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mercoledì 31 maggio 2017

I nuovi voucher per il governo sono cosa fatta. Ma cosa accadrà in Parlamento ?


“Prestazione Occasionale” è il nome applicato con un emendamento al decreto “Manovrina”  attiene ai voucher per  ambiti famigliari e imprese, ivi comprese quelle al di sotto di 5 dipendenti, purché questi abbiano tutti contratto a tempo indeterminato.
Due sono  limiti di importo: quello per il datore di lavoro che non può superare i 5mila euro annui e quello per il lavoratore il cui importo sarà esattamente lo stesso, ma con lo stesso committente non potrà avere più della metà dei compensi. In pratica, prestazione massima consentita 2500 euro, da considerarsi esente da tassazione. Questo tetto, però, sale di un quarto a 6250 euro se la prestazione è svolta da pensionati, giovani under 25 se studenti, o anche disoccupati o fruitori di reddito di sostegno.
Viene mantenuto uguale per tutti la copertura assicurativa Inail e quella previdenziale come versamento dei contributi di gestione separata. 
Per accedere alle prestazioni, sarà obbligatoria la doppia registrazione di datore di lavoro e lavoratore nella piattaforma online gestita dall’Inps, che si occuperà di gestire i pagamenti in formato completamente elettronico.
Le famiglie, dal canto loro, potranno acquistare un libretto nominativo che abbia una funzione identica di una carta prepagata, per attingere alla retribuzione di alcuni specifici tipi di prestazioni: piccoli lavori domestici come giardinaggio o pulizia, assistenza domiciliare, insegnamento supplementare, bonus baby sitter.
La retribuzione riconosciuta è di 10 euro l’ora netti, che diventano 12 per effetto della gestione separata Inps, dell’assicurazione e degli oneri gestionali. La vecchia versione dei voucher prevedeva invece che il compenso fosse pari a 10 euro lordi, che diventavano 7,50 al netto per il lavoratore.
Per le imprese, invece, sarà vigente il contratto PrestO, tramite cui l’azienda dovrà versare quanto preventivato per le prestazioni di tipo occasionale. Qui la retribuzione scende a 9 euro netti, con contributi e assicurazione che rimangono a carico del lavoratore. Ciò che devono fare le imprese è trasmettere entro un’ora dall’inizio della prestazione i dati anagrafici del lavoratore prescelto per la prestazione occasionale, oltre al luogo di svolgimento della stessa, data e ora di inizio e di conclusione. Il compenso minimo è di 36 euro a giornata, per prestazioni non inferiori a 4 ore continuative.
La manovra governativa andrà convertita in legge entro il 24 giugno, pena la decadenza.

Rottamazione cartelle. In Sicilia sarebbero state accolte poco meno di 240mila istanze

Riscossione Sicilia, la società che gestisce le Esattorie in Sicilia ha fatto conoscere tramite il suo Amministratore, dott. Fiumefreddo, di avere accolto entro il 21 aprile istanze di cartelle da rottamare per un valore di  3,23milirdi di euro.

Mezzojuso. ECO DELLA BRIGNA n. 116/2017, periodico bimestrale pubblicato a cura di Don Enzo Cosentino

























Eparchia. Bando per la selezione di 11 volontari nel SERVIZIO CIVILE, di cui 2 previsti a Contessa









Borghi più belli d'Italia. In Sicilia esistono potenzialità inespresse

Si va sviluppando nell'isola un turismo vicino casa, una riscoperta della Storia e pure della Bellezza.
Sambuca di Sicilia,  comune
di 5 961 abitanti della
provincia di Agrigento.
La nostra isola vanta ben 19 "borghi" inseriti nel "Club più belli d'Italia" e questi registrano da soli il 6% dei pernottamenti rilevati in tutta Italia (oltre 13milioni), pari a 800mila pernottamenti, a fronte di 228mila arrivi. 
Esiste -ovviamente- anche quella forma di turismo "mordi e fuggii".

I 19 borghi isolani inseriti nel Club dei più Belli d'Italia sono:
-Castelmola
-Castiglione di Sicilia
-Castroreale
-Cefalù
-Ferla
-Gangi
-Geraci Siculo
-Milazzo
-Montalbano Elicona
-Monterosso Almo
-Novara di Sicilia
-Palazzolo Acreide
-Petralia Soprana
-Salemi
-Sambuca di Sicilia
-San Marco d'Alunzio
-Savoca
-Sperlinga
-Sutera.

Questo tipo di turismo all'interno di centri che conservano il fascino dell'antico, dello storico e dell'architettonico del tempo che fu, nella nostra isola attrae in termini di visitatori (con pernottamento) come riportato sopra 800mila unità annue, in terza posizione rispetto al turismo attratto dai centri balneare e dai prestigiosi centri "culturali" della Sicilia.

Quale è la struttura ricettiva dei 19 "borghi" ?
--n. 52 esercizi alberghieri
--n. 131 bed and breakfast
--n. 55 alloggi in affitto in forma imprenditoriale 
--n.  6 fra campeggi e villaggi turistici.

^^^^^^^^^^^^^^^^
I borghi della Sicilia sono ben 829, molti sono ancora da ri-scoprire sia per la significatività architettonica che per l'aspetto storico-culturale. Bellezza, tradizioni e folklore rischiano lentamente di sparire.
Potremo entrare a discutere negli sperperi e nelle ruberie delle risorse della Regine Sicilia. Risorse sottratte allo sviluppo dell'isola, una terra che vede flussi ininterrotti di giovani emigrare.
Non serve, in Sicilia ci dibattiamo fra i Crocetta, i Cuffaro ed i Lombardo. 




martedì 30 maggio 2017

Pavel A. Florenskij. Una figura del Cristianesimo del Novecento

I nostri sono tempi che lentamente, ma con costanza, vedono crollare una dopo l'altra le certezze che il passato ci ha trasmesso.
Viene da chiedersi nell'attuale clima culturale e sociale quale sia il ruolo che la Chiesa vuole assumere nel contesto di questo ventunesimo secolo. 
Non stiamo discutendo della figura del Papa. Per quanto ci riguarda l'attuale  pontefice è quanto di meglio possa esistere nei palazzi vaticani. Mi auguro possa resistere in quei palazzi fino a riuscire a raddrizzare la barca che ad oggi sa solamente ergersi a strumento di Potere.

La nostra sensazione è che non serva una Chiesa che prova a dialogare con la gente, il popolo di Dio, mediante lo schermo della gerarchia e mediante l'uso delle Congregazioni Romane che mediante personaggi privi di meriti e conoscenza che non siano quelle libresche sono assurti a Segretari o Sottosegretari o a Prefetti e dal loro ruolo scelgono governatori (vescovi ?)  a loro fedeli da destinare ai territori completamente sconosciuti ad essi, o modificano deliberati sinodali con letterine di cinque righe per imporre cambi di identità a territori trattati come colonie da addomesticare, costi quel che costi.

Questo tipo di Chiesa non è altro che una realtà autoritaria e prevaricatrice che nulla ha a che fare col messaggio bimillenario di quell'ebreo che portando un messaggio nuovo a chi lo attendeva si premurò anche di abolire le gerarchie, asserendo che chi vuole essere primo e capace di imporre qualcosa agli altri deve servirli e deve capirne l'humus con cui sono stati impastati dalla Storia. 
Quell'ebreo non disse mai di usare bigliettini di cinque righe per disporre dei popoli.

Il filosofo Vattimo in un libro ebbe ad esprimersi: "Negli ultimi tempi, ho riaperto e ritrovato il mio rapporto col cristianesimo, ma devo dire che l'ho ritrovato accettando piuttosto la fede delle vecchiette che la fede dei teologi ...".
La fede in effetti la si ritrova più nel rapporto con i preti di campagna, ritenuti "inadatti" per le grandi cattedrali, piuttosto che con chi viene da lontano per impartire disposizioni in linea con chi scrive trattati teologici nell'acqua o con chi, dentro le Congregazioni Romane, "governa sui popoli".

Dal prossimo post con questo stesso titolo inizieremo a tratteggiare la figura di un grande del Novecento:   Florenskij.

Classi dirigenti. Centro-Destra, Centro-Siinistra e Cinque Stelle unanimi ad anticipare le elezioni politiche

Ncd si sente in un cul de sac: 

"Tenere conto della maggioranza". 

Propone il 4% ma l'ex premier non ne 

vuole sapere. La soglia di sbarramento

concordata fra i tre poli è fissata al 5%. 
Cinture allacciate a palazzo Chigi per l’accelerazione impressa alla politica dall’intesa tra Pd, M5S, Fi sulla legge elettorale alla tedesca con soglia di sbarramento al 5% in funzione anticespugli. Il premier Paolo Gentiloni e il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, pensano di mettere in campo subito un decreto sull’Iva, o meglio un provvedimento urgente per evitare che il voto anticipato a settembre-ottobre, e l’evetuale esercizio provvisorio di bilancio che ne dovesse derivare, facciano scattare dal prossimo primo gennaio le clausole di salvaguardia che farebbero aumentare l’imposta sul valore aggiunto dal 10 per cento al 13 per i beni di largo consumo e dal 22 al 25 per cento per gli altri beni, per un prelievo complessivo destinato ad aumentare di 19,6 miliardi. Il decreto dovrebbe evitare lo scatto automatico dell’aumento dell'Iva aumenti grazie al rinvio di tre mesi, al 1 aprile, dell’entrata in funzione delle clausole, in attesa che in parlamento si formi una maggioranza stabile che trovi una possibile alternativa. 
(Così Itala Oggi)

E' tempo di dichiarazione dei redditi. Perchè quegli Enti che nel 2015 non avevano disponibilità per pagare i dipendenti nel 2016 non hanno applicato la tassazione separata ?

Redditi soggetti a tassazione separata per obbligo
la legge
Sono assoggettati a tassazione separata, indipendentemente da una diversa volon­tà del contribuente, i seguenti redditi, perlopiù correlati a un’attività lavorativa personale del contribuente:

a) TFR ed equipollenti, anche quando conseguiti per effetto di una procedura concorsuale o di un provvedimento dell’autorità giudiziaria (art. 17, comma 1, lett. a). La quota di indennità > e 1.000.000 va comunque assoggettata a tassazione ordinaria (art. 24, comma 31, d.l. 201/2011);

b) prestazioni pensionistiche erogate ai sensi del d.lgs. 252/2005 (art. 17, comma 1, lett. a-bis);
c) emolumenti arretrati di lavoro dipendente, qualora (art. 17, comma 1, lett. b):
- riferiti ad anni precedenti a quello in cui sono effettivamente percepiti;


- spettanti in base a sopravvenuto intervento di legge/sentenze/CCNL (sono dunque escluse da tassazione separata le somme derivanti unicamente dalla volontà delle parti);

d) indennità per la cessazione di rapporti di collaborazione coordinata e conti­nuativa, purché esista un atto avente data certa anteriore all’inizio del rapporto, sulla base del quale possa provarsi il diritto alla percezione di tale indennità (art. 17, comma 1, lett. c). La quota di indennità > E 1.000.000 va comunque assoggettata a tassazione ordinaria (art. 24, comma 31, d.l. 201/2011);
e) indennità di mobilità corrisposta in via anticipata (art. 17, comma 1, lett. c-bis);
f) rimborso di oneri e/o imposte dedotti/detratti in anni precedenti (art. 17, comma 1, lett. n-bis).
Gli Uffici dell’Agenzia delle Entrate fanno concorrere tali importi al reddito complessivo del contribuente riferito all’anno di percezione, qualora ciò risulti più favorevole per il soggetto passivo (art. 17, comma 3, ultimo periodo): non è necessaria alcuna espressione di volontà da parte del percipiente, al fine di bene­ficiare di tale disposizione di favore.

la conseguenza
Gli Enti (pubblici) che tassano gli stipendi di due annualità come fossero reddito di 12 mesi non solo violano la normativa, ma -con spirito non benevolo- lasciano intendere che il dipendente abbia nel 2016 superato il limite di reddito che gli avrebbe dato -applicando la normativa della tassazione separata- diritto al cosiddetto "BONUS RENZI".
Ci chiediamo: perchè accade ciò ?

lunedì 29 maggio 2017

Memoria storica e legame ad una comunità. Va formandosi una identità cosmopolita ?

La memoria storica, la conoscenza del passato, consente ad una comunità, ad un territorio ed a un popolo di rivivere e di riappropriarsi della propria identità.
Il concetto di “identità” viene usato
in molti contesti: si parla per esempio
dell’identità di un popolo, dell’identità
di una cultura, dell’identità di un partito
e pure di “perdita di identità”.

Oggi nell’ambito sociologico si
parla per lo più con un
accento negativo, di “essenzialismo”.

Identità "essenza” in quanto
perenne, concepita come concetto
che si oppone al potere del tempo e delle
circostanze naturali e storiche,
 che fa violenza al flusso temporale
e al divenire..
Di cosa si compone l’identità di un individuo, di una collettività, di un popolo se non della memoria storica sul territorio su cui vive e delle fonti della propria cultura, intese ovviamente in senso progressivo ?

Ogni generazione umana, da sempre e ai nostri giorni soprattutto, assiste lentamente e irrimediabilmente alle generazioni precedenti  -detentrici di memoria storica-  che scompaiono e scomparendo portano con loro ciò che li caratterizzava. La graduale perdita di memoria storica avviene ai nostri giorni nonostante disponiamo di internet, enciclopedie e migliaia di libri, anche perché ogni generazione possiede una propria impronta e una propria visione frutto dell’esperienza, che le generazioni successive non sempre riescono a cogliere. 
In un libro di cui non ricordo il titolo mi capitò di leggere che la stessa Europa ha già rotto, o sta rompendo, i ponti con la sua identità caratterizzante –quella che negli ultimi due millenni l’ha improntata- e che è stata anzitutto culturale e spirituale, prima ancora che economica e commerciale.  Quel libro concludeva che l’Europa rischia di essere, di stare per essere, “licenziata dalla Storia”. Essere licenziati dalla Storia significa che le generazioni che verranno –pur disponendo di internet, enciclopedie e libri- non sapranno cogliere senso, logica e spiritualità del mondo che li ha preceduti.
Lo stesso Cristianesimo, già oggi letto e interpretato col massimo soggettivismo,  non offre più alcun contributo –o quasi- all’identità di popoli, comunità e individui. 
Lo dimostra il continuo interrogarsi del mondo cattolico sulla propria identità, sul proprio posto nella società, sulla propria responsabilità etica e politica, sulla propria modalità di presenza nel mondo e persino sull’opportunità di continuare a mantenere la propria unità.

La vita nel XXI secolo scorre senza che si mantenga la “memoria storica”, senza che sia utile il mantenimento del legame alla terra di origine, da cui per più ragioni, si taglia ogni legame di lingua, visione e interpretazione del futuro.

Dalle sensazioni riportate su questa pagina ritengo di poter intuire il perché nessuno si accorge di non possedere “identità”, né senso di appartenenza a popoli, comunità e di non possedere nemmeno identità personale; tutti effettivamente proviamo infatti ad apparire diversi da ciò da cui proveniamo e da ciò che siamo.

Chi perde, volontariamente o involontariamente, la memoria perché ritiene di essere un “moderno” e perchè vuole apparire "altro", verosimilmente non si accorge di essere divenuta una persona “confusa”, priva di "identità".

Il G7 d Taormina. Tanto rumore (tanto spendere di denaro) per il (quasi) falimento

Nessun accordo su clima, su migranti e su commercio. 
Il vertice dei sette (presunti) "grandi" di Taormina sembra sa stato un fallimento. 
I giornali sottolineano come, a parte un impegno comune sul terrorismo, per fermare l'Isis e i suoi seguaci in Occidente, il vertice  ha un nuovo socio scomodo come Donald Trump pronto a rimettere in discussione politiche consolidate su clima, commercio e migranti.

