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domenica 25 marzo 2018

Dissesto idrogeologico. Il fronte poco difeso del territorio siciliano

Leggiamo sui giornali di questi giorni che in Sicilia otto comuni su dieci sono interessati da aree soggette a gravi dissesti idro-geologici e due comuni su dieci rientrano nel mirino del rischio idraulico.
Nelle settimane scorse la Regioni ha inviato a tutti i Comuni (ovviamente pure al nostro: Contessa Entellina) una circolare con cui li invita -entro metà di aprile- ad inviare una mappatura delle criticità locali.

I Comuni sono invitati ad affrontare una questione molto precisa e delicata, ne va infatti della messa in sicurezza delle popolazioni. Essi -come ricorda la circolare- devono riportare "anche eventuali situazioni di pericolosità e rischio non ancora censite dal piano (ndr. pai)".

Sostanzialmente i Comuni dovranno curare:
Sussiste pure il rischio di desertificazione, ossia
l'abbandono di vaste aree dell'isola che pagano le
conseguenze dell'emigrazione e dell'impoverimento
dell'agricoltura isolana.
-una cartografia di sintesi del rischio idrogeologico ed un documento di programmazione contenente:
a) elenco delle opere di mitigazione già realizzate,
b) due elenchi di progetti di mitigazione presentati e caricati sul Rendis che contengano quelli inseriti nei vari programmi di finanziamento e quelli senza finanziamento,
c) elenco dei progetti da realizzare,
d) segnalazioni di eventuali dissesti, 
e) tabella con elenco dei dissesti idro-geologici.

Dall'adempimento di quanto da noi qui accennato, e previa ovvia istruttoria, per i Comuni si aprono le possibilità di partecipazione alla programmazione regionale di settore e di poter attingere ai fondi per la progettazione o per il finanziamento dell'opera.