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martedì 3 maggio 2016

Hanno detto ... ...

GIORGIO NAPOLITANO, l'antico migliorista

"Se vince il SI, vince l'interesse generale del Paese".


STEFANO  MONTEFIORI  (Lettura 1.5.16) - corrispondente del Corriere della Sera a Parigi

Gaël Giraud :
Se le cose non cambiano il mondo sarà un posto sempre più brutto


”L’Agenzia francese per lo sviluppo (Afd) è un’istituzione pubblica, il maggiore strumento dello Stato per promuovere la lotta contro la povertà e l’aiuto alle regioni in difficoltà in Africa, Medio Oriente, America Latina, Caraibi e territori e dipartimenti d’Oltremare francesi. Di solito questi organismi sono guidati da personalità integrate al sistema di potere, chiamate a mettere in pratica le politiche del governo. 
L’estate scorsa invece il posto di capo economista è andato a Gaël Giraud, 46 anni, un normalista gesuita ex banchiere ed ex cooperante in Ciad, esperto della teoria dei giochi e specialista di matematica finanziaria, un uomo decisamente fuori dal coro, che nel libro Transizione ecologica (edito in Italia da Emi) spiega come il superamento del mondo come lo abbiamo organizzato finora sia la condizione indispensabile per evitarne il crollo completo.
Perché è così poco ottimista?
«Perché è evidente che le cose non funzionano. Con i miei collaboratori qui all’Agenzia per lo sviluppo stiamo riscrivendo il modello proposto da Dennis Meadows nel libro Il rapporto sui limiti dello sviluppo (commissionato al Mit dal Club di Roma e pubblicato nel 1972, ndr ). Meadows spiegava che l’uomo stava sfruttando troppo le risorse naturali e che ci sarebbe stato un crollo entro il 2050. Ebbe un enorme successo di pubblico, ma gli economisti se ne sono lavati le mani. Eppure il modello di Meadows, quarant’anni dopo, funziona ancora».
E questo che cosa implica?
«Che se non ci saranno cambiamenti decisivi, avremo disastri epocali nei Paesi del Sud entro il 2050. Non saremo capaci di nutrire i 9 miliardi di persone che vivranno sul pianeta».
Come mai?
«L’aumento del livello degli oceani inonderà zone agricole molto ricche, per esempio il delta del Mekong in Vietnam; lo scioglimento dei ghiacciai eliminerà le riserve di acqua dolce che alimentano i tre fiumi Yangtze, Gange e Indo, e un miliardo di persone vivono grazie all’acqua di questi fiumi. Centinaia di milioni di rifugiati climatici si sposteranno ovunque nel pianeta. Poi c’è un terzo tema, l’estensione dei deserti come il Sahara e il Sahel. La guerra in Siria oggi la possiamo benissimo comprendere come in parte dovuta alla siccità. Il regime degli Assad durava da decenni, perché la rivolta è scoppiata nel 2011? Perché la pace sociale non era più assicurata. Una buona parte dei migranti di oggi sono già dei rifugiati climatici. Il deserto dei Gobi in Mongolia adesso è a 240 chilometri da Pechino, ma si avvicina sempre di più».
Quale giudizio dà della Cop21? Non è stato un riconoscimento di questi pericoli?
«La Cop21 è stata un enorme successo, per la prima volta è stato raggiunto un accordo, ma allo stesso tempo tutto resta da fare. Inutile raccontarci delle storie, la soglia dei due gradi di riscaldamento climatico verrà superata comunque, il punto è vedere quanto ampiamente. Ci saranno trasformazioni enormi, brutali».
Impossibili da evitare?
