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venerdì 23 novembre 2012

Regione Sicilia. Potrebbe essere lo scienziato Antonino Zichichi l'assessore ai Beni Culturali

Malumori stanno per essere vissuti in queste ore all'interno del Pd e dell'Udc di Sicilia, i partiti che hanno sostenuto Crocetta durante la campagna elettorale, che vorrebbero esprimere nomi vicini alle loro posizioni. Ieri Crocetta ha annunciato di non volere più andare agli appuntamenti con i partiti ma di aspettare che gli stessi partiti gli indichino la rosa dei nomi che devono essere di alto profilo e non di deputati o ex deputati. Niente politicanti, quindi. Intanto si attende l'adesione alla delega per la Cultura dello scienziato Zichichi.

Crisi finanziaria. La ricetta liberista pone la finanza nella postazione di regia.

La crisi finanziaria è finita o sta finendo, come ci dicono alcuni tecnici, oppure siamo ancora nel bel mezzo della tempesta?  La Grecia continua a rimettere in discussione la stabilità dell’euro ed i Paesi interessati, con  i loro eterni indugi, rimandano decisioni che avrebbero potuto essere assunte già da anni in tutta tranquillità. Fu lla miopia della Germania a mettere in moto un meccanismo vizioso che ci ha portati fino adesso col chiedere ad Atene sacrifici durissimi e poco sopportabili dalla popolazione. Ma l’insistenza, da parte di Berlino e dei suoi più stretti alleati, su tagli a tutti i costi senza mai volere acconsentire, per paura di una impennata inflazionistica,  alla ripresa, ha portato all’attuale collo di bottiglia. L'euro e'  ancora a rischio crisi e vede minacciata la propria stabilità proprio mentre una delle principali agenzie mondiali di “rating” declassa il debito sovrano della Francia.  Certo,  non ci troviamo di fronte a una tempesta tale da sconquassare   il sistema europeo. Ma dobbiamo continuare a convivere con una strisciante instabilità.  E chissà quanto a lungo durerà la situazione. In questo quadro, l’Italia ha già dato in abbondanza sul fronte del rigore finanziario, e ora ha bisogno di spinte verso la ripresa, verso lo sviluppo, verso una fiducia da far riscoprire ai consumatori.   L’Italia va avanti da mesi con la bussola del rigore (che fino a certi livelli dovrebbe costituire un indice permanente  di normalita' contro gli sprechi ed i ladrocinii a cui ci ha assuefatto una classe politica fra le piu' indecenti del pianeta), ma non riuscirà mai a ritrovare la strada degli investimenti, dei consumi, dei nuovi posti di lavoro, se la tecnica, l'ingegneria finanziaria, non cederà il passo ai bisogni della comunita'. Lo sviluppo e' in buona parte figlio della fiducia nei confronti dell'avvenire. Un popolo privo di speranze non riuscira' mai a prosperare. Questo e' proprio il compito della buona politica, quella che manca in Italia.

Rosario Cocetta. Entro lunedi' definira' la nuova Giunta, ma intanto procede ...

Rosario Crocetta ha revocato l'incarico di dirigenti generali della Regione ad alcuni dei 30 superburocrati finora esistenti. Si tratta di Biagio Bossone, Gesualdo Campo, Gianluca Galati, Pietro Tolomeo, Marco Salerno, Francesco Nicosia e Ludovico Albert. Ne ha dato comunicazione nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Palazzo d’Orleans. Il taglio dei dirigenti generali sarà integrato dalla nomina di alcuni esterni: Vincenzo di Rosa andrà alla guida del corpo forestale della Regione al posto di Pietro Tolomeo, Sergio Gerardi guiderà il dipartimento del Turismo al posto di Marco Salerno. Crocetta ha fra l'altro dichiarato: “I dirigenti generali che resteranno saranno riassegnati non più come direttori generali ma come dirigenti di terza fascia”. “Il mio obiettivo è arrivare a 13 dirigenti generali quanti sono gli assessorati – ha detto Crocetta -  non possono essere 30”, spiegando che questo è un provvedimento provvisorio, ma finale. Nella stessa conferenza stampa Crocetta ha preannunciato anche la lettera di revoca dei giornalisti che lavorano alla Presidenza, i quali, comunque, avranno la facoltà di presentare il curriculum per essere riconfermati. Rosario Crocetta, ha ribadito così la sua intenzione di incidere sull’ufficio stampa che conta 21 giornalisti, tutti con qualifica di redattore capo. “Resteranno solo quelli assunti dal presidente come persone di fiducia. Non so quanti ne prenderò, ma non ho bisogno di 21 giornalisti”, ha aggiunto. Parole dure sono quelle di Crocetta rivolte all'ex assessore all'Economia, Gaetano Armao. “L’assessore Gaetano Armao  - ha detto - è un traditore della Sicilia, lo accuso pubblicamente davanti ai cittadini siciliani, perche ha presentato un rapporto dove afferma di non poter erogare alcun contributo, dopo essere stato corresponsabile dello sfascio dei conti della Sicilia, creando cosi presupposti per lo scioglimento. E’ un traditore della Sicilia e dello Statuto”. Ed ha aggiunto: “In particolare -ha accusato ancora Crocetta- l’ex assessore all’Economia prima di andarsene, dopo aver autorizzato ogni spesa, perfino i contributi vietati dalla legge in campagna elettorale, nello stesso tempo scrive che la Sicilia è pronta al dissesto per invocare il commissariamento. Mentre scriveva queste cose, autorizzava gli importi di spesa, che io ho peraltro bloccato, perché danneggiavano seriamente il bilancio”. “Se qualcuno pensa di delegittimare lo Statuto siciliano – ha concluso Crocetta -  si sbaglia. Le mie prossime mosse saranno di esaltazione dello Statuto, penso di istituire anzi, un’Alta Corte in Sicilia che faccia rispettare lo Statuto”.  

