StatCounter

giovedì 19 settembre 2019

Desertificazione contessiota. Tocca solamente al Blog trattare dello spopolamento di Contessa Entellina ?

Parliamo di emigrazione
e di immigrazione (4)

Viviamo in una stagione difficile dal punto di vista migratorio, in una Italia che sta in settima posizione in quanto a identificazione come potenza economica mondiale e di contro situato fra i paesi con il maggior flusso migratorio. 
Carenza di infrastrutture
Da mesi l'accesso alla cittadina di Corleone è
inibiito ai mezzi pesanti a causa di una frana.
Da pochi giorni il traffico veiclare è stato completamente
vietato.
Per quanto tempo ?
I giornali e gli altri media nei mesi passati, quando il governo del paese era espressione  massima del populismo, hanno condizionato l'opinione pubblica sostenendo che eravamo invasi dagli immigrati. 
Gli stessi organi di informazione mai (o rarissimamente) si sono soffermati sul deflusso di giovani siciliani e meridionali verso il Nord del Paese e verso il resto dei paesi dell'Unione Eurpea.

Si dirà "libera stampa". 
Forse però andrebbe detto che in tanti, in troppi, da sempre preferiamo chiudere gli occhi rispetto ai problemi veri e individuare falsi problemi. In questa direzione ha mirato la politica salviniana: continuare a tenere il Meridione privo di infrastrutture essenziali che costituiscono la premessa essenziale dello sviluppo economico e nel contempo distrarre l'intelligenza complessiva  del paese inventandosi presunte invasioni (immigrazione). Mai i media nazinali ci hanno informati che da oltre un ventennio l'emigrazione giovanile sta creando le premesse dell'abbandono di parecchie aree interne dell'intero Meridione. Paesi disabitati ed abbandonati.

CONTESSA ENTELLINA
Ordinaria foto di desertificazione umana
Augurandoci che la demagogia governativa, adesso che uno dei partiti populisti sta all'opposizone venga almeno dimezzata, e qualcuno fra i politici che hanno sensibilità sociale inizi ad occuparsi delle infrastrutture delle aree interne,  riprendiamo il discorso "storico" dell'emigrazione italiana e di quella contessiota che comincia dall'Unità italiana del 1860 e continua ancora adesso. 
E' stata una emigrazione di necessità, come oggi è di necessità l'immigrazione a cui assistiamo mediante i media e che non si ferma che in piccole percentuali fra noi e prosegue verso nord, fino in Svezia e Finlandia. Circostanza questa che la propaganda populista  degli ultimi anni non ci ha mai fatto conoscere, se non di sfugita.

Tornando all'emigrazione contessiota post-unità sappiamo tutti che ormai siamo temporalmente in una stagione lontanissima dalla seconda metà dell'Ottocento ed ormai i discendenti vanno perdendo le ultime tracce di identità arbëreshe ed italiana. Fino agli anni del secondo dopoguerra la festività locale nostra dell'8 settembre veniva finanziata quasi per intero dai fondi che arrivavano da New Orleans. Via via  che i decenni si sono succeduti quel legame si è andato allentando fino a cessare. A New Orleans si sono sostanzialmente perse le ultime tracce di identità arbëreshe ed italiana sia nella lingua che nei costumi di vita e pure nei nomi personali che qui si tramandavano e in qualche modo continuano a tramandarsi di generazione in generazione. 
Certo, a New Orleans restano i cognomi che però in molti casi risultano storpiati.
Va detto, nel quadro che stiamo tracciando, che non sono infrequenti le visite di coppie, gruppi di americani i cui cognomi appaiono prettamente di origine contessiota che, in visita in Italia, decidono di venire a conscere per un breve lasso di tempo la località che i loro nonni, bisnnoni,  ancora evocavano con nostalgia e di cui -a loro volta- i lro nonni e bisnonni sapevano descrivere siti, tradizioni e lingua in uso.

Oggi, rimanendo in tema, il problema sociale da affrontare non è altro che quello di impegnarsi, amministratori, politici e cultori della propria terra per frenare quella che è la migrazione forzata dei tanti giovani meridionali costretti per motivi di lavoro a lasciare la terra natale. Decine di migliaia, anzi centinaia di migliaia all'anno, che lasciano l'Italia e in gran parte con importanti titoli di studio in tasca.
Questo è il vero problema, non quello dei flussi umani che arrivano dall'Africa e che già intenzionalmente sono destinati ad approdare in via definitiva nel Nord Europa. 
Se tutti fossimo consapevoli di quanto inadeguatamente qui esposto a Contessa non avremmo avuto dalle urne elettorali le massicce adesioni ai partiti populisti-demagoghi, con primo partito preferito la Lega Nord.

mercoledì 18 settembre 2019

10 giugno (1940). L'Italia va in guerra

L'Italia assiste ai primi mesi di guerra

I primi mesi del 1940 -almeno per l'Italia- sono periodo di attesa. I sussurri alimentati da alcuni ambienti in giro nel Paese dicono che il duce sa quello che fa. 
Altri ambienti del regime sostengono "non vale la pena morire per Danzica e nemmeno morire a beneficio degli inglesi".

