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sabato 22 luglio 2017

Hanno detto ... ...

Rubavano tutti.
Ma non è mafia.
FERRUCCIO DE BORTOLI, già direttore del Corriere della Sera
Morale di questi giorni: non era mafia solo una banda di criminali che dominava nella capitale. Dunque, possiamo stare tranquilli...
Difficile spiegare a uno straniero la soddisfazione di alcuni per il fatto che la condanna di una banda di criminali non è mafia.



ROBERTO GIACCHETTI, deputato Pd e già candidato sindaco di Roma

In questi anni ho dovuto silenziosamente accettare l'accostamento della mia città alla mafia da parte di chi, pur di vincere le elezioni, ha coltivato la peggiore immagine di Roma possibile. L'ho fatto con dolore ma nel pieno rispetto dei tempi della giustizia. Oggi però sento di voler dire con forza che chi, d’ora in poi, accosterà la parola 'mafia' alla parola 'Roma' dimostrerà di non amare la città e i nostri concittadini, continuando sciaguratamente a speculare su una notizia falsa; forse non è nemmeno un caso che ciò avvenga nel pieno delle contestazioni pubbliche di ieri a San Lorenzo nei confronti della Raggi.
Un sindaco che dimostra in modo cosi evidente di non amare Roma ed i romani, per me, ha già fallito.


GIUSEPPE PIGNATONE, Procuratore capo di Roma.
"La sentenza ha riconosciuto la sussistenza di gravi fatti di violenza e corruzione. A Roma la mafia c'è. Non mi sento sconfitto. È crimine organizzato, noi andremo avanti", "non si può accettare l'idea che a Roma la corruzione sia un fatto normale o addirittura utile". 
"Attendiamo le motivazioni della decisione, anche perché noi ci siamo mossi nel solco tracciato da precedenti e successive sentenze della Cassazione. Inoltre in questi anni abbiamo dimostrato che a Roma la mafia c'è, a differenza di quanto sostenuto in passato, e non solo per via del riciclaggio, ma anche nella gestione del traffico di droga, dell'usura e altri fenomeni criminali". 
"Io stesso ho più volte sottolineato che era una organizzazione ridotta non in grado di condizionare il governo di Roma Capitale; la costruzione mediatica di quel presunto dominio non ci appartiene. L'abbiamo qualificata come associazione mafiosa e continuo a ritenere che quella costruzione fosse aderente alla realtà; se le motivazioni della sentenza non ci convinceranno del contrario faremo appello". 
"Non mi sento responsabile dell'effetto mediatico dell'inchiesta e delle strumentalizzazioni politiche". 
"Il problema di chiamare mafia gruppi locali c'è. Sulla Magliana ci sono state sentenze contrapposte". 
MATTEO ORFINI, presidente Pd
«Lo dico da romano innamorato della mia città: a Roma la mafia c’è. Ed è forte e radicata».
ODEVAINEex vicecapo di gabinetto di Walter Veltroni ai tempi in cui era sindaco e poi componente autorevole del tavolo di coordinamento per l’emergenza immigrati al Ministero dell’Interno, era alla sbarra per i 5 mila euro al mese presi da Salvatore Buzzi negli anni d’oro. 
"Penso di essere una vittima della scelta del Tribunale di distaccarsi dall’impostazione della Procura sull’associazione mafiosa. Il Tribunale non ha riconosciuto l’esistenza a Roma dell’associazione mafiosa. Dall’altro lato però, per non sembrare troppo debole rispetto ai pm, secondo me ha calcato la mano sull’altro fronte.
Dico che la mia condanna è pesantissima rispetto alle richieste e non hanno nemmeno tenuto conto della collaborazione che io ho fornito. Questa durezza è secondo me l’altra faccia della medaglia della scelta di escludere la mafia per gli altri.