«No: le soluzioni ci sarebbero, solo che i governi pensano solo alla gestione quotidiana e mai al medio-lungo termine. Bisognerebbe eliminare immediatamente il carbone come fonte di energia, arrestare la deforestazione e smettere ben presto di mangiare la carne bovina. Nei prossimi anni dovremo scegliere se utilizzare il suolo per produrre biocarburanti, cibo per uomini o cibo per animali, non potremo fare tutt’e tre le cose. E se scegliamo di adibire la terra a produrre cibo per le mucche, sarà per offrire carne rossa ai molto ricchi e questo non è accettabile. Trovo più facile dire a un miliardario di smettere di mangiare carne rossa che dire a un etiope di smettere di mangiare del tutto».
Qual è il suo rapporto con il governo che l’ha nominata neanche un anno fa?
«Per adesso mi fanno lavorare… Ma tutti i governi europei sono anestetizzati, non hanno alcuna strategia. Questo ci porta dritti contro il muro. La burocrazia è una potenza che si autoalimenta senza alcuna visione. I funzionari lavorano come dei pazzi, ma senza affrontare i problemi veri. Oggi capisco la fine della civiltà dell’isola di Pasqua, come l’ha descritta Jared Diamond. Come è possibile che gli abitanti abbiano tagliato tutti gli alberi che erano l’unica risorsa rinnovabile dell’isola di Pasqua? Quando vedo l’autismo e la stupidità delle amministrazioni pubbliche mi dico che è possibile».
Lei è noto per le critiche ai suoi colleghi economisti. Che cosa rimprovera loro?
«Sono fermi alle teorie di un secolo e mezzo fa, che da tempo non funzionano più. La crisi finanziaria è stata affrontata dicendo alle banche centrali: inondate il mercato interbancario di liquidità, di soldi. E gli economisti mainstream non hanno minimamente protestato. Solo adesso comincia ad aprirsi un dibattito sul quantitative easing per i consumatori, cioè soldi da dare direttamente alle famiglie e non alle banche, ma ormai siamo nel 2016, questo dibattito avremmo dovuto averlo otto anni fa».
Pensa che ci sarà una nuova crisi finanziaria?
«Mi pare inevitabile, la separazione tra la sfera finanziaria e quella reale è tale che non può resistere a lungo. C’è un super indebitamento del sistema privato negli Stati Uniti, in Giappone e in Europa, prima o poi scoppierà. Per adesso tutto tiene perché le Banche centrali prestano a tassi negativi. È una piramide di Ponzi, chi ha debiti può indebitarsi ancora di più per pagare i suoi primi debiti. Finché le banche centrali continuano ad alimentare la piramide può durare abbastanza a lungo, ma alla lunga è insostenibile perché questi miliardi creati dalle banche centrali non arrivano poi nell’economia reale. Perché per esempio le banche francesi riflettono sulla possibilità di passare completamente alla moneta elettronica, senza contante? Perché vogliono poter prelevare un tasso di interesse sui depositi, per compensare il fatto che oggi i prestiti sono a tasso quasi negativo. Molte persone saranno tentate allora dal ritirare i soldi dal conto in banca, preferendo mettere le banconote sotto il materasso. Allora, ecco l’idea di eliminare le banconote sostituendole con la moneta elettronica».
Chi condivide la sua analisi?
«In Francia gli economisti Frédéric Lordon, per esempio (vicino al movimento della Nuit Debout, ndr ), e Jean Gadrey. Il sistema può durare ancora qualche anno, ma se non corriamo ai ripari, ci aspettano catastrofi naturali e rivoluzioni sociali».”"

