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mercoledì 12 dicembre 2018

Cultura e identità. A che serve rinunciare ad essere se stessi e a camuffarsi su eventi che non fanno rilevare le differenze ?

Chi conosce il proprio territorio tende
prima o poi a promuoverlo e a difenderlo.


Chi primariamente non valorizza l'identità e la
lingua arbëreshë che sola, in mezzo ad una realtà di italianità,
ci caratterizza e può attrarre interesse, è segno che ancora
non ha individuato i fattori di crescita culturale e socio-economica.
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Contributi per progetti di rievocazione storica.

Assistiamo sin dall'insediamento della nuova Amministrazione Comunale allo svolgimento frequente di "e v e n t i ", ossia di manifestazioni che sono sostenuti dalla buona intenzione di rivitalizzare la dormiente (per non dire sofferente) comunità locale.
Evento dopo evento ci accorgiamo però che la gente non viene (o non si sente) coinvolta.
Ci sarà pure una ragione.
E' segno, per noi, che da questo solo fronte non arrivano frutti nel campo socio-economico del nostro paesino che via via va spopolandosi sotto i nostri occhi.

Su questo Blog ne abbiamo parlato, trattato, da anni. Gli eventi sono buone intenzioni perché puntano a far conservare buone tradizioni, buoni sentimenti e sono (o dovrebbero essere) occasioni per attrarre interesse da parte delle comunità vicine (e dove sono ben calibrati e ponderati pure da realtà lontane). Non sta accadendo purtroppo qui da noi, se è vero che per ogni evento finora organizzato abbiamo assistito alla presenza di venti o trenta persone (o anche qualcosa in più) a fare da pubblico.
Una amica ha detto che gli eventi hanno finora riscosso l'interessi dei loro soli organizzatori e di pochissimi altri.

Una ragione deve pur esserci: nell'attività e nella vita di ogni comunità anzitutto vanno soddisfatti da chi si propone sulla scena politica -in una fase iniziale- i bisogni primari, quelli essenziali, che sono il lavoro, il mantenimento della dignità garantendo a tutti i diritti repubblicani, la messa in campo di prospettive progettuali credibili per il domani.
Assolti questi non indifferenti compiti è giusto e doveroso ricostruire l'identità comunitaria puntando sulle fiere, sugli intrattenimenti teatrali, i costumi e soprattutto sull'identità arbëreshë che se bene metabolizzata e capita potrebbe creare motivi di interesse peculiare in un ambito vasto quale è il contesto siciliano. Intendiamo dire che possiamo offrire all'esterno la nostra identità e che, se ben colta, rappresentata e coltivata da noi, può diventare un fattore economico.

Ci sia consentito ancora, senza nessuna punta polemica nei confronti di nessuna componente politico-amministrativa in campo dal momento che quanto qui scritto l'abbiamo sempre sostenuto da anni, di dire che se in una comunità non esiste la Politica non verrà mai individuata alcuna finestra da cui intravedere un freno alla fuga dei giovani, al declino culturale delle peculiarità locali e non si formerà mai la coscienza per capire che valorizzare non ha senso se non viene connesso alla creatività da cui far nascere posti di lavoro. 
Politica e/o cultura senza visione socio-economica che coinvolga la gente non sono altro che fattri di sterilità.

Abbiamo voluto esporre un nostro punto di vista, che sappiamo bene sarà trattato con sufficienza. Ma continueremo a sostenere che da noi, qui sul nostro territorio, manca la visione politica e che da solo il desiderio, la buona volontà e lo sforzo privo di apertura culturale che affondi però nella visione socio-economica locale non si approda a nulla e il paese resterà via via sempre più disabitato.

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A riprova che non abbiamo pregiudizi sugli "e v e n t i" , anzi se li colleghiamo alla storia specifica di ciascuna comunità ne diventiamo convinti sostenitori, riportiamo sotto una informazione che forse potrà fornire utili indicazioni a chi facendosene promotore li collega alla storia dei territori, che per noi (quella storia e quella identità) costituiscono il pozzo specifico della cultura e tradizione degli italo-albanesi:


TITOLO
Fondo nazionale per la rievocazione storica: Avviso per la presentazione delle domande per il 2018
Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Generale Spettacolo
Fondo con una dotazione di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 finalizzato alla promozione di eventi, feste e attività per la valorizzazione dei beni culturali attraversoattraverso progetti di rievocazione storica realizzati da Regioni, Comuni e da Istituti e Associazioni culturali.
SCADENZE
  • 20/11/2017 per l’annualità 2017
  • 16/01/2018  alle ore 14.00 per l’annualità 2018
  • 16/01/2019 per l’annualità 2019
Il bando prevede la concessione di contributi per progetti che riguardano l’organizzazione di attività e iniziative di valorizzazione di beni culturali. 

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