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venerdì 7 aprile 2017

L'America di Trump. L'azione Usa in Siria è la risposta a crimine di guerra, limitata, non tappa di escalation militare

La bandiera della Siria
 Attacco Usa ad un alleato della Russia.

L'attacco Usa della scorsa notte in Siria è una "risposta motivata a un crimine di guerra". Lo afferma -in Italia- il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in una dichiarazione alla stampa a Palazzo Chigi. 

"L'azione di questa notte come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad" ha detto il premier italiano, "credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all'uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle". 
"Chi usa armi chimiche non ha attenuanti" 
"Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni" ha aggiunto Gentiloni. 
"L'uso delle armi chimiche è vietato dalle convenzioni internazionali, da numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, non può essere circondato dall'indifferenza". 
"L'Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l'egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia". 

"Ho avuto colloqui con il presidente Hollande e la cancelliera Merkel: abbiamo condiviso che l'Europa contribuisca nella direzione della ripresa del negoziato" ha aggiunto il presidente del Consiglio, che ha confermato come quella americana sia stata una azione una tantum. 
"Gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare" ha sottolineato, aggiungendo che "c'è l'impegno comune perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria". 
"Sono convinto- ha concluso- che l'azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico".