Povertà relativa/poverta’ assoluta
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La povertà assoluta è quella degli individui e delle famiglie che non dispongono di un reddito sufficiente a garantire il soddisfacimento dei bisogni primari (cure mediche, alimentazione, abitazione e vestiario).
La povertà relativa è determinata rispetto agli standard di vita medi del paese; in altre parole, si ha povertà relativa, quando il reddito dell’individuo e della famiglia e’ sensibilmente al di sotto del PIL pro capite, (per esempio: è definita povera la famiglia che dispone di un reddito annuale inferiore alla metà di quello medio nazionale). E’ evidente che, a parità di reddito, il rischio di povertà cresce quanto più la famiglia è numerosa.
L’Istat: il reddito delle
famiglie è diminuito in termini reali
Nel 2024 il 23,1% della popolazione è a rischio di povertà o esclusione sociale (nel 2023 era il 22,8%), si trova cioè in almeno una delle tre seguenti condizioni: a rischio di povertà, in grave deprivazione materiale e sociale oppure a bassa intensità di lavoro.
La quota di individui a rischio di povertà si attesta sullo stesso valore del 2023 (18,9%) e anche quella di chi è in condizione di grave deprivazione materiale e sociale rimane quasi invariata (4,6% rispetto al 4,7%); si osserva un lieve aumento della percentuale di individui che vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro (9,2% e 8,9% nell’anno precedente).
Nel 2023, il reddito annuale medio delle famiglie (37.511 euro) aumenta in termini nominali (+4,2%) e si riduce in termini reali (-1,6%).
Nel 2023, l’ammontare di reddito percepito dalle famiglie più abbienti è 5,5 volte quello percepito dalle famiglie più povere (in aumento dal 5,3 del 2022).