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martedì 8 dicembre 2009

Nicolò Genovese: Scrittore di storia, Sacerdote, Poeta, Novelliere, Sociologo (3)


NICOLO' GENOVESE - Poeta e Novelliere
Studioso e poeta, scrisse numerose monografie. Nitide sono le pagine di "Poesie latine ed italiane" pubblicate a Siena nel 1886; la loro lettura è capace di suscitare fedi e speranze. Non è affatto uno scettico ma un uomo di grandi e precise (si può dire matematiche) certezze.
In quanto uomo di lettere egli fu tenuto in grande considerazione dai pensatori del suo tempo: Cesare Cantù, Giacomo Zanella, Napoleone Colajanni, P. Vincenzo Lombardo, Antonio Fogazzaro, Mauro Ricci, Antonio Salinas.
Giuseppe Maltese scrive di lui "è noto come uno dei più colti della Sicilia. Ed a ragione egli gode questa notorietà che pur nella sua modestia non cerca".
Nel 1898 pubblicò "Violette del pensiero" (Milano). Si tratta di liriche ispirate alla natura ed avvolte nel sentimentalismo, che talora infonde anche il senso della tristezza. Nella poesia c'è gran parte della sua personalità, egli non inventa bensì attinge dalla sua grande sensibilità.
In quanto scrittore la sua opera principale è "Foglie d'elce" (Racalmuto 1914). Si tratta di un'opera intessuta di umorismo con originali invenzioni che si posano su aspetti di verismo. In buona sostanza si tratta di racconti leggiadri, con personaggi comici, arguti ma anche malinconici. Erano racconti-bozzetti e novelle siciliane destinati ad adulti e fanciulli che venivano letti nelle famiglie colte del tempo per trascorrere le lunghe e fredde serate invernali.
Sul Labario di Milano si può leggere, nel contesto di un suo profilo scritto dalla scrittrice Elvira Apperti: "Il Genovese ha tempra gagliarda, ha volontà dura lucente, come la cote in cui si affila l'acciaio, è virile in ogni suo sogno, tenace in ogni suo proposito: dobbiamo quindi aver fede in lui.
Giovanissimo entrò nel giornalismo e vi ha combattuto le più dure battaglie per l'arte e per la vita. Genialmente e con coraggio siculo si è rivelato sociologo di primo ordine in molti opuscoli e specie in quello che riflette la Questione agraria in Sicilia.
Egli è un uomo semplice, modesto, che ha sempre sdegnato  ogni posa reclamistica. Egli è uomo che deve tutto a se stesso: di carattere integro e forte, è appassionato dello studio che è quasi la sola ragione di vita".
(Continua)