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giovedì 16 febbraio 2017

Il Partito Democratico. Nel nuovo scenario della legge elettorale proporzionale è privo delle ragioni per restare unito

Bersani alla Direzione del Pd -pochi giorni fa- si è chiesto se esista qualcosa che tenga unito il Pd, se esistono ancora le ragioni di tenere insieme culture politiche tanto diverse. 
La risposta spontanea sarebbe: No. 
Cosa può infatti unire un'anima liberaldemocratica come quella del gruppo che sta attorno a Renzi e un'anima socialdemocratica che potrebbe in prospettiva aggregarsi attorno a Emiliano (presidente della regione Puglia)  oppure attorno a Rossi (presidente della regione Toscana)  ?  
Renzi potrebbe sviluppare la sua politica di destra liberale e i suoi oppositori potrebbero rimettere in sesto un loro partito di Sinistra democratica. Sarebbe un bene per l’Italia che da troppi anni vive spettacoli indecifrabili e privi di visione e respiro politico degni di un paese europeo.
Cos’é che tiene insieme il Pd ? 
Ricalcando un articolo di Mauro Del Bue sul giornale socialista Avanti! si può riflettere nei seguenti termini: 
1) Gramsci ha qualcosa a che vedere con Moro? E Berlinguer può essere considerato un predecessore di Renzi? Non scherziamo
Al socialismo europeo ha aderito il Pd, un partito con un trascorso prevalentemente comunista e grazie a un leader che proviene da una tradizione democristiana. Un'anomalia paradossale !
2) C’é allora un programma, c’é una funzione politica come comune denominatore? 
Se escludiamo le unioni civili, e cosi come avvenuto per l’adesione al socialismo europeo pare originale che una legge di laicità sia stata varata grazie a un governo presieduto da un cattolico, non c’é questione programmatica sulla quale non si sia verificata una tensione, una polemica, uno scontro. Infatti:
--Jobs act, 
--buona scuola, 
--Italicum, 
--riforma costituzionale,
sono riforme che hanno visto nel Pd elevarsi minacce di voti contrari ed esplicite dissociazioni parlamentari. Non si era mai visto un partito dividersi perfino in occasione di un referendum dove in gioco era la permanenza di un governo presieduto dal suo segretario.
3) C’é una funzione politica unitaria? 
Gli oppositori del Segretario propongono di costruire un nuovo rapporto con Sinistra italiana e guardano a Pisapia, mentre Renzi e i suoi pensano -in un contesto di legge elettorale proporzionale- un futuro governo che non potrà fare a meno di Berlusconi. Renzi auspica per la Francia un prossimo presidente centrista ed i suoi oppositori uno dei due candidati di sinistra.
Le motivazioni dell'eventuale scissione non sono dunque attribuibili al calendario e alla durata della stagione congressuale, esse sono radicate nelle diversità e incompatibilità che hanno segnato la storia del Pd, un partito che era nato sull'onda della vocazione maggioritaria con lo scopo di sconfiggere Berlusconi. 
La vocazione maggioritaria è ormai alle nostre spalle alla luce della prossima legge elettorale proporzionalista che dovrà essere varata. Oggi il contendente é diventato Grillo, tanto che Berlusconi e Forza Italia sono ipotizzabili come futuri alleati di Renzi.
E' -quindi- venuto meno il motivo di esistere di un Pd con un'anima post comunista che prova a occupare gli spazi socialdemocratici ed un'anima già cattolica che prova ad occupare -con Renzi- spazi di laicismo liberale. 

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