giovedì 22 novembre 2012

PierLuigi Bersani. A Palermo ha parlato di moralita'. E' possibile si riferisse alla segretaria personale pagata coi soldi della Regione Emilia

Pier Luigi Bersani ieri ha fatto tappa a Palermo per consolidare attorno al suo nome la quasi totalita' della burocrazia di partito. Ad accoglierlo al teatro Zappalà erano schierati tutti i dinosauri di un trentennio in qua'; sul palco anche il segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo e il presidente della Regione, Rosario Crocetta. Bersani ha accennato al malessere che serpeggia fra i "burocrati" di partito per la composizione della giunta regionale siciliana. “Quando si fanno le giunte  - ha affermato - qualche discussione c’è sempre, però io ho assoluta fiducia che si continui ciò che si è cominciato: una grande convergenza tra la forza di una riscossa civica e il contributo enorme che ha dato il Pd per la vittoria”. Ha quindi toccato il tema della lotta alla mafia: "La Sicilia deve far battere il cuore all'Italia. Serve una grande battaglia sulla legalità che deve partire da qui, dalla terra di Falcone e Borsellino, di Pio La Torre e Mattarella. Ci vogliono leggi più dure, che colpiscano le mafie dove soffrono di più, nei soldi". Bersani ha parlato quindi di un possibile rientro in campo di Berlusconi: “l'immagino mettersi le scarpette e chiedere se c'è ancora campo” ha detto ironicamente; Bersani ha parlato inoltre di scuola prima di tutto, e anche di università: “Gli studenti sono diminuiti perché non hanno i soldi per iscriversi. Bisogna prendere un impegno contro il classismo nel mondo universitario”. Moralità e lavoro, ha poi aggiunto, devono essere necessariamente i capisaldi della politica: “Prima la moralità, altrimenti non abbiamo dove metterlo il lavoro”. “Metteremo la tassa sulle transazioni finanziarie e costruiremo dei progetti nazionali con un di più per il Sud, i giovani e le donne. Il rinnovamento è far girare la ruota a favore dei giovani”. Il presidente della regione Crocetta interpellato al termine dell'incontro ha commentato: "Dobbiamo spezzare questa logica e premiare realmente il merito”. “Abbiamo fatto un assemblea con tutte le personalità inserite nella lista Crocetta Presidente, ebbene tutti hanno manifestato il proprio appoggio all'attuale segretario del Pd”.

Ato/2. In dimensioni ridotte sono leggibili i perche' la seconda repubblica ci abbia condotto nel baratro.

Leggere le dichiarazioni dell'on.le Caputo ci produce la sensazione di avere a che fare col cliche' del politicante che parla bene e razzola male. Costui ha per anni e anni avuto un grande peso politico sia all'interno del Comune di Monreale che all'interno dell'Ato/2. Entrambi questi organismi sono oggi al sisastro nel vero senso della parola. Il dubbio che ci assale ogni giorno che leggiamo sue "serie", "rigorose" proposte di misure di gestione della finanza pubblica e' se ci troviamo di fronte a chi nel breve volgere di pochissimi anni ha influito sull'esplosione dell'organico dell'Ato/2 da 65 unita' a quasi 300 unita' o ad un suo omonimo. Il Comune di Monreale si avvia verso la certificazione, cioè il riconoscimento del debito maturato nei confronti dell'ato/2. Si tratta di un obbligo procedurale, come previsto dalla apposita circolare regionale, ed è propedeutico per ottenere l'anticipazione dell'intera somma di debito nel confronti dell'Ato/2, la cui restituzione a Mamma Regione sarà poi spalmata nell'arco di un ventennio.  Fino ad oggi, fra Comune ed Ato non vi è stato accordo sul riconoscimento dell'esatto ammontare del debito e ciascun Ente ha iscritto a bilancio cifre milionarie divaricanti. Possibilita' questa ricorrente nel mondo della Finanza Pubblica in quanto grazie alla riforma del titolo V della Costituzione di d'alemiana memoria (ma non sola: Giuliano Amato e molti altri ancora) ormai nessun Ente pubblico subisce controlli effettivi da parte della Corte dei Conti. Sul fronte Ato, intanto, rimane spinosa la questione della discarica a cui il Comune di Monreale debba accedere. Ogni giorno, 5 automezzi scaricano a Catania con costi spropositati, per non parlare dell'usura a cui questi costosi mezzi vengono sottoposti. La società di gestione dell'Ato sta cercando di ottenere l'autorizzazione all'attività di trasbordo, cioè il trasferimento dei rifiuti dagli autocompattatori su un mezzo rimorchio, così da consentire un solo trasporto quotidiano per Catania. Si cerca inoltte di riallacciare i rapporti con i gestori della discarica di Siculiana. Il Comune di Contessa che aderisce pure esso all'Ato/2 non ha da affrontare le problematiche finora evidenziate: 1) ha sempre regolarmente pagato le fatture evitando che si accumulasse il "debito" 2) ha da tempo ottenuto di poter scegliere le discariche che gli consentissero -relativamente- migliori condizioni.    

