Shirin Wheeler, portavoce del commissario Ue alle Politiche regionali Johannes Hann, replica con decisione a Rosario Crocetta che vorrebbe cambiare gli obiettivi strategici dell'Unione Europea per piegarli alle necessita' immediate dell'isola.
In Europa si lavora col metodo della programmazione mentre noi, in Sicilia, siamo abituati a fare cio' che ci garba la mattina, quando ci alziamo dal letto.

Crocetta pur condividendo gli obiettivi attuali dell'Unione Europea (energie rinnovabili, efficienza rinnovanili, promozione dell'ambiente, ricerca e sviluppo) vorrebbe che gli finanziassero alcuni investimenti su gomma (autostrade) e pertanto non fa mancare le accuse di burocraticismo.
La verità più vera è che Crocetta vorrebbe che fossero finanziate opere e servizi degli anni scorsi, curate dai passati governi, che portano più il segno dello sperpero (p.e. comparto Formazione) che dello sviluppo.
Per coprire i buchi, adesso, serve quasi un miliardo di euro.
In dettaglio la questione è spiegata dal Giornale di Sicilia:
Si profila un altro buco da 800 milioni nelle casse regionali, infatti fra gli anni 2002 e 2006 sono stati finanziati progetti che l’Europa ora non vuole rimborsare» e Rosario Crocetta solleva il caso delle rendicontazioni irregolari per i contributi della vecchia Agenda 2000.
Il riferimento è a circa 340 milioni di progetti portati avanti dagli assessorati al Lavoro e alla Formazione con il Fondo sociale europeo, ma nel mirino ci sarebbero anche corsi fantasma e cantieri per precari.
Altri 500 milioni di spese che Bruxelles non vuole riconoscere riguardarebbero i piani per agricoltura, pesca e infrastrutture. Il problema - ha detto Crocetta - è che per evitare di perdere somme non spese, i precedenti governi hanno dirottato verso i fondi europei progetti che dovevano essere pagati direttamente dalla Regione sgravando così il bilancio siciliano e che Bruxelles ora contesta. «Se queste somme non verranno riconosciute - ha detto Crocetta - dovremo impiegare fondi regionali per coprire il buco. Noi stiamo avviando tagli per un miliardo sul nostro bilancio che così, quasi per intero, verrebbero invece assorbiti dal nuovo buco».
In dettaglio la questione è spiegata dal Giornale di Sicilia:
Si profila un altro buco da 800 milioni nelle casse regionali, infatti fra gli anni 2002 e 2006 sono stati finanziati progetti che l’Europa ora non vuole rimborsare» e Rosario Crocetta solleva il caso delle rendicontazioni irregolari per i contributi della vecchia Agenda 2000.
Il riferimento è a circa 340 milioni di progetti portati avanti dagli assessorati al Lavoro e alla Formazione con il Fondo sociale europeo, ma nel mirino ci sarebbero anche corsi fantasma e cantieri per precari.
Altri 500 milioni di spese che Bruxelles non vuole riconoscere riguardarebbero i piani per agricoltura, pesca e infrastrutture. Il problema - ha detto Crocetta - è che per evitare di perdere somme non spese, i precedenti governi hanno dirottato verso i fondi europei progetti che dovevano essere pagati direttamente dalla Regione sgravando così il bilancio siciliano e che Bruxelles ora contesta. «Se queste somme non verranno riconosciute - ha detto Crocetta - dovremo impiegare fondi regionali per coprire il buco. Noi stiamo avviando tagli per un miliardo sul nostro bilancio che così, quasi per intero, verrebbero invece assorbiti dal nuovo buco».
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