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giovedì 16 febbraio 2017

Hanno detto ... ...

LA POLITICA IN ITALIA:
CIASCUNO PARLA PRESCINDENDO
DAL QUADRO COMPLESSIVO IN CUI OPERA.
GLI ALTRI NON ... ESISTONO 

DICHIARAZIONE CONGIUNTA DI Enrico Rossi, Michele Emiliano, Roberto Speranza
L'ultima Direzione nazionale del Partito Democratico è stata animata da un dibattito ricco e plurale. Le conclusioni del segretario non hanno rappresentato questa ricchezza di posizioni e visioni, che ci caratterizza come la più grande comunità civile e politica del Paese. 
L'esito della Direzione è stato profondamente deludente e ha sancito la trasformazione del Partito Democratico nel Partito di Renzi, un partito personale e leaderistico che stravolge l'impianto identitario del PD e il suo pluralismo. Abbiamo chiesto un impegno preciso: il sostegno al governo sino alla sua scadenza naturale, un congresso senza forzature e preceduto da una conferenza programmatica nella quale ritrovare l'unità, ma siamo stati inascoltati. 
Per questa ragione, sabato mattina, saremo tutti assieme al Teatro Vittoria, con l'obiettivo di costruire un'azione politica comune, per rivolgere un appello a tutti i nostri militanti ed attivisti e per impedire una deriva dagli sviluppi irreparabili. Il Pd non può smarrire la sua natura di partito del centrosinistra, che trova le sue ragioni fondative nel principio dell'uguaglianza e nei valori della Costituzione.


SANDRO ROAZZI, collaboratore della Fondazione Pietro Nenni
Secondo l’Ocse occorrerebbe una politica economica di tipo keynesiano che assomigli però ad una vera e propria sferzata. Come definire altrimenti i suggerimenti che puntano a indicare nei trasporti, nelle opere infrastrutturali, nell’edilizia antisismica, nelle spese per scuola ed assegni familiari delle priorità non eludibili? Con il corollario di prestare maggiore attenzione all’aumento della povertà delle famiglie: quelle con due figli sono passate dall’essere il 2,3% nel 2006 all’8,6% nel 2015. Se si aggiunge che gran parte della disoccupazione italiana è costituita da quella di lunga durata il quadro non è certo esaltante.
Del resto anche dalle considerazioni dell’Ocse si evince che in definitiva la nostra economia resta a galla soprattutto per la “protezione” degli interventi della Bce e per l’aumento di spesa con l’aggiunta di alcuni benefici ricavati ad esempio dal Jobs act ma che come si sa bene si stanno esaurendo di pari passi con gli incentivi che l’affiancavano.
Tale scenario impone una riflessione che non è certo confortante: se si vuole restare in Europa, e se l’Europa non si sgretola beninteso, l’Italia è destinata a sperimentare ancora politiche di rigore, meno brutali del passato, ma che pur sempre presenteranno i conti ad imprese e famiglie. Il debito pubblico, sempre secondo i dati Ocse, ancora nel 2018 sarà superiore al 132% sia pure in lieve calo. Padoan ha ribadito l’intenzione di procedere nelle privatizzazioni e nel controllo della spesa ma la sensazione è che il percorso sarà più accidentato.
MATTEO RENZI, segretario pd
“Mi capita più volte in queste ore di fermarmi. E domandarmi: ma cosa può apprezzare un cittadino del dibattito di queste ore nel Pd? E mi rispondo: nulla, o quasi. Mi domando come sia possibile fare una scissione sulla data di convocazione del congresso e non sulle idee. Ma non è la prima volta che alcuni compagni di partito cercano ogni pretesto per alimentare tensioni interne. E io non voglio dare alcun pretesto, davvero. Voglio togliere ogni alibi. E anche se il grido ‘congresso o scissione’ sembra un ricatto morale, accettiamo di nuovo il congresso dicendoci: ragazzi, dobbiamo essere responsabili”
PIERLUIGI CASTAGNETTI, già esponente della Margherita
"Vogliamo riprenderci quelli che se ne sono andati". Ma non se n'erano già andati nel 2013, proprio con segreteria Bersani? Dunque.
VIRGINIA RAGGI, sindaco di Roma
Noi del MoVimento 5 Stelle abbiamo un vizio che non vogliamo perdere per alcuna ragione: dire le cose come stanno, con chiarezza e senza sotterfugi. Sullo stadio di Tor di Valle questa amministrazione non ha alcun accordo con la società. Stiamo lavorando, alacremente e con grande serietà, attraverso una delicata trattativa – tutt'ora in corso – con gli attori in campo. E, in ossequio agli impegni presi, manteniamo il massimo riserbo su questa trattativa proprio per evitare speculazioni esterne: immaginate quali siano gli interessi che si muovo attorno a quest’opera. 
Quello che forse non tutti sanno – perché i giornali dimenticano sistematicamente di ricordarlo – è che il progetto dello stadio a Tor di Valle lo ereditiamo dal sindaco Marino e dalla maggioranza Pd che, nel loro stile, hanno pensato più agli interessi particolari che a quelli generali, cioè di tutti i cittadini romani. Così, al nostro insediamento, ci siamo trovati con un progetto con una eccedenza di edificazione SOLAMENTE del 70 per cento in più rispetto a quanto previsto dal piano regolatore generale. E, chiaramente, essendo entrati in corsa, ci siamo trovati un iter già avanzato e quasi a conclusione che, in altre parole, significa: causa multimilionaria all’orizzonte che la società potrebbe intentare contro il Comune di Roma, per via degli atti amministrativi compiuti dalla giunta Marino in accordo col Pd che hanno creato i presupposti per il mancato guadagno.
Nonostante abbia detto che non ci sarà assolutamente nessuna colata di cemento, i giornali taglieranno qualche frase qui e lì come fatto ieri e spareranno i titoloni su "M5S con i palazzinari, riempiranno Roma di cemento". 
Quando si parlava di Olimpiadi tutti con il dito puntato contro la giunta capitolina. Oggi, di fronte alla volontà di trovare un accordo per dare ai romani una struttura sportiva all'altezza del millennio e delle grandi capitali europee, il dito è sempre puntato contro di noi. Insomma, comunque vada, siamo sempre additati. Ce ne faremo una ragione. Noi continuiamo a lavorare per i romani, lasciamo agli altri le chiacchiere da giornale.