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lunedì 22 agosto 2016

Hanno detto ... ...

MATTEO RENZI, premier
L’Europa smetta di essere solo l’Ue della finanza, delle banche, delle regole tecnocratiche e torni a essere l’Europa ideale di Spinelli. 
La partita è tutta da giocare  ma va giocata.
«Ho sbagliato a dare dei messaggi questo non è il mio referendum. Anche perché questa riforma ha un nome e cognome, Giorgio Napolitano. 
Ma soprattutto perché questa riforma è la riforma degli italiani. Io ho sbagliato a personalizzare troppo. 
Ma ora bisogna semplicemente dire la verità sul merito della riforma. La strategia sul referendum è semplice: dire la verità».
«Invito il presidente dell’Anpi ad una delle Festa dell’Unità in Emilia-Romagna la prossima settimana per discutere con me di referendum. Io dirò come la penso e lui dirà come la pensa. E poi ci daremo un abbraccio»
«Il Pd vota ‘sì’, poi chi vuole votare ‘no’ lo faccia non è che lo si può rincorrere con i forconi. 
D’Alema? Fatevi una domanda e datevi una risposta. Se D’Alema avesse messo un decimo del tempo che ha messo per attaccare me per attaccare Berlusconi. D’Alema è in compagnia di Grillo, Berlusconi e Salvini, si sono ritrovati. Lui pesca sempre la carta di attaccare quello più vicino, prima è toccato a Prodi. E la riforma di D’Alema era molto più dura, il governo aveva molti più poteri. Se D’Alema vuole fare la battaglia per difendere i posti e magari tornare in Parlamento, auguri. 
Ma non si utilizzi il referendum per cercare la rivincita al congresso che si farà quando previsto»