono state avviate politiche  per stimolare lo sviluppo economico, sopratutto nei Paesi svantaggiati e però nonostante i significativi progressi sul versante della povertà assoluta e in quello della salute, le diversificate strategie adottate di impronta liberale o socialista risultano ancora oggi  insufficienti e si scontrano con grandi ostacoli e gli squilibri restano persistenti.

 Sul blog, assieme ai tanti fronti culturali che recentemente ci siamo proposti di sviluppare, intendiamo pure, con frequenza, dispiegare una ampia panoramica sui pesi che gravano in più aree del mondo sulla sopravvivenza delle gravi diseguaglianze. Eviteremo comunque di richiamare le analisi matematiche degli economisti e sopratutto quelle dei faciloni demagoghi.

 

Parole frequenti sui media

i divieti: 
L’articolo 681 del codice penale sanziona l’apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo (luoghi di ballo) per violazioni che riguardano la sicurezza pubblica, a differenza dell’altro articolo del codice (666) che si concentra invece sulla mancanza di licenza. Fino al 31 dicembre 2025 la notizia di questo divieto sarebbe stato riassunto in una massima indifferenza, sarebbe rimasta una sorpresa, né alcuno si sarebbe probabilmente indignato o preoccupato: e invece oggi, dopo la tragedia di Crans-Montana … ?
-  -  -

Sono luoghi di pubblico spettacolo quegli spazi (al chiuso o all'aperto) destinati a spettacoli, concerti, cinema, teatro, sale da ballo, discoteche, e trattenimenti vari, dove il pubblico assiste o partecipa, come teatri, cinema, auditorium, sale da ballo, night club, circhi, e anche impianti sportivi o aree attrezzate per eventi temporanei, regolamentati per garantire la sicurezza pubblica secondo il T.U.L.P.S. e normative antincendio.

Conoscere l’uomo (10)

 

Il volto dell’Uomo di
Neandertal aveva tratti
molto particolari: un Tours
sopraorbitalis incurvato
sopra la regione oculare,
cavità nasale pronunciata
e mandibola priva di
mento.




Cittadini del Pianeta

Capire l’uomo

Su pagine precedenti abbiamo provato a far intendere come l’origine, o quanto meno la ricostruzione scientifica e storica,  dell’essere umano affonda nei milioni di anni fa’ e come gli studi seppure conseguono successi sopratutto sul piano scientifico sui rinvenimenti  che in più punti del pianeta si conseguono, attualmente restano più di interesse degli studiosi che dei contesti scolastici o degli stessi appassionati scientifici diffusi sui territori. Sul blog continueremo di tanto in tanto a raccogliere gli indizi scientifici che ci dicono come, dove e quanti milioni di anni fa avvenne un qualcosa che poi e poi ancora portò  all’Antropologia fisica.

= = =

Qualcosa di più chiaramente acclarato e evidenziato la Scienza ai nostri giorni lo asserisce sui rinvenimenti di quelli che vengono definiti gli “uomini di Neandertal”. Si tratta, ovviamente, di rinvenimenti di “popolazione di uomini fossili” meglio conosciuta tra tutte quelle che precedettero l’uomo attuale, sulla base di tre ragioni:

1) si tratta dei primi fossili umani diversi da noi umani ad essere scoperti, da un paio di decenni ed anche più.

2) attualmente si dispongono di reperti di varie centinaia di individui provenienti da numerosi giacimenti.

3) sono stati loro dedicati svariate pubblicazioni scientifiche e ancora adesso (ai nostri giorni) stanno al centro di impegnative ricerche.

