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mercoledì 31 maggio 2017

I nuovi voucher per il governo sono cosa fatta. Ma cosa accadrà in Parlamento ?


“Prestazione Occasionale” è il nome applicato con un emendamento al decreto “Manovrina”  attiene ai voucher per  ambiti famigliari e imprese, ivi comprese quelle al di sotto di 5 dipendenti, purché questi abbiano tutti contratto a tempo indeterminato.
Due sono  limiti di importo: quello per il datore di lavoro che non può superare i 5mila euro annui e quello per il lavoratore il cui importo sarà esattamente lo stesso, ma con lo stesso committente non potrà avere più della metà dei compensi. In pratica, prestazione massima consentita 2500 euro, da considerarsi esente da tassazione. Questo tetto, però, sale di un quarto a 6250 euro se la prestazione è svolta da pensionati, giovani under 25 se studenti, o anche disoccupati o fruitori di reddito di sostegno.
Viene mantenuto uguale per tutti la copertura assicurativa Inail e quella previdenziale come versamento dei contributi di gestione separata. 
Per accedere alle prestazioni, sarà obbligatoria la doppia registrazione di datore di lavoro e lavoratore nella piattaforma online gestita dall’Inps, che si occuperà di gestire i pagamenti in formato completamente elettronico.
Le famiglie, dal canto loro, potranno acquistare un libretto nominativo che abbia una funzione identica di una carta prepagata, per attingere alla retribuzione di alcuni specifici tipi di prestazioni: piccoli lavori domestici come giardinaggio o pulizia, assistenza domiciliare, insegnamento supplementare, bonus baby sitter.
La retribuzione riconosciuta è di 10 euro l’ora netti, che diventano 12 per effetto della gestione separata Inps, dell’assicurazione e degli oneri gestionali. La vecchia versione dei voucher prevedeva invece che il compenso fosse pari a 10 euro lordi, che diventavano 7,50 al netto per il lavoratore.
Per le imprese, invece, sarà vigente il contratto PrestO, tramite cui l’azienda dovrà versare quanto preventivato per le prestazioni di tipo occasionale. Qui la retribuzione scende a 9 euro netti, con contributi e assicurazione che rimangono a carico del lavoratore. Ciò che devono fare le imprese è trasmettere entro un’ora dall’inizio della prestazione i dati anagrafici del lavoratore prescelto per la prestazione occasionale, oltre al luogo di svolgimento della stessa, data e ora di inizio e di conclusione. Il compenso minimo è di 36 euro a giornata, per prestazioni non inferiori a 4 ore continuative.
La manovra governativa andrà convertita in legge entro il 24 giugno, pena la decadenza.