Nella  dichiarazione finale si afferma la necessità di tutelare i profughi e i migranti più deboli, come le donne a rischio e i minori non accompagnati, ma anche il diritto "sovrano" degli Stati di presidiare i propri confini e di fissare "tetti" all'immigrazione. 
Più che all'accoglienza, si fa riferimento al diritto di portare avanti "politiche sull'immigrazione nel proprio interesse nazionale", al punto che le Ong hanno parlato di "testo miope e regressivo".

Hanno detto ... ...

FRANCESCO, Papa e vescovo di Roma
"Il sistema politico a volte sembra avvantaggiare chi specula e non chi investe”; 
“il vero imprenditore conosce i suoi lavoratori perché lavora con loro, l’imprenditore deve essere un lavoratore, nessun bravo imprenditore ama licenziare la sua gente, chi pensa di risolvere i problemi licenziando non è un buon imprenditore”. 

DONALD TRUMP, presidente Usa appena rientrato nel suo Paese e in maniera disorientata scrive su Twitter

"Sono appena arrivato in Italia dopo il proficuo meeting della Nato a Bruxelles. Ho detto alle altre nazioni che devono pagare di più, non è giusto per gli Stati Uniti"

dopo qualche tempo il twtter è stato cancellato e riproposto così

 "Sono appena tornato dall'Europa. Il viaggio è stato un grande successo per l'America. Lavoro duro ma grandi risultati!".




Cristianesimo di rito bizantino. Chi imita fa confusione


La festa dei 318 Padri della Chiesa che parteciparono al Concilio Ecumenico di Nicea, è calendarizzata nel rito bizantino nel Typikon della Domenica successiva all’Ascensione. Questa data -quella di ieri- corrisponde più o meno con quella d’apertura di quel concilio, che si è svolto dal 20 maggio al 25 agosto del 325. 
La festa potrebbe essere stata istituita in connessione con la festa dell’Ascensione e mostra, come “il Figlio di Dio veramente divenne uomo, e perfetto uomo, ed è asceso al cielo come Dio e siede alla destra del Padre”.

La Chiesa Bizantina festeggia il trionfo dell'Ortodossia -invece- nella prima Domenica di Quaresima. Essa vuole ricordare il ripristino del culto delle immagini, dopo l'eresia e le lotte iconoclaste. E' stata proclamata dal Concilio Ecumenico di Costantinopoli convocato sotto l'imperatrice Teodora nel 843.

domenica 28 maggio 2017

28 maggio. Papàs Giuseppe Di Miceli celebra la prima Divina Liturgia nella Chiesa Madre di Contessa




L'editoriale di Eugenio Scalfari su La Repubblica

Se l'egoismo globale ci tiene tutti prigionieri

Papa Francesco, che resta il solo a predicare l’apertura di ciascuno verso gli altri, disse che tanti “Tu” diventano “Noi” e quando questo avviene quel “Noi” universale determina la rivoluzione. Aveva ed ha perfettamente ragione, ma sta avvenendo l’inverso: il “Tu” regredisce all’“Io”. 
Un “Io” globale e cioè l’egoismo fatto persona


Ogni giorno che passa la confusione aumenta, ma quale ne è la causa? Forse la globalizzazione? Forse l’aumento dell’egoismo in ogni individuo, in ogni famiglia, in ogni tribù, in ogni istituzione, in ogni Stato? La risposta è affermativa: globalizzazione ed egoismo. Ma perché? Speravamo che la globalizzazione fosse un elemento di progresso, sempre che ciascuno si adeguasse a un mutamento così sconvolgente e salutare. Invece sta avvenendo il contrario e il motivo è evidente: la società globale era aperta, sollecitava una apertura che si estendesse a tutti i popoli e a tutte le comunità, a tutti gli interessi in concorrenza tra loro, a tutti i popoli che abitano la nostra Terra. E invece…

Invece improvvisamente la società globale ha trasformato se stessa: è diventata un elemento di chiusura. È difficile capire se quella chiusura provenga dall’aumento dell’egoismo o sia stata la globalità a determinarla provocando la chiusura di ogni persona, istituzione e interesse in se stesso.

Papa Francesco, che resta il solo a predicare l’apertura di ciascuno verso gli altri, disse che tanti “Tu” diventano “Noi” e quando questo avviene quel “Noi” universale determina la rivoluzione. Aveva ed ha perfettamente ragione, ma sta avvenendo l’inverso: il “Tu” regredisce all’“Io”. Un “Io” globale e cioè l’egoismo fatto persona.

E siccome le persone sono dovunque e operano dovunque, il loro se stesso come unico o prevalente segno di valore provoca la chiusura della società globale. La risposta sarebbe una resistenza positiva, l’ “Io” non è una soluzione ma una regressione terribilmente negativa e se vogliamo vederne l’eventuale progressione ci troveremo di fronte a una generale anarchia e al pericolo che ne deriva, cioè l’avvento delle dittature. I fatti raccontati dalla storia sono questi. Spesso li dimentichiamo o non li comprendiamo nella loro essenza ma li stiamo vivendo proprio in questi giorni ed è bene che lo comprendiamo.

