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sabato 14 aprile 2018

Verso il 10 giugno. Priorità delle priorità: Contessa E. non diventi “Comune-polvere”, fra quelli con meno di mille residenti e a rischio abbandono

La tristezza: girare per le vie e non incontrare anima viva

Molte amministrazioni comunali siciliane e più generalmente del Meridione che guidano centri abitati scarsamente popolati si sono organizzate per invogliare giovani e famiglie a ritornare nei paesi di origine, offrendo incentivi economicifiscali e mettendo in vendita a 1 euro le case abbandonate o ricostruendo servizi laddove la desertificazione li aveva cancellati.

Sappiamo tutti come e perchè Contessa Entelina si trova a forte rischio di desertificazone. Da quando il processo della ricostruzione edilizia dal terremoto del 1968 ha finito di alimentare i flussi finanziari che arrivavano dal governo centrale nessuno si è curato di additare nuovi modelli di vita e di sopravvivenza.
Quacuno arriva adesso a dire che la ricostruzione in una zona senza futuro è stata, da parte del governo centrale, uno sprego di risorse ingiustificabile se è vero, come purtroppo è vero, che a Contessa una sola nuova abitazione ricostruita dopo il terremoto è occupata da una famiglia e sette sono invece disabitate perchè i proprietari risultano emigrati o risiedono altrove.   
L'interno della nostra Sicilia, l'area di collina, a differenza della costa, raramente riesce a poter contare sul turismo stagionale, quell'elemento che in qualche modo mantiene vive le comunità più piccole. 
In tempi recenti assistiamo alle iniziative dell'Associazione "Vivere Slow" diretta da Nino Montalbano che, nel puntare sui siti storici e naturalistici del nostro territorio, prova ad attrarre visitatori di breve durata e che comunque, alla lunga, potrebbero costituire volano per più corpose iniziative.

A Contessa, e nell'area dei Monti Sicani, è urgente bloccare il flussio migratorio, che prevalentemete interessa i giovani.
Sono migliaia e migliaia le famiglie emigrate all'estero, nel Settentrine del Paese e nei centri a valle e costieri in cerca di uno stipendio fisso e di un lavoro stabile.

E' ovvio che problematiche così vaste non possono essere risolte da un Amministrazione Comunale, però riteniamo che con iniziative originali, con studi ben curati, con persone ben motivate si possono prima denunciare all'opinione  pubblica attraverso i media e poi a chi di competenza parecchi dei guai della nostra zona, a  cominciare dalla viabilità esterna realizzata a fine ottocento dai governi di Francesco Crispi e addirittura dai suoi predecessori per la fruibiltà dei carettieri.