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sabato 24 giugno 2017

Stefano Rodotà. In una Italia di persone perfette sarebbe stato il migliore Presidente della Repubblica. Era un arbëreshë

E’ morto Stefano Rodota‘. Parlamentare, studioso, docente, primo presidente dell’Autorita’ Garante per la Protezione dei Dati Personali, Rodota’ originario di un famiglia albanese della comunità  arbëreshë, aveva 84 anni.
La famiglia Rodotà annoverato, fra il XVII e il XVIII secolo, grandi figure di intellettuali e di alti prelati religiosi che hanno influito presso la sede papale di Roma (per la verità, non con soddisfacenti risultati) sul destino e sullo stato giuridico-religioso degli  arbëreshë dell'intero Meridione d'Italia, pure di Sicilia.
Quella di Stefano Rodotà è stata una vita spesa per i diritti individuali, in particolare dei piu’ deboli; professore universitario, parlamentare, studioso, militante e dirigente della sinistra socialista e "indipendente" e poi pds.
Nato nel 1933 a Cosenza, da una famiglia arbëreshë originaria di San Benedetto Ullano, nel 1955 si laurea a Roma in giurisprudenza alla Sapienza. In politica, dopo gli inizi nel Partito Radicale di Mario Pannunzio e alcuni trascorsi nel psi nella componente di Riccardo Lmbardi, viene eletto deputato nel 1979 come indipendente del pds.
Dopo la svolta della Bolognina, aderisce al Partito Democratico della Sinistra.
Il suo impegno politico ha sempre coinciso con la difesa dei diritti. Dal 1997 al 2005 è stato il primo Presidente del Garante per la protezione dei dati personali. Gli studi sul diritto alla riservatezza e all’oblio ne fanno uno dei piu’ grandi esperti di privacy e diritti individuali
Ha insegnato nelle università di Macerata, Genova e Roma, dove è stato professore ordinario di diritto civile e dove gli è stato conferito il titolo di professore emerito. Ha insegnato in molte università europee, negli Stati Uniti d’America, in America Latina, Canada, Australia e India.
È stato professore invitato presso l’All Souls College di Oxford e la Stanford School of Law. Rodota’ ha sempre affiancato all’attivita’ accademica l’impegno sociale, caratteristica che lo ha portato ad essere candidato per l’elezione del Presidente della Repubblica Italiana del 2013, votato dal Movimento 5 Stelle e da Sinistra Ecologia Libertà.
Negli ultimi anni i suoi interessi si sono concentrati sulla relazione tra internet e tutela dei diritti.
La camera ardente di Stefano Rodotà verrà aperta oggi alle 16 nella sala Aldo Moro di Montecitorio. Resterà aperta anche domani, dalle 10 alle 19.