Dal G7 non ci si aspettava molto: di quei Sette infatti solo gli Stati Uniti d’America hanno un’importanza mondiale. Gli altri Paesi contano poco o niente. Non vi partecipa la Russia né la Cina. C’è la Germania, che un peso ce l’ha e la Francia che l’aveva e spera ora di riacquistarlo; ma sono pesi e stazze d’importanza media. L’Italia nel caso attuale è l’ospite con funzione di mediatore e moderatore. Un compito che Gentiloni sta svolgendo meglio che può, ma come stazza siamo a quella di una macchinetta utilitaria. Gli Usa, come abbiamo detto, hanno una stazza di massimo livello, diciamo una Ferrari o una Volkswagen di lusso o un’Alfa Romeo, ma l’autista è privo di esperienza e di conoscenza della politica mondiale, dominato da un “Io” assai potente ma incapace di equilibrio istituzionale e politico. L’anno prossimo ci sarà un G20 e lì il palcoscenico ospita quasi tutti i protagonisti mondiali ed in più alcune grandi istituzioni politiche e bancarie. Il G20 potrà esaminare una situazione che va di male in peggio. Speriamo che lo faccia e assuma qualche provvedimento migliorativo.

Infine c’è — per guardare e intervenire nel mondo intero — l’Onu dove tutti i paesi esistenti come Stati sono rappresentati. Ma chi conta veramente all’Onu è il Consiglio di sicurezza con cinque rappresentanti permanenti e altri che li affiancano a turno. I Cinque, quelli sì hanno un peso, o meglio avrebbero un peso ma ciascuno di loro ha un diritto di veto che impedisce qualunque intervento o decisione che non piaccia a tutti e questo, salvo casi molto rari, non avviene quasi mai sicché il potere dell’Onu è puramente simbolico. Il “Noi” non c’è neanche lì e quindi non c’è alcuna linea di globalità aperta ma soltanto interessi protetti e chiusi.
Questa è la rassegna delle Istituzioni e questo è lo stato confusionale del mondo che abitiamo.

I popoli, quelli sì, potrebbero riaprire un’evoluzione sociale ed economica e sarebbe un loro interesse farlo; ma chi sono i popoli? Chi li guida, chi li educa, chi li dirige? Il Califfato musulmano dirige una specie di popolo che è viceversa un gruppo di criminali come raramente è esistito nel mondo, che uccide innocenti, donne, vecchi, bambini. Se ci fosse l’Inferno meriterebbero di essere distrutti tra le fiamme. Il mondo civile, quello che difende la sua natura, la sua visione ideale, i suoi valori, le sue religioni, dovrebbe dichiarare guerra al Califfato. Teoricamente l’ha dichiarata ma praticamente nessuno la fa salvo alcune interposte e affittate santerie. Ci vorrebbe invece una guerra vera ma nessuno vuole farla e anche qui prevalgono gli “Io” e non i “Noi”.

È vero che se quei comandanti del Califfato fossero presi e resi impotenti continuerebbero ad esistere le “periferie” del mondo, e continuerebbero purtroppo il loro lavoro che credono sia rivoluzionario ma è soltanto criminale. Ma quanto durerebbe questa situazione se i comandanti del Califfato fossero stati battuti e distrutti? Forse qualche anno ma non di più, soprattutto se le periferie del mondo fossero bonificate in tutte le nazioni con una politica sociale e culturale adeguata. E qui compare anche un’altra questione gigantesca che si chiama emigrazione e riguarda soprattutto l’Africa. È il continente del domani. Oggi, gran parte del suo territorio, giace nella miseria e nella schiavitù, della cui soluzione dovrebbero occuparsi le nazioni di più elevato benessere e civiltà. Il tema Africa e altri analoghi devono essere al più presto affrontati ma finora ben pochi ne parlano.

Qualcuno ha suggerito che per l’Africa ci vorrebbe una sorta di piano Marshall finanziato dall’Europa e dall’America. Quel piano Marshall africano trasferirebbe le migrazioni, darebbe lavoro e slancio alle varie comunità africane che ne hanno estremo bisogno e che sono i tre quarti del continente, con le sole eccezioni del Sudafrica, del Kenya e dell’Etiopia. I vantaggi per l’Africa e per il mondo sarebbero notevolissimi: la popolazione africana aumenterebbe in pochi anni ed avrebbe lavoro, educazione e civiltà e ci sarebbe perfino una immigrazione di segno contrario perché molti giovani, soprattutto energici, andrebbero a lavorare dall’Europa in Africa creando imprese ed altre attività positive. Inutile aggiungere che questo sarebbe un colpo mortale anche contro il radicalismo islamico e favorirebbe la fratellanza religiosa tra i vari monoteismi. Purtroppo però il presidente Trump ha già detto di no a questa proposta. Mentre il grande impero occidentale ha una politica protezionistica a tutti gli effetti. E questo è un guaio non da poco. Il piano Marshall africano potrebbe vararlo l’Europa, ma la Germania probabilmente non ci starebbe. E poi l’Europa non c’è e, se Macron non riesce a far cambiare il verso all’andamento generale, l’Europa non nascerà.

