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giovedì 11 luglio 2013

Giuseppina Cuccia sulla raccolta differenziata, sul prima e sul dopo di Contessa Entellina, sui valori e la storia socialista, sulla campagna elettorale e sugli auspici

Accogliamo con vero piacere la richiesta di Giuseppina Cuccia di pubblicare l'intervento in piazza del 20 giugno 2013
 
Alcuni mesi fa ero stata sollecitata a scrivere qualcosa sulla “Raccolta differenziata” che sarebbe poi stata pubblicata sul blog. Chi mi aveva sollecitata non si è fatto più vedere; anzi eravamo rimasti che mi avrebbe fornito delle fotografie che meglio evidenziassero lo stato attuale del paese. Purtroppo le fotografie che aspettavo non le ho avute e tutto è rimasto nel silenzio. Senza offesa per nessuno, non è mio costume offendere, mi rivolgo agli attuali amministratori  raccomandando loro di prendere in seria considerazione il problema della pulizia del paese. Un appello accorato rivolgo ai tanti giovani che la sera girano per le strade di Contessa Entellina: Ragazzi non lasciate dove vi capita  lattine vuote e bottiglie! Siate rispettosi del luogo in cui vivete. Tutti dobbiamo pretendere che la raccolta avvenga casa per casa e non fuori dalla porta e appesa nei balconi. Auguro a me stessa che questo appello venga recepito in senso positivo. Ognuno di noi faccia la propria parte. Gli Amministratori in primis, le Guardie Municipali, gli Operatori Ecologici e la Popolazione tutta. Il titolo che avevo dato a quello scritto era: C’è un “prima” e c’è un “dopo”. Il “dopo” certamente come prosecuzione del “prima”.
DSC04389.JPG Mi domando: in che rapporto stanno questi due avverbi ? si devono intendere solo in senso letterario solo come “consecutio temporum”, cioè il tempo che scorre, oppure guardare in questa continuità di tempo reale gli avvenimenti che si susseguono e che si sovrappongono gli uni sugli altri, determinando cambiamenti positivi di sviluppo, di progresso, e perché no, anche di regresso ?
Mi si chiederà perché pongo, come pensiero   determinante il problema del
“Prima” e del “Dopo”
Mi si chiederà anche di esplicitare con qualche inequivocabile riferimento , vi sono realtà che nello scorrere del tempo progrediscono, si evolvono, mentre vi sono realtà che regrediscono.
Esaminiamo concretamente in quale delle due realtà possiamo collocare il nostro paese. Come era Contessa Entellina “prima” e come è diventata “dopo” ?
“Prima” e mi riferisco ai tempi in cui ebbi la opportunità di trovarmi ad insegnare in questa realtà, conobbi un paese molto ordinato, pulito, abitato da persone che sprigionavano dal proprio io la ricchezza e la peculiarità della propria appartenenza: emergeva nitidamente l’orgoglio di un popolo  che affondava le proprie radici nei secoli passati.
“Dopo”, e mi riferisco al dopo terremoto (1968), le conseguenze di quell’evento si manifestarono chiaramente. Ai danni materiali seguirono i danni morali. Inizia una ricostruzione selvaggia che non tiene conto della struttura urbanistica di questo piccolo centro. La popolazione non si riconosce più nella “gjitonia” (vicinato). Si alzano muri tra una casa e l’altra,non vi è più il rispetto della storia del proprio paese e della propria appartenenza ad una comunità etnica, anche se di minoranza, con radici profonde. Quando si perderà quel minimo che ancora resiste ed entreremo nel vortice della massificazione cosa potremo dire di noi ?
Eravamo …Eravamo
Non più
Siamo … Siamo
Sergio, ascolta bene:
“Prima” le strade non erano invase da sacchi di immondizia. “Dopo”, cioè oggi chi si trova a fare un giro per il paese, che cosa vede ? Sacchetti di plastica, strappati dai cani e l’immondizia sparsa per le strade. La pretesa, legittima, di accogliere turisti, si scontra con questa brutta realtà.
Diamoci tutti una regolata !
Sergio, prendi in senso positivo questo mio appello, e ancora a te, alla tua giunta, ai tuoi consiglieri e anche e soprattutto ai consiglieri dell’opposizione raccomando la discrezionalità e il buon governo.
Questo avevo scritto alcuni mesi fa e oggi ? Riprendiamo e analizziamo.
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Nel corso di questa campagna elettorale appena conclusasi con la vittoria di Sergio Parrino, a cui porgo i migliori auguri di buon lavoro per il bene di Contessa Entellina, ho potuto notare alcuni segnali che si scontravano con i valori fondamentali della vita, valori che peraltro sono patrimonio della società, di tutta la società.
