| L’abbazia di Santa Maria del Bosco (nota anche come Santa Maria del Bosco di Calatamauro) è un antico e maestoso complesso monastico situato a Contessa Entellina, all'interno della città metropolitana di Palermo, in Sicilia. Immersa nella suggestiva cornice della Riserva naturale orientata Monte Genuardo e Santa Maria del Bosco, l'abbazia vanta oltre 700 anni di storia ed è considerata una delle strutture cenobitiche più grandi e affascinanti d'Europa. Ai nostri giorni la struttura è in parte adibita a relais di charme, location per matrimoni ed eventi, e ospita al suo interno un ristorante di cucina tradizionale e mediterranea. |
come ripopolarle?
Ci e’ stato richiesto di intrattenerci per alcuni giorni sul blog sulla realtà delle aree interne, che costituiscono, che lo sappiano o meno i politi, la colonna dorsale dell’Isola:
=lontane dai centri urbani,
=prive o quasi di infrastrutture e servizi,
=economicamente fragili e abitate per lo più da popolazione di età avanzata.
= Sono in collina o in montagna e in piena estate molti italiani invidiano il loro clima più temperato rispetto al caldo torrido e oppressivo delle città.
= Magari diventano meta di un breve periodo di vacanza, ma il coraggio e l’ambizione di sceglierle come residenza non ci pensano nemmeno i loro amministratori locali che per loro esigenze lavorative vivono altrove. Anche perché le offerte di lavoro in queste zone sono, sarebbero tuttora, tutte da inventare.
Dalle aree interne passa comunque un pezzo fondamentale del futuro del nostro Paese anche e soprattutto per le risorse ancora da scoprire, per la qualità della vita che possono offrire, per la necessità di proteggere queste aree nell’interesse e in chiave di prevenzione di possibili disastri naturali.
La fotografia delle aree interne è più che impietosa considerando anche il crescente invecchiamento di chi le abita. Il trend non si sta invertendo nonostante da qualche anno sia stata attivata una cosiddetta Strategia nazionale di rilancio.
Di fatto nei paesi delle aree interne sono sempre meno i giovani. E, però, le potenzialità ci sono, ci sarebbero: recuperare e sostenere la capacità di resilienza in quella parte di società civile che sceglie di viverci, impegnandosi per migliorarne le condizioni, sarebbe una scommessa che varrebbe la pena perseguire. Sicuramente non servono le feste promosse o patrocinate finora da tanti enti locali, il cui fine pare sia promuovere l’immagine dell’amministratore di turno.
(Segue)
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