Stipula del Trattato di Melfi tra Papa Niccolò II e le famiglie normanne degli Altavilla e dei Drengot
I Normanni e i papi:
l'accordo di Melfi
Roberto Guiscardo definisce un progetto di unificazione del potere normanno in tutta l'Italia meridionale allora sotto l'influenza dei Bizantini.

Nel contempo il progetto è attivamente appoggiato dall’opera diplomatica dell’abate di Montecassino, Desiderio di Benevento, che diverrà poi papa col nome di Vittorio III nel 1086. Il progetto viene concretato nell'incontro di Melfi nel 1059, quando papa Niccolò II conferma a Roberto Guiscardo la dignità ducale e i possessi di Puglia e Calabria. Per quanto attiene la Sicilia, rimasta fino ad allora dominio musulmano è promessa ai Normanni che dovranno impadronirsene e quindi, tenerla sotto l’autorità della Santa Sede. Il papa riconosce anche a Riccardo d’Aversa il principato di Capua.
Con quell'intesa -nella sostanza- la Chiesa cattolica sottrae il Meridione d'Italia e la Sicilia all'influenza religiosa di Costantinopoli che da sempre era il riferimento.
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