Arthur Coonte, un politico socialista francese, sulla scrta dei suoi ricordi scrive "i ricchi preferiscono il fascismo al Fronte popolare, le classi popolari non capiscono cosa debbono difendere, ed i comunisti dopo il patto russo-tedeschi per spartirsi la Polonia, non sanno a che dialettica votarsi".

In effetti in Francia il confronto di opinioni nei primi mesi di guerra è molto articolato. Il governo popolare a guida socialista non gode più dello smalto posseduto nel 1936, la dirigenza comunista (André Marty) si è trasferita a Mosca e le classi medie non sono entusiaste di dover affrontare una guerra che, dicono loro, riguarda la Polonia con un regime autoritario quando fin ad allora Francia e Gran Bretaagna avevano abbandonate l'Austria socialista, la Spagna repubblcana e la Cecoslovacchia alleata. 

In generale i francesi in quell'inizi del 1940 pur cmbattendo contro i tedeschi si sentivano al sicuro al riparo della linea Maginot che separava la Francia dalla Germania. Nessuno però metteva in evidenza che i tedeschi potevano senza difficoltà arrivare o dalla Svizzera o dal Belgio. E nessuno considerava che le forze in campo della Germania con equipaggiamenti superiori erano di duecento divisioni quando Franciia e Gran Bretagna insieme non si avvicinavano nemmeno alla metà.

I due super dittatori alleati per spartirsi la Polonia si scambiano all'inizio del 1940 i telegrammi di felicitazione: Hitler scriveva "I migliori auguri per la vostra felicità personale e per la prosperità futura del popolo amico dell'Unine Sovietica" e Stalin rispondeva: "L'amicizia dei nostri popoli, cementata dal sangue, ha tutte le ragioni di essere durevole e solida".

Mussolini esigeva, e dava dispsizioni, che venissero prontamente allestite settanta divisioni dell'esercito e che fossero di alta professinlità. In realtà al momento ne erano disponibili dieci. L'aeronautica gli fece sapere che dispova di tremila aerei, ma pronti al volo ve ne erano appena mille. Non esisteva nessuna difesa antiaerea. 
Gli venne detto e scritto che il Paese potrebbe essere pronto ad affrontare una guerra alla fine del 1942.   
Ma ..

18 Settembre

Il 18 Settembre 1938 Benito Mussolini a Trieste legge per la prima volta le Leggi Razziali dal balcone del Municipio in occasione della sua visita alla città.

Con il Regio Decreto del 5 settembre del '38, l'Italia si adeguò di fatto alla legislazione antisemita della Germania nazista, che fin dal 1933, anno dell'ascesa al potere del Führer, varò una serie di provvedimenti contro gli ebrei, che portatono all'Olocausto, ovvero il genocidio di 6 milioni di persone, compresi donne e bambini, ricordati con la Giornata della Memoria, il 27 gennaio.
Nel 1933 si stima che ci fossero 13 milioni di ebrei in Europa, dei quali circa 40.000 in Italia. Anche questi diventarono progressivamente vittime di un "razzismo di Stato", prima tramite leggi discriminatorie a livello sociale ed economico, poi con la violenza vera e propria.

martedì 17 settembre 2019

17 Settembre

Il 17 Settembre 1980 in Polonia nasce, in via ufficiale, il sindacato Slidarnosc.
Nella Polonia, assegnata a fine secondo conflitto mondiale al blocco comunista, dal 14 agosto 1980 i lavoratori del porto di Danzica erano in sciopero per l'aumento del prezzo della carne stabilito dal governo di Varsavia.

L'anno precedente Papa polacco Giovanni Paolo II si era recato a Varsavia, accolto da milioni di fedeli. Il fatto fa crescere rapidamente la spinta popolare verso l'obiettivo della libertà civile. Lo sciopero dell'agosto 1980 si trasforma così nella richiesta del riconoscimento del primo sindacato indipendente dei paesi del blocco sovietico, Solidarnosc (in italiano Solidarietà), il primo sindacato non controllato dalle autorità comuniste. 
Da Mosca cominciarono ad arrivare pressioni indirette mirate alla volontà di ritorno allo stato precedente gli scioperi. In pochi mesi all'interno del regime si ritenne di dover passare al golpe militare del generale Woicjiech Jaruzelski il quale, con il pretesto del collasso economico della Polonia dovuta alla crisi e alla paralisi produttiva generata dalle proteste e dagli scioperi, impose la legge marziale e la repressione sistematica di Solidarnosc che nell'ottobre 1982 sarà definitivamente messo al bando.
Walesa resta in Polonia in regime di semilibertà e l'anno dopo è insignito del Nobel per la Pace del 1983.

