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martedì 25 luglio 2017

Riflessioni a partire dalla sete. Prima Repubblica e Seconda, corruzione per i partiti e per casa propria, capacità di governo e inconcludenza ....

Abbiamo sete di acqua
e di buon governo

Viviamo in un Paese, l'Italia, che ha sviluppato una delle civiltà più longeve della storia: strade e acquedotti fino a qualche decennio fa costituivano: 
-strumenti di penetrazione nel territorio lontano dagli sbocchi importanti, 
-strumenti di governo dell’economia e di crescita sociale delle popolazioni lontane dalle città,  
-strumenti degli scambi e di valorizzazione culturali delle popolazioni che erano state tenute lontane dalla crescita umana. 
Diciamolo con convinzione: l'Italia dagli anni sessanta agli anni novanta del Novecento è cresciuta ed è divenuta la quinta potenza economica del pianeta, superando il pil della stessa Gran Bretagna nel periodo vituperato craxiano. 
Oggi il Paese è al decimo posto e corre precipitosamente verso il dodicesimo. Durante il primo centro-sinistra i partiti rubavano per se stessi; oggi i politici rubano per casa propria.

Vedere oggi una classe dirigente, che le statistiche ufficiali mondiali collocano fra le più corrotte del mondo occidentale, cosi poca attenta persino a una risorsa vitale come l’acqua è segno non solo di scarsa lungimiranza ma di incompetenza assoluta: lo spreco di un bene così essenziale determina uno dei deficit più preoccupanti che quotidianamente accumuliamo senza rendercene conto.


E' necessario combattere con leggi adeguate e accordi internazionali le cattive abitudini della modernità che si manifestano attraverso l’enorme quantità di gas nocivi rilasciati nell’atmosfera; il clima è velocemente cambiato negli ultimi venti anni perché altrettanto velocemente sono cambiate la società e le sue abitudini. Fino agli anni '80 a Milano esisteva la nebbia; oggi i giovani -a Milano- non sanno cosa sia la nebbia. 
Contemporaneamente gli stati, i governi, dovrebbero adeguare i propri sistemi idrici per ridurre gli sprechi di acqua: se lo avessimo fatto nel passato mentre andavano cambiando le nostre abitudini, forse oggi avremmo meno sete.