Quando si dice che tutto il mondo e' paese ..... di Nicola Graffagnini

Il testo andava pubblicato il 12 Novembre scorso. GROTTAFERRATA – Ieri mattina, alla messa per celebrare l'anniversario della morte del successore di San Nilo e fautore della realizzazione del monastero dei monaci, non erano presenti gli amministratori. L'unico esponente della maggioranza che ha partecipato è stato Mauro Tomboletti, ma in veste di cittadino. San Bartolomeo è stata una figura di grande importanza per Grottaferrata. E' stato lui, dopo la morte di San Nilo, a dare il via e guidare il processo di formazione della comunità monastico che ancora oggi prosegue la sua presenza sul territorio. Ieri si celebrava l'anniversario della morte. Spesso questa festa viene dimenticata o vissuta sottotraccia. Anche questa volta è stato così. Ieri mattina, alla solenne liturgia bizantina per questa figura religiosa di grande spessore spirituale e culturale, officiata dal Padre Archimandrita Emiliano Fabbricatore e accompagnata dalla Corale Polifonica, è mancata la presenza ufficiale degli amministratori. Unico testimone, ma in qualità di semplice cittadino, Mauro Tomboletti. Tuttavia il problema non è questo. Sia la Festa di San Nilo e meno ancora quella di San Bartolomeo, infatti, trovano spazio nella vita cittadina del paese. Poche le manifestazioni, scarso l'interesse. Per una comunità che vorrebbe rilanciarsi sfruttando il volano dell'Abbazia di San Nilo è un po' poco. CHI E' SAN BARTOLOMEO (FONTE: wikipedia) Manifestò fin da piccolo grande interesse per la vita monastica tanto che i nobili genitori decisero di affidarlo, all'età di sette anni, ai monaci bizantini del monastero di San Giovanni Calibyta in Caloveto. Recatosi a dodici anni al monastero di Montecassino, ove viveva San Nilo il Giovane, rimase attratto dalla sua personalità e si fermò lì, seguendolo poi (994) a Serperi, ove visse di preghiera e digiuni per sei anni. Nell'anno 1000 accompagnò Nilo a Roma per implorare pietà per il compaesano Giovanni Filagato, autoproclamatosi Papa con il nome diGiovanni XVI, presso l'imperatore Ottone III attraverso la mediazione di Papa Gregorio V. Durante il viaggio, presso l'attuale Grottaferrata, comparve ai due monaci la Madonna che chiese loro di erigere sul luogo un tempio ed un monastero. Nilo morì nel 1004 e Bartolomeo curò la realizzazione del monastero (del quale divenne abate) e della Chiesa che fu consacrata da Papa Giovanni XIX nel 1024. Nel monastero di Grottaferrata si dedicò alla scrittura di inni religiosi, che produsse in gran numero. Nel 1032 scrisse l'opera più importante della sua ricca creazione letteraria: la Biografia di San Nilo. Notevole importanza riveste poi il suo Typicon, codice liturgico e disciplinare del monastero. Tutti i suoi manoscritti sono ancor oggi conservati nell'Abbazia di Grottaferrata. Bartolomeo godette della stima di numerosi Papi quali Benedetto VIII, Giovanni XIX e Benedetto IX. Si dedicò molto ad opere di carità verso gli indigenti, e anche alla composizione di liti fra potenti, fra le quali la violenta controversia che opponeva Guimaro V di Salerno al duca di Gaeta, Adenolfo d'Aquino. Gli agiografi riferiscono di miracoli compiuti in vita e, naturalmente, post mortem. San Bartolomeo fu inumato accanto a San Nilo nel monastero di Grottaferrata, ma delle loro spoglie si sono Nel monastero di Grottaferrata si dedicò alla scrittura di inni religiosi, che produsse in gran numero. Nel 1032 scrisse l'opera più importante della sua ricca creazione letteraria: la Biografia di San Nilo. Notevole importanza riveste poi il suo Typicon, codice liturgico e disciplinare del monastero. Tutti i suoi manoscritti sono ancor oggi conservati nell'Abbazia di Grottaferrata. Bartolomeo godette della stima di numerosi Papi quali Benedetto VIII, Giovanni XIX e Benedetto IX. Si dedicò molto ad opere di carità verso gli indigenti, e anche alla composizione di liti fra potenti, fra le quali la violenta controversia che opponeva Guimaro V di Salerno al duca di Gaeta, Adenolfo d'Aquino. Gli agiografi riferiscono di miracoli compiuti in vita e, naturalmente, post mortem. San Bartolomeo fu inumato accanto a San Nilo nel monastero di Grottaferrata, ma delle loro spoglie si sono perse le tracce. (dal Blog  di Fabrizio Giusti )

Fausto Bertinotti. Il denaro offusca la vista anche e soprattutto ai demagoghi

Chi sono i parolai inconcludenti che hanno ingannato e continueranno a farlo l'opinione pubblica ? 1) Fausto Bertinotti, da ottimo sindacalista e poi divenuto politicante demagogo (su cui incombe in buona parte il fallimento della politicamente economica di Romano Prodi) si gode oggi i privilegi (ossia parassitismo) di ex presidente della Camera. Privilegi non da poco che non si addicono a chi negli anni sessanta/settanta conduceva battaglie socialproletarie contro le rendite, i privilegi e le sanguisughe. Costui non trova vergogna a godere di privilegi che in altri tempi si definirebbero "principeschi" unitamente a quelle "grandi" figure (si fa per dite) di ex presidenti come Irene Pivetti, Luciano Violante, Pierferdinando Casini, nonché, prossimamente, Gianfranco Fini. Vitalizio, uffici, segretarie, autisti, auto, viaggi gratuiti e compagnia cantante valgono bene per quel demagodo ben piu' del rigore e della serieta' degli antichi valori socialisti.

