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giovedì 30 aprile 2015

Uomini, fatti, eventi. Come li ricordiamo oggi

30 Aprile

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30 Aprile
Di fronte alla Casa Rosada, il palazzo presidenziale argentino, il 30 aprile 1977 si radunarono per la prima volta le Madri de Plaza de Mayo
Il loro nome è originato dal nome della celebre piazza di Buenos Aires, dove queste donne coraggiose si riunirono per la prima volta e da allora, ogni giovedì pomeriggio, esse si sono ritrovate nella piazza e l’hanno percorsa in senso circolare, attorno alla piramide che si trova al centro, per circa mezz’ora.
I loro figli sono stati tutti arrestati e tenuti illegalmente prigionieri (desaparecidos) dagli agenti della polizia argentina in centri clandestini di detenzione, durante la dittatura della giunta militare, e la maggioranza di loro è stata prima torturata ed in seguito assassinata e fatta sparire nella più assoluta segretezza.
Un fazzoletto bianco annodato sulla testa è il simbolo di protesta delle Madri de Plaza de Mayo.
Fra il 1976 e il 1983 in Argentina, sotto il regime militare, sono scomparsi fino a 30.000 dissidenti o sospettati tali.
Si ritiene che la tecnica di sequestrare e far sparire le vittime della repressione sia stata in qualche modo ideata per perseguire due obiettivi.
Innanzi tutto per evitare quanto verificatosi pochi anni prima in Cile, all’indomani del golpe militare del generale Pinochet, allorquando le immagini televisive degli arresti di massa e degli oppositori ammassati negli stadi avevano fatto il giro del mondo suscitando ondate di indignazione dell’opinione pubblica mondiale. La assoluta segretezza degli arresti viceversa garantì per lungo tempo al regime militare argentino una sorta di “invisibilità” agli occhi del mondo: dovettero passare infatti almeno 4 o 5 anni dall’inizio della dittatura prima che all’estero si iniziasse ad avere una percezione esatta di quanto stesse accadendo in Argentina.
In secondo luogo la finalità era quella di terrorizzare la popolazione soffocando così ogni possibile dissenso al regime. Le modalità degli arresti (squadre non ufficiali di militari piombavano nelle case in piena notte sequestrando a volte intere famiglie) e l’assoluto mistero sulla sorte degli arrestati, fecero sì che le stesse famiglie delle vittime tacessero per paura, cosicché persino nella stessa Argentina per lungo tempo il fenomeno rimase taciuto, oltre che totalmente ignorato nel resto del mondo.

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