Sulla scia di questa breve presentazione, procederemo con cura e impegno sul blog a riportare documentazioni scientifiche che puntano a sviluppare l’idea sull’evoluzione dell’uomo, a partire proprio da quello che fu l’uomo di Neandertal, che -viene sostenuto-  aveva tratti molto particolari: un Tours sopraorbitalis incurvato sopra la regione oculare, cavità nasale pronunciata e mandibola priva di mento.

martedì 20 gennaio 2026

Scuole chiuse in 150 comuni, per allerta rossa e arancione

Scuole chiuse in 150 comuni della Sicilia per il maltempo. Come accaduto per la giornata di ieri anche oggi le scuole resteranno chiuse a Catania, Messina ed Enna, che hanno rinnovato il provvedimento emanato per lunedì, nonché a Caltanissetta, Siracusa e Ragusa, dove la decisione era stata già presa per i primi due giorni della settimana. Stop alle lezioni anche ad Agrigento, compresi diversi comuni della provincia (Sciacca, Caltabellotta, Menfi, Burgio, Lucca Sicula e Ribera). Gli stessi provvedimenti sono arrivati pure nella parte occidentale della Sicilia: le scuole resteranno chiuse a Palermo e Trapani. Le lezioni dunque saranno sospese in tutti i 9 capoluoghi dell'Isola. In totale circa 150 sindaci hanno emanato ordinanze per la chiusura delle scuole.

Proviamo a conoscere elementi di archeologia

Nella mitologia greca, Zeus era il
re degli dell’Olimpo e dio del cielo, 
dei fulmini e dei tuoni nonché i
l 
garante dell'ordine cosmico, 
della giustizia e dell’ospitalità.







Perché ad Entella tutto langue?

L’antico mondo greco. La Storia politica  della Grecia dell’antichità ci offre una panoramica di tanti piccoli Stati, generalmente composti da una sola città con pochi ettari di terreno coltivabili tutt’attorno. La Storia dell’antichità greca non offre mai uno Stato unico, unito. Di quella vicenda, civiltà umana, a farne una Storia sono state due circostanze: una lingua comune, a prescindere dai dialetti locali e una religione nazionale, che prescindeva dai culti localistici.

In tutte le città greche, comprese quelle che sorgevano al di fuori dai territori dell’attuale Grecia, il centro comunitario era costituito dal “tempio” dedicato al Dio o alla dea protettrice del luogo. Nel tempio di ciascun luogo potevano entrare solamente i cittadini del luogo e, nel tempio, andavano ufficializzati tutti i grandi eventi del corso della vita: nascite, matrimoni e morte. Altra caratteristica di stretta competenza del tempio era l’ufficializzazione di qualsiasi ‘autorità ‘ dal padre di famiglia all’arconte cittadino. Di “dei” i greci ne possedevano uno adatto per ogni evento che potesse capitare nel corso della vita. In nome dei loro dei i greci dell’antichità hanno combattuto una infinità di guerra, la più nota, forse, grazie all’opera di Omero, e’ stata quella ripresa nell’Iliade e svoltasi nelle contrade dell’antica Troja.

L’Olimpo, nell’idea degli antichi greci, era la residenza degli dei, e stava in un punto indefinito del cielo dove Zeus svolgeva il ruolo di re e dove oltre ad avere più mogli aveva anche tantissimi figli.

Proviamo a capire (1)

 Vita civica

I prossimi 22 e 23 marzo si voterà per il referendum sulla riforma della giustizia, voluta dal governo guidato da Giorgia Meloni. In cosa consiste questa riforma?

1. Giudice o pm, le strade sono separate. 
La modifica della riforma della giustizia interviene sull’articolo 104 della Costituzione: «La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere», recita fin qui. Ora si aggiunge una frase: «Essa è composta dai magistrati della carriera giudicante e della carriera requirente». Una magistratura, quindi, ma due carriere distinte, giudici e pm.

