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giovedì 13 aprile 2017

Affidabilità Paesi. Per mantenere nervi saldi e pace nel pianeta gli Usa sono ancora affidabili ?

Riflessione ripresa dalla
Fondazione Pietro Nenni
Pechino, sarà nella forma tuttora la capitale di un regime comunista (nella forma), nella sostanza però dietro quel simulacro vetusto e superato conserva l’antica arte confuciana del potere, che è anche saggezza e tempi lunghi oltre che forza brutale. Quella capiitale sa studiare bene il sistema internazionale e ha capito che gli americani hanno, da parecchi decenni, l’abitudine di aprire le crisi in ogni angolo del pianeta e poi le lasciano suppurare, consegnandole in eredità ai vicini (delle crisi). Tanto il giochino avviene sempre lontano da casa (degli americani) e i guai rimangono ai paesi vicini ai focolai, che non li hanno cercati.
Secondo Luigi Troiani, collaboratore della Fondazione Nenni, i cinesi hanno capito che nei Balcani meridionali, nel Medio Oriente, con annessi e connessi tipo Isis e terrorismo internazionale, nel sud est asiatico, nel Corno d'Africa, nel nord Africa mediterraneo e altrove gli americani accendono il fuoco e poi nascondono la mano. 
Dopo questo tipo di analisi, il Presidente cinese ha chiesto a Trump, nella telefonata di cui ci riferiscono i media, di astenersi dal creargli casini alla frontiera e di cercare la soluzione “pacifica” al rebus Pyongyang, lavorando insieme alla “denuclearizzare” della penisola coreana.
The Donald deve esserci rimasto male. Scambiando per dei poveracci i cinesi verso i quali è in realtà debitore per i fantastilioni di dollari di titoli a loro venduti dal tesoro americano, aveva appena twittato ai fan, con l’innata signorilità che lo contraddistingue: “Ho spiegato al presidente della Cina che un accordo commerciale con gli Usa sarà molto migliore per loro se risolvono il problema nord coreano”.
 Xi, il Presidente cinese, ha detto che l’armada (così l’ha chiamata Trump) spedita sul Pacifico occidentale, non la manda giù. Non tanto perché Pechino non condivida la necessità di dare una lezione al pupazzo di Pyongyang (lunedì a Seul la Cina ha concordato che Kim-Jong-un test nucleari e lancio di missili intercontinentali se li scorda, altrimenti dovrà vedersela con la “fermezza” cinese) quanto perché vuole si eviti, a un tiro di schioppo da casa sua, l’apertura di una crisi.