La vicenda umana (2)
Al seguito della cultura scientifica, caratteristica specifica ai nostri giorni, seppure non esclusiva della parte occidentale della Terra, sappiamo che le origini dell’uomo vanno colte nelle tappe essenziali della vicenda evolutiva della famiglia zoologica di appartenenza (=Hominidae). Si tratta di una sequenza evolutiva continua, anche se taluni studiosi del campo paleoantropologico risentono, secondo certa letteratura, di una carenza di reperti fossili.
| La mappatura dei genomi ha dimostrato che l'essere umano e lo scimpanzé condividono circa il 98% - 98,7% del patrimonio genetico. La differenza molecolare minima (pari a circa l'1,2% - 1,5%) si concentra principalmente nei geni che regolano lo sviluppo del cervello (in particolare della corteccia cerebrale), l'assetto anatomico (apparato fonatorio e scheletro adatto al bipedismo) e il sistema immunitario. L'evoluzione non è una linea dritta, ma un cespuglio ricco di ramificazioni. L'ultimo antenato comune tra noi e gli scimpanzé (chiamato in gergo scientifico CHLCA, –human last common ancestor) visse nel tardo Miocene. Gli scimpanzé usano baci, abbracci, strette di mano e solletico per comunicare, manifestando empatia, lutto e senso della famiglia. Proprio come i primi ominidi, gli scimpanzé modificano rametti per "pescare" le termiti o usano pietre come martelli per spaccare la frutta a guscio. |
Le idee sulla complessa problematica iniziò a svilupparsi e poi ad affermarsi sulla scorta della scoperta di oggetti (interpretati come preistorici), rinvenuti in siti della Valle della Somme (in Francia) dove stavano pure resti di elefante e di rinoceronte. Nel 1856, in una Valle, detta Neandertal, furono scoperte ossa umane, molto diverse da quelle dell’uomo attuale. La segnalazione su “uomo di Neanderthal” fu seguita da tanti altri ritrovamenti, nel corso dell’Ottocento, inducendo alla convinzione e allo sviluppo della paleontologia umana che pervenne al riconoscimento di fasi sempre più antiche della storia evolutiva umana. Fu identificata in un primo tempo l’Asia ( e poi l’Africa) come area della differenziazione delle forme iniziali degli ominidi.
Ai nostri giorni la Scienza, come risultato della storia evolutiva iniziata cinque milioni di anni fa in Africa Orientale, garantisce che l’attuale forma umana e’ il risultato di una storia evolutiva durata, appunto più di 5 milioni di anni, come risposta a pressioni selettive connesse allo sviluppo di un ambiente aperto di savana.
La comparsa di un mondo culturale e le interazioni tra questo e quello biologico hanno determinato pressioni selettive reciproche e creato situazioni uniche tra i viventi.
L’uomo attuale conserva, comunque, nella sua organizzazione corporea molte caratteristiche ereditate da antenati arboricoli e differisce dal parente più prossimo del regno animale, lo scimpanzé, per molto meno dell’1% del suo patrimonio genetico.
(Segue)
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