2. Il Csm cambia forma e si sdoppia. 
Per effetto della separazione delle carriere, si sdoppia anche il Consiglio superiore della magistratura. Uno sarà il Csm della magistratura giudicante, l’altro il Csm della magistratura requirente. I membri di diritto saranno, rispettivamente il primo presidente e il procuratore generale della Corte di cassazione. Non saranno più eletti, ma estratti a sorte: i membri laici, un terzo, da un elenco di giuristi predisposto dal Parlamento in seduta comune, i membri togati tra tutti i magistrati, giudicanti e requirenti, che avranno i requisiti che stabilirà una legge ordinaria successiva. Il mandato durerà quattro anni e i componenti uscenti non parteciperanno alla procedura di sorteggio successiva. 

3. Procedimenti disciplinari per le toghe. 
Un’altra novità introdotta dalla riforma della giustizia è l’istituzione dell’Alta corte disciplinare. A questo organismo sarà affidata appunto la giurisdizione disciplinare nei confronti dei magistrati ordinari, che finora era competenza di una sezione del Csm, composta da 15 membri: 3 saranno nominati dal presidente della Repubblica, 3 saranno estratti a sorte da un elenco compilato dal Parlamento in seduta comune, 6 saranno estratti a sorte tra i magistrati giudicanti in possesso di specifici requisiti, come vent’anni di attività e l’esperienza in Cassazione, infine 3 saranno estratti a sorte tra i magistrati requirenti in possesso dei medesimi specifici requisiti.

Parole frequenti sui media


pasdaran. È il nome in persiano del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, un organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione del 1979. Nati come una milizia con profonda fede ideologica, con gli anni hanno ampliato molto il loro potere. Il corpo è fatto da circa 200.000 uomini.

Secondo dati giornalistici il Corpo dei pasdaran dispone di circa 210 000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali; possiede il controllo  delle milizie volontarie organizzate militarmente dette basiji, in cui si arruolano i più giovani.
Duemila dollari e’ la sanzione prevista in Iran dalla nuova legge per le donne in caso di mancato uso del velo. Oltre alla multa (che corrisponde a più mesi di lavoro) è prevista la confisca dell’auto tramite il riconoscimento facciale.

lunedì 19 gennaio 2026

L’uomo, il pensiero, la riflessione, la decisione, la politica

  

11Un amico, un cultore del pensiero degli uomini, ci fa sapere che farà pervenire periodicamente al blog alcuni dei suoi preziosi e profondi pensieri, sull’uomo. Ci fa prioritariamente sapere che egli non ritiene uomini coloro che per stupidità (che auto definiscono orgoglio) non apprezzano i loro avversari, i loro critici, i loro oppositori.


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Riflessioni: In un mondo più duro, meno cooperativo e più geopolitico

L’Europa si presenta vulnerabile nel 2026?

1A Trump i dazi servono per parlare all’elettorato interno, ma anche per ridefinire i rapporti con alleati e rivali. Il loro impatto più rilevante non è tanto sul Pil americano, quanto sull’assetto geopolitico e sulla tenuta delle regole internazionali. Il 2026 — che si apre con il rapimento di Nicolás Maduro, un’operazione condotta al di fuori di qualsiasi quadro giuridico multilaterale, senza mandato internazionale e senza reali conseguenze diplomatiche per Washington — è un segnale ancora più allarmante. 

2Putin per la sua visione autoritaria dell’esercizio del potere va ritenuto un despota orientale come lo concepiva Montesquieu; egli vorrebbe inscrivere la sua azione di governo in un quadro di legalità formale, interpretandolo a suo esclusivo profitto, e questo fa di lui un simulacro del dittatore, ma, verosimilmente, egli rappresenta un’ inedita, proteiforme figura di autocrate, la cui convinzione principale consiste nell’ideologia che assimila la politica ad un mero rapporto di forze e fonda l’esercizio del potere sulla costrizione e sulla distruzione di ciò che vi si oppone.

3Xi Jinping e’ a capo del regime autoritario e ferreo che controlla strettamente la popolazione, anche se con una facciata di "democrazia popolare”. Il regime esercita un controllo pervasivo, censura le opinioni e limita le libertà civili, pur perseguendo efficienza e sviluppo economico, con Xi Jinping che ha consolidato il potere. Xi Jinping detiene le posizioni chiave di Segretario del Partito, Presidente della Commissione Militare Centrale e Presidente della Repubblica. In Cina non esiste una netta separazione tra legislativo, esecutivo e giudiziario; tutte le istituzioni statali sono sotto il controllo del PCC.

