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venerdì 14 luglio 2017

L'Essere umano. ll desiderio di scoprire da dove proviene non verrà mai meno al pari del desiderio di capire il perché proviene

La Scienza Archeologica
Il primo scavo condotto scientificamente, in opposizione alle buche aperte indiscriminatamente nel terreno alla ricerca di tesori sepolti (cosa che ad Entella è accaduto fino a non molti decenni fa), fu promosso nel 1784 da Thomas Jefferson, terzo presidente degli Stati Uniti, presso un tumulo preistorico all'interno della sua proprietà in Virginia. Le tecniche di scavo si sono via via perfezionate lungo il XIX e XX secolo, secondo le regole della stratigrafia la quale asserisce che le rovine più datate stanno al di sotto dei resti più recenti.
Asserisce pure -norme sulla tipologia- che la variazione di oggetti rinvenuti dello stesso "genere-tipo" implica l'avvicendarsi delle mode e il perfezionamento delle tecniche usate.
Sulla scorta di queste brevi modalità di "datazione" dei reperti antiche ha proceduto l'Archeologia fino alla metà del Novecento, quando sno state applicate nuove metodologie su cui avremo modo di soffermarci. 

L'avventura della vita secondo la Scienza 
(IV)
Verso  4 milioni di anni fa, reperti fossili mostrano che la linea evolutiva umana si era distinta (separata) da quella  dei primati.
Area entro cui sono stati
rinvenuti resti di
Australopithecus
Lo sviluppo degli ominidi tra i 4 milioni di anni fa avviene in quello che viene chiamato stadio "pre-umano" (Australopithecus) e "umano" (Homo habilis e Homo erectus).
Australopithecus fu l nome coniato per un nuovo fossile rinvenuto in Sud Africa: il teschio di un bambino simile a un primate con denti simili a quelli umani. Il suo scopritore, l'anatomista Raymond Dart, ritenne che Australopithecus rappresentasse un primo stadio  dell'evoluzione umana, ma ci vollero molte altre scoperte  di Australopithechi  e membri del genere Homo prima che le sue teorie venissero prese sul serio.
Non sappiamo esattamente come l'Australopithecus, l'Homo habilis e l'Homo erectus fossero in relazione l'uno con gli altri, ma essi rappresentano stadi successivi nello sviluppo degli umani.

Si ritiene che siano esistite almeno tre forme di Australopithecus. La più antica fu l'Australopithecus afarensis, scoperta nella prima volta nella regione di Afar, in Etiopia. Gli venne attribuito iI sopranome Lucy (era uno scheletro parziale dii giovane donna vissuta c. 3milioni di anni fa). Due successive forme distinte, una gracile con denti più piccoli e una più robusta con denti massicci, furono scoperte in seguito.
La circostanza che gli Australopithecus avessero una posizione eretta -sia da fermi che in movimento- fu riconosciuta nel 1978 da alcune impronte conservate su ceneri indurite di un vulcano, in Africa Orientale.
Quelle impronte hanno attestato che in una camminata avvenuta circa 3,6milioni di anni fa tre soggetti   Australopithecus erano passati su delle ceneri.