Per chiudere dovrei parlare di alcune novità che riguardano l’Italia e una serie di iniziative per fare la legge elettorale. Ne stanno parlando Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo e sembra che abbiano raggiunto un accordo sull’adozione del sistema elettorale tedesco, in parte proporzionale e in parte maggioritario. Ma qui ci sono alcune errori in partenza: il numero dei deputati alla Camera tedesca non è fisso come in Italia (630 deputati) ma variabile. Inoltre la Camera Alta (quella connessa con le Regioni) è in gran parte composta dai dirigenti dei Länder che non vengono eletti ma inviati dai Länder tra i propri dirigenti.

Comunque queste differenze non è difficile superarle e quindi il modello tedesco sarà probabilmente adottato. Si sta già formando una sorta di quadrumvirato tra il Pd di Renzi, il Movimento 5 Stelle di Grillo, Berlusconi e Salvini. Probabilmente, in vista di elezioni che avverrebbero tra la fine di settembre e i primi di ottobre, Berlusconi farà un’alleanza elettorale con Salvini e allora il quadrumvirato diventerà triumvirato. Le elezioni con questa nuova legge elettorale che sarà tra pochi giorni approvata dal triumvirato, collocherà ciascuno dei tre più o meno intorno al 30 per cento. Una situazione assolutamente ingovernabile che imporrà alleanze post elettorali. Ma tra chi? I grillini stanno da soli e se si alleassero con uno dei tre dopo poco il loro movimento sarebbe scomparso. Non resta dunque che l’alleanza tra il Pd renziano e il berlusconismo variamente rappresentato: dall’accordo con Salvini all’accordo con i moderati di Alfano. Ma si creerebbe una situazione di due contro uno e quindi alla fine l’alleanza non può essere altro che quella tra il Pd renziano e un Berlusconi almeno per metà salviniano. Grillo da solo. È governabile un Paese in queste condizioni? Io non credo.

Ci sarebbe in teoria un’altra soluzione che ho più volte indicato in queste mie uscite domenicali: una legge elettorale che prevede non più liste uniche ma, per chi lo vuole, liste di coalizione. A quel punto il Pd potrebbe coalizzarsi con una sinistra messa insieme da Pisapia e anche con un centro di moderati come quelli di Alfano ed altri della stessa natura: moderati non di destra ma del centro. Purtroppo manca una visione di sinistra e se quella non c’è è molto difficile concepirne la sua azione.

Quella visione fu propria di Romano Prodi e poi di Veltroni e poi di Enrico Letta e anche di Monti. E attualmente in qualche modo ce l’hanno Gentiloni, Minniti, Franceschini, e soprattutto il presidente Mattarella. Coraggio, provateci e probabilmente ci riuscirete e in quel caso, insieme ai francesi di Macron, si potrà costruire l’Europa. Sarebbe un avvenire molto auspicabile e se riuscisse canteremo tutti insieme la Marsigliese che non è una canzone della Francia soltanto ma dell’Europa e quindi di quel “Noi” che finalmente farebbe la sua positiva pacifica e splendida rivoluzione.

Un vademecum di Unimpresa. Le cartelle esattoriali vanno attentamente lette

La cartella di Equitalia (o d Risccossine Sicilia) è 
"un atto che viene inviato ai contribuenti per la riscossione dei crediti su incarico degli enti creditori". 
"L'importo richiesto nella cartella - si legge - viene maggiorato di interessi e sanzioni, a seconda del momento in cui essa viene pagata o in base al rateizzo che è stato richiesto. Ci sono però dei casi in cui vengono poste questioni sulla legittimità delle suddette cartelle".

La prima questione riguarda "gli interessi di mora che vengono aggiunti all'importo totale, poiché non sono chiari i criteri di calcolo di quest'ultimi". L’importo che viene richiesto a titolo di interessi di mora, infatti, "non ha alcuna specifica su come sia stato calcolato né tantomeno sulle aliquote applicate, ma viene riportata solamente la cifra totale", segnala Unimpresa.
"La Corte di cassazione civile con la sentenza 4516 del 21 marzo 2012 ha affermato che non è il contribuente che deve compiere difficili indagini per decifrare un calcolo degli interessi incomprensibile. Pertanto, le cartelle che non specificano il conteggio degli interessi e le aliquote applicate sono da considerarsi 'nulle'" afferma il documento di Unimpresa.

Un'altra questione di legittimità delle cartelle riguarda l'anatocismo. Che è regolato dall’articolo 1283 del codice civile e consiste nell’applicare interessi su altri interessi. "Si tratta di una pratica vietata. In questo caso -segnala Unimpresa- vengono considerati illegittimi le aliquote e gli interessi applicati su altri interessi e sanzioni".
Tre i casi di anatocismo che riguardano le cartelle di Equitalia: interessi di mora, aggio, dilazione. "In tutti questi casi - spiega il documento dell'associazione - vengono applicati degli interessi su basi di calcolo già comprendenti altri interessi. Ne consegue che tutte le cartelle, trascorsi 60 giorni dalla notifica, sono anatocistiche". Per eliminare questo effetto e recuperare le somme non dovute, "occorre ricalcolare gli interessi di mora, l’aggio e gli interessi di dilazione solo ed esclusivamente sulla base del tributo" indica il documento.
"Per evitare di pagare più del dovuto, è sempre opportuno un controllo perché almeno una parte del debito preteso dall'agente della riscossione potrebbe essere illegittima". Ad affermarlo è il vicepresidente di Unimpresa, Claudio Pucci.