Rosario Crocetta. Finora annunci talvolta "teatrali", ma in materia di tagli di privilegi "pesanti" ben poco

 I partiti devono fare i partiti, i burocrati devono lavorare secondo le indicazioni dettate dagli organismi eletti dai cittadini, e che la Giunta governa e il Parlamento controlla”. Questa e' la visione politica su cui intende attestarsi Rosario Crocetta nella legislatura  prossima dell'Ars.  Visione questa  che ovviamente risente della circostanza che vede le forze politiche vicine a Crocetta minoritarie all'interno dell'Assemblea Regionale che dovra' essere insediata entro venti giorni. Crocetta  prosegue: “Gli assessori, sia pure espressione di sensibilità politiche diverse, dovranno essere di alto profilo, sulla scia di quelli già da me nominati, competenti e sopratutto dovranno ricevere il mio gradimento, dal momento che dovranno operare in modo collegiale. Non sono disponibile a fare il presidente commissariato da nessuno. Se si voleva questo bastava candidare qualche altro”. E avv “Sono stanco delle solite lottizzazioni, I partiti abbiano la capacità di esprimere il meglio che hanno a disposizione senza quote e quoticine, laddove ci saranno dubbi confronterò le mie proposte con quelle dei partiti. Sinceramente sento in giro nomi di alcuni che non sono espressione di altissima qualità”. Crocetta auspica di chiudere la questione degli assessori entro la fine della settimana per passare ai direttori generali e ai documenti di bilancio. “Se i partiti non sono pronti, io lo sono  e mi sento veramente offeso da tutti i tentativi di delegittimazione”.  Sulla annunciata -qualche giorno fa'-  rotazione dei dirigenti per i ritardi nella spesa dei fondi europei,  Crocetta amminisce  che non farà alcun passo indietro. “Nella prossima giunta delibereremo la nuova squadra di direttori generali”.  Ieri il presidente della Regione ha anche incontrato i vertici della Guardia di Finanza (generali Domenico Minervini e Fabrizio Cuneo, comandanti rispettivamente interregionale dell’Italia Sud-Occidentale e regionale della Sicilia) con i quali ha concordato un rapporto di collaborazione più organico, in modo che le forze dell’ordine abbiano un accesso on line a tutti i dati della regione per realizzare un monitoraggio costante.

Municipi. Chi non sapra' posizionarsi rischia di crollare.

La legge di stabilita' 2013 ("la finanziaria") e' stata approvata da tutti i partiti liberisti del parlamento (pdl, pd, udc).. Restano  forti le critiche dei comunii, che denunciano i tagli decisi dal governo ai loro danni e chiedono una revisione del patto di stabilità.zzzc.  Se il governo confermerà i tagli ai trasferimenti e l'attuale impianto dell'Imu, l'imposta sugli immobili che in buona parte finisce nelle casse dello Stato, minacciano di dimettersi.q Lo spiega in una nota Graziano Delrio, presidente dell'associazione dei comuni italiani (Anci), al termine di un incontro con il ministro dei Rapporti con il Parlamento Piero Giarda. “Abbiamo chiarito che la Legge di stabilità è l'ultima occasione per rivedere quelle norme (Imu, Patto di stabilità e spending review) che stanno uccidendo il comparto dei comuni", dice Delrio nella nota. I sindaci chiedono al governo di fare marcia indietro sui 2,5 miliardi di nuovi tagli ai trasferimenti previsti a partire dal 2013. Un'ipotesi alternativa, che trova l'appoggio di numerosi parlamentari, consiste nell'allentare le maglie del Patto di stabilità interno. Sul fronte Imu, i sindaci chiedono di avere maggiore autonomia finanziaria. Il governo sta studiando una soluzione per attribuire ai comuni la quota di gettito Imu (circa 8,4 miliardi) oggi incassata dallo Stato centrale. Finora però il ministero dell'Economia non è riuscito a formalizzare una proposta soddisfacente. L'Anci contesta anche i criteri di ripartizione del gettito Imu tra le varie amministrazioni comunali pubblicate dal Tesoro e ha deciso di sostenere i sindaci che vogliono procedere con un ricorso davanti al tar. Proprio ieri tuttavia su questo fronte e' arrivato il giudizio del  Tar Lazio che ha respinto il ricorso di vari comuni (compreso Palermo) che hanno forato il patto di stabilita'. “Se dai lavori del Senato non avremo risposte alle nostre richieste già in quella fase, il giorno 29, i sindaci decideranno per le dimissioni”, conclude il presidente dell'Anci.

mercoledì 21 novembre 2012

Informazione. Il Blog continuera' con crescente impegno a scandagliare in ogni aspetto della vita sociale