L’amico cane (16)

Sono tante le bestie che godono di “diritti”. Non solo i cani, ma tanti mammiferi e non solo, sono dalle leggi europee, e dall’Ordinamento italiano, animali senzienti, ossia esseri viventi, inclusi pertanto mammiferi, uccelli, pesci e cefalopodi, capaci di provare sensazioniemozionipiacere e dolore, non sono semplici oggetti ma soggetti che possiedono una vita interiore, una capacità riconosciuta scientificamente e sempre più nel diritto (come il Trattato di Lisbona e le leggi italiane) per giustificare una maggiore tutela del loro benessere, superando una visione puramente antropocentrica e imponendo obblighi di cura e protezione.

Il cane è considerato il
migliore amico dell’uomo
in conseguenza della sua
lealtà e capacità di supporto.

  Animali senzienti: quale è il significato?:

1) Provare stati d'animo come gioia, paura, dolore, piacere e sofferenza.

2) Possedere sensi per percepire stimoli e un sistema nervoso per elaborarli in esperienze, come fuggire dal pericolo o cercare cibo.

3) La Scienza, previo le infinite ricerche, ha diffuso la coscienza che tanti animali (vertebrati e alcuni invertebrati) sono senzienti, provando emozioni e avendo una coscienza.

4) L'Articolo 13 del Trattato di Lisbona definisce gli animali come esseri senzienti, chiedendo di tener conto del loro benessere nelle politiche comunitarie.

5) La "Legge Brambilla", in Italia, e più sentenze della Magistratura hanno definito gli animali come "esseri senzienti", rendendoli soggetti di diritto e non più "cose", portando a pene più severe per maltrattamenti.

6) Il Codice Penale italiano punisce i reati contro gli animali, non solo a tutela dei proprietari, ma per il danno fatto all'animale stesso, indipendentemente che esista o meno la denuncia di qualcuno.

7) proprietari hanno tutti gli obblighi di cura (cibo, acqua, cure veterinarie, spazio), e la società, ossia tutti i cittadini,  devono trattarli con compassione.

Parole frequenti sui media

 

Ai  (Artificial Intelligence) è l’espressione inglese dell’intelligenza artificiale, il ramo dell’informatica che sviluppa sistemi e programmi capaci di eseguire compiti come apprendere, risolvere problemi, comprendere linguaggio o riconoscere immagini, simulando capacità cognitive umane. Viene applicata anche nel settore tecnologico per ottimizzare processi e sviluppare software avanzati.

Nvidia è il principale fornitore globale di chip per l’intelligenza artificiale (AI) e l’AI è l’ingrediente esplosivo della crescita dell’azienda californiana, oggi la più capitalizzata al mondo in Borsa. Huang ha annunciato che i nuovi acceleratori per l’AI, chiamati Vera Rubin in onore dell’astronoma statunitense pioniera nello studio della rotazione delle galassie, «saranno disponibili nella seconda metà dell’anno». 


domenica 18 gennaio 2026

La domenica è fatta anche per riflettere

 
=.  =.   =.  =

Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

   Nell’antichità era convinzione diffusa che la composizione degli Atti degli Apostoli risalisse a prima della morte di San Paolo, tra gli anni 60 e 70. Il periodo viene determinato in relazione con quella del Vangelo di San Luca (probabile l’anno 70), l’anno della distruzione di Gerusalemme e del Tempio ad opera dei Romani. Allusioni a quest’evento sono infatti riportati su questo Vangelo.

