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lunedì 8 maggio 2017

Contessa Entellina. L'idea di un amico: proporre il ripopolamento evidenziando che gli immobili abitativi si vendono sotto-costo

L’acquisto della casa è sempre stato il principali obiettivo da raggiungere per gli italiani. 
Acquistare una casa, da quando la crisi ha investito il mercato immobiliare, ha reso i costi dei  mutui piuttosto flessibili, per venire incontro alle esigenze dei lavoratori precari.
IL BELICE SENZA
FUTURO

I giornali riferiscono
che è invalsa l'abitudine
crescente di italiani pensionati
che decidono di andare ad
abitare in Portogallo, in
Croazia, in Albania etc.
stante che in quei paesi si sopravvive
con le modiche pensioni INPS.

Nel Belice i pensionati
italiani potrebbero usare
le case ricostruite e disabitate.

E' una provocazione ?



Tecnocasa, primario operatore nel settore, sostiene che per acquistare un immobile ci vorrebbero in media circa 6 anni di stipendio.
La realtà però evidenzia che la situazione cambia da città a città, e da paese e paese.
La città più cara ovviamente in Italia è Roma, pur se i prezzi sono scesi considerevolmete, sopratutto nell’ultimo anno. 
Subito dopo si posiziona Milano, dove servirebbero almeno 9 annualità di lavoro.
Palermo di contro offre dati più confortanti: circa 4 anni di stipendio. E'  la città siciliana in testa alla classifica delle città in cui è più vantaggioso acquistare casa.

Tecnocasa ignora nei suoi dati il mercato immobiliare di Contessa Entellina; eppure se l'Amministrazione Comunale lanciasse un progetto di ripopolamento di questo centro (che l'Istat continua ad attestare con capienza abitativa superiore a 8.000  individui, a fronte dei circa 1.500 iscritti all'anagrafe)  potrebbe rivolgersi a quei nuclei di coppie anziane e pensionate desiderose di comprare, con i risparmi accumulati in una vita di lavoro, appartamenti nuovi, antisismici, post-terremoto, che -qui- si vendono a prezzi ridicoli, sotto-costo.
Il discorso riferito a Contessa vale, potrebbe valere, pure per gli altri centri del Belice, da dove i nativi vanno via (scappano via) per l'assoluta mancanza di lavoro.