Da una settimana abbondante il Blog non e' stato aggiornato. La circostanza ha suspitato allarme fra i lettori piu' affezionati. Una grande quantita' di telefonate ha raggiunto il coordinatore, Mimmo Clesi, per chiedere spiegazioni. A questo punto e' doveroso assicurare tutti i lettori che il Blog e chi lo cura non ha alcuna intenzione di sospendere o di interrompere le pubblicazioni. Anzi ! Il perche' di questa non desiderata ... pausa ? Presto detto: un imprevisto, un infortunio e' capitato al coordinatore del Blog, costringendolo a trascorrere tutti questi Ultimi giorni in Ospedale. Da oggi pertanto "IlContessioto" riprende con regolarita' l'impegno civico, culturale in tutte le direzioni, compreso quella della esplorazione religiosa. Il momento storico che stiamo attraversando e' di quelli che lasceranno le tracce nel prossimo ventennio/trentennio. Cio' che verra' seminato (o meno) in questi nostri giorni di disordine politico/culturale, in cui la classe dirigente ha dichiarato esplicitamente e platealmente (passando la mano ad un governo tecnico) di non sapere governare, di non conoscere i meccanismi di funzionamento del corpo socio-economico del paese, riteniamo doveroso di dover scrivere -giorno dopo giorno- piccoli flash che aiutino i lettori a comprendere il funzionamento complesso della societa' in cui viviamo. L'impegno del Blog si esprimera' inoltre e soprattutto nell'esigenza ineludibile di evitare che uomini della prima e della seconda Repubblica continuino ad operare ai danni della comunita', dopo avere ampiamente dimostrato di avere arrecato tanto danno al nostro paese.

martedì 13 novembre 2012

Legge elettorale. Cominciano ad arrivare i primi attacchi a Napolitano

"Se dovesse passare la nuova legge elettorale prevista dalla bozza Malan si tornerebbe indietro di 20 anni". Lo dice, al 'Corriere della sera', Mario Segni, accusando i partiti di "voler tornare al sistema precedente al referendum del '93 nascondendo pero' ai cittadini questa verita'". Segni ne ha anche per Napolitano: "Credo che stia dirigendo un'operazione politica che non mira a tagliare gli elementi impresentabili della legge elettorale, come le liste bloccate, ma a cambiare totalmente le regole. Viene dal vecchio Pci, ha una cultura partitocratica e proporzionalista".

lunedì 12 novembre 2012

Valle del Belice. Nel 2013 per la ricostruzione si potrà contare su uno stanziamento di €. 10 milioni

Con  un emendamento approvato in Commissione Bilancio la Legge di Stabilità 2013 riguarderà anche la Valle del Belice.
Su proposta dell’On. Giuseppe Marinello, vice Presidente della Commissione Bilancio, sono stati previsti €. 10 milioni  finalizzati alla infinita ricostruzione.

Agricoltura. E' tempo di raccogliere le olive

In Sicilia è tempo di raccogliere olive. La qualità è buona e la quantità (ossia la resa) per kg. 100 di olive oscilla fra i kg. 17/20 di olio. 
L’isola è terza regione produttrice in Italia, col 14% della produzione nazionale.
Complessivamente la produzione ascende a 1.500 tonnellate di olio.
Il primo posto è occupato dalla Toscana (4200 tonnellate), il secondo dalla Puglia (2700).
Trapani e Siena sono le province col maggior numero di oli a denominazione.
In Sicilia i consorzi di tutela sono sei:
Val di Mazara,
Valle del Belice,
Valli Trapanesi,
Valdemone,
Monte Etna
e Monti Iblei.
Tra questi, a spiccare, sono Monte Etna, Valli Trapanesi e Monti Iblei, che contribuiscono alle cospicue esportazioni del made Sicily.

Nuova legislatura regionale. Speriamo solo che non sia un "susiti tu, ca massettu iu".

Rosario Crocetta, neo presidente della Regione siciliana, fra i primissimi atti amministrativi ha disposto la revoca del commissario straordinario della Provincia di Catania, Michelangelo Lo Monaco, che era stato nominato la settimana scorsa da Raffaele Lombardo.
Al suo posto Crocetta ha insediato Antonina Liotta.

Contessa Entellina. Da quattro giorni metà paese senza alimentazione idrica. Lagnarsi in Municipio non serve

Ci aveva promesso enytro cento giorni dall'insediamento a sindaco risolverò il problema dell'approvigionamento idrico. Sono passati non cento ma due anni e mezzo e perlomeno abbiamo potuto fruire di una ulteriore sorgente (quella di Patellaro) che alimenta la rete idrica cittadina.
Tuttavia il problema non è stato (come promesso) risolto.
Da quattro giorni la zona a valle della piazza Umberto non viene coperta dal servizio idrico.
Avere segnalato il problema in Municipio non sortisce alcun effetto; procura addirittura negli interlocutori un pò di fastidio, come a voler trasmettere "mha, che volete ? noi abbiamo queste risorse umane e questi impianti. Non c'è nulla da fare!".
 
Si, gli attuali amministratori a quattro anni e mezzo dall'insediamento sono stanchi, annoiati, ripiegati.
Tuttavia per ulteriori sei mesi sono decisi a continuare a riscuotere la indennità-pensione.
Di domani non c'è certezza !!