    A far pensare la tempistica sono i passi significativi Lc 19,43-44, in cui Gesù profetizza su Gerusalemme “Giorni verranno per te in cui  i tuoi nemici ti cingeranno di trincee, ti accerchieranno e ti stringeranno da ogni parte. Abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra , perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata”; 21,20.24, all’interno del “discorso escatologico”, rivolto da Gesù ai discepoli, a commento della predicazione che del tempio non sarebbe rimasta “pietra su pietra”. “Ma quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate allora che è vicina la sua desolazione. ….Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri tra tutti i popoli ;  Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani saranno compiuti”.

  Confrontando questi ultimi passi con quelli corrispondenti di Marco (Mc 13,14-20), si può constatare che San Luca introduce accenni più specifici a fatti militari, mentre il testo di San Marco  è più generico. Se ne può dedurre che, mentre Marco è probabilmente anteriore anche se vicino, al 70, Luca è posteriore.

  Concludendo: il Vangelo di San Luca viene generalmente datato tra il 70 - 80, e gli Atti degli Apostoli, che sono successivi, tra l’80 e il 90.

Riflessioni suggerite e non

 

=.  =.  =
François-Anatole Thibault, in arte Anatole France (1844-1924), è stata una delle figure più significative della cultura francese a cavallo tra Otto e Novecento. Scrittore, saggista, scettico e anticlericale, tanto da essere messo all'Indice nel 1920, fu il primo firmatario dell'appello lanciato da Zola per Dreyfus.


L’uomo come fine:  

la profondità della contemplazione e la superficialità dell'agire


Per compiere grandi passi non dobbiamo 

solo agire, ma anche pensare e sognare, 

non solo pianificare ma anche credere nella fattibilità.

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“Pensare, sognare, credere" si tratta di processi mentali legati ai desideri, alle aspirazioni e alla realizzazione personale, dove il pensiero struttura le idee, il sognare ( lucido) esplora possibilità e genera motivazione, e il credere (nei propri sogni) fornisce la convinzione necessaria per trasformare le fantasie in realtà, superando ostacoli e maturando attraverso il percorso”. La celebre citazione dello scrittore francese Anatole France (pseudonimo di Jacques François-Anatole Thibault), Premio Nobel per la Letteratura nel 1921, enfatizza l'importanza di unire azione, visione, pianificazione e fede interiore per raggiungere obiettivi importanti, unendo la logica del piano alla forza del sogno e della convinzione.

sabato 17 gennaio 2026

Mobilità umana: migrazione ed immigrazione (10)

Tutto cominciò con i flussi verso le Americhe (USA e Sud America) 
La migrazione secolare
dalla Sicilia è un
fenomeno complesso,
caratterizzato da
onde di emigrazione di
massa (soprattutto verso
Americhe e Nord Europa)
dalla fine del 1800, spinte
da povertà, crisi agricola e
ricerca di opportunità, ma
anche da flussi storici di
immigrazione (Normanni,
Lombardi, Albanesi) e
migrazioni interne tra
campagne e coste, con
impatti duraturi su
demografia, cultura e
società siciliana, e una
ripresa recente di flussi
qualificati verso l'estero.

Ai nostri giorni:
Le nuove migrazioni
riguardano giovani
qualificati, laureati
verso Germania,
Svizzera, Spagna,
USA.








Viviamo una stagione difficile nella quale le terze, quarte e quinte generazioni, discendenti da emigrati siciliani, contessioti, vanno perdendo, anzi la gran parte, ha già perso ogni traccia di identità locale, di Contessa Entellina. Ci riferiamo all’emigrazione della seconda metà dell’Ottocento in direzione di New Orleans, ma in termini meno assoluti si può pure dire del flusso migratorio in direzione del Nord Europa iniziata dalla fine degli anni cinquanta del Novecento in poi. Le generazioni attuali degli antichi emigrati nulla sanno della lingua, della parlata arbereshe, dei nostri costumi di vita, dei soprannomi che abbondantemente possedevano in passato i residenti nelle aree interne dell’Isola, nulla sanno della “Storia” e della vicenda umana sviluppatasi su questo territorio.

