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mercoledì 12 luglio 2017

Sicilia. La volta scorsa meno di un siciliano su due si recò a votare

La corsa per la Presidenza della Regione Sicilia è già iniziata. Si voterà ai primi di Novembre pure per il rinnovo dell'Assemblea Regionale.
Come sempre capita in Sicilia tutti  partiti ed i politicanti, soprattutto quelli che da anni ed anni dimostrano di sapere malamente utilizzare le risorse pubbliche sono già in movimento. Non fanno -ovviamente- altro che evidenziare e rendere di pubblico dominio la loro assoluta mancanza di "memoria".  
La prima domanda spontanea che chiunque dovrebbe porsi è: "Come fa questa gente, artefice dell'oggi della Sicilia, ad aspirare, a desiderare la prosecuzione del saccheggio dell'isola ?".
La risposta non può che essere: "E' gente priva di memoria, e quindi di cultura. La cultura è la madre della dignità umana".

Per fortuna almeno una convinzione comune esiste da un estremo all'altro dell'isola, dalla destra alla sinistra: Rosario Crocetta è da annoverare fra i peggiori Presidenti dall'istituzione dell'autonomia.

Lo schieramento di Sinistra, ossia la costellazione che si propone di ereditare il patrimonio storico della Sinistra, si sta adoperando in posizione anti-pd  e nel corso di un Convegno svoltosi ad Enna punta su un programma per alleviare la diffusissima disoccupazione giovanile, la desertificazione produttiva caratterizzata dalla moria delle aziende e la tutela dei beni comuni (viabilità compresa) e dei beni culturali. Questa parte di schieramento politico punta a trovare ancoraggi nel civismo diffuso sul territori. 

Il movimento 5Stelle attraverso riservati e misteriosi sistemi di consultazioni interne mediante internet ha scelto il proprio candidato alla Presidenza della Regione (Cancellieri) e ai primi punti del programma pone la chiusura, almeno parziale, dei rubinetti che alimentano con indennità, vitalizi, incarichi, familismo e chi più ne ha più ne metta la famelica ed ignorante classe dirigente siciliana.

L'area "popolare e centrista" ha già preannunciato l'addio all'alleato pd, carente di affidabilità dopo cinque anni di crocettismo. I vertici romani consapevoli che in Sicilia il Pd è ancor meno credibile che altrove ha affidato -in appalto- la gestione elettorale ed ogni ruolo programmatico a Orlando, apprezzato sindaco di Palermo che tuttavia Pd non è mai stato e non è. Si tratta infatti di un semplice appalto.

Il centro-destra ancora naviga fra vecchie incrostazioni del passato e prove di rinnovamento.

A fronte del fallimento delle classi dirigenti la Sicilia resta nelle mani della più folta burocrazia regionale d'Italia, potente perchè l'interlocutore politico è ignorante e famelico.
Chi potrà salvare la Sicilia, l'isola delle tangenti e della corruzione dove nessun siciliano conserva memoria perchè i giornali ed i tg ogni giorno sfornano nuove corruzioni ?.