Primarie centro-sinistra. Le regole

Regole per chi fosse interessato a partecipare alle elezioni primarie del centro-sinistra
1- Si vota il 25 novembre dalle ore 8 alle 20 nel seggio collegato al numero della propria sezione elettorale (trova il tuo seggio sul sito primarieitaliabenecomune.it). Si può votare un solo candidato. Se nessun candidato ottiene il 50% più uno delle preferenze, il 2 dicembre (sempre dalle 8 alle 20) si terrà il ballottaggio tra i due candidati più votati.
2- Possono votare alle primarie: tutte le elettrici e gli elettori in possesso dei requisiti previsti dalla legge; coloro che compiono 18 anni entro il 25 novembre; i cittadini europei residenti in Italia e i cittadini di altri Paesi in possesso di regolare permesso di soggiorno e carta d'identità.
3- Per partecipare al voto è necessario iscriversi all'Albo degli elettori della coalizione di centrosinistra «Italia. Bene Comune».
Le iscrizioni sono aperte dal 4 al 25 novembre (compreso)nell'ufficio elettorale indicato da ogni coordinamento provinciale.
(È possibile fare una pre-iscrizione online all'indirizzo
primarieitaliabenecomune.it). All'atto dell'iscrizione, dopo aver versato un contributo di 2 euro, si riceve il certificato di elettore del centrosinistra.
4- Il giorno delle primarie si devono presentare un documento d'identità, la tessera elettorale e il certificato di elettore del centrosinistra.

domenica 11 novembre 2012

Crocetta. E' certo di avere trovato 1,5 miliardi di euro tagliando sprechi e privilegi finora alimentati dalle classe dirigenti siciliane

Rosario Crocetta ha nella serata di oggi, a Piazza Politeama -Palermo-, ringraziato gli elettori che lo hanno portato ad occupare la residenza di Palazzo d'Orleans.
Ha assicurato che la "rivoluzione" che si propone di portare avanti è già iniziata e che ha individuato, con i suoi più stretti collaboratore, dove tagliare 1,5 miliardi di euro con cui imprimere slancio allo sviluppo.
 
Il Presidente neo-eletto ancora non ha ufficializzato la costituzione della Giunta, nè ha ancora appurato se all'Assemblea Regionale esistono i numeri per tagliare sprechi e privilegi.

Precari di Sicilia. I politici sono tutti al loro fianco, nessuno pero' indica le risorse utili alla copertura finanziaria

Nei comuni dell'isola si avverte tensione.
Andando indietro con la memoria ricordiamo che qualche decennio fa' il fulcro di qualsiasi amministrazione comunale stava nell'ufficio tecnico. Si programmavano e si eseguivano opere pubbliche e gli amministratori andavano fieri delle realizzazioni. Adesso, da qualche tempo, il cuore delle amministrazioni comunali si e' spostato negli uffici finanziari, negli uffici ragioneria. Bisogna infatti lottare per evitare il dissesto strutturale di bilancio, pertanto non conta nemmeno se l'acquedotto comunale fornisca o meno acqua, non conta se i rifiuti solidi urbani li si vede dove non dovrebbero. Tutta l'attenzione è concentrata sui conti, sulla quadratura dei conti.
In queste settimane incombe anche un problema dai pesanti  risvolti sociali:  il rapporto di lavoro dei contrattisti  si avvia alla scadenza nei prossimi mesi. Solo a  Palermo e provincia, negli enti locali si contano ben 3.234 precari.
Di questi, 2.055 sono assunti a tempo determinato in base alla legge 16/2006 con contratti da uno a cinque anni e il resto, 1.179, sono impiegati in base alla legge 21/2003 che prevedeva contratti quinquennali rinnovabili per un altro quinquennio. Tra questi lavoratori, rientrano anche i primi precari assunti nel 2002, per lo più come co. co. co. e in base ad una legge del 2000 per cui adesso scade l'ultimo quinquennio di dotazione finanziaria.
Tra vincoli del patto di stabilità che non bisogna sforare, tra risorse da Stato e Regione che vengono sempre piu'  a contrarsi e tra complicazioni normative che divengono sempre piu' complesse, per i precari  «la situazione appare complicata e con pochi spiragli». Ad ammetterlo sono gli stessi sindacati del pubblico impiego.
«Anche la circolare dell'assessorato regionale al Lavoro di ottobre - dice il responsabile fp cisl  - non è servita a facilitare il processo di stabilizzazione».
La norma regionale in vigore (la legge numero 24 del 2010) con cui, tra l'altro, era stata prevista la stabilizzazione dei precari entro il prossimo 31 dicembre, stabilisce la proroga dei contratti solo per quelli in scadenza nel 2011 e 2012, lasciando scoperti gli altri.
Il rischio?  Un vuoto legislativo per i contratti che scadono a partire dal 2013. Ma anche per quelli la norma (la legge regionale numero 21 del 2003) prevede un solo rinnovo quinquennale, ed hanno già usufruito dei finanziamenti previsti senza approdare alla stabilizzazione. A rendere ancora più incerto l'orizzonte è, poi, lo stato disastrato delle casse comunali, della gran parte dei comuni,  e il rischio commissariamento incombe su tanti  Comuni. 
L'Anci Sicilia ha scritto al  prefetto di Palermo, Umberto Postiglione, per chiedergli  «di rappresentare al Governo nazionale l'urgenza e l'indifferibilità di provvedimenti straordinari». «Il concomitante taglio dei trasferimenti statali e regionali e la conseguente esigenza, per molte Amministrazioni - si legge nella missiva - di far gravare sulle comunità i consistenti aumenti delle aliquote dell'Imu e dell'Irpef espongono i sindaci al rischio di essere avvertiti come gabellieri che non tengono conto delle reali condizioni economiche dei cittadini». 
Per l'Anci oltre ai posti di lavoro dei precari e alla sospensione dei servizi pubblici è «a rischio sempre più la coesione sociale».
Dinnanzi alla prospettiva «di dovere procedere al loro licenziamento» l'Anci rivolge una richiesta «urgentissima» di incontro al neo presidente della Regione, Rosario Crocetta.  
Sono 15.417 i precari negli enti locali dell’isola, un migliaio dei quali con contratti in scadenza quest’anno, gli altri a partire dal prossimo e fino al 2016. E con la mannaia dei tagli sul collo.
«Ci sono Comuni che non hanno ancora ricevuto gli acconti per pagare gli stipendi ai contrattisti mentre rispetto al fondo unico del precariato la Regione ha assicurato per il 2012  soltanto la copertura dell’80 per cento, 290 milioni a fronte dei 310 necessari.  Alcuni Comuni si sono visti costretti a ridurre gli orari dei lavoratori per rientrare all’interno della spesa, altri hanno sospeso le attività e in molti casi non pagheranno gli stipendi a novembre e dicembre ».
Insomma, sul fronte dei precari, scrive il presidente dell’Anci «si avvicina la prospettiva di dovere procedere al licenziamento con gravissimo pregiudizio sul versante sociale e su quello della efficienza della macchina burocratica ».