Governo e finanza. Il Conte I° lascia al Conte II° debiti

Mentre in Parlamento avvengono "assestamenti" fra le forze politiche e fa notizia la nascita del Partito di Renzi si apprende che il debito pubblico italiano ha sfondato quota 2400 miliardi di euro, segnando un aumento di 23,5 miliardi nel solo mese di luglio rispetto al mese precedente, quando la crisi del Governo Conte 1, con al timone la Lega di Matteo Salvini ed il Movimento 5 Stelle guidato da Luigi Di Maio, era alle porte. 
Si tratta di dati non proprio incoraggianti ereditati dal governo allora in carica, in toto populista (M5S-Lega).

Renzi va via. Finalmente una iniziativa di "sinistra"

"Scindersi", specializzazione della Sinistra

Oggi alcuni giornali evidenziano come in Italia la Sinistra non ha mai saputo stare e convivere unita.
Il Sole 24Ore ricrda come nel 1921 l’ala di sinistra del Partito Socialista Italiano, guidata da Amadeo Bordiga e Antonio Gramsci, decise di separarsi dal resto del partito durante il XVII Congresso socialista (scissione di Livorno). 
La frazione comunista, di fronte al rifiuto della maggioranza del partito di accogliere la sollecitazione del Comintern ed estromettere i riformisti dal PSI, abbandonò i lavori dando vita al Partito Comunista d’Italia.
Furono 58.783 gli iscritti che lasciarono il Partito Socialista Italiano. Il nuovo partito affrontò la prova delle urne, per la prima volta, alle politiche del 1921, ottenendo 304.719 voti, equivalenti a un 4,6% e a 15 seggi alla Camera. Il Partito Socialista raggiunse, con 1.569.559 voti, il 24,7%, guadagnandosi  123 seggi.
Nel dopoguerra il numero delle scissioni è difficile da contare. Ricordiamo le principali sigle che ci vengono a casaccio in mente: Psi, Pci, Psdi, Psiup,  Pdup, Il Manifesto,  Dp, Verdi, Pds, La Rete, Rifondazione Comunista, Sdi, ... sono proprio troppi, è difficile ricordarli tutti. 
Si, è un vizio della sinistra quello di scindersi.

Hanno detto ... ...

MARCO CUCCHINI, politologo
Quindi Renzi se ne va. Una scissione motivata dal nulla... 
Pare con un nome da giapponese nella giungla ("l'Italia del SI"...sempre la stanno) e statisti come Gennaro Migliore, passato dall'attivismo no-global al gruppettino con gli scampoli di Forza Italia. Una vicenda penosa.
MATTEO RENZI, parlamentare
C’è una strada nuova da percorrere. Lo faremo zaino in spalla, passo dopo passo. Offriamo il nostro entusiasmo a chi ci darà una mano ed il nostro rispetto a chi ci criticherà. Ma offriremo soprattutto idee per l’Italia di domani.
Ci vediamo alla Leopolda

“Due strade trovai nel bosco e io scelsi quella meno battuta. Ed è per questo che sono diverso”. Come nella poesia di Frost noi scegliamo la strada più difficile, senza paracadute. La colonna sonora di stanotte è "Sul lungomare del mondo".
ENZO BIANCO, già priore di Bose
Non lasciare che le spine ti nascondano la bellezza e il profumo della rosa: non lasciare che le fatiche e le sofferenze di ogni giorno spengano nel tuo cuore la voglia di vivere, ma cerca di credere che la vita prima o poi fiorisce.


lunedì 16 settembre 2019

Forze in campo. Non sempre le ispirazioni di un partito si concretizzano sulle cose da fare

Leggiamo che Renzi -ed alcuni del suo seguito- si accinge a lasciare il Pd. Noi che renziani non siamo stati non sentiamo di turbarci molto della notizia che insistentemente circola sui social e sui giornali da parecchie settimane. 
Da sempre abbiamo saputo che egli uomo di sinistra non lo è mai stato e che la sua discesa in campo in ambito pd era servita per spostare quel partito-carrozzone nell'aria liberaldemocratica. 

Nessun dirigente piddino dovrebbe avere a che dire adesso per l'eventuale uscita del Matteo fiorentino dal partito.
Certo, è vero, Matteo più di un merito l'ha. Aveva ereditato un partito disorientato dalla guida prevalente di ex comunisti, che tutto masticavano tranne il funzionamento di una società di tipo occidentale. Il Pd rischiava di chiudere bottega avendo suggeritori-ispiratori  alla D'Alema e/o alla catto-comunista, alla Prodi.
Renzi ha pertanto iniziato il ruolo di segretario spostando per prima cosa l'asse di quel partito; e per sostanziare l'identità lo ha associato alla famiglia socialdemocratica europea che di fatto è l'unica formazione di Sinistra assieme ai Verdi, pur essendo lui un liberaldemocratico; ... viene da scrivere non tutto d'altronde si può ottenere nella vita.