Il mondo del terzo millennio. Super ricchi e morti di fame

Il vertice G7 a Taormina passa anche per il guardaroba delle first lady. 
Melania Trump, che al suo arrivo a Palazzo Chierici a Catania, (dove assieme agli altri consorti dei big della terra ha preso parte al pranzo con il sindaco della città, Enzo Bianco) ha sfoggiato un soprabito color panna interamente ricoperto di fiori in 3D,  è un esempio.

Il total look della signora Trump è firmato ancora una volta Dolce&Gabbana, etichetta cara all'ex modella slovena, che più volte durante le tappe europee del primo viaggio del presidente Usa all'estero ha mostrato una certa predilezione per i capi realizzati dal duo creativo. 

Non c'è abito, borsa, scarpa, che la first lady indossi che non venga osservato minuziosamente e commentato dai censori dello stile. Elegantissima, sempre impeccabile nella scelta degli abiti, Melania sa come raccogliere consensi (e dividere il popolo) in fatto di look. 
Che decida di indossare Dolce&Gabbana, come ha fatto in più occasioni (l'ultima per il vertice Nato) o passeggiare nel giardino della Casa Bianca con un paio di ballerine rosa, poco importa.

A far storcere il naso  -in questa occasione- è stato il costo della giacca ricamata, che secondo il 'Daily Mail' si aggira attorno ai 51mila dollari
51.500 per la precisione. Una scelta che potrebbe far infuriare qualche connazionale se si pensa che all'ex candidata democratica alla Casa Bianca Hillary Clinton non è stato mai perdonato di aver indossato una giacca di Giorgio Armani dal valore di 12mila dollari.

Voucher. Così pensa la Fondazione Nenni

Come era prevedibile, il governo con la destra cancella e con la sinistra punta a reintrodurre. 
Ci riferiamo ai voucher che sono stati eliminati giusto per il tempo necessario a evitare il referendum proposto dalla Cgil e ora, sull’onda di chi tuona che bisogna scongiurare il lavoro nero (dimenticando la quantità di lavoro nero che i voucher hanno coperto nel disinteresse generale e complice di chi oggi strilla), si punta a reinserire. 
Sul lavoro occorrerebbe un po’ di serietà che è mancata prima al governo Renzi e poi a quello Gentiloni tanto è vero che coerentemente al ministero del lavoro è rimasto Giuliano Poletti: è proprio il caso di dire, una garanzia. 
Sembra quasi che la politica italiana non sia in grado di evitare il ritorno sul luogo del delitto. Eppure era evidente l’uso improprio (e anche truffaldino) che dei voucher veniva fatto. Ma all’ipocrisia politica basta un dettaglio: scolorire il nero in un bel grigio scuro.

sabato 27 maggio 2017

Accade oggi, 27 maggio

PIANA DEGLI ALBANESI: Nella Cattedrale di San Demetrio sarà ordinato -nella mattinata di oggi- sacerdote di rito bizantino Giuseppe Di Miceli, giovane diacono di Contessa Entellina.
Il neo Papàs celebrerà la prima Divina Liturgia, domani 28 maggio, nella Chiesa Madre di Contessa Entellina.

GIULIANA: Alle 10,oo di oggi, nei locali del castello Federico II sarà ricordata per iniziativa dell'Amministrazione Comunale la figura di Antonio Giuseppe Marchese, apprezzato cultore di Storia territoriale della Sicilia e soprattutto dell'area occidentale.

ACQUAFORMOSA (CS): Si svolgerà oggi la giornata conclusiva della "XXIV Rassegna Culturale Folkloristica per la Valorizzazione delle Minoranze Etniche".
La manifestazione è riservata alle Scuole appartenenti a comunità contraddistinte da minoranza storica etnico-linguistica presenti nel territorio nazionale. Ad essa ha aderito l'Istituto Comprensivo "Francesco Di Martino" di Contessa Entellina con un folto gruppo di studenti formati nel canto locale della tradizione arbëreshe e guidati dall'insegnante Benedetta Nicolosi e dal Parroco Papàs Nicola Cuccia.  


venerdì 26 maggio 2017

Norme sul Lavoro. Tornano i "voucher" ?

Qualcuno sostiene che i voucher sono "usciti dalla porta per rientrare dalla finestra" ed in effetti, i buoni lavoro ideati per retribuire i ‘lavoretti occasionali’, a dar ascolto al capogruppo dem alla Camera, Ettore Rosato, saranno  re-inseriti in manovra sotto la voce “norma sul lavoro occasionale”  valida “per famiglie e aziende”, scatenando l’immediata risposta della Cgil e della Sinistra.
Una decisione quella della revoca avvenuta alcune settimana fa, che aveva lasciato scontenti molti. Le associazioni degli imprenditori, in particolare, hanno protestato, chiedendo al governo di intervenire per restituire ai datori di lavoro la possibilità di pagare non in nero i ‘lavoratori saltuari’
Proteste che sembrano essere state ascoltate dai democratici, che si preparano ad inserire nuovamente questo strumento nella manovrina in discussione alla Camera.

