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giovedì 20 luglio 2017

Ius soli. L'ipocrisia del governo pd e la speculazione m5s e del centro-destra

Sul blog ho seguito l'istruttiva visita in terra albanese del folto gruppo di contessioti desiderosi di conoscere la terra che presumibilmente fu la terra dei padri, anche se alcuni dei cognomi usuali a Contessa potrebbero avere origini un pò più a sud, dai territori oggi greci.

Ho immaginato quale deve essere stato cinquecento anni fa il disagio di quelle popolazioni costrette a fuggire dalle loro case sulla spinta del dilagare dell'invasione turca sull'intera penisola balcanica.
Non abbiamo idea come sia avvenuta l'attraversata dell'Adriatico o del mar Ionio. E' certo che il mondo  e la natura dell'uomo non è mai cambiata. Pure allora esistevano gli speculatori e i trafficanti che da una sponda all'altra portavano carne umana. Oggi questo tipo di lavoro lo fanno  i libici o forse altri, allora a speculare sul destino degli sventurati erano veneziani, genovesi e forse altri ancora.

Gli sventurati di allora non trovavano ad attenderli gli speculatori che con forme  di cooperative legate a politicanti guadagnano i fondi europei sull'immigrazione.
Gli sventurati di allora venivano accolti da uomini al servizio del feudalesimo dei baroni meridionali e del regno di Sicilia. Nel XV secolo il pendolo del benessere stava volgendo dal Mediterraneo al Nord Europa; i trafficanti di grano genovesi, francesi ed in parte spagnoli chiedevano di acquistare grano da rivendere a Nord ma la Sicilia era disabitata (specialmente dopo la cacciata di circa 200mila ebrei). I baroni avevano fame di braccia per mettere a coltura le loro terre, in gran parte dedicate a pascolo. 
Gli sventurati che venivano nel Meridione in fuga dai territori dell'ex Impero Romano d'Oriente servirono al bisogno della valorizzazione delle terre e per fornire grano al Nord Europeo che grazie al Rinascimento intraprendeva la guida del continente, mai più abbandonata. 
Vedasi: Flash sulla nostra Storia n. 1
Vedasi: Flash sulla nostra Storia n. 2

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A tutti noi, lettori del Blog e non, capita di seguire sui media la avvilente problematica che sugli odierni immigrati conducono i partiti politici. Hanno, in forme indirette (mediante cooperative) rubato il denaro destinato agli odierni sventurati (un esponente delle cooperative, una volta rosse, a Roma è stato intercettato mentre diceva: con gli immigrati si guadagna di più che trafficare con la droga; altri esponenti delle coop, una volta dette bianche, hanno fatto saccheggio in vari Centri).
La sporcizia che l'essere umano sa fare sulle disgrazie altrui non ha limiti.

In questi giorni il governo ha rinviato alle calende greche la disciplina dello "ius soli" per non dare vantaggi al centro-destra e al m5s. L ha fatto immaginando le intenzioni dell'elettorato che disprezzerebbe e odierebbe chi parla una lingua diversa ed ha un colore diverso della pelle. Non sappiamo se Elettorato abbia davvero questi sentimenti. Se li avesse è segn che esso si è dimenticato che nella seconda metà dell'Ottocento milioni e milioni di  italiani fecero gli immigrati nel Sud e nel Nord America, per non parlare d quegli italiani che -a milioni- nella seconda metà del Novecento fecero gli immigrati con le valigie legate con lo spago in Germania, Belgio, Francia, Svizzera e Gran Bretagna. 
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Come mai noi italiani non sappiamo essere umani nei confronti del prossimo ?
Tutti noi conosciamo immigrati che da decenni vivono in Italia. Parlano in italiano e spesso con l'inclinazione regionale in relazione ai territori in cui vivono e lavorano. Sono sposati, hanno figli e fanno tifo per le squadre di calcio della città in cui risiedono.
Per l'attuale normativa vigente in Italia però essi continuano ad essere "stranieri". 
A casa hanno cassetti pieni di carte burocratiche che ritmicamente portano in questura, in prefettura, all'Ausl, all'Inps. La loro vita è molto più che per noi residenti e cittadini italiani un percorso ad ostacoli: se si distraggono rischiano di perdere il diritto di soggiorno e di dover tornare da dove sono venuti. Tutto ciò con i loro bambini che frequentano la scuola ed hanno pure imparato l'Inno di Mameli.
Questi bambini che sono nati nella nostra penisola perchè non possono essere italiani ?
Il diritto di essere cittadini del Paese in cui si nasce (ius soli) è stato conseguto dai milioni e milioni di italiani che andarono nelle Americhe e/o nei paesi europei. Perchè chi è nato qui non deve avere questo riconoscimento ?
Un grande arbëresh deceduto recentemente, Stefano Rodotà, asseriva che lo ius soli è segno di civiltà "L'Italia ha bisogno di una nuova legge sulla cittadinanza, senza pregiudizi !".