Alcune voci dicevano di affidare la gestione del Comune non ai liberi partiti democratici bensì a famiglie con nomi e cognomi prestigiosi non paragonabili ad altre famiglie. Alte voci dicevano che se i giovani avvicinano e frequentano persone della mia generazione che hanno portato avanti  con impegno i grandi valori, come la giustizia sociale, l’eguaglianza, la diffusione della cultura, ebbene questi giovani devono trascorrere un periodo più o meno lungo prima di incontrare i giovani della loro età.
Faccio una illazione:
Si riferivano ad Anna Fucarino ? La conosco: persona seria, capace, riflessiva, attenta, non aggressiva, ma competente.
Mi è stato detto che queste aberrazioni siano girate nel corso della campagna elettorale.
Intanto, in questa competizione, voi giovani avete dimostrato di essere capaci al cambiamento, senza alcuna sottomissione. Chi vi parla è stata ed è una appassionata della politica, politica vista e vissuta al servizio del prossimo, senza alcuna distinzione di ceto o di censo. Siate anche voi attenti ai bisogni dei cittadini. A volte basta il comportamento corretto  per farvi apprezzare e rispettare.
Questo appello lo rivolgo non soltanto ai giovani eletti nella lista “Contessa nel cuore” ma anche ai giovani che siederanno nei banchi dell’opposizione: Siate uniti per il bene del vostro paese !
Mi preme far conoscere, per chi non lo sapesse, che sono stata insegnante di Sergio Parrino ed è per me doveroso essere contenta, assieme a lui, per questo momento di soddisfazione. Nel corso della sua vita gli auguro di conseguire grandi successi , di non ritenerli mai suoi successi personali, ma successi della comunità che lo ha voluto suo sindaco.
Mi preme anche far sapere che sono una socialista da sempre e figlia di un ferroviere socialista da sempre. Anche da giovanissima desideravo fermamente che alla base della società civile vi fosse la giustizia sociale, l’eguaglianza di tutti di fronte alle istituzioni, la diffusione della cultura.
Contessa Entellina come anche Piana degli Albanesi, possono essere orgogliosi di avere avuto nel passato e nel recente grandi figure protagoniste dell’idea socialista. Per Piana degli Albanesi è da ricordare Nicolò Barbato di cui conosco bene la storia, per Contessa Entellina ho chiesto delucidazioni a Mimmo Clesi sul loro ruolo.
Sono da ricordare:
1)      Un sacerdote, un uomo del Vangelo, padre Nicolò Genovese che, che oltre ad essere stato guida morale del Movimento dei Fasci dei lavoratori fu anche un fervido e fiero antifascista.
2)      Don Ciccio Lo Iacono, il primo sindaco socialista  dal 1919 al 1924, quando fu costretto a dimettersi perché anche lui fervido antifascista.
3)      Francesco Di Martino, sindaco di cui in tanti abbiamo viva la memoria che si è battuto sempre per il bene del suo paese.
Sono stasera qui, su questo palco, sì, certamente per fare gli auguri ad un mio ex alunno, Sergio Parrino, divenuto per la seconda volta sindaco, ma anche per ribadire e chiarire quanto già detto  e pubblicato nel blog. Noi non ci siamo schierati né con l’una né con l’altra lista. Vi leggo quanto da noi deciso “Il gruppo socialista di Contessa Entellina riunitosi nuovamente in data 12.04.2013; Considerando che non esistono le condizioni per una alleanza civica con le altre forze politiche locali; Riconferma la decisione, già adottata precedentemente, di non partecipare alla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale. F.to la Sezione Psi”.
Questo a prescindere se votare o non votare.
Sergio, so, mi è stato detto che aderisci, insomma fai parte di un Movimento politico: il Megafono di Rosario Crocetta. Ebbene, questo è un movimento di ispirazione politica socialista e, al di là del nome, infatti, mi risulta che dentro di esso vi siano deputati con doppia tessera (socialista e del Megafono). A titolo personale auspico e mi piacerebbe che i socialisti locali, gli amici di Sergio Parrino, gli oppositori possano sapere dialogare fra loro, progettare e realizzare obiettivi comuni all’insegna della giustizia sociale, dell’eguaglianza degli esseri umani, della diffusione più ampia possibile della cultura.
In questi giorni il Presidente della Repubblica –Giorgio Napolitano- rivolgendosi a chi ha il compito di governare l’Italia ha detto: No a calcoli meschini. Riflettete !!
Ringrazio ancora Sergio Parrino per avermi dato l’opportunità di esporre quanto detto fin qui e, se mi è consentito, voglio chiedervi: vi siete annoiati ad ascoltarmi ?
A conclusione: il cuore sì, ma non soltanto. E’ la testa che deve funzionare bene. Collaborazione tra giovani e anziani. I giovani col loro entusiasmo, gli anziani con la loro esperienza.
E, non dimentichiamoci che prima di sé dobbiamo guardare gli altri e gli altri siete voi, il nostro prossimo. Questo è quello che raccomandava mio padre, vero socialista, a noi figli.
Giuseppina Cuccia

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