Renzi oggi nel pd è in minoranza e uno come lui non può subire le decisioni altrui. 
Si accinge pertanto a creare nuovi gruppi parlamentari alla Camera e al Senato che esprimeranno l'idea e la visione liberaldemocratica, che tradotta a dimensione europea è quella di Macron.
In Italia finora i liberaldemocratici sono stati rappresentati da Forza Italia e da Berlusconi. Ma sappiamo tutti che Berlusconi è ormai ottantenne ed esiste un'area politico-sociale del paese che necessita di nuova rappresentanza.
Si sappia comunque che Berlusconi, liberaldemocratico per eccellenza, non ha mai voluto aderire al raggruppamento europeo che quella denominazione avrebbe comportato; fra lui e Sarkosy prima e adesso Macron non è mai scorsa troppa simpatia. 
Ecco perchè Forza Italia fa parte del raggruppamento europeo demo-cristiano, i popolari, che non è altro che il partito della Merkel.

16 Settembre

Historia Magistra Vitae


***
Il 16 settembre 1908 nasce la General Motors, la casa automobilistica americana fondata da William Durant.
Di cosa si tratta ?
Essa non è semplicemente il marchio di una fabbrica che produrrà fino adesso automobili. Di fabbriche industriali già allora, nel 1908, ne esistevano un pò ovunque nel mondo.
No, General Motors è  il prototipo di un nuovo modo del vivere, del decidere e produrre umano (o secondo molti altri dis-umano). E' l'inizio di una svolta all'interno dell'economia occidentale,  perchè essa divenne l'archetipo dei conglomerati industriali, dei colossi, delle multinazionali.
E' diventata la più grande industria americana in assoluto, come dire l’azienda privata più importante e potente del mondo. Articolata a modo di galassia di marchi ha rappresentato il primo gruppo automobilistico mondiale. 
Certo da qualche decennio di giganti industriali che operano sulla scena mondiale ne sono sorti tanti altri, più potenti di tantissimi stati, ma General Motors ancora oggi è simbolo e realtà.
Dal punto di vista giuridico-economico essa è una gigantesca corporation che gestisce l’assetto finanziario e organizzativo di un complesso sistema solare che ruota intorno ad essa. Dal punto di vista automobilistico, la storia di General Motors è quella delle marche in essa incorporate, attualmente ChevroletCadillac, Buick e GMC. ed altri ancora operanti in molti paesi del mondo, Cina, Australia compresi.
Per anni con Fiat era vigente un accordo secondo cui in caso di vendita della maggioranza delle azioni queste avrebbero dovuto essere cedute a General Motors.
Descrivere la Storia di questa "potenza" economico-finanziaria-industriale esula dal campo delle capacità del nostro blog paesano ma riteniamo di aver lasciato intuire come il destino del nostro pianeta non dipenda solamente dalle intenzioni di ciascuno Stato, ma anche da "potenze economiche" non sempre controllabili dagli Stati (anzi quasi mai), spesso molto più forti dei singoli stati.

domenica 15 settembre 2019

15 Settembre

Historia Magistra Vitae

***
Il 15 settembre 1935 in Germania agli ebrei residenti viene proibito di contrarre matrimonio con non ebrei. Questi inoltre vengono privati della cittadinanza. 

Il 70 per cento di essi viveva in aree urbane e il 50 per cento risiedeva nelle 10 maggiori città tedesche. 
La comunità più grande si trovava a Berlino (circa 160.000 persone, nel 1925) e rappresentava meno del 4 per cento dell’intera popolazione della città. Altre grandi comunità ebraiche erano quelle di Francoforte sul Meno (circa 26.000 unità), Breslau (circa 20.000), Amburgo (circa 17.000), Colonia (circa 15.000), Hannover (circa 13.000) e Lipsia (circa 12.000). 

Nella seconda metà degli anni Trenta campi di concentramento furono insediati a Dachau, Auschwitz-BIRKENAU, Sachsenhausen, Buchenwald, Flossembürg, Mauthausen e Ravensbrück, che fu un campo esclusivamente femminile. 
Durante la seconda guerra mondiale vennero costruiti molti altri campi, alcuni dei quali anche in Polonia e in Serbia dove finirono ebrei, prigionieri di guerra sovietici e partigiani. 