lunedì 2 maggio 2016

Flash sulla nostra Storia

Gli arbëresh  il sistema feudale 

Non disponiamo ad oggi di studi sull'assetto socio-economico dei territori di origine degli arbëresh giunti in Sicilia nella seconda metà del XV secolo, del principato albanese creato da Scanderbergh.
Sappiamo comunque che l'assetto feudale è tipico dell'Occidente carolingio e poi di tutti gli stati germanico-latini.
Nell'Impero Romano d'Oriente, dal cui crollo causato dai turchi, originerà poi l'emigrazione nel sud Italia degli arbëresh, la terra era assegnata dal Governatorato del Thema (Regione militare)  a tutte le famiglie rurali che avevano però l'onere di difenderla -trasformandosi in soldati- in caso di minacce dall'esterno.

Gli arbëresh giunti in Sicilia e più specificatamente quelli giunti a Contessa non trovarono solamente un mondo di lingua, religione e visione delle cose del mondo differente; pure le relazioni socio-economiche fra gli esseri umani erano improntate a parametri completamente differenti da come erano vissute sotto l'Impero Romano d'Oriente e per breve periodo nel principato d Giorgio Kastriota. 

Qui, in Sicilia, non esisteva un Governatorato del Thema che assegnasse loro la terra, da difendere eventualmente al costo della vita. 
Il Governatorato del thema bizantino di Sicilia era cessato cinque secoli prima con l'invasione islamica a cui era seguito il feudale regno normanno e poi quello angioino.
La Sicilia del XV secolo, che costituiva un Regno, era nominalmente retta da un Vice-re che di fatto non possedeva alcun potere se non quello di far conoscere il pensiero del lontano Re che legiferava su tutti i domini spagnoli, entro cui era inserito pure il Regno di Sicilia.
Di contro su Contessa, Calatamauro, Chiusa, Giuliana, Burgio etc. dominava un nobile della famiglia Cardona, di origine spagnola.
Il signore deteneva il controllo della terra e l’esercizio della giustizia civile e criminale, funzioni cui assolveva non direttamente ma ricorrendo a personale reclutato fra i suoi fiduciari e/o tra gli stessi abitanti e, segnatamente, tra i membri di quell’élite che risultava in larga parte già inserita negli ingranaggi del reggimento cittadino.
Questo ruolo a Contessa, lungo la storia feudale locale, sarà assolto dai LoIacono.

Proveremo in più tempi a tracciare modi e spazi di vita della comunità feudale locale fino all'emancipazione verso una società liberale e borghese prefigurata dalla Costituzione borbonica del 1812.

Palermo. Ben poco conosciamo della sua Storia

Il Palazzo Pretorio  la Chiesa di Santa Caterina
Nella seconda metà del quattrocento l'area dove oggi sorge la sede municpale della città era un giardino annesso all'adiacente monastero domenicano di Santa Caterina d'Alessandria. 
Questo monastero era allora molto influente su tutta la vasta area della Sicilia Occidentale dove possedeva ampi possedimenti fondiari.
Era stato costituito nell’arco cronologico compreso tra l’edificazione, avvenuta tra il 1312 e il 1313 e la fine del Quattrocento, su volontà  di Benvenuta e Palma Mastrangelo, figlia e moglie di Ruggero, capitano di Palermo all’indomani del Vespro, scoppiato nella felix urbs nel marzo del 1282, che determinò la cacciata degli Angioini dalla Sicilia e il passaggio dell’isola nell’orbita della Corona d’Aragona.
Nel 1314 il monastero, che era edificato in prossimità delle mura del Cassaro, prestò cinquanta onze alla città per aiutarla a difendersi da un imminente attacco dell’esercito di Roberto d’Angiò. Nel Quattrocento il rapporto tra l’amministrazione comunale e Santa Caterina registrò fasi alterne, a periodi d’intensa collaborazione seguirono momenti di tensione e contrasti. 
Prima che fosse edificato l’attuale Palazzo Pretorio, l’universitas (l'Amministrazione cittadina) utilizzava il vicino monastero per convocare consigli particolarmente affollati dove venivano imposte le mete sul frumento e sull’orzo. 

Le relazioni tra il comune e il monastero s’incrinarono nel 1463, quando il consiglio civico deliberò di costruire un nuovo Palazzo Pretorio espropriando sette case poste nel cortile di Santa Caterina, sulla scorta della prammatica di Martino I di Sicilia che contemplava la possibilità di alienare un bene privato per ragioni di pubblica utilità.
(cfr. Il Monastero di Santa Caterina e  la città di Palermo di Patrizia Sardina).

Il viceré del tempo si adoperò perchè la Madre Badessa non ostacolasse la realizzazione della nuova opera  e garantì che l’edificio non avrebbe arrecato alcun nocumento al monastero e la città avrebbe potuto procedere -autonomamente-  all’espropriazione delle case. 
La badessa e le suore non intesero sentire ragione alcuna di rinunciare all'adiacente giardino e case annesse. Fu quindi necessario procedere al sequestro di case e giardino in data 29 ottobre 1470 con incarico conferito agi ufficiali cittadini che immisero -d'autorità-  i beni al Pretorio. 
Al monastero rimase una piccola parte del giardino-cortile rimpicciolito entro cui furono eseguiti alcuni lavori di riattamento.

