Il 27 ottobre 1986, quarant’anni fa Giovanni Paolo II invitò ad Assisi, nella città di San Francesco, i leaders di tutte le religioni per pregare gli uni accanto agli altri. Era il tempo della guerra fredda e quell’iniziativa suscitò entusiasmi e resistenze, anche tra i cattolici.
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| 27.10.1986: è una data storica per la Chiesa cattolica e per il dialogo globale: quel giorno si svolse il primo storico Incontro interreligioso di Assisi, una Giornata mondiale di preghiera per la pace ideata e promossa da Papa Giovanni Paolo II. Quell’ evento diede vita al cosiddetto "Spirito di Assisi", un modello di fraternità e dialogo che continua a essere celebrato e rinnovato ancora oggi. |
Nelle edizioni successive la partecipazione si allargò e oggi tanti rivendicano quello spirito, in relazione a quanto accade in Ucraina e non solamente lì.
In quel 27 ottobre fu Karol Wojtyła, un papa polacco, a ricevere le autorità e le delegazioni religiose presso la basilica di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Sedette al centro, e gli altri si disposero a semicerchio intorno a lui, allo stesso livello. Nel discorso di benvenuto chiarì che il «trovarsi insieme di tanti capi religiosi per pregare» voleva invitare il mondo «a diventare consapevole che esiste un’altra dimensione della pace e un altro modo di promuoverla, che non è il risultato di negoziati, di compromessi politici o di mercanteggiamenti economici».
L’incontro proponeva la via alternativa verso la pace della preghiera, con le parole del Pontefice, «quale relazione con un potere supremo che sorpassa le nostre capacità umane da sole». Di pontefice in pontefice, di evento in evento, lo spirito di Assisi si è incarnato in molti modi. In questo 27 ottobre toccherà a Leone XIV, che sappiamo essersi sottoposto nei giorni scorsi a intervento chirurgico, recarsi ad Assisi per un nuovo incontro cui dovrebbe partecipare, tra gli altri, il Patriarca di Costantinopoli.

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