Gli internati erano costretti ai lavori forzati e coloro che non resistevano venivano uccisi. Alcuni vennero addirittura impiegati come cavie in sperimentazione scientifiche e mediche. Perirono con i gas oppure per fame e malattie circa 11 milioni di persone, di cui più di 6 milioni di ebrei.
Lo sterminio degli ebrei
Quando, il 27 gennaio 1945, l’Armata Rossa fece il suo ingresso nel campo di concentramento di Auschwitz ed emerse l’orrore per l’olocausto di un popolo, le cui crude immagini, immortalate dagli operatori sovietici e mostrate al processo di Norimberga, come prova contro i crimini nazisti, sconvolsero il mondo intero,

Alle radici del Cristianesimo



CIRILLO DI ALESSANDRIA
è stato vescovo e teologo egiziano, 
quindicesimo Papa della Chiesa 
copta dal 412 alla sua morte. 
Riteniamo che il mistero compiutosi  nella Risurrezione di Cristo passi a tutta l'umanità, e che in lui per primo la nostra natura sia stata liberata da tutta la corruzione; tutti infatti  risorgeranno, a immagine di colui che è risorto per noi, e che, essendo uomo, tutti contiene in sé; e come nel primo uomo siamo stati inclusi nella morte, così in colui che per noi è il primogenito, tutti rivivranno dai morti.

I giornali di oggi








Finanze pubbliche. Drastica lotta all'evasione fiscale ?

Politica ed economia. Come uscire dalla gravita' dei problemi ?

  • Il tempo scorre e fra breve il governo giallorosso (pd-populisti M5S) dovra' presentare i conti da mandare e discutere a Bruxelles per impostare la manovra di bilancio.
  • Servono soldi, tanti, perche' un anno e mezzo di demagogie populiste e' servito ad aggravare il peso dell'immenso debito pubblico e a farci pagare piu' soldi per interessi, sottratti inevitabilmente al servizio sanitario  e ad altri servizi sociali. In questi giorni finalmente apprendiamo pero' che i nuovi debiti (che rinnoveranno i precedenti per avvenuta scadenza) costeranno meno. Finalmente !
  • Nonostante la riacquistata fiducia sui mercati e le recenti decisioni di Draghi non si puo'  pero' continuare ad indebitarsi all'infinito. L'idea che sta venendo fuori e' quella secondo cui andrebbe eliminato il denaro contante, il circolante,  e tutti dovremmo avere un bedge (una tessera a mo' di bancomat che rilasci i dati fiscali) per pagare il tutto. Un fantasioso sistema ricevere lo scontrino e combattere l'evasione. Per quanto ci risulta una iniziativa questa non vigennte in nessun paese del pianeta, tranne in Cina dove pero' persiste ancora oggi un regime comunista e una conseguente logica di sistema ben diversa.
  • C'e' gia' chi parla di iniziativa incostituzionale.

sabato 14 settembre 2019

14 Settembre

Il 14 settembre 1812, al calar della sera, quando l'esercito napoleonico era prossimo ad entrare a Mosca e quello russo assieme alla gran parte della popolazione si accingeva ormai ad abbandonare la città, un vasto incendio invase per quattro giorni continui Mosca, distruggendola quasi completamente.

Non si è mai esattamente saputo quali siano state le ragioni del vasto incendio. Molti storici oggi però sostengono che il Conte Fëdor Rostopčin, un militare, prima che la città finisse in mano ai francesi abbia ordinato di incendiarla con continui sabotaggi che durarono tre giorni.
Gli uomini di Gioacchino Murat si erano già insediati dal pomeriggio di quel 14 settembre al Cremlino e verso sera ebbero inizio i focolai in tutta la città.

Fra il 18-19 ottobre l'esercito francese iniziò la ritirata. 
Si era ormai al punto di svolta della campagna militare napoleonica. Su seicentomila militari che erano andati al seguito di Napoleone ben centomila erano già finiti prigionieri dei russi e quattrocentomila avevano versato il loro sangue lontano dalla patria.
La stella di Napoleone era ormai al declino, segnata proprio da quella che si profilò come la grande disfatta in terra di Russia. 
Capiterà la stessa vicenda (disfatta in terra di Russia) ad altri successivi protagonisti della storia novecentesca.

Mulini e mulinara. Alla ricerca della Sicilia pre-moderna e non ancora contemporanea

I mulini di Bagnitelle precedono o 
seguono la fondazione di Contessa ?

I mulini di Bagnitelle (erano forse tre)  sono occasione per percorrere a grandi linee la vicenda locale, del nostro paese Contessa Entellina, da un punto di vista socio-economico e pure di status civico della popolazione locale.
Ci proponiamo infatti di scrivere qualcosa sui mulini ad acqua del territorio di Contessa Entellina, che non sono altri che quelli di contrada Bagnitelle e forse di qualcun'altro in altre aree del territorio, sicuramente più remoto nella costruzione e comunque posizionato altrove.
Sulla base della notizie e delle documentazioni di cui disponiamo è probabile che non riusciremo a rispondere esaurientemente al quesito che abbiamo posto all'inizio di questo testo. Ma, in fondo ed in verità, il nostro intento più coinvolgente è di narrare il come, il perchè della vita contadina nel territorio paesano sin dall'arrivo delle popolazioni arbëreshe sino sostanzialmente ai giorni recenti. Abbiamo scelto una angolatura per scrivere su Contessa.

