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domenica 8 marzo 2015

Cristianesimo nella Storia, nella Cultura ed oltre. ---5---

Gesù negli scritti dei pagani e degli ebrei
Gesu' per i Cristiani e' il Figlio di Dio, Dio egli stesso. Per i non cristiani e' un grande uomo, uno che ha dato una svolta alla Storia. 
Vediamo come gli storici non cristiani lo hanno tratteggiato, quelli del suo tempo.

Prove storiche più importanti su Gesù
Le prime testimonianze non cristiane vengono inseriti nelle opere degli storici di allora non come evento in sè, poichè il cristianesimo non era ancora sviluppato, ma come
-completamento per la narrazione di altri avvenimenti storici (Tacito, Svetonio),
-o come parte di libri storici che trattano specificamente della Giudea (Giuseppe Flavio),
-o ancora come contenuti all’interno di corrispondenza tra il potere romano centrale e le sue ramificazioni provinciali (Plinio, Adriano)
-oppure come spunti polemici o satirici di pagani, Ebrei e filosofi contro i Cristiani (Petronio, Trifone, Apuleio, Marco Aurelio, Luciano, Galeno, Epitteto e Celso).

Provenienza pagana
Il romano Tacito, del I sec., il quale è considerato uno degli storici più accurato del mondo antico, menzionò i superstiziosi "cristiani" dicendo: “Il fondatore di questa sètta, il Cristo, aveva avuto il supplizio sotto il regno di Tiberio, per ordine del procuratore Ponzio Pilato” (Annali, XV, 44 ). Svetonio, il segretario personale dell’imperatore Adriano, scrisse che vi fu un uomo di nome “Chrestus” (ovvero Cristo) che visse durante il I sec.

Provenienza Ebraica
Giuseppe Flavio è il più famoso storico ebreo. Nelle sue Antichità giudaiche egli fa riferimento a Giacomo, “fratello di Gesù il cosiddetto Cristo”. C’è un passo controverso (XVII, 63-64) che dice: "Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie […]. Questi era il Cristo. […] Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d'altre meraviglie riguardo a lui". Un’altra versione recita: "A quell'epoca viveva un saggio di nome Gesù. La sua condotta era buona, ed era stimato per la sua virtù. Numerosi furono quelli che, tra i Giudei e le altre nazioni, divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò ad essere crocifisso ed a morire. Ma coloro che erano suoi discepoli non smisero di seguire il suo insegnamento. Essi raccontarono che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse era il Messia di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie".

Il Talmud di Babilonia (Sanhedrin 43a) conferma la crocifissione di Gesù alla vigilia della Pasqua nonché le accuse mosse a Cristo di praticare la stregoneria e di incoraggiare i Giudei all’apostasia.

Mara bar Serapion conferma che si pensava che Gesù fosse un uomo saggio e virtuoso, che fosse considerato da molti il re d’Israele, che fu messo a morte dai Giudei e che continuava a vivere negli insegnamenti dei Suoi seguaci.

Poi abbiamo tutti gli scritti gnostici (il Vangelo della Verità, l’Apocrifo di Giovanni, il Vangelo di Tommaso, il Trattato sulla Resurrezione, ecc.) che menzionano Gesù.

Ancora di provenienza Pagana
Giulio Africano cita lo storico Tallo in una discussione sull’oscurità che seguì alla crocifissione di Cristo (Fragmenta Historicorum Graecorum, frammento 8).

Nelle sue Lettere (10, 96-97), Plinio il Giovane registrò le antiche pratiche cultuali cristiane incluso il fatto che i cristiani adoravano Gesù come a un dio e che erano molto etici, includendo un riferimento all’àgape e alla Cena del Signore.

Luciano di Samosata fu uno scrittore greco del II sec. che ammise che Gesù era adorato dai cristiani, che introdusse nuovi insegnamenti e che fu crocifisso per loro. Egli disse che gli insegnamenti di Gesù includevano la fratellanza dei credenti, l’importanza della conversione e di rinnegare gli altri dèi. Inoltre, disse che i cristiani vivevano secondo le leggi di Gesù, si credevano immortali ed erano caratterizzati dallo sprezzo della morte, dall’abnegazione volontaria e dalla rinuncia ai beni materiali.

In effetti, possiamo quasi ricostruire il Vangelo solo basandoci sulle prime fonti non cristiane: Gesù era chiamato Cristo (Giuseppe Flavio), fece “magia”, introdusse Israele a nuovi insegnamenti e fu appeso a Pasqua per loro (Talmud di Babilonia) in Giudea (Tacito), ma affermava di essere Dio e che sarebbe tornato (rabbi Eliezer), cose in cui i Suoi seguaci credevano, adorandoLo come Dio (Plinio il Giovane).


In conclusione, ci sono prove schiaccianti dell’esistenza, sul passaggio in questa Terra di Gesù Cristo, tanto nella storia secolare quanto in quella biblica. 
Forse la prova maggiore che Gesù è esistito è il fatto che letteralmente migliaia di cristiani del I sec. d.C., inclusi i 12 apostoli, furono disposti a dare la propria vita come martiri di Gesù Cristo. La gente è disposta a morire per ciò che crede essere vero, ma nessuno è disposto a morire per ciò che sa essere una menzogna.