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venerdì 27 gennaio 2017

Sicilia. Percorsi bizantini

CORRIERE DELLA SERA


La piccola Grecia italiana ha il volto di 15 mila persone che hanno deciso di vivere nel nostro Paese. Le loro storie risalgono agli anni 80, quando i greci in Italia erano 60 mila, e ancora prima, con gli esili conseguenza della Dittatura dei Colonnelli fra il '67 e il '74. 
Una comunità vivacissima e ricca di professionisti, spesso impegnata a promuovere eventi culturali. «Negli anni 80 sono venuta a studiare qui», racconta Sofia Zafiropoulou medico, originaria di Corfu e da tré anni presidente della Comunità milanese, «la prima emigrazione avvenne come conseguenza della Dittatura e anche allora artisti e intellettuali italiani vennero in nostro aiuto in ogni modo, da Michelangelo Antonioni a Marcello Mastroianni che firmarono appelli contro il regime; dai 60 mila greci che vivevano qui negli anni 80 e 90 oggi siamo in 15 mila, in buona parte divisi fra Milano (2.000 persone), Roma, Napoli e la Sicilia e molti sono medici, avvocati, ingegneri». 
Zafiropoulou fra le tante creazioni della Grecia «Made in Italy» è particolarmente legata al Centro Culturale Ellenico milanese (www.centroeìienicoaicuitura.com) che nasce nel 2002 come emanazione della Comunità Ellenica fondata nel 1984. Da 15 anni è frequentatissimo da italiani, ben 200 studiano ogni anno qui greco moderno, per imparare i segreti della cucina greca e cimentarsi nei balli tradizionali come il ben noto syrtafci e i meno noti xasapiko, tsamikos. 
Oggi i giovani scelgono Tirana o altre città dell'Est Europa per i loro studi: «L'Italia è diventata troppo costosa per le famiglie che devono mantenerli all'estero». La Comunità pensa anche ad agevolazioni economiche: la scuola elementare del Centro è gratuita per coppie miste italo-greche. 
CONFRATERNITE DEL '500
Da Messina, la presidente della Federazione delle Comunità elleniche (prima donna a ricoprire questo ruolo) Olga Nassis racconta la sua Grecia italiana: «La presenza greca in età moderna risale al '500, le prime confraternite si stabilirono a Napoli e Venezia durante il Rinascimento, anche la comunità a Messina era molto numerosa fino al terremoto del 1908». Le tracce greche non sono solo quelle classiche: un itinerario nella Sicilia Orientale sui Monti Nebrodi, nel comune di Frazzanò, porta (www.medioevosicilia.eu) a San Filippo di Demenna: «È uno dei più antichi monasteri bizantini dell'Europa Occidentale» dice la Nassis «nei secoli successivi si trovano testimonianze ovunque nel Sud a cominciare dai 78 monasteri di rito greco ancora attivi nel '700». 
In Calabria altri percorsi nella storia: il monastero greco-ortodosso di San Giovanni Theristis a Bivongi, fa parte di un itinerario bizantino fra Reggio Calabria e Rossano (müw.turiscalabria.ít). Per la diffusione culturale greca, la Federazione nazionale comprende 15 comunità fra cui Milano, Napoli e Palermo che curano eventi di ogni genere, dalla cucina allo studio del greco moderno. 
A Roma, una curiosità: la Chiesa Greco-Ortodossa di San Teodoro in Palatino (õßá San Teodoro 7, tel. 06.6786624) propone corsi di musica bizantina. E sempre a Roma, fra i greci d'Italia più noti, vive l'artista Jannis Kounellis che ha partecipato per la prima volta alla Biennale di Venezia nel 1972. 
SALONICO DA SCOPRIRE
I residenti greci consigliano una scoperta di Salonicco, collegata all'Italia anche da voli low cost. La seconda città della Grecia si visita a piedi: il centro, fra la Città Alta e il mare, è un museo diffuso con testimonianze romane, bizantine, ottomane ed ebraiche. Nonostante la crisi, Salonicco ha mantenuto vivacità culturale e sociale: per un break i due mercati Modiano e Kapani sono il cuore diurno insieme all'area di Louloudadika con il mercato dei fiori. Per cena un ristorante da provare è quello gestito dalla famiglia Zithos (zithos.gr/en/) dal 1990 nel quartiere di Dorè. Ad alta densità di locali e ristoranti, la zona riqualificata di Ladadika, a ridosso del porto, è stata per secoli il centro del commercio dell'olio d'oliva con una forte presenza di mercanti ebrei, francesi e italiani. 
Fabrizio Guglielmini