Continua Cottarelli: il prezzo degli idrocarburi, pur aumentando molto, non è ai massimi storici, al netto dell’inflazione. Ieri il Brent era del 26% sotto la media del periodo 2010-2014. Il gas naturale era su livelli alti rispetto agli anni pre-Covid, ma del 40% sotto il livello di fine 2021 (prima dell’invasione russa dell’Ucraina) e del 66% rispetto alla media del 2022. Per questo, e probabilmente ipotizzando che il conflitto non si prolunghi troppo, Ocse, banche internazionali, Banca d’Italia e Confindustria ancora prevedono per l’Italia una crescita leggermente positiva per il 2026.
E però non c’è da essere allegri se la Commissione UE parla di possibilità di razionamento dei prodotti petroliferi. Queste intenzioni ci fanno pensare che le notizie in proposito non siano buone. Certo, al momento lo scenario, nelle nostre realtà europee, non mostra gravi rischi, ma…
Forse è giunto, anche per l’Italia il tempo di liberarci dalla schiavitù degli idrocarburi, puntando sia sulle rinnovabili (che saranno intermittenti ma che non possono essere bloccate dai pazzi che controllano il mondo), sia sul nucleare (che ci vorranno pure anni per farlo, ma che va riattivato perché di pazzi il mondo sarà sempre pieno), … lo scrive Cottarelli.
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