Sui mulini ad acqua in Sicilia esiste una vastissima letteratura ed anche qualche carteggio di provenienza locale -di assoluto interesse- che ci proponiamo di usare per attingervi notizie circa lo stato giuridico degli impianti molitori. 
Si tenga infatti presente che fino al 1806 in Sicilia non esisteva la proprietà privata e conseguentemente prima di quell'anno gli impianti molitori, come del resto qualsiasi bene immobile o di sfruttamento delle risorse della natura, poteva appartenere esclusivamente ai baroni (res reservata). 
Rarissimamente in Sicilia i baroni affidavano il controllo e/o la gestione dei mulini alle Universita' (=gli amministratori dei Università, gli odierni Comuni, che peraltro diventavano amministratori comunali su scelta e piacimento baronale).

Non solamente i mulini erano pertinenza baronale, ma anche i "corsi d'acqua" in quel finire del Quattrocento erano proprietà esclusiva dei baroni e solamente loro potevano decidere ed autorizzare uso e consumo nonchè percorsi e potenziali derivazioni.
Ovviamente i baroni -che per quanto attiene l'attuale territorio di Contessa erano solamente due, il Monastero di Santa Maria del Bosco nella persona del Priore e successivamente dell'Abate su alcuni feudi, e la famiglia dei Cardona su tutti gli altri feudi-. 
Essi affidavano, o meglio concedevano,  la conduzione dei molini (a gabella) a persone da loro liberamente -o quasi- scelte. 
Il "quasi" vuole evidenziare che la gabella poteva essere affidata a chi aderiva alla corporazione dei mugnai; corporazione a cui si aderiva per nascita e per esercizio professionale da padre in figlio. Le corporazioni di artigiani che in alcune località erano definite "confraternite"  praticavano lo stesso mestiere riuniti in ministeria, “espressioni di un sistema vincolistico sopravvissuto” sia per l’area del nord Italia, sia in tutta l’area dell'Italia meridionale che era stata prima bizantina, poi araba etc.. .

Compito primario di ogni corporazione era la difesa del monopolio dell'esercizio del proprio mestiere oltre che promuovere in determinati periodi dell'anno benefici alle famiglie più bisognose.

Aspetto di interesse circa la ricerca e la divulgazione che ci siamo proposti di fare è che gli abitanti di un dato centro abitato erano obbligati a macinare il loro frumento nei mulini situati all'interno dell'Università (ossia del paese di appartenenza) onde evitare che il reddito di imposta che si pagava al mugnaio andasse a finire ad altra "università", ossia ad amministrazioni comunali diverse da quelle di residenza. 
Con quanto adesso rievocato possiamo da subito rilevare che in quei secoli non esisteva la "libera circolazione" nè delle persone nè dei beni, e quindi del grano e/o della farina.

Esaltazione della Croce. La tradizione cristiano-bizantina non la vede in quanto supplizio

L'Esaltazione della Croce nel rito greco-bizantino oltre che essere commemorata due volte la settimana (mercoledì e venerdì) è poi rievocata ancora la terza domenica di Quaresima, il 7 maggio e il 1° agosto, ed il  14 settembre in un linguaggio che ove non bene letto ed interpretato nella Fede di chi crede lascia fortemente impressionato l'uomo che rincorre il successo nel travaglio di questo terzo millennio. L'uomo abituato a ragionare e tenere presente che 4+4 fanno 8, e basta.

I testi liturgici bizantini, di contro, mettono in linea fra loro l'albero biblico del paradiso e quello evangelico della Croce:  "Croce venerabilissima che le schiere angeliche circondano gioiose, oggi, nella tua esaltazione, per divino volere risollevi tutti coloro che, per l'inganno di quel frutto, erano stati scacciati ed erano precipitati nella morte"; "nel paradiso un tempo un albero mi ha spogliato, perché facendomene gustare il frutto, il nemico ha introdotto la morte; ma l'albero della Croce, che porta agli uomini l'abito della vita, è stato piantato sulla terra, e tutto il mondo si è riempito di ogni gioia"; 
"la Croce che ha portato l'Altissimo, quale grappolo pieno di vita, si mostra oggi elevata da terra:  per essa siamo stati tutti attratti a Dio, e la morte è stata del tutto inghiottita. O albero immacolato, per il quale gustiamo il cibo immortale dell'Eden, dando gloria a Cristo!".

Un tropario così riassume il mistero della salvezza:  "Col sangue di Dio viene lavato il veleno del serpente, ed è annullata la maledizione della giusta condanna per l'ingiusta condanna inflitta al giusto:  poiché con un albero bisognava risanare l'albero, e con la passione dell'impassibile distruggere nell'albero le passioni del condannato". In pratica con la Croce si è in presenza del "riscatto".

