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mercoledì 28 marzo 2018

Java e madhe. Riflessioni e letture per ... capire

La Grande e Santa Settimana 

La Settimana Santa è un periodo particolare nella vita della chiesa bizantina. Il lunedì, il Martedì e il Mercoledì si celebra la liturgia dei doni presantificati, preceduta dal Vespero. Nel corso degli stessi giorni si legge il Vangelo per intero e i tropari sono ispirati allo "Sposo":


Ecco lo Sposo viene el mezzo della notte, beato quel servo che troverà vigilante, indegno quel servo che troverà negligete! Guarda dunque, anima mia, di non lasciarti opprimere dal sonno, per non essere consegnata alla morte e chiuso fuori dal Regno! Ma, vegliando, grida: Santo, Santo, Santo tu sei, o Dio, per intercessione della Madre di Dio abbi pietà di noi.

Lo Sposo (cosa si vuole intendere ?)
Dio e il Messia sono letti come lo sposo d'Israele (Cantico deii Cantici).
Il significato teologico del sacramento del matrimonio non consiste in altro se non nella ripresa del tema biblico di Dio sposo fedelissimo del suo popolo.
I credenti sono chiamati a ripercorrere assiduamente nella lor vita le tappe della stria del popolo ebraico e quindi anche dell'attesa del Cristo che viene sempre di nuovo.
L'evangelista Giovanni scrveva "Dio è Amore" e poi prosguiva "In questo consiste l'amore, che noi non abbiamo amato Dio ma Lui ci amò per primo e ci ha mandato suo Figlio".
Gesù, su Figli, è il Vangelo, la gioia e la vita dell'uomo. L'amore rinnova tutto, crea tutto nuovo. Non si adatta a niente, non cerca il suo. 

Oggi mercoledì la Chiesa fa memoria della sera in cui a Betania, a peccatrice lavò con le sue lacrime i piedi del Salvatore.

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Domani Giovedì Santo è la giornata dedicata all memoria dell'ultima cena. I testi liturgici trattano del significto dell'eucarestia, della lavannda dei piedi come esempio dell'umiltà divina, del tradimento di Giuda e della preghiera del Salvatore nel Getsemani.

Nella Cattedrale dell'Eparchia (Piana degli Albanesi), al termine della Liturgia del Giovedì santo s celebra il rit della lavanda dei piedi, che vuole rispecchiare la prassi liturgca della Chesa di Santa Sofia a Costantinpoli nei secoli lontani quando il Patriarca lavava i piedi a dodici presbiteri.
Sempre nella Cattedrale durante la Liturgia si celebra il rito di consacrazione del miron.