Come è facile rilevare nei pressi della vicina chiesa della Martorana, lì vicino, sorgevano le mura della città, le mura prossime al Cassaro.

Canone Rai. Rinviato al 16 maggio il termine ultimo per evitare l’addebito automatico

Di interrogativi sul nuovo sistema di pagamento del Canone ne restano abbastanza.
Il Consiglio di Stato ha dato il suo via libera al provvedimento di modifica delle modalità di pagamento dell’abbonamento Rai. Ha accolto in sostanza le proposte avanzate dal ministero dello Sviluppo.
Nella formulazione del Consiglio di Stato c’è un passaggio secondo il quale «la formulazione delle disposizioni è eccessivamente tecnica» e quindi tale da essere travisabile dal cittadino.
Gli interrogativi maggiori riguardano la definizione di apparecchio televisivo. In sostanza i giudici del Consiglio di Stato ritengono che la definizione ministeriale rischia di non restare al passo con le novità tecnologiche, vedasi tablet e smartphone (finora escluse dal provvedimento), dalle quali però è possibile vedere i canali della tv digitale in streaming.
ll Corriere della Sera ha stilato una guida in dieci punti.

Come si paga
1) Il canone RAI a partire dal 2016 si paga con la bolletta elettrica. La semplice intestazione di un’utenza domestica di energia elettrica è motivo sufficiente per presumere il possesso di una televisione e chiedere di conseguenza il pagamento del Canone RAI.
2) Il canone scende a 100 euro, e si paga in dieci rate da 10 euro. In questo primo anno di applicazione, il 2016, il primo pagamento avverrà con la bolletta elettrica di luglio, che conterrà anche le rate da gennaio a giugno (60 euro).
Quante volte si paga
Il canone si paga solo una volta anche se si possiedono più abitazioni dotate di televisore.
Una eccezione è costituita da  quella dei coniugi con diversa residenza anagrafica, che pagheranno due distinti canoni.
Chi ha diritto all’esenzione
In linea generale è di non possedere un televisore inteso come un apparecchio collegato al digitale terrestre o segnale satellitare. Quindi, un contribuente che possieda una vecchia tv che non prenda il digitale terrestre o il segnale satellitare non deve pagare il canone. Un computer o un tablet, attraverso i quali si possono guardare trasmissioni via Internet, non comportano obbligo di pagamento del canone RAI.
L’autocertificazione
La richiesta di esonero va presentata utilizzando l’apposito modulo di esenzione, pubblicato sul sito dell’Agenzia delle Entrate, della RAI, e del ministero delle Finanze.
La disdetta vale per il solo anno in cui è stata chiesta, quindi la richiesta di esenzione va poi ripresentata di anno in anno (è una novità rispetto alle regole precedenti).
La procedura online o scritta
La dichiarazione di non detenzione si presenta online, attraverso l’apposito servizio dell’Agenzia delle Entrate attivo da lunedì 4 aprile 2016, oppure utilizzando il modello cartaceo, da inviare per posta, via raccomandata, all’indirizzo Agenzia delle Entrate, Ufficio di Torino 1, S.A.T. – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.
La nuova scadenza
La scadenza per la consegna cartacea (inizialmente prevista al 30 aprile) è slittata al 16 maggio.
E’ sempre possibile rivolgersi a un intermediario. Ritardi: chi presenta la dichiarazione di non detenzione dopo i termini sopra indicati ma entro il 30 giugno 2016, avrà l’esenzione per il solo secondo semestre 2016.
Retroattività negata e applicazione
Le nuove regole si applicano dal 2016. Significa che non si può inviare attraverso la bolletta elettrica un arretrato relativo a un mancato pagamento del canone RAI degli anni passati.
L’addebito, anche sulla pensione
Il pagamento attraverso la bolletta sostituisce i precedenti bollettini e tutti gli altri eventuali metodi di pagamento, tranne uno: resta possibile pagare attraverso trattenuta sulla pensione, per chi ha assegni inferiori a 18mila euro annui. Bisogna presentare domanda entro il 15 novembre dell’anno precedente.
Casi particolari
I contribuenti con più di 75 anni e reddito fino a 8mila euro.
Non riguarda le imprese
La riforma del canone Rai in bolletta riguarda le utenze domestiche e non le imprese, né negozi o, in generale, coloro che pagano il canone speciale Rai.
Per queste utenze, le regole restano invariate.

domenica 1 maggio 2016

Contessa Entellina. Il Comune deve pagare ai dipendenti la mensilità di dicembre 2015 e la tredicesima

DELIBERAZIONE C C N 14

Oggetto: Controllo equilibri di bilancio al 31/12/2015
Scadenza Pubblicazione 06/05/2016

Nel sito del Comune abbiamo cercato la deliberazione del CONSIGLIO COMUNALE di cui sopra.

