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martedì 9 maggio 2017

Impiantare un orto per uso familiare. E' un passatempo che concede molte piccole soddisfazioni

I sindaci delle grandi città hanno promosso quasi ovunque l'assegnazione di piccole porzioni di terreni ad organizzazioni di anziani e pensionati perchè si dedichino almeno per un'ora al giorno alla coltivazione della floricoltura e/o dell'orticoltura. 
Nei piccoli centri simili iniziative non servono perchè in tanti dispongono direttamente o mediante le relazioni parentali e amicali di una porzione di terreno che faccia ritrovare sensazioni che per i più degli esseri umani sono ormai perdute, a causa del vivere caotico dei nostri giorni in mezzo al frastuono cittadino.
Seguire la crescita delle piante e poi portare a casa verdure e/o frutta coltivate grazie al proprio impegno può ancora trasmettere gradevoli sensazioni perdute dall'uomo di questo terzo millennio.
Certo, serve molta pazienza e perseveranza.  Basta pensare che le pante degli orti sono esposte alle malattie crittogamiche e talora all'attacco di parassiti.     

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IL TERRENO (1)
Quello ideale, che possiede tutti i requisiti prescritti dalla scienza agraria, probabilmente non esiste. Dipendesse da noi tuttavia alcune condizioni dovremmo esigerle:
1) la prossimità di una presa d'acqua. Senza  questa -nell'estate siciliana- non sarebbe possibile innaffiare le colture orticole. 
2) andrebbero evitati i terreni esposti ai venti. Circostanza -come ben sappiamo- non facile nella zona di Contessa. I nostri antenati, consapevoli di questo fenomeno, hanno comunque impiantato un pò ovunque siepi e steccati protettivi.
3) I nostri contadini sostengono che per avere prodotti precoci rispetto a quelli del vicino bisogna impiantare l'orto con esposizione verso sud.  Il terreno si riscalda prima e fa maturare in anticipo i prodotti.
4) Vanno bene i terreni lievemente inclinati; non troppo però, per evitare l'erosione causata dall'acqua. 

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