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sabato 24 giugno 2017

FLASH sulla nostra Storia

Storia agraria sulla 
fondazione di Contessa

Cosa sta a monte della fondazione dii Contessa nella seconda metà del XV secolo ?
E' certo che l'insediamento degli arbëreshe in quest'angolo di Sicilia dove ancora non esistevano Menfi, Santa Margherita B., Montevago, Salaparuta, Poggioreale, Camporeale, Roccamena, non ha nulla a che fare con la bontà d'animo dei Peralta-Cardona rispetto a gente che fuggiva dall'avanzata ottomana nei Balcani, nè col desiderio dei cattolicissimi regnanti di Spagna di volere nel dominio siculo dei cristiani di confessione ortodossa, dopo avere espulso e/o accingersi ancora ad espellere complessivamente duecentomila ebrei su una popolazione complessiva inferiore ai cinquecentomila residenti.   

La spiegazione sulla disponibilità dei Peralta-Cardona è tutta contenuta nella seguente descrizione del prof. Orazio Cancila, dell'Università di Palermo. 
"I dati storici confermano senza ombra di dubbio che la Sicilia -spopolata- aveva necessità di braccia poichè l'intera struttura produttiva mostrava nel declinare del XV secolo la drastica diminuzione complessiva di reddito.
In una economia prettamente agricola l'incremento della produzione può realizzarsi  o attraverso trasformazioni tecniche che migliorino le rese e la produttività, oppure con l'allargamento di talune coltivazioni a danno di altre, e in particolare dei pascoli e dei boschi.
Il sistema  più seguito in Sicilia (ndr. dai baroni) era purtroppo la riconversione colturale: dalla boscaglia o dal prato alla cerealicoltura, dalla cerealicoltura alla viticoltura e alle colture specializzate in genere, secondo le esigenze del mercato  e la disponibilità di mezzi.  
Non miglioramenti tecnici capaci di determinare un aumento delle rese e un più alto rendimento del lavoro rispetto al passato, nè modifiche sostanziali  delle forme di gestione della terra e dei rapporti di produzione  per migliorare la produttività, nè reinvestimento dei profitti nell'agricoltura, ma il ricorso ad un sovrappiù di lavoro per mettere a coltura spazi più ampi, talora anche al di là d qualsiasi convenienza economica.
Era il sistema più facile  e meno costoso, perchè raramente la riconversione colturale avveniva a spese della proprietà: quasi sempre, infatti, l'onere ricadeva sui conduttori che si impegnavano in miglioramenti fondiari su terreni ottenuti in enfiteusi e per i quali pagavano il censo".