Il rito che oggi si ripete in tutte le Chiese dell'Eparchia di Piana degli Albanesi ed in tutto il mondo di tradizione bizantina dell'esaltazione e della venerazione della santa Croce possiamo così tratteggiarlo e così lo descrive pure L'Osservatore Romano:
Il sacerdote prende dall'altare il vassoio che contiene la Croce preziosa collocata in mezzo a foglie di basilico - l'erba profumata che, secondo la tradizione, era l'unica a crescere sul Calvario e che attorniava la Croce quando fu ritrovata dalla madre dell'Imperatore Costantino- e in processione lo porta tenendo il vassoio sulla sua testa fino in mezzo alla chiesa. Lì depone il vassoio su un tavolino, fa tre prostrazioni fino a terra e, prendendo in mano la Croce con le foglie di basilico, guardando a oriente, la innalza sopra il proprio capo, poi l'abbassa fino a terra e infine traccia il segno di croce, mentre i fedeli cantano per cento volte "Kyrie eleison".

Ripetendo questa grande benedizione verso i quattro punti cardinali e di nuovo verso oriente, il sacerdote invoca la misericordia e la benedizione del Signore sulla Chiesa e sul mondo intero. Al termine, il sacerdote innalza la Croce e con essa benedice il popolo che poi passa a venerarla e riceve delle foglie di basilico, per ricordare il buon profumo del Cristo risorto che i cristiani sono chiamati a testimoniare nel mondo.

venerdì 13 settembre 2019

Patriarca Ecumenico. Visita storica in Calabria

Sua Santità Bartolomeo I, Patriarca ecumenico di Costantinopoli visiterà l'Eparchia di Lungro. 
Il Patriarca giungerà in Calabria mercoledì 18 settembre e sarà accolto dal Vescovo di Lungro, monsignor Donato Oliverio, e da rappresentanti delle Istituzioni ecclesiali, amministrative e militari calabresi, tra le quali il vescovo di Lamezia Terme, monsignor Giuseppe Schillaci e il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio.
E' previsto che Bartolomeo I alle ore 18.00 nella Chiesa Cattedrale di Lungro presenzierà alla preghiera del Vespro e al termine della funzione religiosa rivolgerà la sua parola ai convenuti.
Giovedì 19 in mattinata il Patriarca visiterà, accompagnato da monsignor Oliverio, la cattedrale di Rossano. Qui incontrerà l’arcivescovo monsignor Giuseppe Satriano e il clero della Diocesi. E' prevista una visita al Museo del Codex Purpureus Rossanensis.
Nel pomeriggio di giovedì si recherà in visita al Santuario dei Santi Medici Cosma e Damiano in San Cosmo Albanese, per rendere onore anche all’amico Virgilio Avato, tra gli organizzatori di questa visita. 
Prevista infine l’inaugurazione di una mostra di Icone nella Chiesa di Sant’Adriano in San Demetrio Corone.

Noi esseri umani. Riflessioni

“l'uomo è il suo corpo”?
oppure, “l'uomo è la sua anima” ?
 Oggi in Occidente prevale la visione scientista 

La psicologia, la religione, la sociologia, l'antropologia ed altre branche del pensiero umano descrivono, provano -in verità- a descrivere, chi è, e perché è l'uomo.

Sappiamo sin dagli albori della civiltà che a ciascun essere umano è strettamente collegata l'irripetibilità e l'unicità di "esistenza". A quella specifica esistenza è collegata la narrazione, il raccontare la Storia generale e la storia di una vita da una propria angolatura. In breve questa non è altro che l'identità personale che comprende l'unità psicologica di ciascuno.
Ma questa identità non è il tutto.

Una cosa è certa: ciascuno di noi vivendo e agendo in mezzo agli altri mostra "concretamente" chi egli è, lasciando dietro di sé una "storia di vita".
Accanto a questo aspetto dell'identità, che in un certo senso possiamo controllare perché è ciascuno di noi a rivelarla con il proprio comportamento, espressione dell'ambiente culturale e formativo entro cui si è stati forgiati (=identità mutabile), esiste una identità sempre identica (sostanza).
(segue)

13 Settembre

L'attacco è dell'11 settembre 2001
Dopo gli attacchi terroristici di due giorni prima gli Stati Uniti  il 13 Settembre 2001 riaprono il traffico aereo nei propri cieli.

