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domenica 16 luglio 2017

Contessa Entellina. Ripristinare la condotta idrica che alimenta il b.go Pizzillo è una impresa difficile ?

A Pizzillo, borgo ex-Eras in territorio di Contessa, insiste una comunità laico-religiosa guidata da uno dei sacerdoti più colti dell'Eparchia di Piana degli Albanesi, padre Pietro Gullo.

L’acqua è sempre stata una risorsa 
preziosa ed indispensabile per la vita 
dell’uomo e di ogni essere vivente. 

Solo dove c’è acqua c’è vita 
nell’universo conosciuto.

La comunità sta lì ormai da parecchi anni e alcuni suoi componenti giornalmente, percorrendo percorsi stradali che definire di pessimo stato è poco, raggiungono i posti di lavoro presso strutture pubbliche e non piuttosto lontane e poi,  a prestazione lavorativa  in ambito sanitario e/o altro, tornano in sede per alimentare la vita comunitaria-religiosa.
I componenti la comunità non si accorgono e soprattutto non si lamentano dello stato in cui versa la viabilità sull'intero territorio di Contessa, che pure sono costretti a percorrere quasi giornalmente per raggiungere i posti di lavoro, però è difficile per loro non accorgersi della assoluta mancanza di un altro "servizio essenziale", di un servizio essenziale per la v-i-t-a dell'essere umano. 

A Pizzillo, da due anni ossia da ventiquattro mesi, la condotta idrica -che parecchi anni fa era gestita dall'Esa e che da più di un decennio è stata acquisita dal Comune- non somministra una sola goccia d'acqua.
Vivere e provare a soddisfare i bisogni igienico-vitali senza acqua non è possibile e non è da umani, eppure le segnalazioni e le educate richieste dei componenti la comunità al Sindaco, agli amministratori locali, alle autorità di tutte le specie non sono servite a nulla. A Pizzillo da due anni quella comunità umana vive senza nè acqua potabile nè acqua per uso igienico.

A sentire una simile notizia, una simile informazione, non viene in mente nessun'altra riflessione se non questa: "A chi giova non sostenere la presenza di quella comunità a Pizzillo ?".

I paesi dell'interno dell'isola sono già di per se dei "siti desertici" per scelta scellerate della politica nazionale, non siano pure i politici locali, degli enti locali, a contribuire alla desertificazione fisica e culturale del nostro territorio.