Conti che non tornano
Proviamo ad essere cittadini consapevoli
L’Istituto di statistica italiano e quello europeo, hanno entrambi confermato quanto verosimilmente in tanti già’ avevano presagito: nel 2025 il rapporto tra il disavanzo e il prodotto interno lordo italiani si è attestato al 3,1%. Un dato, quel 0,1% in più, che pone l'Italia sopra la soglia massima del 3% di deficit annuale ammessa dall'Unione europea per evitare di incappare in restrizioni finanziari nell'area dell'euro.
Il dato negativo ci impedirà di uscire quest’anno dalla procedura d’infrazione europea, che impone tra le altre cose limiti alla spesa pubblica (siamo in compagnia di altri 9 Stati Ue).
Il dato negativo, in verità oltre ai limiti imposti dall’Unione Europea costringe il nostro Paese anche a dover fare i conti con una situazione dell’assetto complessiva dell'economia peggiore di quella sperata e prevista. L’Europa ci ha messo il termometro, ma la realtà anomala è tutta nostra, degli italiani.
Il rientro dalla procedura è probabilmente rinviato all’anno prossimo, ma la premier Meloni prova a parare il colpo e rivendica l’impegno nel controllo della spesa pubblica. Dai giornali cogliamo questa sua dichiarazione: «Il governo ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile. Nel 2022 abbiamo trovato un rapporto deficit-Pil dell’8,1%, lo abbiamo portato al 3,1. Un dato inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati». E’ chiaro il rammarico per avere mancato, sia pure di poco, l’obiettivo che avrebbe consentito la mobilitazione di maggiori risorse per il 2026, «rammarico» per la mancata uscita dalla procedura, ed essa torna a prendersela con il Superbonus, anche perché quest’anno sono stati contabilizzati molti ritardati pagamenti dei benefici legati all’edilizia.
Al di là delle conseguenze lamentate dalla Meloni, esiste in verità un pesante impatto inflazionistico che colgono e subiscono le famiglie il cui reddito da lavoro ha perso potere d’acquisto.
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Sul blog, contiamo di inserire in prosieguo, delle brevi riflessioni sul funzionamento dei sistemi socio-economici occidentali. Di fatto nessun provvedimento governativo è mai neutro. Può favorire spezzoni di società, favorire comparti economici, beneficiare comparti sociali sfavoriti, socialmente svantaggiati e, inevitabilmente non incentivare altri comparti sociali. In tutto ciò ha rilevanza la sostanza politica di chi guida le sorti di una comunità, di un Paese, di una Unione di paesi. Destra politica e Sinistra politica hanno obiettivi sociali e politici diversi. E’ importante che da cittadini ci impegniamo a seguire sempre più da vicino possibile il procedere della realtà politica. Da lavoratori e’ imprescindibile, se si vuole intendere ragione del potere di acquisto dei salari in discesa seguire gli indirizzi delle OO.SS., ad essi compete il infatti il ruolo da protagonisti nel contesto pluralistico del sistema sociale, economico e politico.
Il blog proverà a tratteggiare aspetti del vivere nella realtà di un Paese democratico. Se comprendiamo le regole sarà spontaneo cogliere e apprezzare il ruolo dei partiti politici, dei sindacati, delle associazioni culturali, delle istituzioni, … del vivere in un contesto dove valgono i pesi e i contrappesi, dove si apprezza la democrazia.
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