In attesa di soffermarci sulla deliberazione o meglio sui poco edificanti risultati ivi contenuti (è il nostro punto di vista), trattiamo il senso di ciò che cerchiamo e che cercheremo di spiegare ai nostri pochi lettori, pigliando spunto da un articolo scientifico pubblicato dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti.

Subito però vogliamo evidenziare che la deliberazione non riporta nessuna analisi, nessuno spunto emerso in seno al Consiglio Comunale. 
Cosa vogliamo dire ? 
Che le carte allegate alla deliberazione (relazione del segretario comunale, del  ragioniere e del revisore) evidenziano carenze di conduzione amministrative dell'Ente, viene da dire una mancanza di "guida" dell'aspetto politico-amministrativo, ma il Consiglio Comunale non ha avuto nella seduta del 19 aprile nulla da eccepire; addirittura usando un pò di cattiveria pare abbia voluto dire "siamo qui per scaldare la sedia".

Pochi dati:
Il bravo segretario comunale, dott. Francesco Battaglia, così fotografa la situazione al 31 dicembre:
--Equilibrio finanziario di competenza  -  76.581,81
--Equlibrio fnanziario di cassa               -151.266,69
--Patto di Stabilità. Differenza fra 
   saldo finanziario e obiettivo 
  programmatico                                     +  26.000,00
--Utilizzo somme vincolate per 
  pagamento spese correnti ex art.
  195 Tuel                                                 - 206.899,73

Su questi dati la deliberazione non riporta alcuna analisi da parte dei consiglieri
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Perchè agli enti si impone l'equilibrio dei conti ?
L’analisi de “La nuova normativa nazionale sulla finanza pubblica degli enti territoriali”  è strettamente connessa alla normativa europea e ai suoi vincoli.
La Legge 243 del 2012,  le sue finalità e la stessa legge di stabilità dell’anno 2015 sono tese all'esigenza di convergenza delle economie degli Stati membri della UE verso specifici parametri, comuni a tutti.
Si vogliono in buona sostanza tenere sotto controllo i conti pubblici.
Gli enti territoriali (Regioni, Province e Comuni)  tramite un Patto di Stabilità Interno dispongono di specifici limiti attraverso i quali attuare il controllo sul loro indebitamento netto.
Questo sistema, però ha finito per evidenziare, anzitutto, un difetto di flessibilità nell’adattarsi alle diverse “ragioni di finanza” delle singole realtà (comunali, in particolare) e in più sensi penalizza i piccoli Comuni. 
Molti osservatori auspicano il superamento (o meglio l'abolizione) dei limiti posti dal Patto di Stabilità Interna.

La Legge di Stabilità 2016 in luogo di un complesso ed articolato sistema di equilibrio di bilancio basato su numerose voci di saldo, ha, per i Comuni, considerato rilevanti come indicatori di bilancio i soli saldi finali (non negativi) di loro competenza,  sganciandoli da rapporti d’insieme.
(segue)

Diario contessioto

1) Il Consiglio Comunale nella seduta del 28 aprile ha confermato le tariffe TARI/2016 nella medesima misura dell'anno precedente.
La tariffa 2015 era dello stesso importo della tassa rifiuti 2014 allorchè era funzionante il grande carrozzone ATO.
In buona sostanza per l'Amministrazione Comunale di Contessa o esistano gli sprechi ATO o non esistano  i contribuenti non hanno motivo per essere sgravati.

