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domenica 30 aprile 2017

Ricordo delle vittime di Portella della Ginestra

Portella della Ginestra
Associazione dei familiari e
dei sopravvissuti della strage
del 1° Maggio 1947


ANCORA UN PRIMO MAGGIO SENZA VERITÀ E GIUSTIZIA
DON LUIGI CIOTTI CELEBRA UNA MESSA A SUFFRAGIO DELLE VITTIME
L’ARTISTA ETTORE DE CONCILIIS DONA UNA PITTURA
ALL’ASS. PORTELLA DELLA GINESTRA

Ieri 29 aprile 2017, alle ore 10,30, nella Cattedrale di San Demetrio a Piana degli Albanesi per il 70° anniversario della strage di Portella della Ginestra eseguita da Salvatore Giuliano con la sua banda il Primo Maggio 1947 su ordine delle forze agrarie reazionarie e mafiose è stata officiata da don Luigi Ciotti e dall’Eparca Giorgio Demetrio Gallaro una messa a suffragio delle vittime.
Al termine della celebrazione liturgica la critica d’arte Marina Pizziolo ha presentat l’opera pittorica realizzata dall’artista Ettore de Conciliis, in “Omaggio alle vittime di Portella della Ginestra, a Nicola Barbato e ai caduti del movimento contadino di Piana degli Albanesi”.
Purtroppo anche questo anniversario è ancora stato caratterizzato dalla mancanza di verità e di giustizia.
La richiesta alle massime Autorità dello Stato di rendere pubblici tutti gli atti istruttori relativi al procedimento sui mandanti di Portella istruito negli anni ’50 dalla Procura di Palermo non è stata ancora accolta nonostante la direttiva Prodi del 2 maggio 1998 di desecretare tutti i documenti attinenti la strage di Portella della Ginestra. In quelle carte si trovano le ultime ed inedite dichiarazioni di Gaspare Pisciotta sui mandanti della strage rese poco prima di essere ucciso nel carcere Ucciardone di Palermo.

Non abbiamo ricevuto tutt’ora neanche risposta alla richiesta di rendere pubblici, seguendo l’esempio della FBI, i fascicoli sui mafiosi, che imperavano in Sicilia nei primi anni del secondo dopoguerra, molti dei quali ebbero rapporti criminali con Salvatore Giuliano, che secondo le ultime ricerche storiche era un uomo d’onore della mafiosa di Montelepre. Fascicoli che sono ancora oggi depositati negli archivi dell’Arma dei Carabinieri e delle Questure di Palermo e Trapani, all’interno dei quali molto probabilmente potremmo finalmente trovare le tracce per scoprire la tanta agognata verità.