Nel 2001 con la modifica del titolo V della Costituzione ... si è aperta la porta ai mille case Fiorito nelle regioni

Era tempo di aspri confronti.
Il 2001 il centro-sinistra con poche unità parlamenbtari di maggioranza doveva imporre il suo modello di "stato federale". o per meglio dire di "federalismo fiscale". Lo fece e ci spiegò che con quella modifica del tiitolo V della Costituzione sarebbe sparita la Lega Nord in quanto non avrebbe avuto motivo di esistere.
Noi italiani fummo felici e con consistenti percentuali assicurammo il successivo al successivo referendum confermativo.
Nessuno si chiese cosa eravamo andati a confermare nelle urne.
Oggi a distanza di dodici anni raccogliamo frutti amari da quella modifica che ci veniva garantita dai D'Alema, dagli Amato, dai Prodi, dai Bertinotti ...
Gli scandali Fiorito, gli scandali recenti relativi a ruberie in quasi tutte le regioni, i 64 milioni transitati in quattro anni nei conti dei gruppi parlamentari dell'Assemblea Regionale Siciliana senza obbligo di rendicontazione sono figli della modifica costituzionale -approvata con referendum popolare- nel 2001.
ll cuore del problema del titolo V introdotto nel 2001 consiste nell'avere conferito pari dignità a comuni, province, regioni e stato. Nessuno di questi enti prevale sull'altro (equiparati). Ne discende che sono venuti meno i controlli dello Stato sulle regioni, e -a cascata- i controlli delle regioni sulle province e sui comuni.
La Corte dei Conti, dopo quel referendum,  non ha potuto più mettere naso nei conti degli enti territoriali, se non in forme innocue (controlli collaborativi).
Nessuno, oggi come oggi, può contestare alla Regione Sicilia di foragiare a suon di milioni di euro i gruppi parlamentari pd, pdl, mpa, udc .... senza che ad essi venga imposta la presentazione di rendiconti.
La Regione Sicilia, è questo il succo, fa le leggi come meglio le garba; se decide con legge che non servono i rendiconti nessuno può avere nulla da eccepire.
Comuni, province, regioni e stato sono equiparati e tutti assieme sono soci -alla pari- della Repubblica Italiana.
Grandi politici quelli che hanno pensato questa "grande idea" ! Il guaio è che sono ancora in circolazione e continuano a dettare leggi.
 
Il Consiglio dei Ministri, presieduto da Mario Monti, in questo scorcio di legislatura, ha preparato un disegno di legge costituzionale con cui tenta di richiamare le forze politiche (e gli italiani che hanno votato così come invitavano a fare i vari Veltroni, Fassina, Prodi, Amato, Bindi, Castagnetti e centinaia di altri baldi giovani ancora sulla ribalta) al buon senso.
Buon senso finalizzato a prevedere in Costituzione una «clausola di preminenza» per il livello statale effettivo e non di primo fra pari. In effetti su molte tematiche negli anni più recenti la Corte Costituzionale si è sforzata di colmare i disastri dei politicanti elaborando più principi costituzionali che garantirebbero la preminenza dello Stato, specialmente in materie di finanza pubblica.
 Tutto sta ora a mettere le intenzioni proposte da Mario Monti in pratica.
"Il nostro governo si e' dedicato al compito di prendere misure per accrescere la competitivita' dell'Italia e rimuovere alcuni impedimenti strutturali, ma abbiamo riscontrato che un ostacolo tra i molti risiede in alcuni particolarita' istituzionali, in particolare alcuni aspetti del Titolo V della Costituzione". Lo afferma Mario Monti, durante la conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Consiglio dei Ministri.
Non sono solamente i controlli sugli atti delle regioni e degli altri enti territoriali che sono venuti meno.
Il disegno di legge oltre ad affidare in esclusiva allo Stato centrale il coordinamento della finanza pubblica vorrebbe riportare sotto il controllo dello Stato anche le competenze in materia di Porti, aeroporti ed energia. Resterebbero materie concorrenti Stato/Regioni Scuola e sanita' (i buchi nella sanità sono infatti tutta opera degli inconcludenti regionali).
Si vorrebbero far tornare solamente nella competenza dello Stato i rapporti internazionali e comunitari. In questi ultimi anni le regioni, le province si sono dilettate in missioni all'estero con comitive di politici, familiari, amanti, amici, clienti. Tanto era tutto a carico di "cappiddazzu" e le gite servivano per adempiere ai rapporti internazionali "costituzionalmente sanciti".
Lo  Stato rivorrebbe tutto per sè anche "l'armonizzazione dei bilanci pubblici" e il "coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario" senza che nessuna regione possa opporsi al controllo dei propri bilanci da parte  della Corte dei Conti, che non è organo dipendente del governo ma, bisogna ricordarselo, della giurisdizione.
Il provvedimento proposto da Monti introduce inoltre una formula di 'preminenza/salvaguardia' che affida allo Stato, a prescindere dalla ripartizione delle competenze legislative con le Regioni, il compito di garante dei diritti costituzionali e dell'unità della Repubblica.
Anche le Regioni a Statuto speciale dovranno attenersi  al principio dell'equilibrio di bilancio e al patto di stabilità, come più volte sentenziato dalla Corte Costituzionale.
Lo prevede la bozza del disegno di riforma costituzionale. Secondo il provvedimento, infatti, pur nel rispetto dell'autonomia prevista costituzionalmente, "in materia finanziaria l'autonomia si svolge nel rispetto dell'equilibrio dei bilanci e concorrendo con lo Stato e gli altri enti territoriali ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e dei vincol derivanti dall'ordinamento Ue".
 
