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lunedì 22 agosto 2016

Perchè siamo cristiani

N. 1
Dio, il divino, non lo si dimostra, anche se in tanti ci hanno provato e continuano a provarci.

L'esperienza empirica della vita però apre ampi orizzonti.
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Il Cristianesimo, per chi non accoglie le tante provocazioni dell'apostolo Paolo sulla morte e resurrezione di Gesù, non è altro che "scandalo per i giudei, stoltezza per i pagani".  E se questa affermazione valeva duemila anni fà a maggior ragione vale oggi nel mondo occidentale dal momento che tutto è plasmato dalle acquisizioni della ragione e della scienza.

Un uomo ha sostenuto di essere "Figlio di Dio", è stato crocifisso ed è risorto tre giorni dopo: qui sta la Fede.

L'apostolo Paolo insiste con le provocazioni e scrive "Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti" ed ancora "Quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti. (...) quello che è nulla, Dio lo ha scelte per ridurre al nulla le cose che sono".   

Fantasmagoria quella dell'apostolo ? oppure Mito ?
Prima di quel Gesù il mondo antico  si configurava il Dio alto, potente e giustiziere che gratificava gli uomini in base ai meriti e li castigava secondo le colpe.
Per gli ebrei era un Padre, un Re sempre trionfatore, un Padrone, un Giudice rigoroso e contestualmente misericordioso.  

Questo non è il Dio dei cristiani.

Le citazioni sono  riprese 
dalla 1° lettera ai Corinti