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martedì 28 febbraio 2017

La vicenda umana

La vicenda umana,  4                                 


La vicenda umana 1
La vicenda umana n. 2

La vicenda umana n. 3

12)
La Storia scorre sempre e passa di mano in mano, ma a pagare i prezzi più alti dei conseguenti cambiamenti continuano ad essere coloro che dalla Storia sono gli esclusi.
La Storia dei deboli mentre scorre si rivela sempre come priva di strutture e proprio quando li esclude essi si ritrovano aggregati inspiegabilmente alle forze che hanno determinato il loro amaro destino di esclusione.

13)

Alcuni anni fa', dopo il crollo del muro di Berlino sotto le cui macerie rimase ciò che restava del marxismo di stampo comunista, alcuni studiosi parlarono di fine della Storia (post- Storia) immaginando che ormai all'affermazione definitiva della democrazia occidentale non vi erano più ostacoli e contrapposizioni.

Cosi non e' stato.
Sono effettivamente venute meno le contrapposizioni di stampo ideologico ma sono iniziati, o meglio sono continuati i conflitti di stampo economico e di potenza nazionale che da sempre condizionano la Storia dell'umanità.
Lo stesso autore de "La fine della Storia e l'ultimo uomo" ebbe a correggersi e scrivere  che in effetti " La fine della Storia sarebbe stata molto triste, molto noiosa":  Fukuyama.


14)

No, la Storia non e' arrivata a nessun capolinea, anche perchè essa oltre che occuparsi dei grandi eventi ha da interpretare pure la cronaca ed ha inoltre da sistematizzare il prima che annuncia il dopo.

La Storia dovrà spiegare fra qualche tempo perchè mai i nostri figli avranno ambiti di libertà più ristretti e possibilità economiche più ridotte di noi che ci siamo gloriati di aver contemplato i "diritti dell'uomo". 
Dovrà appunto spiegare dove la nostra generazione abbia sbagliato rispetto al sorgere dei "nuovi poveri", alla prima generazione della modernità che non ha visto migliorare la propria condizione rispetto ai padri. La generazione che fino a 40 anni di età -almeno in Italia- resta disoccupata.

15)
Gli storici nei loro prossimi studi dovranno ancora mettere in luce perché mai l'uomo occidentale, immerso nell'abbondanza di cibo e di luci, proprio adesso che è in condizione di scrutare l'Universo più lontano e di immaginare il come e il quando sbarcare su nuovi pianeti avverte -improvvisamente- una forte avversione (paura ?) per il nuovo e il diverso che viene apportato da uomini provenienti da altre terre, già da lui sfruttate, dello stesso pianeta.