Pdl e Pd a parole hanno aperto alla riforma, seppur con alcuni distinguo.
La Lega Nord, invece, dichiara guerra al governo ed evoca scenari di guerra: come "nel Paese Basco", dice Mario Borghezio alludendo ai separatisti dell'Eta.
Domenica scorsa a Venezia, anticipando il governo, Roberto Maroni ha equiparato la politica dell'attuale governo al fascismo. "Ridurre i poteri delle Regioni è una posizione centralista - ha detto - Solo il fascismo aveva questa opinione delle Regioni e dei Comuni".
Scettico è l'ex ministro Roberto Calderoli: "Calcolati i tempi è una presa in giro". Ed ha ragione ! per modificare la Costituzione servono due letture -distanziate una dall'altra di almeno tre mesi- alla Camera e al Senato. Il Parlamento sarà rinnovato in Aprile e  ..,.,.. si tenga conto che i parlamentari non hanno voglia di fare "cose serie" a fine legislatura.

Crocetta. Mostra di credere che in Sicilia il buon governo sia attuabile

Un miliardo e mezzo di risparmi ritiene di poterli ottenere dai tagli alle consulenze ed ai privilegi della casta; e saranno tutti soldi  da icrivere nella prossima legge finanziaria "perche' altrimenti non riusciamo a fare il bilancio".  Cosi' il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta, ieri nel suo esordio a Palazzo d'Orleans, annuncia la sua spending review destianata incidere soprattutto sui costi della burocrazia regionale, e in particolare consulenze e incarichi dirigenziali a esterni, ma anche su benefit come le auto blu e le voci che incidono sull'indennita' dei deputati regionali, stupendio a parte. Crocetta ha spiegato che occorrera' su questo l'intesa dell'Assemblea, ma ha sottolineato di confidare che ci sara'.
Un miliardo e mezzo di euro di risparmio per la Regione siciliana, frutto per di più' dei tagli alla spesa pubblica, ai fondi istituzionali, ad enti e fondazioni, al settore della formazione e alla liquidazione delle societa' a partecipazione pubblica regionale. E' quanto promette Rosario Crocetta, nuovo presidente della Regione Siciliana.
Illustrando le linee guida del suo programma nel corso di una conferenza stampa. "Un miliardo di euro di risparmio che andra' a concentrarsi gia' nella prossima finanziaria -ha detto- altrimenti non potremo fare il bilancio.
La politica di rigore investira' tutta la macchina regionale-ha aggiunto- vogliamo essere una regione a sette stelle. Non possiamo tollerare che un dirigente generale dell'Ars guadagni 400 mila euro. Non accade neache all'Onu. Non voglio creare un conflitto istituzionale -ha assicurato- ma la spending review andra' applicata anche li'".
LAVORERO' GRATIS PER UN MESE "Fino ad oggi e per un mese ancora, fino a quando non saro' costretto dal regolamento a dimettermi da parlamentare europeo, non prendero' lo stipendio dalla Regione. Lavorero' gratis per un mese e prendero' per questo mese lo stipendio di parlamentare europeo". "Il primo stipendio lo paghera' l'Europa che non vuole sbloccare i fondi per la Sicilia", ha chiosato.
 BILANCIO RIGOROSO E CHIUSO IN 20 GIORNI.   Il bilancio di previsione della Regione siciliana per il 2013 "sara' chiuso in 20 giorni". Lo assicura il presidente Rosario Crocetta, che parlando per la prima volta a Palazzo d'Orleans, spiega: "In questo modo sara' pronto appena l'Assemblea si insediera', e potra' subito esaminarlo". Sara' un bilancio "improntato alla spending review", ha specificato Crocetta, che la prosssima settimana sara' per tre giorni a Bruxelles impegnato in un confronto con l'Unione europea e quindi a Roma "per concertare col governo nazionale la spending review".