L’11 settembre 2001 ha segnato la storia dell’umanità, sia per le quasi tremila vittime e seimila feriti provocate dagli attacchi, che per la sensibilità degli obiettivi. 
Se con le Twin Towers venne colpito il cuore produttivo del Paese, l’attentato al Pentagono con un Boeing 757 American Airlines (AA77), sede del Dipartimento della Difesa, nei pressi di Washington D.C., rappresentò un colpo al cuore del centro nevralgico istituzionale.
Un quanto aereo, un altro Boeing dirottato verso la capitale Washington, fu fatto precipitare dai terroristi in un campo vicino Stonycreek, (Pennsylvania), quando il commando stava per essere sopraffatto dalla reazione dei passeggeri.

giovedì 12 settembre 2019

Italiani nel mondo. L'emigrazione anteriore alla nascita del Mec e poi dell'Unione Europea

Emigrazione post-guerra
Nel 1945 la guerra in Europa era ancora in corso e nell'Italia ridotta a pezzi essa era caratterizzata prevalentemente dalla presenza degli alleati e dai partigiani contro i nazi-fascisti.  
Il governo di Liberazione Nazionale in quel contesto sociale ha stipulato un accordo col Governo belga il cui contenuto è così più o meno sintetizzabile: Il Regno del Belgio regalerà all'Italia un quintale di carbone per ogni emigrato italiano (in genere siciliano, veneto o sardo ) rassegnato a sprofondare nelle miniere di Marcinelle.

Uomini per carbone
A quella ipotesi lavorativa, nei bacini minerari del Nord Europa (trattato Italo-Belgio) e nel contesto di miseria aggravato dalla guerra promossa dal Fascismo, risposero complessivamente 230.000 italiani. 

Il primo trattato  di questo genere "uomini contro carbone" è come riportato sopra del 1945: il governo belga quindi fornire all'Italia 24 quintali di carbone fossile all'anno per ogni italiano che si reca ad estrarlo dalle sue miniere. Secondo lo stesso accordo gli emigrati dovevano avere «un'età ancora giovane (non più di 35 anni) e un buono stato di salute». 
Con il protocollo dell'anno successivo, firmato per l'Italia il 23 giugno 1946 dal presidente del consiglio Alcide De Gasperi, la richiesta di emigrati venne portata a 50 mila operai: dovevano partire «a gruppi di 2.000 a settimana in cambio della fornitura annuale all'Italia di un quantitativo di carbone compreso tra i due e i tre milioni di tonnellate, a prezzo preferenziale», così si legge in una nota a verbale.
L’accordo prevedeva  parità di salario e di trattamento pensionistico e sanitario fra minatori italiani e belgi e il diritto agli assegni familiari per le famiglie rimaste in Italia. 
Gli ingaggi iniziali erano confusi, molti italiani in realtà pensavano di essere assunti come muratori o manovali.

12 Settembre

 Il 12 Settembre 1990 a conferma ed attestazione del disfacimento dell'Impero Sovietico e dell'intero già Blocco dei paesi comunisti viene firmato il trattato sullo stato finale della Germania che si sostanzierà nell'unificazione  della Repubblica Federale di Germania (RFT) e della Repubblica Democratica Tedesca (DDR).

Le Quattro Potenze vincitrici della seconda guerra mondiale (Usa, Russia, Gran Bretagna e Francia) che occuparono la Germania alla fine della seconda guerra mondiale riconoscono nel contenuto del trattato la nuova realtà frutto dell'abbattimento del Muro. 

L'unificazione tedesca consistette comunque in un lungo processo che ancora oggi non risulta sia stato, sul piano socio-economico, completamente realizzata. L'arretratezza della parte ex comunista rispetto a quella occidentale era infatti enorme, come era -e tutt'ora è- il divario fra l'Italia settentrionale e quella meridionale.

Hanno detto ... ...

CARLO COTTARELLI, economista
Il governo posticipa al settembre 2020 la reintroduzione dell'ora di educazione civica. Un vero peccato ... Non so di chi sia la colpa, magari a questo punto era inevitabile. Ma quando insegnare a essere buoni cittadini diventerà una priorità?

OSCAR GIANNINO, giornalista
Prendere dolorosamente atto che 11 settembre 2001 e le sue migliaia di vittime non sembrano più in ITA voler dire nulla per nessuno (o quasi). L'oblio della storia è persino peggio della morte. Perché l'indifferenza è sempre anticamera di nuove follie e vittime.
,
MARCO CUCCHINI politologo
3 consigli non richiesti sulla riforma elettorale
1) il governo ne stia fuori; 
2) si coinvolga almeno FI; 
3) si suggelli il processo con un referendum confermativo: servirebbe a creare un precedente e spunterebbe ogni polemica populista. 
Ma tanto, consigliare è inutile.

GIANFRANCO PASQUINO, politologo
Non "tornare alla proporzionale"? 
La legge Rosato è 2/3 proporzionale e per 1/3 maggioritaria. 
L'Italia non ha mai avuto una legge maggioritaria, Il Mattarellum, voluto dagli elettori, era per 3/4 maggioritario e per 1/4 proporzionale. 
Prodi, Veltroni etc al sanno di cosa parlano? Il quesito mi lancina !