Nazionalismo all'italiana. Sosteniamo di volerci aprire al mondo, ma ai grandi nomi della cultura preferiamo i nostri "paesani"

Il mondo ha visto cambiare in 2 anni i musei italiani e ora il Tar Lazio annulla le nomine di 5 direttori. Non ho parole, ed è meglio…”. 
 Schmidt, direttore Uffizi:
"Gli stessi giudici che hanno riammesso i centurioni al Colosseo"
Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini manifesta con queste frase il disappunto alla notizia della bocciatura, da parte del Tar, di cinque su venti direttori dei supermusei nominati due anni fa. 
Le nomine annullate sono quelle di Paolo Giulierini, Museo Archeologico Nazionale di Napoli, Carmelo Malacrino, Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, Eva Degli Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto, Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi di Modena, Peter Assmann, direttore del  Palazzo Ducale di Mantova.
Il Tar sostiene che “il bando della selezione non poteva ammettere la partecipazione al concorso di cittadini non italiani in quanto nessuna norma derogatoria consentiva di reclutare dirigenti pubblici fuori dalle indicazioni tassative espresse dall’articolo 38. Se infatti il legislatore avesse voluto estendere la platea di aspiranti alla posizione dirigenziale ricomprendendo cittadini non italiani lo avrebbe detto chiaramente".

Hanno detto ...

 GIANLUCA ZAPPORINI, giornalista
Se c’è un male tutto italiano è la corruzione. Un cancro così grande e profondo che è difficile persino quantificarlo in cifre, anche solo per somme righe. Una cosa è certa, l’Italia non dà segni particolari di reazione al fenomeno, che ogni anno strappa miliardi all’economia reale. L’ultimo Termometro, presentato questa mattina alla Camera dal think tank Riparte il futuro, parla fin troppo chiaro. Ecco che cosa racconta.
ALL’ORIGINE DEL MALE
L’origine della corruzione si chiama clientelismo, spiega il rapporto presentato a Montecitorio. Ovvero la “propensione dei governi a favorire specifici soggetti o aziende tramite l’assegnazione di commesse e appalti o facilitando l’approvazione di norme ad personam”. E qui per l’Italia sono dolori. Perchè dal confronto con i 28 stati membri dell’Ue, l’Italia nel 2015 risulta penultima seguita solo dalla Slovacchia, mentre nel 2016 è terzultima seguita da Slovacchia e Ungheria. Chi sono i primi della classe? Nemmeno a dirlo, l’Europa del Nord, ovvero Finlandia, Irlanda, Germania, Olanda e Francia. La relazione tra clientelismo e corruzione è direttamente proporzionale: al crescere dell’uno, aumenta l’altra. Dunque “quando il livello di clientelismo scende o sale, diminuisce o aumenta anche il livello di corruzione”.
TRASPARENZA, CHI ERA COSTEI?
Altro aspetto legato a doppio filo alla corruzione analizzato nel report, la trasparenza. E cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. Trasparenza vuol dire quanto siano accessibili agli attori economici le informazioni sui cambiamenti normativi inerenti alle attività di impresa. In pratica, quanto ne possono sapere gli imprenditori di quello che succede tra governo e parlamento. Anche il questo caso per l’Italia è notte fonda. “Comparando i 28 stati membri dell’Ue emerge che l’Italia è ultima classificata nel 2015 e penultima dopo l’Ungheria nel 2016. Inoltre, questo indicatore mostra una forte correlazione con il livello di corruzione nell’Ue: maggiore è la trasparenza delle decisioni pubbliche, minore il livello di corruzione”.
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BUROCRAZIA ALLEATA DELLA CORRUZIONE?
Un quarto indicatore misura la difficoltà riscontrata dalle aziende ad adempiere alle richieste della Pubblica amministrazione, ad esempio in materia di permessi e reportistica. E’ un viatico per la corruzione dal momento che se i tempi per avere un permesso diventano esasperanti un imprenditore o rinuncia al suo investimento oppure mette mano al portafoglio e si compra il lasciapassare. Confrontando questi dati per tutti gli Stati membri dell’Ue, si rileva che l’Italia “è in ultima posizione nel 2015 e si conferma ultima nel 2016. Anche questo indicatore mostra una forte correlazione con il livello di corruzione: negli Stati membri in cui è più facile per le aziende adempiere alle richieste della Pubblica a, il livello di corruzione è più basso”.
RENDERE DIFFICILE IL FACILE (ATTRAVERSO L’INUTILE)
Paolo Ielo, sostituto procuratore, di corruzione se ne intende. Per questo quando, intervenendo al convegno, ha dovuto dire la sua sul perchè la corruzione trova sempre terreno fertile in Italia. Ed è stato piuttosto chiaro, per non dire inquietante. Sottobanco c’è un attacco diretto allo stesso apparato pubblico, reo di incentivare, inconsciamente, il fenomeno attraverso la creazione di una selva normativa. “L’eccesso di regolazione e la scarsa  qualità della regolazione, portano all’impossibilità di sapere cosa si può e cosa non si può fare, ciò che è lecito e ciò che è illecito.  Talvolta sembra che tutta una serie di provvedimenti legislativi,  amministrativi e perfino le sentenze, siano scritte attraverso la  logica del ‘rendere difficile il facile attraverso l’inutile'”. La semplificazione – ha dichiarato Ielo – “è una qualità delle  regolazione e allora se noi andiamo a vedere tutta una serie di norme, leggi, regolamenti, circolari, incappiamo nelle norme matrioska che  ti rimandano di legge in legge, di regolamento in regolamento, di  comma in comma, di paragrafo in paragrafo e così via”.