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giovedì 19 aprile 2018

Verso il 10 giugno. Nei piccoli centri i partiti non esiston più ed è sparita la POLITICA, le fazioni su basi familiari, amicali dominano

Giorni frenetici quelli correnti per i gruppi politici locali dei Comuni interessati dal voto amministrativo di fine primavera (10 giugno). Come non accorgersi che sono impegnati nella discussione dei futuri schieramenti e della scelta dei candidati a sindaco e ovviamente delle rispettive liste di sostegno ? 
In Sicilia -ne abbiamo riferito nei giorni scorsi-  saranno chiamati alle urne 137 Comuni su 390 complessivi. Nel groviglio del sistema elettorale che regola le elezioni amministrative, si voterà con regole diversificate a seconda delle fasce demografiche.
Nei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti si applica il sistema elettorale maggioritario a doppio turno; mentre nei Comuni con popolazione pari o inferiore a 15mila abitanti si voterà con il sistema maggioritario a turno unico. In quest'ultima fattispecie rientra Contessa Entellina. 
Bisogna rilevare che lo spirito della nuova legge elettorale per i comuni minori, in linea teorica, impedisce la frammentazione dei partiti. Pertanto, per ciascuna candidatura alla carica di sindaco, dalla caterva di liste cui sono abituati gli elettori delle grandi città, si passa a un’unica lista di candidati alla carica di consigliere comunale. L’obiettivo è di garantire ai sindaci governabilità e maggioranze omogenee nel Consiglio comunale.
Il declino organizzativo dei partiti (spariti completamente dal dibattito elettorale nei piccoli comuni) e l’aumento dell’imprevedibilità elettorale hanno reso il voto personale dei singoli l’unico elemento di continuità nel sistema politico. Di conseguenza -basta avere occhio per vedere e senso critico per riflettere-  i signori delle preferenze, o se vogliamo le famiglie numerose -sono diventati i veri padroni di ogni competizione elettorale. I loro pacchetti di voti si spostano fra elezioni successive indipendentemente dalle scelte e dagli orientamenti di partito. Per i candidati a sindaco che vogliano vincere le elezioni, assicurarsene il sostegno, può diventare cruciale.
Le regole della legge elettorale sono molteplici. 
La spending review ha imposto un taglio, seppur minimo, al numero dei consiglieri e degli assessori comunali.
Ciascun elettore può esprimere, nella stessa lista, uno o due voti di preferenza. Nel caso di espressione di due preferenze esse devono riguardare candidati di sesso diverso.
Come si vota 
Nei Comuni fino a 15.000 abitanti si vota con una sola scheda per eleggere sia il Sindaco che i Consiglieri Comunali. Ciascun candidato alla carica di Sindaco sarà affiancato dalla lista elettorale che lo appoggia, composta dai candidati alla carica di Consigliere. E' ammesso il voto disgiunto: votare per il sindaco proposto da una lista e per i consiglieri proposti da una lista concorrenti.
Viene eletto Sindaco, il candidato che ottiene il maggior numero di voti. Il candidato sindaco collegato alla seconda lista accede direttamente in consiglio comunale, se la lista prende almeno il 20% dei voti.
La cessazione del Consiglio comunale per inadempienza o per i casi previsti dal Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, comporterà anche la decadenza del sindaco e della rispettiva giunta e la nomina di un commissario fino alle nuove elezioni, che avranno luogo alla prima tornata utile. La decadenza, invece, non avrà effetto in caso di cessazione del Consiglio comunale per dimissioni contestuali della maggioranza assoluta dei componenti. Nell’eventualità, sarà nominato un commissario che sostituirà soltanto il Consiglio comunale e resterà in carica sino al rinnovo degli organi comunali per scadenza naturale.