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domenica 22 aprile 2018

Enti Locali. Logiche della finanza pubblica.




QUESTA RUBRICA
Una sorta di stimolo per la elaborazioni dei programmi delle due liste (prevedibili) che saranno in competizione a Contessa nella tornata elettorale del 9 giugno. 
Santa Maria del Bosco
Tentativo per far capire le logiche della finanza pubblica.
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3)  La legislazione statale
per i piccoli Comuni

Il Parlamento Nazionale ha stanziato alcuni mesi fa 10 milioni di euro per il 2017 e altri 15 milioni annuali dal 2018 al 2023. Totale di 100 milioni, cifra assai ridicola per gli obiettivi di: 
--riqualificazione dei centri storici, 
--promozione del turismo sostenibile, 
--garanzia dei servizi per i cittadini, 
--arresto dell'esodo demografico. 
Misure queste che riguardano ben oltre 5.500 comuni, il 55% del territorio italiano
4) Solo bricciole ai centri minori 

Per fermare davvero l’esodo dai piccoli centri e quindi garantire un presidio reale contro il dissesto e per la tutela dei beni comuni servono paecchi più soldi. Dove sono stati applicati incentivi le persone emigrate sono tornate. Il punto è sciogliere la contraddizione delle politiche statali. Da una parte si approva la legge per i piccoli centri, che rimane un segnale culturale molto significativo, ma dall’altra negli ultimi 15 anni c’è stata una tendenza costante a svuotare gli enti locali di risorse e poteri decisionali: sono diminuiti i trasferimenti statali, non è più possibile per i piccoli comuni assumere e formare personale, molti servizi sono stati sottratti alla gestione dei Comuni.

5) Debolezza politica

La  spesa amministrativa pro capite è più bassa nei Comuni piccoli che in quelli grandi.  Negli ultimi anni sono stati imposti tagli agli enti locali prendendo come riferimento la spesa di qualche anno prima. Così, chi era virtuoso e aveva già ridotto ha dovuto tagliare ancora, mentre chi era stato meno oculato si è trovato comunque con degli spazi per continuare a sperperare. 
6) La burocrazia

Serve la semplificazione amministrativa rivolta ai Comuni di minori dimensioni, che elimini adempimenti burocratici inutili. Tali sono gli allegati di bilancio richiesta anche ai piccolissimi Comuni che si ritrovano a dover rispondere agli stessi adempimenti di grandi città, ma senza avere a disposizione le stesse risorse. 

Al momento è ammesso il 100% del turnover solo per i Comuni fino a 3mila abitanti. Considerando anche che sostituire un dipendente che va in pensione con un nuovo assunto lascia la spesa pubblica invariata.