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mercoledì 2 gennaio 2019

Terza Repubblica. La prima e' caduta per la corruzione dei partiti, la seconda per la corruzione dei politici, la terza ... è ai primi passi


Siamo alla terza Repubblica

All'inizio degli anni novanta del Novecento il nostro Paese tentava di trovare una via d'uscita dall'ennesima impasse politica, accompagnata da una drammatica crisi sociale e dal degrado morale che dai partiti puntava a divorare ormai persino le istituzioni repubblicane. 
 In quello scorcio di secolo nessuna formazione politica partecipò alle elezioni con i simboli della tradizione. Nacquero infatti i partiti personali di alcune figure simbolo, compresi quelli della presunta nuova sinistra pd.


Con le elezioni politiche del 4 marzo 2018 le formazioni politiche più o meno a base personalistiche dell'ultimo venticinquennio -sia che fossero di ispirazione di centro-sinistra che di centro-destra- furono allontanate quasi tutte dalle stanze del potere stante che quella che era stata la corruzione partitica della prima repubblica era divenuta con la seconda repubblica personalistica con la seconda repubblica. 

Non sappiamo ancora come evolverà con la terza repubblica il fenomeno della corruzione, tuttora attiva nel paese e soprattutto nella percezione generale della gente che segue i media.

La corruzione era di casa ad
Entella
Come è noto a chi ama le letture storiche la corruzione è un male antico che ha sempre inquinato la natura ed il convivere umani. 
Nel 70 avanti Cristo lo testimonia il senatore romano Cicerone, che nelle sue famose orazioni per sostenere l'accusa contro il pretore della Sicilia Gaio Licinio Verre che si era impossessato delle ricchezze degli entellini, la comunita' che risiedeva nella a noi vicina Rocca di Entella, scriveva: "Così muore uno Stato. Il sottrarre ad altri per sé e per la propria fazione è più contrario alla salute dello Stato che la guerra e la carestia". 

Cicerone aveva ragione, nelle pieghe della corruzione si nasconde infatti il disprezzo verso il bene comune stante che viene anteposto il proprio particolare all'interesse generale.

Ci auguriamo che nella terza repubblica, se non la competenza e la preparazione dei governanti evidenziae nel recente confronto con i vertici UE, prevalga almeno il senso dello Stato (e la ostentata "onestà").