2)  Nella precedente seduta consiliare del 19 aprile era stato discusso un ordine del giorno in materia di sicurezza e cultura della legalità promosso dalla minoranza ma sottoscritto pure da componenti della maggioranza. 
Per motivi non ben precisati alla seduta non ha partecipato il sindaco Parrino.
Occasione dell'iniziativa sono stati  i frequenti fatti delinquenziali (abigeati, scassi ad esercizi commerciali, atti vandalici negli spazi scolastici ...).     
La condanna ai fatti di illegalità è stata unanime.

3) Nella seduta del 19 aprile il Consiglio comunale ha trattato una interrogazione presentata dal capogruppo "Adesso Contessa", consigliere Spera, con cui si chiedeva ragione sul perchè il Comune in occasione della celebrazione della Pasqua arbërsh 2016 si sia rivolto a quattro pasticcieri di Sambuca per la produzione di prodotti tipici.
Alla interrogazione hanno risposto, in assenza dl sindaco, gli assessori Chisesi e Schirò (questi con delega di Vice-Sindaco) i quali, stando al resoconto ufficiale della seduta, hanno minimizzato il ruolo della gastronomia nel contesto dei festeggiamenti.

Agricoltura. Diventare produttori agricoli

L’ISMEA nell’ambito del supporto alle attività di Start Up di impresa agricola, ha pubblicato, in Gazzetta Ufficiale, un bando concernente agevolazioni per l’insediamento di giovani in agricoltura.
Gli interventi agevolativi sono attuati con una procedura valutativa a sportello, previa pubblicazione di un bando, articolato in 2 lotti in base alla localizzazione geografica delle iniziative:
– LOTTO 1 comprende le regioni: Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Trentino- Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto, Lazio, Marche, Toscana e Umbria.

– LOTTO 2 comprende le regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.


Il processo istruttorio di concessione delle agevolazioni si articola in:
  1. Valutazione di ammissibilità delle domande
  2. Istruttoria tecnica
  3. Valutazione del fondo
  4. Concessione delle agevolazioni
I chiarimenti sulla procedura di Bando possono essere richiesti, esclusivamente, per iscritto ed entro il 3 giugno 2016, all’indirizzo di posta elettronica: bandoprimoinsediamento@ismea.it e ISMEA s’impegna a rispondere entro 48 ore.

Per beneficiare delle agevolazioni, al momento della presentazione della domanda, i richiedenti devono altresì possedere i seguenti requisiti:

  • età compresa tra i 18 anni compiuti e i 40 anni non compiuti
  • cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea
  • residenza nel territorio della Repubblica Italiana
  • possesso di adeguate capacità e competenze professionali attestate da almeno uno dei seguenti requisiti:
    • titolo di studio di livello universitario di indirizzo agrario
    • titolo di studio di scuola media superiore in campo agrario
    • esperienza lavorativa, dopo aver assolto l’obbligo scolastico, di almeno due anni in qualità di coadiuvante familiare ovvero di lavoratore agricolo, documentata dall’iscrizione al relativo regime previdenziale
    • attestato di frequenza con profitto a corsi di formazione professionale.
lo scontrino etico: costruiamo "alleanza fra piccoli produttori e consumatori"
Qualora il giovane, al momento della presentazione della domanda, non disponga di sufficienti capacità e competenze professionali, è ammissibile alle agevolazioni a condizione che si impegni ad acquisire tali capacità e competenze professionali entro 36 mesi dalla data di adozione della determinazione di ammissione individuale alle agevolazioni.
Tale impegno deve essere indicato nel piano aziendale.

Occorre analizzare attentamente i criteri d’insediamento esposti, insieme ai criteri per l’attuazione del regime d’aiuto e seguire il regolamento attuativo modificato.
Le domande di partecipazione potranno essere presentate, tramite lo sportello telematico, fino alle ore 12.00 del giorno 10 giugno 2016, con le modalità indicate nel Bando.

