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martedì 16 luglio 2019

Il "perchè" dell'Italia che non funziona.

Familismo e classi dirigenti

In Italiia non esistono da sempre valori condivisi da tutti. Una delle spiegazioni che frequentemente viene data è che nel nostro Paese non c'è mai stata una vera rivoluzione socio-economica-politica che ci abbia additato le buone finalità della vita.

Uno dei valori che è ai primi posti della condivisione della stragrande maggioranza dei cittadini dei paesi del mondo è la "meritocrazia", valore che invece qui da noi vale "0" o pressapoco. 
Ci accorgiamo tutti (ma non ci indigniamo) di come vengono composte le liste elettorali nei piccoli e nei grandi comuni; ci accorgiamo leggendo le cronache dei giornali come si svolgono i concorsi per le cattedre universitarie e come si viene assunti in tanti apparati pubblici. Ci stupiamo per mezz'ora e poi tutto passa nel dimenticatoio.
Siamo infatti il Paese delle "raccomandazioni".

Episodio recente
L’inchiesta sulla corruzione all’Università di Catania scoppiata pochi giorni fa, adesso, valica i confini dell’Ateneo e risulta indagato pure l'ex sindaco Enzo Bianco (politico di lungo corso pd) che unisce il suo nome ai 66 indagati finora.
La Digos avrebbe infatti notificato, secondo quanto disposto dalla Procura della Repubblica, quattordici avvisi di conclusione indagine. Non si tratta dell’unico politico. 
Avvisi sarebbero stati notificati a Valerio Pirronello, direttore in pensione del Dipartimento di Fisica e astronomia; Luigi Caranti, ordinario di Filosofia politica nel Dipartimento di Scienze politiche e sociali; Caterina Cirelli, ordinario di Geografia economico politica nel Dipartimento di Economia e impresa; Rosa Alba Miraglia, ordinario di Economia aziendale nel Dipartimento di Economia e impresa, Giovanni Pennisi ordinario di scienze e tecniche mediche applicate del dipartimento Chirurgia generale, santo Burgio associato di Storia della filosofica, Margherita Ferrante associato di Igiene generale, Venera Ferrito associato del dipartimento di scienze biologiche, Giampiero Giusso Del Galdo associato di botanica, Giuseppe Musumeci associato di anatomia, Salvatore Torre associato di geografia
Tutti accusati di associazione per delinquere, corruzione e atti contrari ai doveri d’ufficio. Al centro delle indagini ci sono ben 27 concorsi.
Cosa vogliamo scandagliare ?
Vorremmo capire: 
1) perchè in Italia la "meritocrazia" non costituisce un valore condiviso -come altrove su questo pianeta- da tutti. 
2) Perchè questo Paese formalmente cattolico (con assenza del rigorismo protestante) giustifica "raccomandazioni", "inconcludenti pubblici posti in posizione di vertice", "disfunzioni macroscopiche della Pubblca Ammnistrazione" e gli enormi "danni conseguenti all'incompetenza dilagante".

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