 Ad ogni tornata elettorale i nostri politici, chi più e chi meno, ci promettono di frenare quella fascia di migrazione che per motivi di lavoro si accinge, a migliaia, a lasciare la nostra Isola. Non solo i cosiddetti “cervelli in fuga” ma anche i nostri artigiani, operai e lavoratori generici. 

  Sull’emigrazione locale e non, si tratta per il blog di voler sistematicamente tracciare un quadro del fenomeno che segna ormai da due secoli la storia della nostra comunità locale, un tempo lungo forse più di quanto normalmente non si creda.  In anni trascorsi, abbiamo riportato sul blog l’episodio della migrazione forzata di alcuni carcerati locali, che in pieno regime borbonico furono ceduti al governo brasiliano per popolare quel territorio. Verosimilmente si trattò di una prima comunità contessiota nel nuovo mondo, in quanto con loro, al seguito, partirono pure i loro parenti più prossimi.

   Contessa, se non si pongono in campo iniziative appropriate rischia addirittura di annoverare fra qualche anno meno di mille residenti rispetto ai poco più di 1.400 anagraficamente attestati.

 Su questo tema della migrazione sul blog torneremo con molta frequenza e ci piacerebbe che la problematica diventasse di dominio pubblico e che a formulare impressioni, idee e proposte fossero -sull’argomento- in tanti, politici e no, giovani e anziani. Più gente si pone il problema migratorio e più consapevolezza, magari diversificata, si avrà del problema, che è, lo ripetiamo, problema comunitario. D’altronde la stessa emigrazione di ciascuno e’ connessa a tematiche e motivazioni molteplici e diversificate, proprio perché poliforme è l’emigrazione stessa.

La cultura nel XX Secolo fino ai nostri giorni (3)

Donna eschimese con il
figlio in una foto del 1903.
Agli inizi del XX secolo
prese il via l’interesse per
i gruppi umani che fino
ad allora avevano occupato
uno spazio marginale
nella storiografia.




 Culture alte e culture dominate

 Fino allo scorso secolo, lo abbiamo evidenziato nella pagina precedente, non esistettero conoscenze antropologiche sulle comunità “ristrette” sul modello della nostra Contessa Entellina. Fu Anton Blok, uno studioso olandese, a fotografare la realtà strutturata del nostro centro, che peraltro rispecchiava il quadro umano della Sicilia Occidentale. Gli studi antropologici in più parti dell’Europa erano iniziati già dopo la scoperta dell’America e ancor più in seguito, dopo i viaggi di James  Cook in Polinesia patrocinati allora dalla Royal Society britannica. Da questa fase storica iniziarono a svilupparsi gli archivi storici che ancora oggi offrono numerose informazioni, se si vuole di parte, sulle culture dominate dalle potenze coloniali o comunque dominanti.

 L’accumularsi delle informazioni antropologiche dall’Ottocento in poi ha fatto sorgere nelle principali città europee varie “società scientifiche” con la missione, quantomeno apparente, di studiare le società  del tempo andato, cioè le comunità e le culture poste sotto l’egida del governo imperiale britannico.

  L’approccio allo studio di questi gruppi era influenzato dal paradigma scientifico del tempo, il darwinismo, allora orientato prevalentemente allo studio dell’evoluzione di pratiche culturali specifiche o della cultura umana nel suo complesso. 

  Un esempio: i primi teorici delle scienze umane (oggi diremmo l’antropologia) iniziarono a studiare fenomeni come l’evoluzione di forme specifiche di matrimoni o di parentela, dato che il passaggio dal matriarcato al patriarcato o viceversa rappresentava un interesse comune, e si riteneva che entrambe fossero probabilmente precedute da una promiscuità primitiva, che costituiva una comprensibile ossessione del periodo vittoriano.