Disponibilità finanziarie. Quanto è facile … comprare un immobile

Acquistare casa o un qualsiasi immobile (quindi, p.e. un terreno) non implica particolari adempimenti.
La proposta di contratto iniziale, conosciuta come compromesso, implica la successiva  stipula di un contratto definitivo, di cui il primo deve già prevedere il contenuto essenziale (art. 1351 C.C.).
Il Preliminare (Compromesso)
Il preliminare viene redatto quando non è possibile la vendita immediata. L’acquirente -ad esempio-  necessita di un finanziamento (un mutuo) oppure il venditore (imprenditore edile) sta costruendo l’immobile da destinarsi poi alla vendita.
Il motivo per cui si fa ricorso al preliminare è quindi quello di rinviare la formalizzazione giuridica della promessa di vendita a dopo (es. ad ottenimento del mutuo,  ad appartamento ultimato).
Aspetti fiscali
La Registrazione del preliminare è un adempimento fiscale obbligatorio che va effettuato entro 20 giorni dalla sottoscrizione, presso l’Agenzia delle Entrate.
Ha valenza fondamentale ai fini della normativa antiriciclaggio e per attribuire (ai fini fiscali) una data certa all’accordo negoziale. 
La registrazione non garantisce tuttavia efficacia giudiziale al contratto né tutela i diritti delle parti in caso di lite.
La trascrizione del contratto preliminare di compravendita ha invece la funzione di rendere opponibile a terzi la costituzione, il trasferimento o la modificazione dei diritti reali sul bene. In altri termin evita che lo stesso immobile possa promettersi in vendita a più persone o che altri creditori possano avere pretesa sull’immobile stesso.
Sulla trascrizione non  sussiste obbligo di adempimento, è lasciata alla volontà delle parti.
Quanto costa la registrazione
La registrazione sconta l’imposta di registro fissa per € 200. A questa si aggiungono:
  • lo 0,50% sulle somme previste a titolo di caparra confirmatoria, se prevista;
  • il 3% delle somme previste a titolo di acconto sul prezzo di vendita, se previsto;
  • tributi speciali € 3,72 a titolo di diritti di gestione della pratica da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Le imposte dovranno versarsi con modello F23
I codici tributo applicabili sono:
  • 104T per l’imposta di registro fissa riguardante i fabbricati;
  • 105T per l’imposta di registro fissa riguardante i terreni;
  • 109T per l’imposta di registro proporzionale dello 0,5% sulle caparre;
  • 109T per l’imposta di registro proporzionale del 3% sugli acconti;
  • 964T per i tributi speciali.
La pratica di registrazione inoltre dovrà essere corredata da minimo 2 copie del contratto firmato, su ognuna è necessaria una marca da bollo da € 16,00 (per ogni 4 pagine di contratto) e € 2,00 per ogni pagina di allegato in formato A4 o A3 (es. planimetrie).
Al momento della registrazione, l’Agenzia delle Entrate richiederà la compilazione del modello 69.
Per una pratica di compravendita sarà necessario compilare i soli quadri:
1.   A – Dati generali;
2.   B – Soggetti destinatari degli effetti giuridici dell’atto

La compilazione dell’eventuale spazio delega, qualora alla registrazione provveda un soggetto diverso da quelli contraenti (in questo caso è necessario disporre anche della fotocopia del documento d’identità dei deleganti e del delegato.

Con le immagini ... ... è più facile


1 maggio 1947: 
La Storia della Repubblica Italiana, 
dei suoi misteri e dei suoi depistaggi, 
comincia a Portella della Ginestra.

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I politici che perdevano la vita
Palermo ricorda Pio La Torre e Rosario Di Salvo, uccisi il 30 aprile di 34 anni fa da Cosa nostra



I politici che si godono la vita



E il pessimismo dilaga: 
negli ultimi anni si è ridotta l'aspettativa di vita,
gli infortuni sul lavoro sono cresciuti,
l'estremismo, l'individualismo, il nazionalismo e l'egoismo ... guidano le scelte dei governi europei

verso dove andiamo ?

