lunedì 7 settembre 2026

Vivere in regime democratico

  Vivere in età da pensionato consultando i tanti libri acquistati negli anni giovanili e mai completamente letti allora fino in fondo, fino all’ultima pagina, fa scoprire ancora ai nostri giorni, in età  ormai da pensionati, tante situazioni non sempre ben comprese o comunque non sufficientemente approfondite.

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Il discorso agli elettori di
Caraglio 
è un celebre intervento
extraparlamentare tenuto da 
Giovanni Giolitti il 7 marzo
1897
 nel suo collegio elettorale di
Dronero.  1) 
Giolitti analizzò
duramente la 
mancanza di
indipendenza dei giudici
 
dall'esecutivo dell'epoca,
sintetizzando con estrema
chiarezza i poteri che il
governo manteneva
sulla magistratura.

2) 
Nota storica: Molti storici
ed esperti di diritto
evidenziano la contraddizione
per cui Giolitti, una volta
tornato stabilmente al governo
negli anni successivi, usò
spesso quegli stessi poteri di
controllo burocratico e
centralizzato che aveva
criticato a Caraglio.


L’indipendenza della magistratura

dal periodo liberale post-unitario al fascismo.

L'indipendenza dei magistrati era strettamente limitata già nel sistema dello stato liberale


Nella ricostruzione fattane da Giovanni Giolitti nel 1897, infatti, «al governo restano i seguenti poteri sulla magistratura. 

1) Dei pretori dispone liberamente, senza alcuna garanzia. 

2) I magistrati sono tutti nominati dal governo; 

3) le promozioni loro dipendono per intero dal beneplacito del governo; 

4) Il governo può negare loro qualunque trasferimento; 5) è il governo che determina le funzioni a cui ciascun magistrato deve essere addetto, e che ogni anno designa i magistrati che devono giudicare le cause civili e le penali, e li riparte fra le varie sezioni delle corti e dei tribunali, 

6) è il governo che compone a piacer suo le sezioni di accusa presso le corti d'appello e sceglie i giudici che devono presso i tribunali adempiere le funzioni di giudici istruttori, nel qual modo ha in mano sua l'istruzione dei processi penali e cosí l'onore e la libertà dei cittadini; 

7) infine il ministro guardasigilli ha diritto di chiamare a sé e di ammonire qualunque membro di corte e di tribunale» 

                

(G. GIOLITTI, Discorso agli elettori di  Caraglio (1897)


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