= = =

(Sull’antropologia del primo novecento procederemo e probabilmente comprenderemo molti aspetti del vivere trascorso e di quello corrente).

Riflessioni suggerite e non

 

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Alberto Moravia, (Roma, 1907 – 1990), è stato scrittore, giornalista, saggista, reporter di viaggio e drammaturgo. È uno dei più importanti romanzieri italiani del XX secolo. Collaborò con giornali come La stampaCorriere della sera e L’Espresso. Tra i suoi libri più noti e tradotti in tutto il mondo Gli indifferentiLa ciociaraLa romanaRacconti romani e La noia. Nel 1952 venne insignito del premio Strega per I racconti, messi all’Indice. Dai suoi romanzi sono stati tratti numerosi film, tra i quali La ciociara di Vittorio De Sica, Il disprezzo di Jean-Luc Godard e Il conformista di Bernardo Bertolucci.


L’uomo come fine:  

la profondità della contemplazione e la superficialità dell'agire

Per ritrovare un’idea dell’uomo, ossia una vera fonte di energia, 

occorre che gli uomini ritrovino il gusto della contemplazione. 

La contemplazione e’ la diga che fa risalire l’acqua nella diga. 

Essa permette agli uomini di accumulare di nuovo l’energia 

di cui l’azione li ha privati.

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Questa citazione, attribuita secondo alcuni ad Alberto Magno, ma comunque fatta propria da Alberto Moravia, sottolinea come la contemplazione sia essenziale per ricaricare l'energia umana, fungendo da "diga" che trattiene e accumula la forza vitale, prosciugata dall'azione frenetica che caratterizza i nostri giorni, permettendo così di riscoprire un'autentica idea dell'essere umano e una vera fonte di energia interiore, fondamentale per l'azione stessa. Per recuperare questa energia, è necessario riconquistare il piacere di fermarsi, riflettere, guardare e meditare (contemplare). L'analogia con la diga è chiara: l'azione (l'acqua che scorre) consuma energia, mentre la contemplazione (la diga che blocca il flusso) permette di accumulare riserve d'acqua (energia).

venerdì 16 gennaio 2026

Il Lavoro (5)

Con l’avvento della Repubblica 
l’aspetto fortemente innovativo,
sta nell’aver posto il lavoro
alla base della stessa convivenza
civile, considerandolo
l’elemento fondamentale per
 i singoli e la collettività. Il lavoro
non è più una merce, come
fino ad allora veniva di fatto
considerato, ma un valore
primario, un diritto, fonte di
dignità e realizzazione
dell’individuo.





  Il comparto lavoristico in Italia

Sfogliando certi giornali, quelli orientati a Sinistra, e’ frequente imbattersi in alcuni termini, espressioni o rappresentazioni caratterizzanti una certa realtà lavorativa non proprio conforme alla vigente legislazione sul lavoro. Contiamo di soffermarci di tanto in tanto sul blog su queste specifiche espressioni e comunque, contiamo di snocciolare l’intero comparto lavoristico vigente nel nostro Paese.

Economia Sommersa vuole fotografare quell’insieme di attività del mondo produttivo svolte, però, contravvenendo alle norme fiscali e contributive al fine di ridurre  i costi di produzione (e frequentemente per non intenzionalmente imbattare negli adempimenti burocratici connessi). 

Dal sommerso economico così definito vanno tenute distinte le attività illegali  e la produzione del settore informale.

 Le attività illegali sono sia quelle di produzioni di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge, sia quelle attività che, pur essendo legali, sono svolte da operatori  non autorizzati (per esempio, l’aborto eseguito da medici non autorizzati). 

Si dicono attività informali quelle produttive legali svolte su piccola scala, con bassi livelli di organizzazione, con poca o nulla divisione fra capitale e lavoro, con rapporti di lavoro basati su occupazione occasionale, relazioni personali o familiari in contrapposizione ai contratti formali.

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La Cornice Costituzionale sul Lavoro (in Italia)

Art. 4 - La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.