Pasqua Ortodossa. E' caratteristica la celebrazione della "notte delle Luci" di Gerusalemme

Rivolgo un cordiale augurio ai fedeli delle Chiese d’Oriente che oggi celebrano la Santa Pasqua. 
Χριστὸς ἀνέστη! (Kristòs Anesti !).
Papa Francesco
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Ci sono anni in cui la Pasqua cattolica e quella ortodossa coincidono ed anni in cui sussistono differenze (al massimo) di cinque settimane.
La spiegazione è legata ai calendari diversi che sono riconosciuti dagli stati dell'Europa orientale e dalle chiese bizantine. 
La Pasqua cattolica viene calcolata secondo il calendario gregoriano mentre quella ortodossa tiene conto del calendario giuliano (dal periodo di Giulio Cesare).
Il calcolo delle date per la Pasqua tiene inoltre conto delle fasi della luna: luna piena dopo l’equinozio di primavera (anche sotto questo aspetto vigono modalità diverse di calcolo: la Pasqua Cattolica cade sempre prima di quella Ortodossa).
Nel prossimo "Concilio Ecumenico" delle Chiese Ortodosse ( primo Concilio pan-ortodosso dopo lo scisma del 1054 si svolgerà a Creta all’Accademia Ortodossa dell’isola greca dal 16 al 27 giugno)  la questione che investe la data della "Pasqua" sarà pure essa oggetto di valutazione dei padri sinodali. 

Pasqua è considerata la principale festività religiosa dalla Russia alla Grecia, dalla Romania alla Serbia e Bulgaria oltre che dalle comunità cristiane del Medio Oriente. 
La messa più scenografica è quella che si svolge nella Cattedrale di Cristo Salvatore a Mosca, dove dopo il crollo del comunismo partecipano tutte le autorità dell Stato. 
La Festa di Pasqua che mette in movimento migliaia di pellegrini è comunque quella che si svolge a Gerusalemme, la città santa, dove si è ripetuto il “miracolo” della discesa del Fuoco Sacro nella tomba che aveva ospitato il corpo di Cristo. Erano migliaia -anche quest'anno- i fedeli arrivati come ogni anno da tutto il mondo a Gerusalemme per la tradizionale cerimonia che celebra la resurrezione di Cristo presso la Chiesa del Santo Sepolcro. Al rito celebrato dal Patriarca di Gerusalemme tradizionalmente partecipano le autorità palestinesi e quasi mai quelle israeliane.

Hanno detto ... ...

GIOVANNI VALNTINI, giornalista

Oggi, 1 Maggio, Festa del Lavoro. 
Ricordiamo che su questo si fonda la Repubblica (art.1 Cost.). 
Senza lavoro, non c'è ripresa né democrazia


ROBERTA CIOFI,  operaia 54enne di terzo livello della Balducci di Montecatini, fabbrica di scarpe per bambini (dopo aver ricevuto la busta INPS arancione):

 Qui dice che io posso andare in pensione nel 2020 con 1.198 euro lordi al mese. Netti sono meno di mille. Oppure posso arrivare a 2.197 euro, sempre lordi, ma devo resistere fino al 2031. 
Ma quanto vogliono che lavori questi qui? 
Io ho cominciato che avevo 14 anni e mezzo. Senza contare che la fabbrica chiude e, anche volendo, chi mi si prende?
Hanno tanto parlato di pensioni d’oro ma poi non hanno fatto nulla. E il risultato eccolo qua. Lavori 40 anni, stai lì a cucire le tomaie tutti i giorni che ti fanno male le mani. 
E poi vai via con una cifra scandalosa, una cifra che non ci campi. E allora sa che cosa faccio?
Se accendo la televisione e vedo che c’è un tiggì, cambio canale. Le notizie non le voglio più sentire, che poi perdo la pazienza. Preferisco guardare i cartoni animati. 
Come facevo da bambina.
Questa cosa della busta arancione è utilissima perché così la gente comincia ad aprire gli occhi. 
Però è chiaro che delle conseguenze ci sono.
Ecco, io ho sempre votato a sinistra. Ma mi sa che stavolta cambio rotta.




1° maggio 2016. Cattivo tempo: Giornata di pioggia, nebbia e poca voglia per la tradizionale gita fuori casa


Spazzo Greco - Contessa Entellina
La giornata mostra di non voler favorire le tradizionali manifestazioni pubbliche promosse dalle Organizzazioni Sindacali  per celebrare la Festa del Lavoro, fondamentale fattore di crescita socio-economica e di civiltà della società.

Non appaiono agevolate nemmeno le riunioni parentali ed amichevoli nelle case di campagna che caratterizzano le tradizionali "mangiate" con alla base come elementi caratteristici della stagione le fave verdi.